Miglior Film - Drama: 1917
Miglior Attrice - Drama: Renee Zellweger, Judy
Miglior Attore - Drama: Joaquin Phoenix, Joker
Miglior Film - Musical o Commedia: C'era una volta a... Hollywood
Miglior attrice - Musical o Commedia: Awkwafina, The Farewell
Miglior attore - Musical o Commedia: Taron Egerton, Rocketman
Miglior attore non protagonista: Brad Pitt, C'era una volta a... Hollywood
Miglior colonna sonora: Joker
Miglior Limited Series / TV Movie: Chernobyl
Miglior Performance di un'attrice in Limited Series: Michelle Williams, Fosse/Verdon
Miglior Regista: Sam Mendes, 1917
Miglior Attrice TV Series - Drama: Olivia Colman, The Crown
Miglior Attrice non protagonista in una Limited Series: Patricia Arquette, The Act
Miglior Canzone Originale: I'm Gonna Love Me Again - Rocketman
Miglior Serie Tv - Comedy: Fleabag
Miglior Attrice non protagonista: Laura Dern, Storia di un matrimonio
Miglior Film d'Animazione: Missing Link
Miglior Sceneggiatura: C'era una volta a... Hollywood
Miglior Attore Serie Tv - Drama: Best Actor TV Series - Drama: Brian Cox, Succession
Miglior Film Straniero: Parasite
Miglior Attrice Serie Tv - Comedy: Phoebe Waller-Bridge, Fleabag
Miglior Serie Tv - Drama: Succession
Miglior Attore non protagonista in una Limited Series: Stellan Skarsgard, Chernobyl
Miglior Attore in una Limited Series: Russell Crowe, The Loudest Voice
Miglior Attore Serie Tv - Comedy: Ramy Yousef, Ramy
La cerimonia è stata bella, tutto sommato, con i Globes presentati per la quinta (e sembra ultima) volta da Ricky Gervais, mattatore assoluto che con il discorso iniziale ha preso a pizze in faccia tutta Hollywood e non solo, non risparmiando niente e nessuno. Il red carpet ha visto una carrellata di celebrità, ovviamente molti volti noti, anche perché quest'anno abbiamo assistito al ritorno in scena di alcuni pesi massimi di Hollywood, con una concentrazione spaventosa di mostri sacri, basti pensare che quest'anno sotto il tetto del Beverly Hilton Hotel c'erano Martin Scorsese, Robert De Niro, Al Pacino, Quentin Tarantino, Leonardo DiCaprio, Brad Pitt, Daniel Craig, Chris Evans, Scarlett Johansson, Joaquin Phoenix, Sam Mendes, Taron Egerton, Tom Hanks e tanti, tantissimi altri, c'era anche Elton John.
L'altro grande trionfatore di quest'anno è indubbiamente C'era una volta a...Hollywood, il nono film di Quentin Tarantino, su cui ho veramente detto di tutto e di più. Tarantino la spunta ancora una volta per il premio della miglior sceneggiatura (che ha già vinto tre volte), ma non si ferma qui e conquista anche il premio come miglior film commedia o musicale, meritatissimo ovviamente. Tarantino si ferma, ma il film ha avuto un altro premio, con la statuetta del miglior attore non protagonista data a Brad Pitt. Non era scontato, data l'enorme presenza di Al Pacino, ma Brad sembra proprio aver conquistato la giuria con il suo fantastico Cliff Booth, vincendo il suo secondo Globe dopo quello vinto per L'esercito delle 12 scimmie, la bellezza di 25 anni fa. Davvero molto bello il suo discorso, probabilmente il mio preferito dell'intera serata, nel quale ringrazia anche gli altri contendenti, mostri sacri del cinema che per lui erano considerati alla stregua di divinità, poi ha ringraziato suo "fratello" Quentin e il suo "partner in crime" Leonardo DiCaprio. In ogni caso, devo ammettere che di tutte le premiazioni, solo per queste tre ho esultato come un idiota.
