lunedì 10 giugno 2019

X-Men: il ventennio dei mutanti Marvel (Grandi Saghe)

Pensato inizialmente per un Cinema Story, ho deciso di inaugurare una nuova rubrica del blog dedicata alle grandi saghe cinematografiche, Grandi Saghe appunto. Avevo già intenzione di fare un lungo articolo dedicato ai supereroi mutanti della Marvel, in vista del nuovo film della saga, Dark Phoenix, dopo aver scartato l'idea di una Road come fatto per gli Oscar e per Avengers Endgame. Sarà una lunga cavalcata, che percorrerà quasi vent'anni di cinema, perché la saga degli X-Men è cominciata nel 2000 e si conclude quest'anno, con l'ultimo film targato Fox, prima dell'atteso inserimento dei mutanti nel Marvel Cinematic Universe.


I figli dell'atomo, il prossimo stadio dell'evoluzione umana, gli homo superior, i temuti e odiati mutanti, nati con poteri straordinari in un mondo che li perseguita, eppure c'è un gruppo di eroi che lotta per un sogno di pace fra gli umani e i mutanti, il gruppo di eroi più insolito e incredibile che ci sia, che oltre ad essere eroi sono anche una scuola e una famiglia. Radunati dal telepate paraplegico Charles Xavier, che crede in un sogno di pace e tolleranza, gli eroi mutanti dovranno affrontare numerose minacce, fra cui la nemesi di Xavier, Magneto, sopravvissuto ai campi di concentramento nazisti e potentissimo mutante, che crede che gli homo superior debbano comandare sugli homo sapiens. Sono molti i pupilli di Xavier, c'è il rigido leader dagli occhi laser, la sua ragazza telepate e telecinetica, una donna che controlla i tuoni e le tempeste, un dottore dall'aspetto bestiale, una ragazza condannata a non poter toccare nessuno a causa dei suoi poteri e molti altri, fra cui un mutante canadese, con degli artigli, che guarisce da ogni ferita. Loro sono gli X-Men.


Gli X-Men sono fra i primi supereroi Marvel, nati nel 1963 dalla fervida mente di Stan Lee e Jack Kirby, anche se inizialmente il team era composto da Xavier, Ciclope, Jean Grey, Angelo, Bestia e Uomo Ghiaccio. Comunque i mutanti non avranno lo stesso successo degli altri personaggi Marvel, come Spider-Man e i Fantastici Quattro, almeno fino al 1977, con l'arrivo dello scrittore Chris Claremont, che introduce nuovi personaggi destinati a diventare icone, come Wolverine, Colosso, Tempesta, Nightcrawler, Kitty Pride e molti altri, rilanciando il gruppo fino a farlo diventare negli anni '80 e '90 il più grande successo Marvel di sempre. La popolarità dei personaggi è fuori scala (soprattutto quella del personaggio di Wolverine), infatti sfonderanno anche nel mondo dei cartoni animati, con la serie di successo Insuperabili X-Men e persino con alcuni videogiochi, inutile dire che Hollywood comincerà ad interessarsi alla cosa.


Nel 1990 la Marvel cede i diritti alla Carolco Pictures, con una trasposizione che avrebbe dovuto portare la firma di James Cameron, ma non se ne fece più nulla e i diritti tornarono alla Marvel, che in seguito fu contattata dalla 20th Century Fox, che così acquistò i diritti dei mutanti. Nel 1994 si comincia a scrivere la sceneggiatura del film, che ebbe una storia molto travagliata e passò per le mani di diversi autori, fra cui un certo Joss Whedon, grande fan che in futuro scriverà proprio per i fumetti degli X-Men e dirigerà gli Avengers. La stesura definitiva dello script è firmata da Christopher McQuarrie e David Hayter, mentre la produzione tenta invano di ingaggiare Robert Rodriguez per la regia, in seguito contatta Bryan Singer, che inizialmente rifiuta, considerando i fumetti "robaccia", ma in seguito, dopo aver letto la serie degli X-Men, se ne innamorerà perdutamente e legherà la propria carriera proprio alla saga cinematografica.


