lunedì 11 marzo 2019

I 10 eroi più amati della storia del cinema (Classifiche)

Dopo 10 fra le icone cinematografiche di pubblico dominio più famose, tornano le classifiche del blog, questa volta al centro dell'attenzione la lista dei 10 eroi più amati della storia del cinema americano. La top ten si basa sulla lista dell'American Film Institute riguardante i 100 eroi e cattivi più amati del cinema, la lista venne stilata nel 2003 e la CBS fece una trasmissione a parte per l'evento, presentato per l'occasione da Arnold Schwarzenegger. La lista comprende i 50 eroi (e i 50 cattivi), ma io ripropongo qui di seguito solo i primi 10 della classifica.



10.T.E. Lawrence (Peter O' Toole) in Lawrence d'Arabia (1962)


Al decimo posto troviamo Peter O'Toole nel ruolo del protagonista di uno dei kolossal più famosi e importanti della storia, un film che ha cambiato il cinema, Lawrence d'Arabia, vincitore di ben 7 Oscar. T. E. Lawrence è un personaggio realmente esistito, un avventuriero britannico che divenne protagonista nel primo novecento delle rivolte arabe e che prese molto a cuore l'Arabia, è stato anche archeologo, scrittore e agente segreto, oltre ad essere tenente colonnello dell'esercito britannico.

9.George Bailey (James Stewart) in La vita è meravigliosa (1946)


Ancora prima, nel 1946, troviamo James Stewart nel ruolo iconico, e amatissimo dagli americani, di George Bailey, protagonista del film La vita è meravigliosa di Frank Capra. Bailey è un uomo depresso e disperato che, dopo una vita passata ad aiutare il prossimo sacrificando le proprie ambizioni, decide di suicidarsi la sera della vigilia di Natale, ma le preghiere degli amici e dei parenti riusciranno a far mandare in suo soccorso un angelo custode mandato da Dio. Il film di Capra è diventato una istituzione negli States, tradizionalmente mandato in televisione o comunque rivisto sotto ogni Natale, ha avuto un impatto culturale enorme divenendo per molti addirittura sinonimo di Natale.

8.Ellen Ripley (Sigourney Weaver) in Aliens-Scontro finale (1986)


L'iconica protagonista della saga di Alien ideata da Ridley Scott e interpretata da Sigourney Weaver, che è rimasta legata al ruolo per tutta la sua carriera. Fin dal 1979 (con il primo Alien) ha combattuto contro gli xenomorfi iconici della saga e le sue gesta sono state raccontate, oltre che nella famosa saga cinematografica, in libri, fumetti e videogiochi. Sicuramente uno dei personaggi femminili di maggior successo del cinema e più in generale uno dei protagonisti più iconici della fantascienza e dell'horror, che raggiunse il proprio apice proprio con il secondo capitolo della saga, Aliens-Scontro finale, che fruttò all'attrice alcune nomination e premi divenuti storici.

7.Rocky Balboa (Sylvester Stallone) in Rocky (1976)


Non ha bisogno di presentazioni il pugile Italo-americano più famoso del cinema che in questa lista dell'AFI è stato inserito al settimo posto. Ho parlato in modo più lungo di Rocky in occasione della recensione di Creed II, ma sono contento di ribadire quanto il personaggio mi piaccia molto e a cui sono anche molto legato. Il ruolo che ha lanciato Sylvester Stallone nell'olimpo di Hollywood e a cui è rimasto legato fino ai giorni nostri, anche se non in modo costante. Uno dei personaggi più popolari di sempre.

6.Clarice Starling (Jodie Foster) in Il silenzio degli innocenti (1991)


Interpretata in modo magistrale da Jodie Foster, protagonista dell'iconico film Il silenzio degli innocenti, il cui perno delle vicende è uno dei cattivi più famosi della storia, Hannibal Lecter, interpretato da Anthony Hopkins. Anche se apparsa in un unico film, l'interpretazione della Foster è considerato a dir poco trascendentale, che valse all'attrice il premio Oscar. Inoltre essendo posta al sesto posto, Clarice Starling è l'eroina cinematografica classificata più in alto.

5.Will Kane (Gary Cooper) in Mezzogiorno di fuoco (1952)


Uno dei personaggi western più famoso, la cui interpretazione da parte della leggenda Gary Cooper è diventata a sua volta leggenda. Lo sceriffo abbandonato dai cittadini che decide comunque di affrontare una banda di criminali che giunge in città, l'eroe del western classico per eccellenza in un film che ha segnato per sempre il genere, Mezzogiorno di fuoco.

