domenica 14 luglio 2019

Spider-Man Far From Home: piccoli uomini ragno crescono (Recensione)

Con un po' di ritardo ecco la recensione del blockbuster estivo di questo luglio, l'atteso nuovo film targato Marvel Studios con il ritorno al cinema dell'arrampicamuri di New York, anche se questa volta sarà molto lontano da casa, ma non dai guai. Con il difficile "compito" di essere il primo film Marvel dopo il deflagrante Avengers Endgame, ci apprestiamo a vedere come e se questa nuova avventura cinematografica di Spider-Man si sia rivelata all'altezza di proseguire nel sempre più vasto universo narrativo Marvel.


Il film è uscito il 10 luglio nei cinema nostrani, dura 129 minuti ed è il ventitreesimo film del Marvel Cinematic Universe, sequel di Spider-Man Homecoming, ma come per ogni film Marvel è a tutti gli effetti il nuovo film dell'unica grande saga del MCU, che dopo gli eventi del quarto capitolo degli Avengers è pronta per rinnovarsi, dicendo addio alle star principali che ne hanno fatto parte in questi "primi" 11 anni e puntare sui nuovi cavalli da battaglia che negli ultimi anni hanno già avuto una pellicola a loro dedicata. Ovviamente fra questi c'è Peter Parker/Spider-Man, che ricopre ora un ruolo di primo piano dopo l'abbandono di Iron Man e a cui spetta anche il compito di traghettare gli spettatori verso una nuova fase dell'universo Marvel.


Diretto da Jon Watts (già regista di Homecoming), in Far From Home si ritrova il cast del precedente film di Spider-Man, che comprende principalmente Tom Holland nel ruolo del protagonista, Marisa Tomei nel ruolo di Zia May e Zendaya nel ruolo di MJ, e in più le new entry d'eccezione di questo nuovo capitolo, Samuel L. Jackson nel suo ormai iconico ruolo di Nick Fury, Cobie Smulders in quello di Maria Hill, Jon Favreau che interpreta nuovamente Happy Hogan e quella che è a tutti gli effetti la nuova star del film, Jake Gyllenhaal, che interpreta il misterioso Quentin Beck, Mysterio.


In questo nuovo film, Peter Parker e la sua classe andranno in gita in Europa, dove Peter vorrebbe dichiararsi a MJ, ma i guai non sembrano lasciar andare in vacanza il nipote di zia May, infatti verrà coinvolto da Nick Fury in un affare di livello "Avengers", Spider-Man dovrà affrontare la minaccia dei feroci Elementali, aiutato solo da un nuovo eroe, Quentin Beck, noto come Mysterio. Peter avrà anche modo di confrontarsi con i suoi traumi dopo gli eventi di Avengers Endgame, e dovrà capire in che modo dovrà cambiare il ruolo come Spider-Man.


Il film mi è piaciuto molto, presenta una buona evoluzione del personaggio e del suo mondo, è evidente che i Marvel Studios vogliano puntare sempre di più su Spidey, ed è anche giusto, infatti dopo l'addio degli Avengers, Peter diventa ciò che era destinato ad essere: l'eroe principale dell'universo Marvel. Devo essere sincero, io non riesco a contemplare Spider-Man fuori da New York, dato che è l'eroe Marvel più indissolubilmente legato alla sua città, ma lo stratagemma della gita scolastica, che quindi porta l'intero film all'estero, funziona bene e ha un suo perché, anche perché alla fine l'ambientazione europea (che porta il nostro eroe a volteggiare per Venezia, fra le altre città) rimane solo lo sfondo delle vicende e porta anche un po' di freschezza e nuovi elementi alle relazioni interpersonali di Peter e la sua classe.


Non mi piace fare confronti, ma con i sequel (e soprattutto con i film Marvel) è inevitabile, infatti devo dire che questo nuovo film mi è piaciuto più di Homecoming, che mi era comunque piaciuto, ma di cui non avevo apprezzato molto il primo tempo, troppo spensierato e scanzonato (anche per Spider-Man), ma che si riprendeva alla grande nel secondo tempo. In Far From Home c'è un equilibrio maggiore fra i vari elementi del film, principalmente fra il comico e il serio, che quindi si amalgamano in maniera omogenea e per niente fastidiosa (come purtroppo lo è in altri film Marvel). Far From Home deve anche fare i conti con Avengers Endgame e i grandi cambiamenti nel MCU, ma che in perfetto stile Marvel vengono ridicolizzati da un parte e trattati benissimo da un'altra.


