domenica 9 febbraio 2020

C'era una volta a...Hollywood: il numero 9 (Road to Oscar 2020)

Ci siamo, ultima tappa di questa folle corsa agli Oscar, con l'ultimo big in gara, che personalmente mi sono tenuto per ultimo per più fattori. Uno è sicuramente il fatto che, insieme a The Irishman, è il film per cui faccio il "tifo" per questa notte (di Joker mi importa solo che vinca Phoenix, ma tanto è ormai praticamente consolidato). L'altro fattore è che non ho potuto resistere a fare un giochetto di numeri, perché questo è il nono film degli Oscar in gara, il nono post della Road to Oscar, il nono articolo del mese di febbraio, pubblicato il 9 febbraio e soprattutto è il nono film di Quentin Tarantino. Signori, concludiamo in bellezza questa road con C'era una volta a...Hollywood.


Del film ne ho parlato già in lungo e in largo, varie volte, quindi per riparlarne ancora (perché per me è uno di quei film di cui parlerei all'infinto) farò qualcosa di molto simile a quanto fatto per Joker, e quindi un commento diretto sulle nomination che ha all'attivo, con qualche parere personale e qualche approfondimento, è giusto per non far mancare nulla, anche qualche bella curiosità.
Scritto e diretto da Quentin Tarantino, C'era una volta a...Hollywood segue le vicende, o sarebbe meglio dire disavventure, di Rick Dalton (Leonardo DiCaprio), un attore giunto al tramonto della sua carriera, e il suo stuntman, Cliff Booth (Brad Pitt), veterano di guerra dal misterioso passato. La vicissitudini dei due amici si incastonano nella Hollywood del 1969, popolata dalle star del cinema e della televisione dell'epoca, come Steve McQueen e Bruce Lee, un mondo inconsapevole di trovarsi drammaticamente vicino al suo più grande stravolgimento, l'omicidio dell'attrice Sharon Tate (Margot Robbie), moglie di Roman Polanski, perpetrato dalla Manson Family proprio nella villa dell'attrice, a Cielo Drive e beh, si dà il caso che il nostro Rick Dalton abiti proprio vicino alla villa dei Polanski.


L'ascesa di Tarantino nell'Olimpo del cinema americano è ormai avvenuta da anni, una consacrazione consolidata negli ultimi decenni con il grande successo di critica e pubblico delle sue pellicole, eppure non è sempre stato così, almeno dal punto di vista della critica, e in particolare modo dell'Academy. Quentin ha vinto solo due Oscar nella sua carriera, entrambi per la miglior sceneggiatura originale, per Pulp Fiction e Django Unchained, collezionando comunque decine e decine di nomination in altre categorie, ma mai per miglior film, quindi di fatto, C'era una volta a...Hollywood è il primo film di Tarantino ad essere nominato in questa categoria. Ed è anche record di candidature in generale, per il resista di Knoxville, che con la sua ultima fatica si è aggiudicato ben 10 nomination.


La corsa ai premi del nono film di Tarantino è cominciata fin dalla sua prima mondiale, avvenuta a Cannes, dopo la quale ha cominciato ad essere riconosciuto in tutte le principali premiazioni del cinema internazionale. Ha avuto un piccolo notevole trionfo ai Golden Globe, dove si è aggiudicato il premio per miglior film commedia e miglior sceneggiatura, oltre a quello per miglior attore non protagonista. Anche agli Oscar si presenta molto bene, come poche volte è capitato a Tarantino.
Dal punto di vista tecnico, C'era una volta a...Hollywood è probabilmente il più favorito nella categoria miglior scenografia, con un sapiente lavoro da parte dei scenografi nel ricreare la Hollywood del '69 nella Los Angeles di oggi, cosa per niente facile, dato che la capitale della California è sempre cambiata lungo gli anni, conservando poco e niente dei decenni passati. Ha poche chance per il sonoro e il montaggio sonoro, come anche per la fotografia, dove la sfida è davvero ardua con Joker e 1917. Ha anche una nomination per i costumi, davvero ben curati e particolari, ma probabilmente vincerà Piccole donne.