4.Rick Blaine (Humprey Bogart) in Casablanca (1942)


Casablanca non ha cambiato il cinema, Casablanca ha creato il cinema, ovviamente la pellicola ha gli anni che ha, ma l'interpretazione di quel mito che era Humprey Bogart resta ancora oggi una delle interpretazioni meglio riuscite e fra le più influenti della storia. Rick Blaine ha ispirato decine e decine di personaggi, trascendendo la definizione stessa di icona e lo stesso vale per il suo magnifico interprete.

3.James Bond (Sean Connery) in Agente 007-licenza di uccidere (1962)


Bond, James Bond, la spia per eccellenza, l'agente segreto al servizio di sua maestà protagonista della più longeva saga cinematografica della storia. Un personaggio che ha attraversato le epoche del cinema, ma che nella classifica viene riportato con l'interpretazione di Sean Connery,che fu Bond per ben sei volte, scelta che io condivido in toto. Connery più di tutti ha reso James Bond l'icona del cinema che è ancora tutt'oggi e tenendo conto che fu il primo ad interpretarlo è diventato un punto di riferimento per tutti gli altri (più o meno). 007 è in assoluto uno dei miei personaggi preferiti, l'unica icona del cinema che anche con quasi sessant'anni alle spalle rimane tutt'oggi uno dei più grandi protagonisti cinematografici. Sicuramente parlerò in futuro della saga di Bond, anche perché parlare di cinema e non parlare di Bond è impossibile.

2.Indiana Jones (Harrison Ford) in I predatori dell'arca perduta (1981)


Medaglia d'argento al più grande archeologo e avventuriero del cinema, Indiana Jones, legato indissolubilmente al suo unico e solo interprete, Harrison Ford, una leggenda vivente del cinema che ha interpretato anche altre due icone assolute della settima arte, Han Solo (Star Wars) e Rick Deckard (Blade Runner), ma il personaggio più sfaccettato e di maggior successo è indubbiamente il professore dalle avventure impossibili. I film di Indiana sono la quintessenza dello stile del suo regista, Steven Spielberg e l'archeologo è diventato uno dei personaggi più famosi di tutti i tempi, protagonista di libri, fumetti e videogiochi trascendendo il cinema e diventando, in poche parole, sinonimo del genere d'avventura.

1.Atticus Finch (Gregory Peck) in Il buio oltre la siepe (1962)


Il più grande eroe del cinema americano è Atticus Finch, forse molti non lo conoscono, dato che il film del 1962 (tratto dall'omonimo romanzo) è la sua unica apparizione, ma perché Finch non è un' icona del cinema (benché interpretato da un tempo famosissimo Gregory Peck), ma è sicuramente uno dei personaggi più amati dagli americani. Atticus è un avvocato che vive nell'Alabama tristemente vittima di un forte razzismo, vedovo che cresce i figli seguendo la moralità e la tolleranza, decide di difendere un giovane nero da accuse infondate e cariche di pregiudizio.

giovedì 7 marzo 2019

Captain Marvel: alzati e combatti! (Recensione)

A solo un giorno dall'uscita nelle sale, oggi parliamo di un film molto atteso, Captain Marvel. Ventunesimo film che si inserisce nel grande arazzo narrativo del Marvel Cinematic Universe, fenomeno multimediale che ha conquistato il pubblico di tutto il mondo e nel 2018 ha compiuto 10 anni. Captain Marvel si presenta come una nuova origin story, è stata all'altezza del resto della produzione Marvel? Diciamo di sì. Diciamo.


Il film segue le vicende di Carol Danvers, pilota dell'areonautica la cui esistenza cambierà radicalmente, incrociando la via di una guerra interstellare fra due razze aliene, i nobili Kree e i mutaforma Skrull, e come se non bastasse, in questa intricata vicenda ci finisce anche un giovane agente governativo il cui destino sarà segnato dai supereroi, Nick Fury.


Il film dura 124 minuti ed è diretto da Anna Boden e Ryan Fleck, con la sceneggiatura scritta dagli stessi registi più altri due autori. Nel ruolo principale di Captain Marvel c'è l'attrice premio Oscar, Brie Larson, mentre il resto del cast comprende principalmente Samuel L. Jackson nel ruolo celebre di Nick Fury (che interpreta da ben 11 anni), Jude Law che entra a far parte del MCU e Ben Mendelsohn nel ruolo dello Skrull Talos.


Come detto il film è uscito ieri nelle sale italiane, mentre uscirà nei cinema statunitensi l'8 marzo (ma guarda un po'). Togliamoci subito i sassolini dalle scarpe, la produzione di Captain Marvel era già nell'aria da anni, ma è stata notevolmente avvantaggiata dal successo di Wonder Woman di Patty Jenkins con Gal Gadot nel ruolo dell'iconica amazzone della Dc Comics e quindi si è cercato di cavalcare l'ondata di femminismo che ha investito Hollywood negli ultimi anni.