Tom Holland è un ottimo Peter, ormai ha fatto suo il ruolo ed è pronto a farlo crescere, riesce a produrre una performance costante e coerente con le precedenti e in ogni caso riesce sempre fare uno Spider-Man personale ed eccellente. Samuel L. Jackson torna ad interpretare Nick Fury, che funge anche un po' da deus ex machina, ma che come al solito collega il film con il resto del MCU, per il resto è sempre un ottimo Jackson, ma che non brilla più di tanto, anche perché lascia lo spazio e la parte del leone ad un grandissimo Jake Gyllenhaal, interprete di Mysterio, qui trasposto in una nuova versione. Gyllenhaal è il grosso valore aggiunto del film, proprio come Michael Keaton e il suo Avvoltoio lo era in Homecoming, ma non poteva essere che così, vista la grande bravura dell'attore, che ruba la scena e buca lo schermo, proprio come il suo personaggio.
 

La nuova avventura di Spider-Man porta il personaggio "lontano da casa" non solo letteralmente, con il viaggio in Europa, ma anche metaforicamente, perché Peter non è più lo stesso "amichevole uomo ragno di quartiere", non dopo ciò che ha passato, e deve capire come evolvere, come crescere, e dovrà farlo anche senza volerlo. L'ombra di Tony Stark si fa sentire ma non troppo, è anche al centro di una delle scene più emozionanti del film, ma si vede che il messaggio del film è anche quello di imparare dai propri idoli, ma lasciarli andare quando è il momento, come del resto si fa quando si cresce. Ripeto, il film mi è piaciuto molto, oltre alla trama e il cast, presenta un sorprendente finale, come del resto anche in Homecoming, inoltre voglio anche mettere in evidenza i meravigliosi effetti speciali, sempre ottimi nei film Marvel, ma che in questo Spider-Man probabilmente toccano il loro apice.


Watts e gli sceneggiatori confezionano un ottimo nuovo capitolo della saga di Spider-Man, ma soprattutto un nuovo gradino nella crescita di Peter, come uomo e come eroe, questa volta portato al limite, fino a toccare il fondo più basso, prima della grande riscossa, come ogni grande storia del personaggio. Proprio come dissi quando parlai di Homecoming, il più grande pregio di questa versione di Spider-Man è l'opportunità di affezionarsici e vederlo cambiare e crescere. Far From Home prende atto di essere il ventitreesimo film di una grande saga, ma guarda al futuro, un futuro ragnesco.

venerdì 5 luglio 2019

Shaft: il ritorno della famiglia di detective afroamericani (Recensione)

Dopo un po' di tempo torna una recensione sul blog, questa volta di un film uscito lo scorso 28 giugno sulla piattaforma streaming Netflix, ma prodotto dalla Warner Bros/New Line Cinema, dal titolo Shaft, che vede il ritorno di un'icona degli anni '70, il detective John Shaft, questa volta però è accompagnato dalla sua famiglia. Già, perché è davvero curiosa la storia della famiglia Shaft, come vedremo tra poco.


La storia di John Shaft (del primo John Shaft) comincia nei favolosi anni '70, infatti proprio nel 1970 lo scrittore Ernest Tidyman tenterà di "rispondere" allo James Bond di Ian Fleming con un nuovo personaggio letterario, John Shaft appunto, un detective di colore dai modi rudi ma dal cuore d'oro, il personaggio divenne così protagonista di una serie di romanzi ed ebbe un successo clamoroso immediato. Nel 1971 si ha la prima trasposizione cinematografica, con Shaft il detective, diretto da Gordon Parks, con Richard Roundtree ad interpretare il protagonista. Il grande successo spinge alla produzione di un sequel nel 1972, Shaft colpisce ancora, diretto sempre da Parks e interpretato ancora da Roundtree, che lo interpreta nuovamente nel terzo film, Shaft e i mercanti di schiavi, diretto da John Guillermin nel 1973. Con il terzo film Shaft conclude temporaneamente la sua "carriera" cinematografica, spostandosi sul piccolo schermo, infatti Roundtree tornerà ad interpretare il detective in una serie televisiva di 7 episodi a cavallo tra il 1973 e il 1974, dopodiché di John Shaft si perderanno le tracce per 24 anni.


Nel 2000, infatti, uscirà un nuovo film, diretto da John Singleton, dal titolo Shaft, con protagonista il grande Samuel L. Jackson, nel ruolo di John Shaft, ma la pellicola non è un reboot della saga, infatti il nuovo protagonista altri non è che il nipote dello Shaft originale, che in questo nuovo film compare in un cameo, sempre interpretato da Richard Roundtree. Con la pellicola del 2000 sembrava essersi conclusa la saga del/dei detective e così è stato, fino a quest'anno.