Arriviamo ai premi un po' più importanti, sicuramente C'era una volta a...Hollywood è il grande favorito per la miglior sceneggiatura originale, a cui Tarantino, come detto prima, è praticamente abbonato, si può dire che sia il "suo" premio. La grande novità di quest'anno, oltre alla nomination per miglior film, è quella per miglior regista. L'Academy non ha mai tanto considerato il lavoro di regia di Tarantino, preferendo di gran lunga il Quentin sceneggiatore, invece quest'anno poteva giocarsela sul serio, con molte possibilità di vincere, spuntandola su Martin Scorsese, dico "poteva" perché con l'avvento di 1917 e il lavorone di Sam Mendes, ora ci sono pochissime possibilità per Quentin di venire consacrato con quel premio prestigioso. Del resto questo poteva essere davvero l'anno della consacrazione di Tarantino da parte dell'Academy, a cui il film sembra essere piaciuto tanto, ma a quanto pare la vera e propria consacrazione è rinviata al prossimo, decimo e ultimo, lungometraggio di Tarantino.


Ovviamente uno dei maggiori punti di forza dei film di Tarantino è sempre stato il cast, C'era una volta a...Hollywood non è da meno, anzi, ha presentato uno dei migliori  e meglio assortiti cast dell'anno. Leonardo DiCaprio è stato, ovviamente, nominato per miglior attore protagonista, grazie alla sua magnifica interpretazione di Rick Dalton. DiCaprio non sbaglia mai un colpo, dovrebbe essere accertato ormai, anche se quest'anno è praticamente sicuro che non vincerà mai e poi mai, la statuetta del miglior attore protagonista ha già un nome scritto a caratteri cubitali, e quel nome è Joaquin Phoenix. La consolazione, comunque, sarebbe che l'Oscar, Leo, non lo avrebbe vinto comunque, anche senza Phoenix, dato che quest'anno poteva benissimo essere l'anno di Adam Driver. Questo non vuol dire che DiCaprio sia stato pessimo, non sia mai, ma quest'anno la sfida attoriale maschile era davvero combattutissima, anche solo per essere candidato (più che altro perché la vittoria è già scontata). A dispetto della sicura sconfitta, ribadisco che DiCaprio non sbaglia mai, che anche se questa sua interpretazione è stata, diciamo, "ordinaria", si può ben dire che il suo ordinario sia venti spanne sopra lo straordinario di tantissimi attori. Se quando ho parlato di The Irishman ho detto che Robert De Niro è il miglior attore della "vecchia guardia" (e forse di sempre) posso ora dire con certezza che Leonardo DiCaprio sia il miglior attore dei tempi nostri, almeno degli ultimi vent'anni, e guarda caso si potrebbe anche dire che Leo non sia altro che l'erede spirituale proprio di De Niro, per bravura, fama e illustre collaborazioni e sodalizi artistici con importanti registi.


L'altra nomination attoriale di C'era una volta a...Hollywood non è da meno, anzi, con molta probabilità sarà quella che si aggiudicherà la statuetta stanotte. È stato veramente un trionfo di premi, un'ascesa incredibile e una rinascita attoriale e spirituale dell'interprete candidato come miglior attore non protagonista, anche se, effettivamente, è stato il vero protagonista di C'era una volta a...Hollywood, la vera sorpresa e il maggior punto di forza di Tarantino, un personaggio che è già diventato iconico, come lo è stata l'interpretazione dell'attore di cui stiamo parlando, un grandissimo Brad Pitt. Certo che è davvero curioso come agli Oscar trovino maggior spazio i personaggi non protagonisti di Tarantino che quelli protagonisti, infatti abbiamo avuto il trionfo di Hans Landa di Bastardi senza gloria e il dottor Schultz di Django Unchained, entrambi meravigliosamente interpretati da un grandissimo Christoph Waltz, e ora ci troviamo ad un passo dal grande trionfo di Pitt. È stato un sex symbol, è stato visto in tutte le salse possibili, in tutti i generi, in così tanti film tutti diversi fra loro e purtroppo gli ultimi anni non sono stati clementi con il buon vecchio Brad, per qualche insuccesso cinematografico, ma soprattutto dal punto di vista della vita privata.