Proprio per questo ci sono state molte polemiche dietro il film negli ultimi giorni, critiche senza fondo fatte da dementi che non capiscono che un film va giudicato solo dopo averlo visto. In ogni caso, il femminismo è un tema molto importante e fondamentale nel film, ma non prepotente e forzato. Insomma il film ha dei difetti, ma il politicamente corretto non è uno di questi, anzi, è uno dei grossi pregi.


Anche Captain Marvel è un personaggio dei fumetti Marvel, creato da Stan Lee e Gene Colan nel 1967, ma il primo Capitan Marvel era un uomo, chiamato Mar-Vell, mentre Carol Danvers nasce nel 1968 per mano di Roy Thomas. Carol è diventata famosa nel mondo cartaceo Marvel per il ruolo di Ms. Marvel, solo nel 2012 prende il nome di Capitan Marvel, titolo che comunque è stato usato prima da vari personaggi.


Il film mi è piaciuto nel complesso, ma presenta alcuni difetti. La sceneggiatura è traballante, probabilmente per le diverse mani che ci hanno lavorato (il film ha ben 4 sceneggiatori) e un ritmo altalenante, comincia col buttarci in una trama per niente lineare per poi spiegarci tutto poco a poco in modo alquanto inusuale. Alcuni dialoghi sono davvero imbarazzanti e le battutine, che ormai imperversano come un dogma nelle ultime pellicole Marvel Studios, risultano fastidiose in alcuni punti, per non parlare di alcune gag prive di senso.


Ma lo spirito del film è davvero forte, la storia nel suo insieme non è niente di che, ma è molto bella e oltre ad essere la classica origin story, presenta dei notevoli retroscena fondamentali che riguardando tutto l'universo narrativo, proprio per questo Captain Marvel è fondamentale per chi ha visto gli altri film Marvel e per chi intende vedere Avengers Endgame, in cui sicuramente Carol giocherà un ruolo di primo piano.


Brie Larson non brilla, ma non delude sicuramente. L'attrice premio Oscar per Room nel 2016 funziona come Carol Danvers, anche se risulta un po' fredda e distaccata in alcune parti, ma bisogna dire che la sua interpretazione è più forte in molti sguardi ed espressioni che nei dialoghi. Carol ne passa di tutti i colori, ma la sua forza interiore e una grandissima forza di volontà le permettono di non arrendersi mai, di rialzarsi sempre, anche quando questo mondo di uomini tenta di mandarla al tappeto e anche quando tutto il suo mondo crolla. Ne esce fuori un grande personaggio, che si affianca agli altri grandi eroi Marvel.


Samuel L. Jackson torna ad interpretare Nick Fury, in un inedito sguardo ai suoi giorni come giovane agente dello SHIELD negli anni novanta (il film è ambientato nel 1995), l'attore iconico di pellicole come Pulp Fiction, Shaft e moltissime altre viene ringiovanito dalla CGI in una maniera sorprendente, praticamente Jackson (settantenne invecchiato benissimo) sembra veramente uscito da uno dei suoi film degli anni '90. L'unico problema è che nel film, in poche parole, Fury diventa la spalla comica della situazione, non per questo rappresenta un male per il film, tutt'altro, ma per intenderci, è lontanissimo dall'iconica performance in Captain America: Winter Soldier o in The Avengers, in cui Fury toccava l'apice.


Jude Law l'ho trovato un po' sacrificato, il suo ruolo resta comunque importante e fondamentale ai fini della trama e lui non delude, ma è comunque poca cosa per un attore del suo calibro. Law si aggiunge alla lista dei famosi attori di Hollywood che entrano a far parte del MCU con ruoli non principali, un po' di nomi? Robert Redford (Captain America: Winter Soldier), Michael Douglas (Ant-Man), Michael Keaton (Spider-Man: Homecoming), Sylvester Stallone e Kurt Russell (Guardiani della Galassia Vol.2) e molti altri.


Concludendo, prima di passare alla parte spoiler della recensione, il film nel complesso è buono, lontanissimo da essere il miglior film o comunque il miglior film singolo Marvel, ma non è neanche il peggiore. Non presenta nulla di originale, ma il personaggio funziona, l'azione non manca e ci sono alcune scene davvero adrenaliniche e ben fatte. La sceneggiatura non è granché, di conseguenza viene inquinato il ritmo del film e inoltre non ci sono grandi colpi di scena o twist di qualunque genere, e almeno per me è stato di una prevedibilità assurda sotto questo punto di vista, in ogni caso ribadisco che non ne sono rimasto deluso. Il film spezza anche l'attesa per Avengers Endgame, che uscirà fra poco più di un mese e che sicuramente è uno dei film più attesi dell'anno, l'ultimo film degli Avengers per come li conosciamo e che rappresenta l'epica conclusione di un viaggio iniziato 11 anni fa, con Iron Man.