Infatti nel 2015 la New Line Cinema (di proprietà della Warner Bros) ha acquistato i diritti di Shaft, con l'intenzione di farne un reboot, la produzione comincia nel 2017 con Tim Story, regista dei film dei Fantastici Quattro tra le altre cose, dietro la macchina da presa. Vengono scritturati Samuel L. Jackson e Richard Roundtree per interpretare nuovamente John Shaft e John Shaft Sr. infatti la storia verterà sulle varie generazioni della famiglia Shaft. Nell'ottobre 2017 alla produzione subentra Netflix, che acquista i diritti di distribuzione internazionale, così nel gennaio di quest'anno esce nei cinema statunitensi il nuovo film della saga, dal titolo Shaft (già, di nuovo), che nel resto del mondo arriva solo qualche settimana fa. Ma in cosa consiste questo nuovo film di Shaft?


Il nuovo capitolo segue le vicende di John Shaft Jr.(Jessie Usher), figlio del secondo John Shaft (Samuel L. Jackson), cresciuto solo dalla madre Maya (Regina Hall), dato che il padre lo ha abbandonato 25 anni prima a causa dei pericoli che comportava la sua vita da detective. Junior è un analista per l'FBI, ma dovrà chiedere aiuto al padre per risolvere un caso molto personale e importante, i due Shaft quindi si ritroveranno e fra le varie disavventure di cui saranno protagonisti dovranno collaborare, inoltre sarà cruciale l'aiuto di un arzillo John Shaft Sr.(Richard Roundtree).


Ho visto il film incuriosito dalla figura del detective Shaft (anche se non ho visto nessuno dei film precedenti) e ovviamente dalla presenza di Samuel L. Jackson, uno degli attori più prolifici della storia del cinema, capace di piacermi in qualsiasi ruolo, oltre ad essere talmente bravo da bucare lo schermo in qualsiasi dei suoi (tantissimi) film. Questo nuovo Shaft diverte e intrattiene, il piatto forte non è la trama generale (deboluccia a dir il vero), ma il confronto generazionale fra l'iconico detective di colore e suo figlio, il rapporto fra i due è la vera spina dorsale del film, sia nelle parti comiche (tantissime e molto divertenti) che nelle parti serie (non molte).


Il film è davvero molto divertente, rende giustizia ad un personaggio carismatico, che ritorna in auge proprio in questo periodo, che spesso e volentieri vede le rivisitazioni delle icone del periodo '70/'80, infatti per certi versi sembrerebbe l'ennesima icona rivisitata, ma almeno in questo caso si mette in evidenza l'ereditarietà dell'icona, con il confronto fra Shaft e suo figlio. Inoltre ad un certo punto subentra Richard Roundtree, nel suo ruolo di John Shaft Sr., portando il confronto su ben tre generazioni di detective, i tre John Shaft si riuniranno quindi, per rendere questo film la perfetta rappresentazione della saga, sicuramente non molto conosciuta, ma che con questo film torna alla ribalta, inoltre proprio come nel mio caso, questo Shaft è del tutto comprensibile senza aver visto nessuno dei precedenti.


La parte del leone spetta, ovviamente, a Samuel L. Jackson, divertente e scatenato, quasi senza filtri, di cui ho già scritto poco sopra i grandi pregi, mentre il resto del cast l'ho trovato consono e in parte, ma che non brilla più di tanto, salvo giusto Jessie Usher, che interpreta John Shaft Jr. e che è di fatto il protagonista del film, non tanto per qualità recitative, ma per aver sorretto bene il ruolo assegnatoli e ciò che rappresenta nel confronto con il padre, cioè la "spalla comica" nei momenti divertenti e una nuova, moderna, versione del personaggio originale.

Il risultato finale è un ottimo action comedy e buddy movie, nello stile delle pellicole poliziesche degli anni '80, fra cui le più famose sono sicuramente Die Hard (e precisamente il terzo film, che guarda caso aveva Samuel L. Jackson come co-protagonista) e Arma letale.