Comincia così il casting per i protagonisti, per il ruolo di Xavier viene scelto Patrick Stewart, mentre per quello di Magneto vengono tenuti in considerazione Christopher Lee e Terence Stamp, ma ad aggiudicarsi il ruolo è Sir Ian McKellen. Per il ruolo di Jean Grey viene scelta Famke Janssen, Halle Berry viene scritturata per interpretare Tempesta, mentre per il ruolo di Ciclope viene scelto James Marsden, dopo aver scartato James Caviezel, Jude Law, Owen Wilson e Thomas Jane. Per il ruolo di Wolverine vengono presi in considerazioni grandi nomi, come Russell Crowe (che rifiutò per il compenso), Jean-Claude Van Damme, Viggo Mortensen, Edward Norton, Keanu Reevs e Dougary Scott, quest'ultimo rifiutò perché impegnato sul set di Mission Impossible 2 e a soli tre settimane dalle riprese viene scritturato un attore australiano sconosciuto, ma molto promettente, Hugh Jackman, che con il suo ruolo di Wolverine raggiungerà il grande successo e legherà la sua carriera al personaggio, diventando uno dei supereroi più iconici e popolari del cinema.


Il primo film esce nel 2000, ottenendo un grande successo e lanciando una saga che è durata quasi vent'anni. Il primo film è molto introduttivo, al centro delle vicende ci sono Wolverine e Rogue (interpretata da Anna Paquin) e per quanto sia figlio del passaggio fra cinema anni '90 e 2000, ancora oggi è molto solido e funziona molto bene come esordio cinematografico dei mutanti. Hugh Jackman conquista tutti con il suo Wolverine, che diventa il personaggio più amato e popolare. In questo primo film c'è un po' tutto degli X-Men, lo scontro ideologico fra Xavier e Magneto, il razzismo contro i mutanti e i problemi di alcuni di essi con i propri poteri, che diventano una maledizione, più che un dono. Ma, come detto, per forza di cose rimane un film introduttivo e molti concetti vengono posti senza essere troppo sviluppati, per fortuna è solo l'inizio di una lunga saga e il grande potenziale della serie deve ancora mostrarsi del tutto.


Il grande successo del primo film spinge la Fox a produrre un sequel nel 2003, sempre con Bryan Singer dietro la macchina da presa, che decide di ispirarsi alla graphic novel Dio ama, l'uomo uccide di Chris Claremont. L'intero cast viene confermato per il sequel, con nuove aggiunte, quali Brian Cox nel ruolo di William Stryker e Alan Cumming in quello del mutante blu teleporta Nightcrawler. Questo secondo capitolo ha una trama ben più ampia e articolata, non dovendo introdurre i personaggi, i protagonisti possono venire sviluppati maggiormente e si possono aggiungere nuovi elementi alla saga. X-Men 2 è fra i miei film preferiti del franchise, ha una sceneggiatura molto solida, un ritmo serrato e adrenalinico, scene action fantastiche ed è fra i film che sfrutta in modo migliore l'enorme potenziale dei personaggi, oltre al grande Wolverine di Jackman, allo Xavier di Stewart e il Magneto di McKellen (che rimangono i personaggi migliori), assumono forma e sostanza anche Ciclope, Tempesta e sopratutto Jean Grey. Ancora oggi è un gran bel film, nettamente migliore del già ottimo primo capitolo, cosa non sempre facile da fare con i sequel e infatti l'ottimo risultato non si ripeterà per il terzo, sfortunatissimo, capitolo della saga.