Vorrei anche segnalare che nel film c'è un bellissimo omaggio a Stan Lee, creatore principale dell'universo Marvel morto il 12 novembre scorso, oltre al penultimo memorabile cameo (l'ultimo cameo sarà presente proprio in Endgame).


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Dedico questo spazio ad alcune considerazioni sul film con tanto di spoiler. Lettore avvisato, mezzo salvato.

Dicevo che il film si rivela essere molto prevedibile, soprattutto la rivelazione di Jude Law come il vero nemico del film, mentre mi ha un po' sorpreso il rovesciamento della situazione con gli Skrull, che divengono i perseguitati. La rivelazione sulla perdita dell'occhio di Fury era anche questa prevedibilmente triste...che diavolo, il gatto alieno...
I collegamenti con il cubo cosmico e l'iniziativa Avengers sono un po' forzati, ma è inevitabile quando si vuole ritoccare una continuity con più di 10 anni alle spalle, in ogni caso non mi sono dispiaciute queste ret-con (in gergo proprio le modifiche alla continuity a posteriori).
La prima scena dopo i titoli di coda è sicuramente una scena tratta da Endgame e non fatta ex novo per il film, che dire? Non fa altro che crescere l'attesa per il film evento e ci catapulta proprio nell'atmosfera che si respirerà nel film.

mercoledì 6 marzo 2019

Le Iene: l'esordio cult di Tarantino (Pietre Miliari)

« Amici prima... iene dopo... finiranno per sbranarsi tra loro »
Slogan promozionale del film


Ritorna Pietre Miliari, la rubrica dedicata ai migliori film singoli di sempre, dopo l'articolo su Pulp Fiction di quasi due mesi fa, ho deciso di dedicare lo spazio di questa rubrica ad una sorta di analisi film per film dei grandi registi del cinema, partendo dal mio regista preferito, Quentin Tarantino.


Anche se abbiamo parlato la scorsa volta di Pulp Fiction, è il momento di fare un passo indietro per seguire un ordine cronologico e quindi partire dal primo lungometraggio diretto da Tarantino, Le iene. Datato 1992, con questa pellicola il regista italoamericano ha esordito al cinema con un lungometraggio e fu già un esordio col botto.


Siamo agli inizi degli anni novanta, Tarantino non era uno sconosciuto, anzi, si era già fatto notare come sceneggiatore e attore (per esempio in Dal tramonto all'alba del 1990 del suo amico Robert Rodriguez in cui fece coppia con un giovane George Clooney) e ad un party di Hollywood incontra il produttore Lawrence Bender, i due chiacchierano e da quell'incontro nasce praticamente Le iene. Bender stimola Tarantino a scrivere la sceneggiatura e la stessa viene letta dal regista Monte Hellman, il cui contributo fu fondamentale per trovare i finanziamenti della Live Entertainment.


C'era solo un problema: il basso budget, appena 30.000 dollari, ma caso volle che la moglie di Bender propose la sceneggiatura alla star Harvey Keitel, che ne rimase conquistato. Keitel entra nella produzione (che arriva a 1.200.000 dollari, comunque molto basso) e nel cast, nel ruolo di Mr. White. La produzione era fatta insomma, ora toccava al cast.


Per il ruolo di Mr. Blonde vennero presi in considerazioni nomi del calibro di George Clooney, Edward Norton, Matt Dillon, Christopher Walken e Tim Roth (che poi prenderà il ruolo di Mr. Orange), ma il ruolo venne dato a Michael Madsen (che inizialmente concorreva per il ruolo di Mr. Pink), insomma i provini del cast furono abbastanza ingarbugliati. Da segnalare il provino di Samuel L. Jackson per il ruolo di Mr. Orange, non venne scritturato, ma impressionò moltissimo Tarantino e da lì a poco sarebbe cominciato fra i due un sodalizio artistico che ne caratterizzerà le carriere.


Il film esordì in anteprima al Sundance Film Festival di Robert Redford e divise decisamente in due la critica inizialmente, infatti venne subito considerato un film rivoluzionario, ma ci furono anche moltissime critiche di violenza gratuita ed eccessiva e anche accuse di plagio, riguardanti un film cinese il cui finale ricordava Le iene, a cui Tarantino rispose "i bravi artisti copiano, i grandi rubano". Le iene venne distribuito il 23 ottobre 1992 e ottenne un grandissimo successo di pubblico e in seguito anche di critica, il miglior esordio possibile per Quentin Tarantino.


