sabato 1 febbraio 2020

Storia di un matrimonio: uno scorcio dolceamaro di vita reale (Road to Oscar 2020)

Comincia oggi la nuovissima Road to Oscar 2020, esattamente come l'anno scorso è arrivato il momento di parlare, commentare, approfondire i film nominati per Miglior Film alla prossima edizione degli Academy Awards. 9 film, 9 articoli e una sola, lunga, corsa verso il 9 febbraio, data in cui verrà celebrata la notte delle stelle. Come detto in varie occasioni, il 2019 ci ha regalato un'ottima annata del cinema americano, che ho personalmente "premiato" con i Cinemaverso Awards e di cui ho parlato negli articoli dei vincitori dei Golden Globes e, ovviamente, delle Nomination della prossima edizione degli Oscar. Ora bando alle ciance e sotto con il primo film.


Questo è, paradossalmente, un periodo in cui le maggiori major cinematografiche di Hollywood (Universal, Sony, Warner e ovviamente l'onnipotente Disney) hanno preso a sfornare cinecomics e blockbuster come se non ci fosse un domani (anche di questo ho parlato in varie occasioni), mentre Netflix, il colosso dello streaming sempre più in ascesa che ora si ritrova ad affrontare una dura concorrenza, cerca di raccogliere a sé quanti più progetti autoriali possibili, alla ricerca di premi e di prestigio, nonché della considerazione della critica. Per questo morivo abbaiamo avuto, nel 2019, diversi film di un certo livello, come The King, The Irishman e I due papi, ma anche il film di cui parleremo oggi, Marriage Story.


Cominciamo questa Road proprio con Storia di un matrimonio, il film d'autore targato Netflix scritto e diretto da Noah Baumbach, con protagonisti Adam Driver e Scarlett Johansson e comprendete nel cast Laura Dern e Ray Liotta, un film che ha ricevuto grande considerazione e numerose nomination nelle maggiori premiazioni del cinema. Storia di un matrimonio tratta delle tormentante vicende di due coniugi, lui regista teatrale profondamente legato a New York e lei attrice californiana con aspirazioni hollywoodiane, che attraversano un lungo periodo di separazione, che si complica ulteriormente con la presenza degli avvocati divorzisti, i dissidi che nascono fra i due e l'affidamento del loro piccolo figlio.


Un film che tratta la fine di un rapporto, la fine, appunto, di un matrimonio, con tutte le implicazioni e le complicazioni del caso. Un film intimista, che si poggia totalmente sui suoi due protagonisti, interpretati magistralmente da Scarlett Johansson e Adam Driver. Ne escono fuori dei ritratti psicologici molto tridimensionali e sfaccettati, in cui si evidenziano pregi e difetti di queste due persone, che quindi si riflettono anche su tutti noi.
Per tutta la durata del film sembra quasi che i due protagonisti non vogliano separarsi, sembra quasi che il divorzio sia un evento del destino, lento, lungo e inevitabile. Storia di un matrimonio è, inoltre, la completa demolizione di un certo tipo di commedia romantica, un po' la decostruzione dell'archetipo del film d'amore americano, dato che qui si rovesciano le ingenuità e le illusioni, facendo entrare prepotentemente la triste realtà, uno scorcio amaro di vita reale.


Adam Driver è uno dei maggiori attori degli ultimi tempi, molto richiesto e prolifico, uno che è esploso in poco tempo, "scoperto" da Martin Scorsese per il suo Silence (2016), è stato poi l'interprete di Kylo Ren nella trilogia sequel di Star Wars, ma si è distinto al contempo con pellicole di stampo autoriale, come The Report è sicuramente Blackkklansman, di Spike Lee, per cui è stato nominato come miglior attore non protagonista l'anno scorso. Quest'anno concorre come miglior attore protagonista, purtroppo aggiungerei, purtroppo perché la nomination è meritatissima, ma quest'anno è stato parecchio sfortunato, dato che la statuetta è già nelle mani di Joaquin Phoenix, se si fosse trovato anche solo l'anno scorso l'avrebbe rubata a piene mani a Rami Malek. L'avrebbe fatto senza dubbio, perché in Marriage Story Driver sforna una performance straordinaria, una delle sue migliori prove recitative, tratteggiando il suo personaggio in maniera certosina e per niente banale, aiutato sicuramente da un grande lavoro di sceneggiatura dietro e anche dalla co-protagonista del film.