Del resto, Pitt era riuscito ad essere candidato varie volte, per la prima volta grazie a L'esercito delle 12 scimmie, ma soprattutto per la sua fruttuosa collaborazione con David Fincher, dove ha espresso al meglio le sue capacità recitative, a mio parere, ma non è mai riuscito a conquistare una statuetta, ora in molti lo danno per grande favorito, grazie a Quentin Tarantino. Pitt aveva già lavorato con Tarantino proprio in Bastardi senza Gloria, e ha voluto disperatamente lavorare nuovamente con Quentin e aggiudicarsi il ruolo di Cliff Booth. Una scelta azzecatissima, un personaggio fantastico, legato a doppio filo proprio con il suo interprete, che è riuscito a regalarci una performance sorprendente, iconica e che merita tutto il successo che ha avuto e, spero, possa essere consacrato con l'agognato Oscar.


Insomma, come si sarà capito, il film mi è piaciuto davvero tanto, e più tempo passa da quando lo vidi la prima volta (dove evidenziai alcuni difetti) e più mi piace, cosa che non capita quasi mai. Per i Cinemaverso Awards decisi di "premiare" Joker come miglior film del 2019, e sono ancora di quella idea, perché il film di Todd Philips si è dimostrato IL film del 2019, ma questo non vuol dire che sia il mio film preferito dell'anno passato, perché quel posto spetta proprio a C'era una volta a...Hollywood. È stata, per me, un'emozione incredibile riuscire a vedere al cinema questo film, vedere sullo stesso schermo così tante star, ma soprattutto vedere loro due, Leonardo DiCaprio e Brad Pitt, interagire, conversare, portare avanti una storia, sorreggere un film dallo stile particolare, una lettera d'amore ad un periodo, culminare poi in una parte finale praticamente perfetta, degna di entrare nella storia, e infine con un finale magnifico, forse non originale, ma semplicemente magnifico, e per certi versi, romantico. Non vincerà come miglior film (e in effetti non lo meriterebbe neanche) e se la giocherà arduamente con gli altri film per gli altri premi, ma per me, C'era una volta a...Hollywood ha già vinto, ha vinto dalla prima volta che l'ho visto, o almeno, ha vinto con me.


Ed eccoci giunti alla fine, anche quest'anno si conclude giusto in tempo la Road to Oscar 2020, come al solito è stata una lunga cavalcata e una buona abbuffata, anche se quest'anno avevo già visto le pellicole più importanti. Stanotte mi aspetta la notte più famosa e attesa del cinema, la notte delle stelle, e ancora una volta, come tutte le volte, come tutti gli anni, sarà sempre una grande emozione. Arrivederci "tra qualche ora" con i vincitori di una delle edizioni più attese degli Academy Awards, è stato un grande anno, ora è il momento di vedere chi saranno i trionfatori finali di questi Oscar 2020.

I miei pronostici:
-Miglior film---->1917
-Miglior regia---->Sam Mendes
-Miglior attore protagonista---->Joaquin Phoenix
-Miglior attore non protagonista----> Brad Pitt
-Miglior attrice protagonista---->Renèe Zellweger
-Miglior attrice non protagonista---->Laura Dern
-Miglior sceneggiatura originale---->C'era una volta a...Hollywood
-Miglior sceneggiatura non originale---->The Irishman
-Miglior film d'animazione---->Toy Story 4
-Miglior film straniero---->Parasite
-Miglior colonna sonora---->Joker
-Miglior fotografia---->Joker
-Miglior effetti speciali---->1917

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