Prima delle curiosità riguardanti il film è giusto spendere qualche parola sui miei pareri. Le iene non fu il mio primo film di Tarantino, quindi apprezzavo già enormemente il regista e il suo stile, perciò la prima visione del film era accompagnata da una certa curiosa per la prima opera di Tarantino e non fui per niente deluso. Le iene ha già tutto quello che caratterizzerà lo stile di Tarantino, dalla violenza alla cronologia ingarbugliata passando per l'intreccio e i personaggi sui generis, presenta una sceneggiatura pressoché perfetta e dei fantastici personaggi che sono entrati nella storia del cinema, certo, non era ancora il Tarantino che stilizza le scene violente e con un amore per il surreale e il grottesco, ma già qui troviamo il suo approccio post-moderno e le migliaia di citazioni ad altri film.


Anche essendo il primo lungometraggio di Tarantino, anche le iene presenta un cast di tutto rispetto, composto da attori che all'epoca di certo non erano famosissimi, ma che sarebbero divenuti nomi importanti ad Hollywood, in parte anche grazie a Le iene. Mi sono piaciute in assoluto le performance di Harvey Keitel e Tim Roth, il primo che effettivamente non delude mai con la sua maestria e che con Tarantino ha brillato particolarmente e il secondo che già mostrava le sue enormi doti attoriali. Non per questo le interpretazioni di Steve Buscemi e Michael Madsen non sono da antologia, personaggi fantastici.


Comunque per quanto mi sia piaciuto non la considero la sua opera migliore (ma neanche peggiore ovviamente) ed è giusto così, da qui in poi Tarantino sfornerà i suoi film seguendo un evoluzione artistica e qualitative sempre crescente e senza pari. Insomma, era la sua prima opera ed è da qui che comincia tutto, perché con Le iene Tarantino ha affilato i ferri e preso le misure di Hollywood, pronto per stravolgere il cinema a modo suo.


Ed ecco di seguito la tradizionale carrellata di curiosità:

-per il ruolo di Mr. Orange Tarantino aveva pensato originariamente a James Woods, ma l'attore non venne mai a sapere che il regista lo cercava per il ruolo e licenziò il suo agente;

-come detto, il budget della pellicola non era granché e così i vestiti dei personaggi provenivano dai guardaroba degli stessi attori, fatta eccezione per "l'uniforme" iconica da iena, realizzata dalla famosa stilista Agnes B.;

-il titolo originale del film è Reservoir Dogs, la cui traduzione letterale è Cani da riserva. Inizialmente in Italia il film venne distribuito con il titolo Cani da rapina e fu un disastro al botteghino, così si decise di ridistribuirlo con il titolo Le iene e il film ottenne un enorme successo. La potenza dei titoli, eh?

-la durata totale delle riprese della pellicola fu di poco più di un mese, solo 35 giorni;

-Tarantino interpreta nel film il ruolo di Mr. Brown e mentre lui era davanti alla cinepresa, a dirigere c'era l'amico Robert Rodriguez.

-come detto, l'accoglienza iniziale della pellicola fu decisamente divisa, tra i tanti a bocciare il film per via della presunta eccessiva violenza fu Wes Craven, il maestro dell'horror, che addirittura abbandonò la visione del film durante la famosa scena dell'orecchio perché impressionato, lui, il creatore di Nightmare e Scream;

-alcuni fan si divertono a cogliere i vari riferimenti che Tarantino infila nei suoi film, riferimenti che "collegano" le sue opere, per esempio le sigarette fittizie Red Apple sono presenti in Pulp Fiction, Dal tramonto all'alba e Kill Bill, mentre ne Le Iene si nomina un "incantatore di serpenti" che si rivela essere il nome in codice di Bill in Kill Bill. Mr. Blonde altri non è che Vic Vega, che verrà poi rivelato essere il fratello di Vincent Vega, interpretato da John Travolta in Pulp Fiction. Inizialmente in Pulp Fiction doveva essere presente proprio Vic, ma Tarantino decise di scritturare Travolta e quindi di creare il fratello di Vic;

-la parola fuck viene pronunciata ben 252 volte;

E chiudiamo con la curiosità più ovvia e nota, ma doverosa:

-la pellicola ha ispirato l'omonimo programma televisivo di successo targato Mediaset, che per nomi e vestiti riprende lo stile del film cult di Tarantino.

lunedì 4 marzo 2019

The Main Genres: i maggiori generi di successo della storia del cinema (Cinema Story)

Torna Cinema Story e quindi torna l'articolo di discussione su argomenti cinematografici che non riguardano film specifici, ma prendono in esame fenomeni o argomenti riguardanti il mondo e la storia del cinema. La scorsa volta è stato preso in esame il fenomeno attuale dell'ondata di nostalgia che ha travolto Hollywood attraverso una marea di sequel, remake, reboot, revival, spin-off, prequel e chi ne ha più ne metta, l'argomento era molto vasto e mi sono ripromesso di dedicare altro spazio a quella questione, ma non oggi, dato che l'argomento del giorno riguarda un esame dei generi che hanno dettato legge ad Hollywood (e non solo) lungo le decadi fino ai giorni nostri.


