venerdì 31 maggio 2019

Game of Thrones-Il Trono di Spade: le cronache del ghiaccio e del fuoco (TV Universe)

<<L'inverno sta arrivando>>

Inauguriamo una nuova rubrica, TV Universe, dedicata al mondo delle serie tv, del passato e del presente, uno spazio che mi permette di parlare delle serie tv nella loro interezza e non solo di stagioni singole come fatto in precedenza. Non potevo che inaugurare questa rubrica con LA serie tv, l'epopea televisiva che per 9 anni ha entusiasmato, appassionato e conquistato tutto il mondo, il prodotto televisivo che ha completamente rivoluzionato il modo di intendere le serie tv e che ha dato vita al fenomeno delle stesse che stiamo vivendo in questi anni. Alla luce della conclusione della sua ottava e ultima stagione, posso finalmente parlare su Cinemaverso di Game of Thrones.


La storia di GoT parte da lontano, innanzitutto è la trasposizione della saga fantasy "Le Cronache del ghiaccio e del fuoco" di George R. R. Martin, iniziata negli anni '90 e ancora in corso (è molto nota la lentezza di Martin nello scrivere i romanzi), negli anni lo scrittore americano venne contattato più volte dalle major hollywoodiane per trasporre la sua saga in un franchise cinematografico, Martin declinò sempre, in quanto convinto che la grande vastità della trama difficilmente poteva essere "contenuta" in un film o anche in una serie di film, inoltre il mercato cinematografico sicuramente non avrebbe accettato le numerose scene di sesso e violenza presenti nei libri. Per la svolta si dovette aspettare il 2006, quando i due sceneggiatori David Benioff e D. B. Weiss si innamorarono dell'epopea di Martin e convinsero lo scrittore che la forma più adatta per trasporre la saga fosse una serie tv, i due sceneggiatori proposero il progetto al colosso televisivo HBO, famoso per produrre serie mature e molto autoriali (insomma le migliori), come I Soprano, Roma o Deadwood e la produzione di Game of Thrones ebbe inizio.


Per la serie vennero scritturati attori molto giovani e promettenti, come Kit Harrington, Sophie Turner, Maisie Williams, Richard Madden e soprattutto Emilia Clarke, ma anche attori di un certo livello e ben "stagionati", come Sean Bean, Lena Headey, Nikolaj Coster-Waldau e Peter Dinklage. Il formato prescelto è inizialmente quello di dieci episodi di circa un'ora, mantenuto fino alla sesta stagione, per poi passare a sette episodi per la settima e sei per l'ottava e ultima stagione. Game of Thrones comincia la sua corsa nel 2011, e solo qualche settimana fa si è conclusa, nel frattempo ha conquistato record su record, premi su premi e il grande fenomeno delle serie tv, un vero e propio boom che da anni ci tiene incollati agli schermi, lo si deve quasi esclusivamente al successo colossale su scala globale di GoT.


Fa quasi ridere che sia stato il fantasy a conquistare il mondo, un genere considerato di nicchia per molti (anche da parte degli stessi autori inizialmente), che nell'immaginario è subito associato a Tolkien, Jackson e Il Signore degli Anelli, peccato che il fantasy di Martin è sporco e decadente, perverso e violento, composto da guerre per il potere e casate misteriose, in GoT i buoni non vincono ogni volta, sempre se ci sono dei buoni, i protagonisti vengono dominati dal destino, dalla brama di potere, dalla sete di vendetta, dalla lussuria e, in qualche caso, dall'amore e dall'onore.
Game of Thrones ha davvero conquistato tutto il mondo, sicuramente per la grande trama che è stata imbastita stagione dopo stagione, per il grande universo narrativo che si è creato, per l'ardore e il coraggio di molte scelte narrative, perché scardina ogni regola, arrivando in molti casi ad un vero e proprio anticlimax, per i meravigliosi personaggi presentati, sempre a rischio, perché GoT non risparmia nessuno, per lo stile e per molte, molte altre cose, che ora vedremo.


La prima stagione ha già in sé tutte le caratteristiche vincenti di GoT, una narrazione coinvolgente, un ottimo cast, una buona storia, ma comunque tutto nella norma, tutto ottimo, ma niente di eclatante, fino al finale di stagione. SPOILER La morte di Ned Stark (Sean Bean) ha cambiato tutto, lo spettatore capisce che le regole "classiche" non valgono, che GoT è qualcosa di diverso, dannatamente diverso, oltre ovviamente al fantasy crepuscolare e al sesso, si parla proprio di rivoluzione. Il protagonista crepa, e anche in maniera cruenta e inaspettata, proprio quando sembrava diventare il grande protagonista dei fantasy. Insomma, da quel momento in poi tutto cambia, ci si poteva aspettare di tutto, nessuno dei personaggi era al sicuro e il vero volto di GoT veniva mostrato.