Per la Fox è d'obbligo produrre un terzo capitolo nel 2006, X-Men: Conflitto finale, dopo i grandi successi e la popolarità del franchise, ma questa volta Bryan Singer decide di non tornare alla regia, impegnato infatti in quella di un altro sfortunato film di supereroi, Superman Returns, e allora la produzione contatta Matthew Vaughn, che rifiuta anch'egli per problemi personali e lavorativi, allora la scelta ricade su Brett Ratner. La produzione del film è colossale, visti i 120 milioni di budget e gli sceneggiatori decidono di riprendere le trame di X-Men 2, ispirandosi principalmente alla Saga di Fenice Nera, considerata la saga a fumetti più importante degli X-Men e che vede al centro dell'attenzione una potentissima Jean Grey. Il terzo capitolo aveva le premesse per essere il film definitivo della saga e invece si rivela, tragicamente, il peggiore in assoluto. La storia prende delle pieghe insensate, con personaggi caratterizzati malissimo e scelte narrative tra le peggiori in assoluto, le sempre ottime interpretazioni di Jackman, Stewart e McKellen non salvano la pellicola da essere considerata la peggiore della saga e infatti il pessimo riscontro presso la critica e i fan ha fatto stoppare il franchise, rischiando di farlo chiudere.


Con il terzo capitolo viene quindi "compromesso" il gruppo degli X-Men, ma la Fox decide comunque di dedicare una nuova pellicola, nel 2009, al personaggio più amato di tutti, Wolverine, svelandone le origini e quindi essendo a tutti gli effetti il prequel della saga. X-Men le origini-Wolverine è diretto da Gavin Hood, dopo il rifiuto degli altri registi della saga e nel cast ritroviamo ovviamente Hugh Jackman nel ruolo di assoluto protagonista del suo primo film stand-alone, Liev Schreiber nel ruolo di Sabretooth e Ryan Reynolds per la prima volta nel ruolo di Wade Wilson/Deadpool, anche se l'irriverente mercenario chiacchierone dei fumetti viene "storpiato" malamente dagli autori. Il film ha dei grossi difetti, una buona trama nel complesso, ma è evidente che mettere troppa carne sul fuoco ha prodotto un film incostante, che non vuole raccontare solo le origini di Wolverine, ma che forse si sarebbe dovuta fermare a quello, perché gran parte del resto non funziona per niente, dal Deadpool "storpiato" alle forzature nell'inserire un collegamento con gli X-Men, oltre a finire irrimediabilmente in contraddizione con quanto raccontato negli altri film della saga. Insomma, le origini di Wolverine non fanno altro che creare ancora più confusione in un franchise sempre più incostante e a rischio cancellazione.


Comunque la Fox non demorde, crede ancora nelle potenzialità del franchise e decide di investire in una nuova saga all'interno della saga, perseguendo la via dei prequel si decide di dedicare una pellicola alle vere origini degli X-Men, con al centro Xavier e Magneto. Nel 2011 esce quindi X-Men-L'inizio, diretto da Matthew Vaughn, entrando così a far parte del franchise, per il giovane Xavier, ancora in piedi e con i capelli, viene scritturato il talentuoso James McAvoy, mentre per il ruolo di Magneto viene scelto il carismatico Michael Fassbender, inoltre Jennifer Lawrence interpreta Mystica e Nicholas Hoult la Bestia. L'inizio è fra i migliori film della saga, che così ha l'occasione per ripartire, con un nuovo cast e un nuovo filone narrativo ambientato nel passato, finalmente il franchise si può riprendere. L'ambientazione anni '60 e una gran bella trama fanno sì che il prequel funzioni e anche molto bene, anche grazie al supporto di un cast fenomenale, su cui spiccano sicuramente McAvoy, Fassbender e la Lawrence, Vaughn riesce quindi a produrre un ottimo film degli X-Men, anche senza  la presenza di Wolverine (quasi) e degli altri protagonisti principali della saga. C'è ancora speranza per i mutanti.


Nel 2013 c'è spazio per un "ritorno al presente" della saga, con un secondo film dedicato a Logan, Wolverine-L'immortale, e quindi il ritorno di Hugh Jackman nel ruolo. Già dopo il primo film delle origini, si era parlato di dedicare una nuova pellicola a Logan, ambientandola in Giappone, come una famosa miniserie a fumetti di Chris Claremont e Frank Miller, ma la produzione è stata bloccata a causa della mancanza di un regista, negli anni si sono avvicendati nomi quali Darren Aronofsky, Doug Liman, Justin Lin e Antoine Fuqua, ma ad aggiudicarsi la regia è stato James Mangold e così la produzione ha trovato la via giusta. Il film è più "contenuto" rispetto al film delle origini, non mettendo molta carne sul fuoco e la cosa a fatto sì che questo film fosse più equilibrato e ben dosato, con una sceneggiatura non eccelsa, ma comunque buona e un Hugh Jackman in grande forma, la pellicola ha ricevuto delle critiche, ma la ricezione generale è stata abbastanza positiva e anche a me è piaciuto, spettacolare al punto giusto e leggermente più introspettivo. Il film può sembrare quasi del tutto scollegato dagli X-Men, se non fosse per la sorprendente scena dopo i titoli di coda che promette un grande evento mutante.