Quest'articolo nasce più che altro dalla lettura di un' intervista di Roberto Recchioni a Tiziano Sclavi sul Best Movie speciale di Lucca Comics & Games del 2016 che mi sono ritrovato a rileggere. Nell'articolo Recchioni (scrittore e curatore di Dylan Dog e sceneggiatore cinematografico) ha intervistato Tiziano Sclavi (scrittore e creatore di Dylan Dog) parlando di molti film degli anni '80 e infine della situazione cinematografica contemporanea. Intervista molto bella che ha preso in esame pellicole molto famose degli eighties come Platoon, La Casa, La Cosa, Velluto Blu e molte altre e che mi ha colpito soprattutto in un punto, quando Recchioni ha elencato i generi che lungo le decadi hanno tenuto banco nelle sale.


In poche parole sto parlando di quei generi cinematografici che si sono rivelati quelli di maggiore successo nella loro epoca, generi che hanno dettato legge e che anno dopo anno si sono avvicendati fino ai giorni nostri. Tengo a precisare che non ho fatto nessuna "scoperta", anzi l'importanza dei generi che sto per elencare è risaputa e conosciuta da tutti, ma quello che sto tentando di fare con quest'articolo è realizzare uno sguardo d'insieme storico che prende in esame questi generi uno alla volta e di conseguenza riflettere su come i gusti cinematografici sono cambiati negli anni e le cause dei vari declini di questi generi e gli apici che hanno toccato, scolpendo la storia del cinema.


Mi sono permesso di chiamare questi generi Main Genres, cioè i principali generi del cinema, e sono in ordine cronologico: western, poliziesco, action e infine il cinema dei supereroi (seguendo l'ordine dell'intervista). Prenderò in esame ognuno di essi in ordine cronologico, ovviamente devo precisare che questi non sono i generi migliori del cinema, ma sono quelli che nelle epoche hanno saputo conquistare gran parte del pubblico e che si sono rivelati i generi di maggior successo presso le masse, perché bisogna dire che spetta sempre al pubblico decretare qual è il genere che va per la maggiore, l'industria del cinema si adatta di conseguenza.


Il primo Main Genre è il western, il primo genere cinematografico ad avere avuto una risonanza artistica senza pari. Migliaia di film prodotti e altrettante opere derivate in altri medium artistici hanno reso il western uno dei generi di maggiore successo della storia del cinema, non solo americana. I film western venivano già prodotti agli inizi del XX secolo e hanno tenuto banco nei cinema come genere di traino fino agli anni settanta, nelle decadi successive si nota una graduale diminuzione di film di questo genere fino ad oggi, in cui le produzioni western sono diventate pochissime e rare.


Il capostipite del genere è considerato il film muto del 1903 The Great Train Robbery, ma l'epoca d'oro del western è composta dalle opere del regista leggendario John Ford e la sua lunga collaborazione con John Wayne, che dal dopoguerra in poi con Ombre Rosse (1939) ha di fatto segnato l'epoca di maggiore successo del genere. Oltre a Ford ci sono stati anche altri registi importanti che hanno segnato la storia del western, come Howard Hawks e Anthony Mann. I film erano anche arricchiti dalle più grandi star del cinema americano di quel periodo, che oltre a John Wayne comprendevano Kirk Douglas, Gary Cooper, Henry Fonda, Robert Meachum e molti altri.


Il western aveva completamente conquistato il mondo, influenzando tutti i generi artistici, dalla letteratura alla musica e soprattutto aveva oltrepassato i confini statunitensi. Infatti quando il genere cominciava a stagnare, venne completamente rivitalizzato negli anni sessanta, producendo un secondo boom del genere, dove avvenne la rinascita del western? Non in America, ma in Italia, con la nascita dei cosiddetti Spaghetti-western, a cominciare dai capolavori di Sergio Leone, come la sua trilogia del dollaro, che hanno saputo dare vita al meglio che il western poteva offrire, toccando l'apice assoluto del genere.


Il western aveva già saputo conquistare il nostro Paese, da ricordare La fanciulla del West di Puccini oppure la creazione di Tex, ma con gli spaghetti-western Sergio Leone, Corbucci e gli altri hanno dettato legge e rivitalizzato completamente il genere, lanciando anche la carriera di numerosi attori americani come Clint Eastwood, Lee Van Cleef e Charles Bronson e numerosi attori italiani quali Franco Nero, Bud Spencer, Terence Hill e Gian Maria Volonté.


