giovedì 13 giugno 2019

Dark Phoenix: sorge una fenice, cadono gli X-Men (Recensione)

Dopo l'articolo completamente dedicato alla quasi ventennale saga degli X-Men è giunto il momento di prendere in esame l'ultimo capitolo della saga, Dark Phoenix, un film dalla produzione un po' travagliata, che si ritrova ad essere l'ultimo film di una saga che non doveva finire così. Vedremo ora i come e i perché di ciò che funziona e ciò che non funziona nel film, che nel bene o nel male, pone fine ad un franchise storico, in attesa di essere rilanciato in futuro.


Dark Phoenix è ambientato nel 1992, dieci anni dopo gli eventi di Apocalisse, e segue le vicende di Jean Grey, potente mutante telepate e telecineta, che entra in contatto con un potere smisurato e incontrollabile, che rischia di distruggere gli X-Men e non solo. Il film è diretto da Simon Kinberg, in precedenza solo produttore della saga, e comprende un cast di tutto rispetto, ormai consolidato essendo il cast ufficiale del franchise da anni, composto principalmente da James McAvoy, Michael Fassbender, Jennifer Lawrence, Nicholas Hoult, Sophie Turner con la new entry Jessica Chastain.


Il film ha grossissimi difetti e in definitiva non mi è dispiaciuto, ma neanche piaciuto, una conclusione indegna di una lunga saga, ma bisogna anche precisare che il film non era progettato per essere la fine del franchise, ma lo è diventato quando la Fox è stata acquistata dalla Disney, con questa intenzionata a rebootare gli X-Men per inserirli nel Marvel Cinematic Universe (ma non prima di 5 anni a quanto dicono i rumour). In ogni caso, anche preso come nuovo capitolo dei mutanti, Dark Phoenix non funziona quasi per niente.


La trama è lineare e semplice, non ci sono grossi colpi di scena (il più grosso è intuibile già dai trailer), ma è proprio la regia di Kinberg a mancare di mordente, sfornando un film piatto e vuoto, si sente molto la mancanza di Bryan Singer, l'unico che è stato davvero in grado di trasporre i mutanti al meglio (anche se Matthew Vaughn in X-Men L'inizio ha fatto un più che ottimo lavoro). Il film non emoziona per niente, in alcune parti suscita interesse, ma è lontanissimo dagli standard proposti e consolidati ormai nei cinecomics degli ultimi tempi, soprattutto firmati dai Marvel Studios. Inoltre, a momenti, non sembrava neanche un film degli X-Men, a causa di alcuni pessimi sviluppi narrativi, per il basso numero di mutanti presenti, ma anche per via della fotografia molto dark, che spazza via i colori sgargianti dei supereroi.


Evidentemente la storyline di Fenice nera ha una grande sfortuna addosso per la Fox, che già con X-Men Conflitto finale non aveva realizzato un ottimo film, rischiando di affossare il franchise, e purtroppo anche in quel caso mancava Singer dietro la macchina da presa, che evidentemente sembra essere destinato a non concludere mai la "sua" saga. Vorrei anche dire che la pellicola è il primo film degli X-Men senza Wolverine (dopo X-Men L'inizio dove comunque fa un cameo) e l'assenza dell'artigliato si sente. Inoltre l'ambientazione anni '90 è totalmente ignorata, come del resto alcuni passaggi finiscono per essere frettolosi, compresi i momenti che dovrebbero essere emozionanti e commoventi, che purtroppo giungono "freddi" allo spettatore, davvero un peccato, perché stiamo parlando di personaggi che sono stati protagonisti di una lunga saga cinematografica e che ci hanno accompagnato per lungo tempo.


Comunque posso salvare alcune cose dal film, i cui lati positivi vengono sorretti solo e unicamente da un ottimo cast. James McAvoy è ancora (e per l'ultima volta) Charles Xavier, uno dei personaggi migliori e maggiormente sviluppati nei film, in questa pellicola vengono aggiunte ancora più sfumature, non del tutto positive, ma che proprio per questo aggiungono qualcosa di nuovo al personaggio. Michael Fassbender interpreta magnificamente Magneto, un personaggio che nei vari film precedenti è stato sviluppato sempre di più e che la bravura di Fassbender lo rende, anche se con minor spazio rispetto al passato, il miglior personaggio della pellicola. Jennifer Lawrence è Mystica, uno dei personaggi principali della saga, che negli ultimi film ha subito una grande evoluzione, dovuta dalle ottime scelte di Singer e dalla bravura dell'attrice, purtroppo in questo nuovo capitolo non splende come fatto in passato, ma anche con poco, riesce ad avere un ruolo di primo piano. Sophie Turner interpreta la vera protagonista del film, Jean Grey, che è allo stesso tempo anche un po' il deus ex machina della trama, la star di Game of Thrones riesce comunque a caratterizzare bene Jean, anche se poteva essere sicuramente realizzato e interpretato meglio, vista l'importanza del personaggio. Jessica Chastain è la villain del film, ma è del tutto inutile e piatta, come purtroppo anche i personaggi di Ciclope e Tempesta, protagonisti nelle loro precedenti incarnazioni, ma che qui fungono solo da presenze, mentre mi è piaciuto Hoult nel ruolo di Bestia, anche lui ormai consolidato da anni. Il finale, comunque, mi è piaciuto abbastanza, essendo tra l'altro l'unico momento in cui si va a citare la saga dei mutanti.


Dark Phoenix deluderebbe, nel caso in cui ci fossero delle aspettative per il film, purtroppo non ce se ne sono state, a causa dei rinvii della produzione e del polverone nato dall'acquisizione della Fox da parte della Disney, dato che tutti ormai aspettano trepidanti la versione MCU, anche se gli X-Men sono stati sempre un po' un microverso Marvel, abbastanza indipendente dalle vicende di Spider-Man e gli Avengers. In ogni caso, anche se non lo sembra, questa è la fine di una lunga saga, la fine degli X-Men, in attesa del tanto atteso rilancio Marvel Studios, che magari li farà risorgere dalla ceneri, come una fenice.

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