Nel 2014, la Fox era intenzionata a fare di nuovo il colpaccio con i mutanti, dopo gli ottimi risultati di X-Men-L'inizio e Wolverine-L'immortale, la produzione voleva il grande ritorno degli X-Men, per rilanciare completamente il franchise e riscattare la saga da X-Men: Conflitto finale. Matthew Vaughn seguì inizialmente la produzione, includendo il cast del prequel e quindi la linea temporale del passato, ma in seguito decise di abbandonare la regia in favore di Kingsman-Secret Service, e a prendere il suo posto venne chiamato Bryan Singer, che così ritorna al franchise che ha lanciato. Singer richiama sceneggiatori, costumisti, scenografi e musicisti dei primi due film e decide di ispirarsi ad un'altra grande saga dei fumetti, Giorni di un futuro passato, allacciando la trama degli X-Men dei primi tre film con quelli del passato di L'inizio, impostando un cast colossale. Al centro delle vicende c'è ovviamente il Wolverine di Hugh Jackman, ma c'è grande spazio per Xavier e Magneto del passato, interpretati magistralmente da James McAvoy e Michael Fassbender, si dà un ruolo maggiore alla Mystica di Jennifer Lawrence e torna per l'occasione anche il cast originale del franchise, da Patrick Stewart a Ian McKellen. X-Men-Giorni di un futuro passato è il miglior film degli X-Men (ma non di tutta la saga), Bryan Singer è il migliore nel gestire le creature che lui stesso ha lanciato al cinema e il film è l'apice dell'epica dei mutanti, emozionante e travolgente, supportato da un cast eccezionale, uno dei film di supereroi migliori in assoluto. Con questo film viene dato un ordine alla confusione creata da Conflitto finale in poi, e soprattutto vengono sistemati proprio i casini (e i danni) prodotti dalla terza pellicola della saga. Da un certo punto di vista si può dire che Giorni di un futuro passato sia la fine della saga e un nuovo inizio, dato che c'è un glorioso e magistrale addio al vecchio cast e il proseguimento della saga con il cast del prequel, anche se come detto, questo film rimane il grande apice dei mutanti.


Il franchise è quindi in forte ripresa, dato che Giorni di un futuro passato ottenne un enorme successo di critica e pubblico, e la Fox ha quindi l'occasione per poter sviluppare uno dei film della saga rimasti in development hell (un altro modo per dire "finito nel limbo") per 10 anni, il film dedicato al mercenario chiacchierone mutante, Deadpool. Come detto qualche paragrafo sopra, il personaggio venne utilizzato in X-Men le origini-Wolverine, interpretato da Ryan Reynolds, ma quella versione era una storpiatura del personaggio, che nei fumetti è un violentissimo e irriverente mercenario mutante, capace di rompere la quarta parete (cioè sa di essere un personaggio dei fumetti). Resta il fatto che Reynolds rimane molto legato al ruolo e per 7 anni tenta di riportare il personaggio al cinema, ignorando quanto fatto nel film delle origini di Wolverine (che comunque dopo Giorni di un futuro passato diventa non canonico), la produzione finalmente si convinse, credendo fortemente nelle potenzialità del personaggio e tenta di ingaggiare il regista Robert Rodriguez, ma le trattative non andarono a buon fine e venne assunto come regista Tim Miller, in precedenza lo specialista degli effetti speciali. Un evento abbastanza rilevante è il divieto di visione del film nei cinema ai minorenni, per la prima volta apportato ad un film di supereroi, ma la scommessa della Fox venne clamorosamente vinta. Deadpool è un film totalmente nuovo, cioè pieno di cose mai fatte prima nel genere, dalla volutamente esagerata violenza alla comicità dissacrante di Reynolds, Deadpool ha conquistato tutto il mondo, anche essendo un film di supereroi vietato ai minorenni, ma soprattutto è un'altra grande vittoria della Fox e dei mutanti al cinema.