Il boom degli anni sessanta e settanta però fu il canto del cigno del successo di massa del western, che infatti scomparirono poco a poco dalle sale. Nelle decadi successive e ancora oggi ci sono ancora film western, il genere non si è estinto, ma quello di cui parliamo oggi è chiamato western revisionista, cioè ambientato nella parte più crepuscolare dell'epopea della frontiera americana e che mette in luce anche i lati più oscuri e sporchi della storia del West. Alcuni famosi western revisionisti sono: Balla coi lupi, Gli spietati, Django Unchained e La ballata di Buster Scruggs.


A partire dagli anni settanta, per poi svilupparsi gradualmente in maniera dominante negli anni '80, prende piede il genere poliziesco come genere di traino, con tutte le sue sfaccettature come il thriller, il giallo, il noir, la spy-story, crime story, gangster movies e via dicendo. Rispetto al western questo genere è molto più variegato nelle ambientazioni e nelle trame e forse proprio per questo è riuscito a conquistare il pubblico. Vanno ricordate le opere di Alfred Hitchcock, maestro del genere, oppure i film con Humprey Bogart, per poi arrivare ai registi Sydney Pollack e Roman Polanski.


Il genere si è saputo esprimere al meglio attraverso i capolavori di Quentin Tarantino, Martin Scorsese, Brian De Palma, Ridley Scott, Francis Ford Coppola e molti, moltissimi altri. La vasta mole di temi e canoni del genere, dall'indagine alla parte più macabra, dai processi alla violenza, hanno saputo far adattare il genere a qualsiasi storia. In effetti tutta quella mole di film non dovrebbe essere accostata ad unico genere, ma con poliziesco si intende proprio l'insieme di tutte quelle pellicole che hanno tenuto banco negli anni '70, '80 e anche parte dei '90.


Ancora oggi il genere è uno dei principali, infatti è lungi dall'estinguersi, inoltre non è mai veramente scomparso dalle sale come il western, ma nel periodo sopra citato era il genere che andava per la maggiore e che incassava di più, il genere dove si cimentavano i maggiori autori e attori del panorama cinematografico dell'epoca, ma che oggi, per quanto sia ancora fondamentale, non è più il genere da traino, anzi non lo è già dagli anni '90/2000.


Inutile dire che il poliziesco ha avuto larga diffusione anche da noi, dato che anche per questo genere c'è stata la creazione di alcuni sottogeneri tutti italiani. Il cosiddetto poliziottesco è proprio la variante italiana del classico poliziesco, il valore che distingueva le pellicole poliziottesche era l'ispirazione da fatti di cronaca che avvenivano nel nostro Paese all'epoca oppure l'ispirazione dagli eventi degli anni di piombo italiani. Registi famosi che hanno contribuito a questo genere furono Umberto Lenzi, Fernando Di Leo, Bruno Corbucci e molti altri, mentre gli attori più famosi del genere furono Tomas Milian, Maurizio Merli, Giuliano Gemma e Franco Nero. Da segnalare pellicole singole molto famose come Squadra Volante, Svegliati e uccidi e La polizia incrimina,la legge assolve e saghe cinematografiche come la trilogia del commissario Betti e i cicli iconici di Nico Giraldi detto Er Pirata e Sergio Marazzi detto Er Monnezza, entrambi interpretati da Tomas Milian e doppiati da Ferruccio Amendola.


Dagli anni ottanta comincia a prender piede, e a scalzare il poliziesco, il cinema d'azione come genere da traino, i film action diventano subito i film di maggiore successo e quelli che più di tutti portano quattrini alle case di produzione. Anche questo genere è molto vasto, dato che si accompagna bene con altri generi popolari come la fantascienza o i film di guerra, ma si intende comunque per film action quel film che racconta la storia prediligendo le scene d'azione.


Dagli anni ottanta fino agli anni 2000 il cinema d'azione ha tenuto banco nelle sale, soprattutto grazie alla presenza sul grande schermo di star hollywoodiane la cui carriera è caratterizzata proprio da pellicole di questo genere. I più grandi attori di film d'azione del nostro tempo sono: Sylvester Stallone, Bruce Willis, Arnold Schwarzzeneger, Jackie Chan, Jason Statham, Jean Claude Van Damme, Wesley Snipes, Chuck Norris, Dolph Lundgren, Dwayne Johnson e Vin Diesel, a cui fanno seguito molti altri.