Concludo con una piccola curiosità: nella scena in cui Shaft parla con Bennie, quest'ultima associa il look del detective con quello di Morpheus di Matrix, facendo arrabbiare Shaft, che dice di non sopportare il confronto con Laurence Fishbourne, inoltre subito dopo Bennie cita Die Hard con il classico "Yuppi ki yah", pronunciato a John McClane (Bruce Willis) nella suddetta saga action (di cui ha fatto parte anche lo stesso Jackson come detto in precedenza), alche Shaft risponde con "Hasta la vista" citando Arnold Schwarzenegger in Terminator, quello che molti non sanno è che il doppiatore di Shaft in questo film è Alessandro Rossi, il doppiatore di Thanos fra gli altri, ma soprattutto è il doppiatore ufficiale dello stesso Schwarzenegger, quindi si è autocitato senza che la cosa fosse voluta, ovviamente, dalla produzione, che non si occupa del doppiaggio negli altri Paesi.

martedì 2 luglio 2019

La truffa dei Logan: la folle rapina di due folli fratelli insieme ai loro folli compagni (CineRandom)

Ancora una volta, per CineRandom, peschiamo dagli anni recenti, più precisamente dal 2017 (in Italia nel 2018), con una pellicola di primo piano, nata dal genio di Steven Soderbergh, noto regista di Ocean's Eleven, Twelve e Thriteen e di tanti altri film, ancora una volta accompagnato da un grande cast corale, che comprende star del calibro di Channing Tatum, Adam Driver, Daniel Craig, Katie Holmes, Hilary Swank e le divertenti partecipazioni di Seth McFarlene e Sebastian Stan.


La truffa dei Logan (Logan Lucky in originale) segue le vicende di due scalcinati fratelli, Jimmy (Channing Tatum) e Clyde Logan (Adam Driver), il primo è un operaio zoppo che viene licenziato, mentre Clyde è un veterano con la protesi al braccio che ora fa il barista. Insieme decideranno di compiere una delle più grandi rapine che il West Virginia ricordi, derubando la Charlotte Motor Speedway il giorno della più grande gara automobilistica dello stato, ma per farlo avranno bisogno dell'aiuto della sorella e di un criminale esperto di botti, lo scapestrato Joe Bang (Daniel Craig), l'unico problema è che Bang è in prigione. Inutile dire che niente andrà come previsto.


Soderbergh è ormai il maestro indiscusso degli heist movie, i film di rapine in pratica, forte della già citata trilogia di Ocean (il suo apice), ma non solo rapine, Soderbergh è noto anche per aver diretto film come Erin Brockovich o Traffic, oltre ai film dedicati a Che Guevara e tanti altri, ma con La truffa dei Logan torna ai furti particolari e sofisticati (oltre che molto divertenti). Il film è in perfetto stile Soderbergh, dai dialoghi irriverenti e le situazioni grottesche all'ironia che pervade quasi ogni scena, il tutto pesantemente aiutato da un'ottima sceneggiatura e soprattutto un ottimo cast, dato che uno dei marchi di fabbrica del regista è quello di circondarsi di star.


Channing Tatum non brilla certo per capacità recitative, ma ha sempre una grossa presenza scenica e interpreta molto bene il suo ruolo, vero protagonista "fra i protagonisti", al contrario è davvero molto bravo Adam Driver, uno degli attori più prolifici degli ultimi anni, "lanciato" dai nuovi film di Star Wars, in cui interpreta Kylo Ren, ma personalmente credo abbia brillato molto di più nelle pellicole che ha fatto negli ultimi anni (Blackkklansman o L'uomo che uccise Don Chisciotte per citarne qualcuna) rispetto ai nuovi episodi di Star Wars. La parte del leone spetta però a Daniel Craig, attuale interprete dell'iconico James Bond, che viene proposto in questo film come mai l'abbiamo visto al cinema, scapestrato, irriverente, divertente e dissacrante, preda di quella follia dannatamente esilarante. Degni di menzione sono sicuramente i divertenti ruoli di Sebastian Stan e Seth McFarlene, quest'ultimo è il noto creatore de I Griffin e Ted, anche in questo film in un ruolo simpaticissimo.


Ovviamente La truffa dei Logan non arriva ai film di Ocean, ma non è neanche nelle intenzioni dell'autore, che ad un certo punto del film si autocita, quasi chiarendo allo spettatore che la banda scalcinata di questo film è una sorta di versione "povera" della espertissima banda di Danny Ocean, quasi una parodia. Resta comunque un buonissimo film, con un ottimo cast e un gran bel finale a sorpresa, che va a concludere una entusiasmante storia.

lunedì 1 luglio 2019

Cinema 2019 (Luglio)

Comincia il rovente mese di luglio (anche se giugno non è stato da meno), ma il mese estivo non è esente dal presentare una carrellata di ottimi film, che come al solito, presento all'inizio del mese e di cui scelgo personalmente 7 fra i film più interessanti del mese.