Arriva dunque il momento di riprendere il franchise principale, con un nuovo film dedicato agli X-Men del passato alla luce dei cambiamenti avvenuti con Giorni di un futuro passato. Dietro la macchina da presa c'è ancora lui, Bryan Singer, che decide di introdurre un nuovo potentissimo villain dei fumetti, Apocalisse, e di scritturare nuovi attori per interpretare i giovani Ciclope, Jean Grey, Tempesta e Nightcrawler, ma c'è spazio anche per l'aggiunta di Psylocke e Angelo, oltre ovviamente al ritorno del cast dei prequel, con l'ormai consolidato trittico McAvoy-Fassbender-Lawrence che regge da solo l'intera saga ormai. Ad interpretare Apocalisse viene chiamato Oscar Isaac, uno degli attori più prolifici degli ultimi anni, mentre per interpretare Jean Grey viene scelta Sophie Turner, la star di Game of Thrones. Così, nel 2016, esce X-Men Apocalisse, che ottiene un modesto successo che divide la critica fra pregi e difetti, sicuramente non regge il confronto con Giorni di un futuro passato e forse proprio il confronto con quest'ultimo ha fatto muovere alcune critiche al film, ma sinceramente per me funziona come nuovo passo avanti della saga e soprattutto come introduzione dei nuovi volti dei personaggi noti, cosa non facile e che può dare la sensazione di già visto. Purtroppo il film ha anche grossi difetti, primo fra tutti un villain non all'altezza su tutti i punti di vista, da una realizzazione in CGI abbastanza pietosa ad un Oscar Isaac leggermente svogliato, e una trama non molto solida, ma è da lodare il cast d'eccellenza dei protagonisti, primo fra tutti Michael Fassbender, ormai un Magneto carismatico e sfaccettato, fra i migliori casting in un cinecomic.


In parallelo al filone principale del franchise c'è anche la volontà della Fox di continuare a sperimentare e a scommettere, incoraggiati dal successo di Deadpool, sui film R-Rated e soprattutto a dedicare una terza ed ultima pellicola al mutante per eccellenza, Wolverine. Nel 2017 (e quindi dopo 17 anni dal primo X-Men) Hugh Jackman decide di abbandonare il ruolo che lo ha lanciato e reso famoso, ma non prima di un'ultima fatica, di un terzo capitolo dedicato al mutante artigliato, questa volta vietato ai minori e quindi capace di rappresentare al meglio la crudezza del personaggio, e così richiamando James Mangold alla regia, nasce Logan. In un futuro lontano e oscuro, l'uomo che un tempo veniva chiamato Wolverine è diventato vecchio, i suoi poteri funzionano a stento ormai e conduce una vita da schifo, dovendo anche badare ad un vecchio e malato Charles Xavier, ma le cose cambieranno quando dovrà salvare la giovane Laura, una bambina con i suoi stessi incredibili poteri. Logan è indubbiamente il miglior film del franchise, un film che per certi versi è irraggiungibile per gran parte di tutti i cinecomics, perché è un film maturo, adulto, senza tutine e costumi, serio e dall'atmosfera ineluttabilmente tragica e drammatica, con un immenso Hugh Jackman che dopo quasi vent'anni non ha solo fatto suo il personaggio, È Wolverine, l'unico e il solo, il migliore in quello che fa. Un film emozionante e commovente, uno di quei film che rende al meglio le grandi potenzialità della saga e dei film dei supereroi in generale, sotto questo punto di vista è assolutamente il miglior cinecomic di sempre.


