Torna CineRandom, la rubrica dedicata alla recensione di film di vario genere, che possono essere degli ottimi film (ma non Pietre Miliari), dei film di cui non si sente parlare molto, oppure anche film abbastanza mediocri. Il film di cui parliamo oggi rientra nella seconda categoria, un ottimo film di cui non si è sentito molto parlare all'uscita e neanche in seguito, un vero peccato, perché vale davvero molto e ora vediamo anche perché. Oggi parliamo de I segreti di Wind River, di Taylor Sheridan.
Wind River (solo in italiano è stato aggiunto "I segreti") è un film del 2017, scritto e diretto dal nuovo astro nascente Taylor Sheridan, attore, sceneggiatore e regista statunitense, che negli ultimi anni si è distinto per aver firmato le sceneggiature di Sicario e Hell or High water, per aver diretto il film di cui stiamo parlando oggi e per la creazione della serie tv Yellowstone, con Kevin Costner, ancora in corso e purtroppo inedita in Italia. Per il ruolo dei protagonisti del film erano previsti Chris Pine e Elizabeth Olsen, la Olsen è rimasta a bordo, ma Pine abbandonò il progetto e Jeremy Renner salì a bordo.
La pellicola segue le vicende di Cory Lambert (Jeremy Renner), cacciatore di animali predatori nella riserva indiana Wind River in Wyoming e Jane Banner (Elizabeth Olsen), una giovane agente dell'FBI chiamata ad indagare sulla misteriosa morte di una ragazza nativo americana, che si scopre essere stata anche stuprata. L'agente e il cacciatore dovranno collaborare per venire a capo della vicenda, molto più insidiosa di quel che sembra.
Sheridan è davvero molto bravo, sforna sceneggiature solide e con questo film dà prova di poter anche dirigere egregiamente una pellicola. Con Wind River, Sheridan completa una sorta di trilogia di sceneggiature, dopo Hell or High water (diretto da David McKenzie) e Sicario (diretto da Denis Villenueve), basate sulla frontiera americana contemporanea, infatti questo film ha molti tratti in comune con un western, per la precisione uno snow western, cioè ambientato fra le nevi, quindi dalle parti del Wyoming e del Montana, ma il tutto ambientato oggi, nel nostro presente, il che lo rende anche un western contemporaneo, un genere che trovo molto interessante, che dimostra come le tematiche molto care alle pellicole ambientate nel far west possano anche essere adattate ai giorni nostri.
Jeremy Renner ci regala una performance più che eccellente, che dimostra la bravura di un attore non sempre "sulla cresta" e noto soprattutto per interpretare Occhio di falco nel Marvel Cinematic Universe, il suo personaggio è duro e freddo come il Wyoming stesso, ma molto umano e dal passato luttuoso, un eroe western d'altri tempi. Sempre dal mondo Marvel proviene Elizabeth Olsen, interprete di Wanda Maximoff, che qui si ritrova a vestire i panni di una giovane agente di città per niente contenta di essere spedita in mezzo alla neve. La coppia è quindi già ben rodata e funziona molto bene sullo schermo, del resto entrambi i loro personaggi sorreggono la pellicola da soli con la loro grande umanità e non solo.
Wind River è una storia fredda e assordante nei suoi silenzi, non solo per l'ambientazione, ma anche per la tragicità di cui sono protagonisti i personaggi, riflette molto una parte di America che non si racconta spesso, oltre a presentare la situazione dei nativi americani oggigiorno. Anche se siamo nel 2017, la legge non arriva dappertutto, di sicuro non fino ai meravigliosi, e ancora selvaggi, picchi innevati del Wyoming, dove spesso il freddo e la solitudine possono far impazzire e dove esistono solo due tipi di persone: cacciatori e prede.





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