Scarlett Johansson, si sa, è anche lei una delle maggiori firme di Hollywood degli ultimi anni, anche lei molto prolifica e anche lei ha lavorato con altre grandi firme del cinema americano (già, non ha fatto solo la Vedova Nera), qualche nome? Woody Allen, Christopher Nolan, i fratelli Coen, Sofia Coppola, Brian De Palma e Luc Besson. Nella grande mole di film a cui ha partecipato non sempre ha brillato, ma la sua bravura è innegabile, e Storia di un matrimonio non è solo la conferma di ciò, ma anche un nuovo traguardo dell'attrice. Tra l'altro ho scelto proprio lei per la Miglior attrice protagonista nei Cinemaverso Awards. Ovviamente è nominata agli Oscar, ma la sfida potrebbe essere, anche in questo caso, già persa, dato che la più quotata per aggiudicarsi la statuetta è Renee Zellweger, per Judy, ancora non uscito in Italia. Inoltre, cosa molto curiosa, la Joahnsson quest'anno è nominata sia per la miglior attrice protagonista che non protagonista (per Jojo Rabbit), andando a concorrere anche con la collega Laura Dern, favorita per aggiudicarsi la statuetta per non protagonista.


Un film molto ben fatto, coinvolgente e allo stesso tempo distaccato, nessuno dei due protagonisti è nel torto o nella ragione, ma entrambi si ritrovano in balia delle sfumature fra giusto o sbagliato, i due protagonisti, splendidamente scritti e interpretati, si completano a vicenda, anche se sono "costretti" a dividersi. La pellicola mi è piaciuta in maniera particolare, la trama del film è, a tutti gli effetti, composta unicamente delle vicissitudini dei due protagonisti, con le loro caratterizzazioni che si sviluppano per tutta la durata della pellicola, fino ad un finale dolce amaro che ho apprezzato molto.

Come detto negli articoli precedenti, la sfida per accaparrarsi le statuette dorate, quest'anno, è davvero ardua, dato che quest'anno abbiamo avuto una concentrazione di film meravigliosi che rendono la scelta del critici dell'Academy per niente facile o prevedibile (a parte in alcune categorie), molto più rispetto alle ultime edizioni. Storia di un matrimonio arriva alla notte degli Oscar con 6 candidature, tre sono per le categorie degli attori, fra cui dò per certo la Dern come miglior attrice non protagonista e dò altrettanto certamente per sconfitti i due attori protagonisti, una per la colonna sonora (che probabilmente vincerà Joker), un'altra per la sceneggiatura (che potrebbe essere data per certa a Tarantino) e ovviamente l'ultima per Miglior film, per cui è favorito 1917, ma l'Academy si è sempre dimostrata imprevedibile per questa categoria, la più prestigiosa.


Probabilmente vincerà solo la Dern e mi dispiace, perché se questo film si fosse trovato qualche anno fa avrebbe mietuto non poche vittorie agli Oscar, ma quest'anno non riuscirà a ritagliarsi molto spazio in mezzo alle altre grandi pellicole date per favorite, ma anche questo fa parte del bello delle premiazioni. Io avrei nominato Baumbach per la regia, anche se forse in quella categoria c'è una guerra ben peggiore persino più per il miglior film. In ogni caso, Netflix potrà considerarsi soddisfatta del magnifico prodotto e del successo di critica che ha avuto, soprattutto se sommato a quello delle altre pellicole autoriali prodotte l'anno scorso.

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