-Spider-Man Far From Home: dall'11 luglio al cinema, l'attesissimo nuovo film Marvel con protagonista l'amichevole uomo ragno di quartiere, anche se questa volta il  "quartiere" è il caro vecchio continente, infatti dopo i drammatici eventi di Avengers Endgame, Peter Parker riprende la sua vita e partecipa alla gita scolastica insieme ai suoi amici, un itinerario che prevede la visita di Londra, Venezia e Berlino. All'apparenza è tutto tranquillo, fin a quando non subentra Nick Fury e un nuovo misterioso super essere, Mysterio, pronti ad affidarsi a Spider-Man per la salvezza del pianeta. Diretto ancora una volta da Jon Watts, regista di Homecoming, Tom Holland ritorna ad essere Peter Parker e Spider-Man, coadiuvato da Samuel L. Jackson nel ruolo di Nick Fury, con una new entry d'eccellenza, Jake Gyllenhaal, nel ruolo di Mysterio.


-Domino: dall'11 luglio arriva nelle sale un nuovo film diretto da Brian De Palma, maestro delle spy story. Domino segue le vicende di Christian, poliziotto di Copenaghen, che assiste al brutale assassinio del suo partner per mano di un affiliato dell'ISIS, così perseguendo la vendetta, Christian si imbarcherà in una caccia all'uomo internazionale, ma si ritroverà presto immischiato in un vero e proprio intrigo internazionale, che vede coinvolta anche la CIA. I protagonisti sono le star di Game of Thrones, Nikolaj Coster-Waldau e Carice Van Houten, nel cast anche Guy Pearce.


-Welcome Home: nei cinema dall'11 luglio, un thriller psicologico dai forti toni, che segue le vicende di Bryan e Cassie, una coppia in crisi, che nel tentativo di riprendere i rapporti, decidono di fare una vacanza in Italia, prendendo una casa in affitto in campagna, ma i due dovranno fare i conti con un vicino affascinante e conturbante, ambiguo e decisamente pericoloso. Diretto da George Ratliff, il cast è composto principalmente da Emily Ratajkowski, Aaron Paul e Riccardo Scamarcio.


-Il mangiatore di pietre: dal 18 luglio al cinema, un giallo tutto italiano diretto da Nicola Bellucci, con Luigi Lo Cascio, Vincenzo Crea e Bruno Todeschini. In una remota valle piemontese, Cesare, un ex contrabbandiere e trafficante di persone, ritrova il corpo assassinato di Fausto, suo nipote ed ex complice, implicato in un traffico di droga dall'Italia alla Svizzera, di cui aveva perso i contatti tempo prima. Le indagini cominciano e Cesare è fra i sospettati, ma riesce a convincere una poliziotta della sua innocenza e insieme decideranno di indagare sull'omicidio, anche se la poliziotta non sa Cesare non cerca giustizia, ma vendetta.


-Edison-l'uomo che illuminò il mondo: il 18 luglio arriva nei cinema il film dedicato alla "guerra dell'elettricità" del 1880, fra Thomas Edison e George Westinghouse, quest'ultimo infatti aveva trovato una falla nel progetto di Edison per una fonte di energia elettrica commerciabile e sostenibile, innescando una grande rivalità fra i due. Diretto da Alfonso Gomez-Rejon, con Benedict Cumberbatch nel ruolo di Edison, mentre il resto del cast è composto da Michael Shannon, Nicholas Hoult e Tom Holland.


-Serenity-L'isola dell'inganno: dal 18 luglio nelle sale, un thriller tutto estivo diretto da Steven Knight con protagonisti Matthew McConaughey e Anne Hathaway. Baker Dill è il capitano di una barca per turisti, conduce una vita tranquilla in una località tropicale, fino a quando dal suo passato non rispunta l'ex moglie Karen, che gli chiede aiuto per salvare lei e il loro figlio dal suo nuovo marito violento, che la picchia. Il piano di Karen è semplice e spietato, portare il nuovo marito a fare un'escursione in mare e gettarlo, per darlo in pasto agli squali. Nel cast anche Jason Clarke, Diane Lane e Djimon Hounsou.


-Men in Black International: il 25 luglio al cinema, chiude questa carrellata il nuovo scatenato capitolo della saga action comedy sugli uomini in nero a difesa della Terra contro gli extraterrestri, spin-off dei film cult con Will Smith e Tommy Lee Jones. Nella sezione europea dell'organizzazione dei Men in Black, con sede a Londra, l'agente H, insieme alla nuova agente M, dovranno affrontare una misteriosa talpa fra gli uomini in nero, che rischia di mettere in pericolo tutta la Terra. Diretto da F. Gary Gray, con un eccezionale cast che vede i due protagonisti interpretati da Chris Hemsworth e Tessa Thompson, coppia già ben rodata presa da Thor Ragnarok, insieme a Liam Neeson, Emma Thompson e Rebecca Ferguson.