Le saghe più famose di questo genere sono entrate nell'immaginario collettivo, come i loro protagonisti, sto parlando di Rambo, Terminator, Fast & Furious, Die Hard, Arma Letale, Indiana Jones e moltissime saghe entrate di diritto nella cultura popolare mondiale.


Il film d'azione sono tutt'altro che estinti e rappresentano ancora una larga fetta dei film prodotti, ma a partire dagli anni 2010 il genere di maggiore successo e che fa da traino per le più grandi major del settore è il cinema dei supereroi. I film di supereroi fanno parte del cinema d'azione, ma dal 2008 con Iron Man e con la trilogia del Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e in seguito con The Avengers nel 2012 si è fatto strada un genere specifico che è diventato in poco tempo il genere di maggiore successo attuale e contemporaneo.


I film di supereroi sono quelli che incassano di più in tutto il mondo, gli unici che superano quasi in maniera fissa il miliardo di dollari al box office. Dalla creazione del Marvel Cinematic Universe da parte dei Marvel Studios (comprati in seguito dalla Disney) il resto delle major ha seguito a ruota, la Warner con film ispirati all'universo Dc e altre case di produzione come la Universal e la Fox che producono film ispirati ai fumetti di supereroi. Questo fenomeno, degno di ulteriore spazio in un altro articolo, ha inondato completamente Hollywood, divenendo il business che va per la maggiore e di sicuro il più redditizio. Mi fa piacere segnalare che anche in Italia si contano alcune pellicole basate su supertizi, come la saga de Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores (il cui primo film però non mi è piaciuto per niente), la commedia I peggiori e soprattutto Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti, un capolavoro decisamente migliore di gran parte dei film statunitensi.


Inoltre i registi che lavorano a questi film divengono subito fra i più quotati, come Joss Whedon, i fratelli Russo, James Gunn, Christopher Nolan, Zack Snyder e Jon Favreau. I film di supereroi hanno lanciato o rilanciato attori ora di fama mondiale quali Robert Downey Jr., Chris Evans, Chris Hemsworth, Tom Hiddleston, Scarlett Joahnsson, Henry Cavill, Christian Bale, Hugh Jackman e molti altri. Dopo l'enorme successo di questi film anche diversi attori famosi e importanti hanno deciso di cimentarsi nei cinecomics, speso con ruoli di rilievo, ricordiamo Samuel L. Jackson, Anthony Hopkins, Robert Redford, Josh Brolin, Michael Douglas, Michael Keaton, Sylvester Stallone, Dolph Lundgren e Cate Blanchett.


Questa lunga carrellata lungo le decadi del cinema ci porta a riflettere come il pubblico consacra un genere rispetto ad un altro e come i gusti della gente cambiano in continuazione, in ogni caso ripeto ancora che questo avvicendarsi di generi non ha precluso l'estinzione di nessuno di essi, inoltre ci sono decine e decine di altri generi che in un modo o nell'altro influenzano e contaminano, si amalgamo e convivono con altri generi. In effetti tendiamo a dividere i temi e i canoni dei film, ma ogni pellicola è sempre un cocktail di vari generi.


Passando ai miei pareri, apprezzo particolarmente il western revisionistico di autori come Tarantino e Eastwood e considero classici i film immortali di Sergio Leone, l'apice del western secondo me. Il genere mi è sempre piaciuto, anche perché per certi versi rappresenta la quintessenza del cinema americano ed è sicuramente il genere che ha tenuto banco per più temo nella storia del cinema, detto ciò devo dire che preferisco il poliziesco, inteso come insieme di tutti i suoi sottogeneri, che proprio per la sua versatilità e vastità è il migliore fra i migliori. Il cinema d'azione è il cinema più popolare, l'unico capace di creare icone cinematografiche entrate nell'immaginario e per quanto non sia sofisticato o di alta classe, mentirei se dicessi di non essere affezionato a numerosi film di Sly e Bruce Willis o che non mi diverta vedere film d'azione in generale, quando non sono trash si intende. Giudicare il genere dei film di supereroi mi è un po' difficile, ci sono legato perché è un genere che ho visto nascere e prendere piede al cinema e nell'immaginario, attualmente è proprio il genere dominante, ho apprezzato i film migliori che offre e steso i veli pietosi sugli altri, ma non faccio lo snob come molti (tipo il regista di Revenant, Innaritu, che lo definì il cancro del cinema o qualcosa del genere) e affermo che sono convinto che possa offrire molto e pellicole come Logan e la trilogia del Batman di Nolan lo dimostrano.


Mi soffermo in ultima battuta sulla visione storica che esce da tutto ciò, la dimostrazione della mutevolezza del cinema e della forza che trae dalla varietà dei generi, che rende la settima arte il ricettacolo della nostra cultura.