Con la seconda stagione l'universo di GoT si amplia a dismisura e non smetterà di crescere fino alla settima stagione. Si cambia ambientazione in continuazione, personaggi passano da filoni narrativi ad altri in continuazione, le storie si intrecciano e i colpi di scena aumentano sempre di più, ogni finale di stagione è una sorpresa, e ogni anno si teme per i personaggi amati, perché potrebbe toccare a loro. Il successo della serie aumenta sempre di più, si crea un fandom internazionale invidiabile da centinaia di saghe cinematografiche e da altre serie tv, perché niente è come GoT e niente sarà mai come GoT.
Personaggi come Tyrion Lannister (Peter Dinklage), Arya Stark (Maisie Williams), Jon Snow (Kit Harrington) e Daenerys Targaryen (Emilia Clarke) divengono gli idoli del pubblico, mentre gli altri personaggi, dai cattivi ai cattivissimi, passando per gli anti eroi, sono oggetto di discussione fra i fan, fra chi li ama e chi li odia.


La serie tocca dei picchi di alta qualità, personalmente ricorderò sempre lo shock per le Nozze Rosse, uno dei più grandi colpi di scena della serie (almeno per chi non aveva letto i libri) oppure le vicende di Tyrion, fra i personaggi migliori, che passa SPOILER per sottomissioni ingrate, amori deludenti fino all'inevitabile uccisione del padre e dell'amante, per poi passare al filone narrativo di Daenerys. Ci siamo appassionati alle vicende della madre dei draghi, sempre distanti eppure così importanti, sorrette dalla meravigliosa Emilia Clarke, come del resto sembravano distanti le peripezie di Jon Snow, il bastardo Stark nel grande nord, oltre la barriera, destinato a qualcosa di ben più grande, da ricordare la "bastardata" degli autori di lasciare tutti col fiato in sospeso per un anno per SPOILER la sorte del personaggio, l'unico che è effettivamente morto e risorto nella serie. GoT era immenso, sfaccettato, coinvolgente, spietato e soprattutto, amatissimo dal pubblico, divenendo talmente popolare, talmente amato, da essere odiato.


La serie ha quindi superato i libri, già la quinta stagione tirava per le lunghe la trama imbastita da Martin nell'ultimo libro pubblicato, con la sesta si comincia con il materiale totalmente nuovo, fino all'ottava e ultima. Da questo momento le critiche di molti fan si accentuano fino a etichettare la serie (per fortuna non per tutti i fan) come "decaduta", molti la criticano proprio per il materiale nuovo originale, non considerato all'altezza, ma è più che altro un sentimento comune, totalmente ingiustificato, almeno da parte mia. Con la sesta e la settima si tirano i fili, operazione non proprio facile, vista l'enormità dei personaggi e delle ambientazioni, ma che comunque ha dato modo di avere diverse evoluzioni nella trama, SPOILER il ritorno degli Stark, Daenerys (finalmente) verso Westeros e soprattutto la Battaglia dei Bastardi, altra grandissima vetta toccata dalla serie, un vero grande capolavoro emozionante, che rappresenta al meglio il nuovo corso di GoT, oltre ovviamente alla grande rivelazione riguardante le vere origini Targaryen di Jon Snow, che confermano una teoria dei fan che effettivamente ci ha visto lungo.


Quindi tutti i filoni narrativi convergono e la produzione decide che l'ottava stagione sarà l'ultima, la conclusione dell'epopea, che si tinge di vero e "puro" fantasy, con SPOILER la minaccia degli Estranei e del Re della Notte. Anche qui, la cosa mi fa un po' sorridere, perché ai tempi del boom della popolarità della serie, i benpensanti "giustificavano" il loro attaccamento ad una serie fantasy affermando che "c'è sesso, violenza e parolacce, non è fantasy" peccato che alla fine della fiera GoT sia puro fantasy, meno edulcorato certo, ma con tanto di magia, draghi, streghe, regine, profezie e cavalieri.