Arriviamo così al 2018 e al secondo film dedicato a Deadpool, inevitabile, vista la grande popolarità del personaggio e l'incredibile successo del primo film. Tim Miller abbandona il progetto a causa di divergenze creative e al suo posto viene chiamato David Leitch, noto per aver diretto John Wick. Questo sequel tenta di fare le cose in grande e si decide di inserire il personaggio di Cable, potente e cazzuto mutante, interpretato da Josh Brolin (contemporaneamente al suo ruolo di Thanos nei film degli Avengers). Questo Deadpool 2 è ancora più dissacrante e divertente del primo film, con un Ryan Reynolds a ruota libera, con il suo Deadpool scatenato oltre ogni limite, facendo passare in secondo piano anche la trama, effettivamente non un granché, ma comunque efficace, inoltre il film non conta unicamente su Reynolds (come effettivamente faceva il primo), ma anche su Josh Brolin e Zazie Beetz. Deadpool diventa così la nuova gallina dalle uova d'oro della Fox, infatti la produzione aveva intenzione di andare oltre il solo franchise del mercenario chiacchierone ed espandersi ancora di più, dico "aveva" perché poi c'è stata una svolta colossale.


La Fox aveva già avviato lo sviluppo di numerosi nuovi progetti sul franchise, da X-Force (con Deadpool, Domino e Cable) ad un film su Kitty Pride, oltre ovviamente ai già annunciati Deadpool 3, New Mutants e un nuovo film sugli X-Men, Dark Phoenix, che avrebbe chiuso il cerchio andando a rifare la saga di Fenice Nera, "storpiata" in Conflitto finale. New Mutants (film con protagonisti altri giovani studenti di Xavier) e Dark Phoenix erano già in fase di post-produzione con le uscite già programmate quando, nel marzo di quest'anno, con un colpo di scena degno veramente di un film, la Disney ha comprato la 20th Century Fox. La compagnia di Topolino, come si sa, è già proprietaria della Marvel (e anche della Lucasfilm) e acquistando la Fox riesce nell'impresa considerata impossibile di detenere tutti i diritti sui personaggi Marvel, tenendo conto che la Fox detiene anche i diritti dei Fantastici Quattro e avendo un accordo con la Sony per Spider-Man. Dopo alcuni mesi di caos e le varie formalità, con New Mutants finito nel limbo e Dark Phoenix ritardato, la cosa viene ufficializzata e la Fox entra a far parte della Walt Disney Company, la fine di un'era.


Dark Phoenix, uscito il 6 giugno nei cinema, diventa così il capitolo conclusivo della lunga saga degli X-Men, in attesa che vengano rebootati e inseriti nell'ormai mastodontico Marvel Cinematic Universe insieme ai Fantastici Quattro (sia mai che riescano a farne una buona trasposizione finalmente), anche se si vocifera che questo fantomatico e atteso inserimento non avverrà prima dei prossimi 5 anni, dato che anche i Marvel Studios hanno in cantiere numerosi progetti. È quindi la fine di questa lunga saga, fra le prime saghe supereroistiche, precursori del fenomeno dei cinecomic che imperversa dall'ultimo decennio e che negli anni recenti è stata capace di rinnovarsi e di sfornare qualche capolavoro. Devo ancora vedere l'ultimo capitolo, ma personalmente rimarrò comunque legato ai mutanti, i supereroi che avevano successo anche quando non erano il trend del momento, per la loro enorme potenzialità, per i grandi personaggi, per i grandi attori, per l'essenza stessa dei mutanti, metafora del diverso e dei diversi approcci ideologici che si sono avuti nel passato (ma anche oggi) sul razzismo e sulla tolleranza, dopotutto non sarei il primo a tracciare una similitudine (negli anni del tutto esplicitata) fra Martin Luther King e Malcom X e Charles Xavier e Magneto. Non sarà un addio, anzi, in mano ai Marvel Studios chissà quale nuova era si aprirà per i mutanti, ma comunque non sarà la stessa cosa, perché oltre alle metafore e al messaggio dell'epopea dei mutanti, rimarranno le emozioni e le sensazioni, come l'adrenalina che si aveva quando si vedeva Hugh Jackman sguainare gli artigli di Wolverine.

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