C'è stata anche una gran bella celebrazione per Tom Hanks, premiato alla carriera, con una carrellata di tutta la sua filmografia, e che ha fatto anche lui un bel discorso. Per quanto riguarda il settore serie tv, posso dire veramente poco, non ho visto Fleabag, ma ne parlano tutti bene, come del resto anche Chernobyl, che ha conquistato due grossi premi. Da citare anche Russell Crowe, premiato per The Loudest Voice, illustro assente a causa degli incendi in Australia. E proprio la situazione australiana e il panorama politico di questi giorni sono stati al centri di molti dei discorsi degli attori, tra gli altri si è distinto Sacha Baron Cohen, che ha dato ironicamente del nazista a Marck Zuchenberg. Per quanto riguarda le attrici, vince ancora Olivia Colman, sempre per aver interpretato la regina, ma questa volta non si tratta della Favorita, ma di The Crown. Facevo il tifo per Scarlett Johansson, ma a spuntarla è stata Renée Zellweger, per Judy, che da noi deve ancora uscire.
L'altro grosso calibro di questa stagione, Joker, porta a casa due statuette, una per la colonna sonora e l'altra, ovviamente, per il miglior attore protagonista in un film drammatico, il grande Joaquin Phoenix. L'interprete di Arthur Fleck ha fatto un gran bel discorso, che tocca temi importanti, anche politici, ma che poi finisce persino per bacchettare Hollywood. Premio meritatissimo, ovviamente. Taron Egerton la spunta su Leonardo DiCaprio, conquistando con il suo Elton John, in Rocketman, il premio come miglior attore protagonista in un film commedia o musicale. Non ho avuto la fortuna di vedere Rocketman, ma non ne ho neanche tanta voglia, sinceramente, ora sono solo curioso di vedere quale star della musica porteranno sul grande schermo l'anno prossimo. L'anno scorso avevamo Freddie Mercury, quest'anno Elton John, ora a chi toccherà, Michael Jackson? Prince? Bah.
E ora veniamo alla parte più spinosa dell'articolo. Quest'anno era, senza dubbio, l'anno di Netflix, il colosso streaming che ha puntato molto sulle proprie produzioni originali, soprattutto The Irishman, Storia di un matrimonio e I due papi, facendo incetta di nomination. Ebbene, si porta a casa solo la vittoria di Laura Dern come miglior attrice non protagonista, per Storia di un matrimonio. Solo quello. Il meraviglioso film di Noah Baumbach è stato quasi del tutto ignorato, lo posso capire, la sfida era davvero ardua vedendo la concorrenza, e comunque una statuetta se la porta a casa. I due papi aveva poche possibilità, ammettiamolo, ma The Irishman di Martin Scorsese, dai. Non ha vinto niente. Niente. Neanche una statuetta. Alla premiazione c'era un tavolo con Scorsese, De Niro e Al Pacino ed è rimasto senza una statuetta fino alla fine. Vi giuro che questo non lo capirò mai. Mai. La sfida era davvero dura, è vero, ma se proprio non volevano dargli il premio di miglior film, dovevano almeno dare il premio alla miglior regia, perché Scorsese se lo merita tutto, quel premio. Persino Mendes ha ammesso che qualunque regista presente in quella stanza viveva sotto l'ombra di Martin Scorsese. Non voglio entrare in polemiche inutili, non so se è una ripicca della giuria contro Netflix, dato che gli attriti ci sono sempre stati in casi del genere, ma di sicuro, per me, questa completa trascuratezza per uno dei migliori film del 2019, è una grossa offesa a tutto il cinema, a tutta la settima arte. Negli anni mi sono quasi sempre ritrovato più nelle scelte dei Golden Globes che degli Oscar, ma questa volta spero che l'Academy possa rendere giustizia ad un pezzo mastodontico del cinema americano.
E niente, finisce qui, ormai le danze sono aperte e fra una settimana avremo le nomination agli Oscar 2020 e anche lì, statene certi, ne vedremo delle belle.








Nessun commento:
Posta un commento