Arriviamo così all'ultima stagione, il viaggio è stato davvero lungo, le aspettative altissime (complici due anni di stop che altro non hanno fatto che creare attesa) e proprio per questo il rischio di ritrovarsi di fronte ad una delusione, dopo aver seguito la serie per 9 anni, è molto alto, probabilmente non ero neanche pronto a dire addio a questi personaggi (almeno quelli che sono rimasti in vita). Prepararsi alla conclusione non è mai facile e per quanto ci si possa sforzare, non è stato possibile prevedere ciò che sarebbe successo, perché ci sono stati abbastanza colpi di scena, in perfetto stile GoT. La sensazione di ritrovarsi alla fine di un lungo sentiero non si è fatto sentire più del dovuto, purtroppo l'evidente fretta degli autori (grosso difetto di questa stagione) ha tagliato fuori alcuni elementi della serie, o meglio, non ne ha tenuto più conto, come alcune profezie, ma il tutto doveva convergere per il gran finale, un finale deflagrante e non privo di sorprese.


Anche qui si è toccato un grande picco, l'ultimo, che è la 8x03, la Lunga Notte, probabilmente l'episodio migliore di tutta la serie, emozionante, epico oltre ogni misura, che mi ha inevitabilmente commosso. Da questo momento tutto SPOILER fino alla fine del paragrafo. Con la 8x03 si conclude la trama degli Estranei, purtroppo tralasciando qualcosa, ma per me non fa niente, visto l'incredibile risultato finale. Resta quindi da concentrarsi sulla guerra per il trono, con la 8x05 ci si avvia alla conclusione, termina drammaticamente (e in modo molto emozionante) la saga di Jamie e Cersei, per il resto la puntata è davvero un capolavoro televisivo, rappresenta il grande colpo di scena, la definitiva rivelazione su Daenerys Targaryen, che quindi diventa quella che era sempre destinata ad essere (almeno per me), la regina folle, degna del suo sangue e della sua casata. Questo twist ha prodotto la gran parte delle critiche di questa ottava stagione, Daenerys era probabilmente la più amata dai fan, che purtroppo sono rimasti ciechi di fronte a quello che, almeno a mio parere ripeto, era la giusta evoluzione del personaggio, ovviamente la cosa non è stata molto sviluppata e l'evoluzione giunge troppo frettolosamente, ma anche con qualche altra stagione in più, era sicuramente la direzione che stava prendendo Daenerys, c'erano indizi fin dalla prima stagione e infatti la cosa viene poi "spiegata ai fan" (perché ai fan le cose vanno spiegate almeno tre volte) per bocca di Tyrion nell'ultima puntata.
Ci siamo, la 8x06, la fine, l'ultimo capitolo di Game of Thrones, la disperata e sofferta conclusione di una lunga epopea, Daenerys viene uccisa da Jon Snow e ne consegue una scena molto emozionante, per poi arrivare ad un lungo epilogo gestito come un grandissimo anticlimax da parte degli autori. Non nego che le scelte finali mi abbiano fatto storcere un po' il naso, non nego che avrei voluto vedere Jon sul trono (anche se il trono non c'è più, tra l'altro grande scelta questa), ma ovviamente gli autori non dovevano assolutamente fare ciò che io avrei fatto, solo che io questo particolare l'ho capito, tantissimi fan no, che hanno bocciato in toto le ultime scelte narrative. Bran diventa così il re, Tyrion riforma il governo e il Nord diventa libero, comunque mi ha emozionato l'epilogo degli Stark, vessati dal destino per tutta la serie, ma alla fine, i vincitori. E poi lui, Jon Snow, il mio personaggio preferito, nuovamente in esilio, ma in realtà libero come non lo è mai stato, a lui sono effettivamente dedicate le ultime scene di Game of Thrones e col tempo credo che mi soddisferà questo epilogo per il personaggio.


Questa stagione è stata largamente criticata, in lungo e in largo per il web, come ho detto prima, credo proprio che si è amato così tanto GoT che si è finito per odiarlo e questo capita solo con le grandi serie tv. Sono più che convinto che questa violentissima volontà di comandare dei fan non faccia per niente bene all'intrattenimento, si è arrivati persino a indire una petizione per rifare l'ottava stagione daccapo, cose da matti, e la cosa più triste è che la cifra delle firme è stratosferica.


In ogni caso è finita un'epopea che ha cambiato l'immaginario, la saga degli Stark (come Star Wars è la saga degli Skywalker) è giunta al termine, in televisione niente sarà più come prima e il vuoto che GoT lascerà difficilmente verrà colmato dai vari spin-off della serie che in questo momento stanno sviluppando e poi chissà, magari un giorno, cavalcando la nostalgia, potremmo ritrovare questi personaggi, anche se non so se sarebbe una cosa buona o meno, perché ora che è finita, posso assolutamente affermare che Game of Thrones è stata la mia serie tv preferita, in modo assoluto, e difficilmente verrà spodestata per molto, molto tempo.

Niente era come GoT, niente è come GoT e niente sarà mai come GoT.

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