La Road continua e arriviamo al 2017 con il nuovo capitolo delle mirabolanti gesta della banda di idiota più divertente dello spazio Marvel, i Guardiani della Galassia. Dopo 3 anni dal primo film James Gunn riporta nelle sale la banda, con qualche grossa aggiunta nel cast e "vol.2" nel titolo, alla maniera dell'adorato Awesome Mix di Peter Quill.
Dopo l'enorme e clamoroso successo del primo film, James Gunn si mise subito al lavoro sul sequel e anche sul terzo eventuale capitolo dedicato ai guardiani. Il cast ritorna al gran completo e ci sono aggiunte importanti, primo fra tutti Kurt Russell che veste i panni del misterioso padre di Peter Quill e Pom Klementieff nel ruolo di Mantis, ma il film vede numerosi cammei pop, infatti Sylvester Stallone interpreta Stakar e insieme a Ving Rhames, Michael Rosenbaum e Michelle Yeoh compongono la vecchia guardia dei Ravagers, i fuorilegge di cui faceva parte Peter Quill.
In questo secondo capitolo si dà maggiore spazio a Yondu, il mentore fuorilegge di Peter Quill interpretato da Michael Rooker, e a Nebula, la sorella di Gamora interpretata da Karen Gillan, infatti è ancora centrale il tema della famiglia disfunzionale, sia dei Guardiani stessi, sia dei loro legami con gli altri personaggi, Peter con il suo ritrovato padre e con Yondu, ma molto spazio è dedicato anche al rapporto fra le sorelle figlie di Thanos. A tutto ciò si va ad aggiungere anche una maggiore attenzione al carattere difficile di Rocket e il suo rapporto con gli altri personaggi, ma a parte questi elementi ora elencati, Guardiani della Galassia Vol.2 vede l'umorismo di Gunn scatenato ed elevato all'ennesimo potenza.
Il Drax di Dave Bautista fa crepare dalle risate e le battutine, ormai tipiche della Marvel ed introdotte proprio da Gunn, non stonano fino ad un certo punto, dico così perché mentre nel primo film c'era un equilibrio ben dosato fra i diversi toni della pellicola, in questo secondo capitolo in più occasioni prevale l'umorismo sfrenato di Gunn. Ovviamente è sempre presente una componente seria e soprattutto nel finale il lato più emozionante di questi personaggi e del loro folle mondo traspare molto bene.
Ancora più centrale è Peter Quill e Chris Pratt non delude, ma il personaggio meglio caratterizzato rimane, a parer mio, Gamora, interpretata da Zoe Saldana. Dave Bautista ruba la scena con il suo Drax, davvero il personaggio più divertente del film (ma forse di tutto il MCU). Una maggiore caratterizzazione per Rocket, la cui particolare figura si arricchisce di nuove sfaccettature. Groot, o meglio, Baby Groot strappa qualche sorriso, ma funge più che altro da "creaturina carina". Kurt Russell per niente svogliato e molto carismatico, perno centrale della trama, ma comunque non sorprende più di tanto, cosa che invece succede per Yondu, interpretato da Michael Rooker, uno dei più bei personaggi del film.
In sintesi, il film non delude, al contrario di altri sequel porta qualcosa di nuovo sui personaggi ed emoziona, rimane di poco inferiore al suo predecessore, ma apprezzo il non voler ricalcare le orme del primo film e le evoluzioni nelle relazioni fra i membri del gruppo sono gestite benissimo, come anche i dialoghi, la trama generale non colpisce più di tanto.
Le curiosità:
-come già detto, nel film ci sono un paio di cammei di star hollywoodiane, ma in seguito alla morte di David Bowie, Gunn rivelò che gli proposero di fare un cameo nel film;
-Groot comunica solo con la frase "Io sono Groot" con diverse inflessioni, il regista James Gunn ha quindi creato per se stesso e per Vin Diesel una sceneggiatura che contiene i dialoghi di Groot in inglese;
-Gary Oldman, Viggo Mortensen, Christoph Waltz, Christopher Plummer, Max von Sydow e Liam Neeson erano candidati per il ruolo del padre di Peter Quill.
sabato 20 aprile 2019
venerdì 19 aprile 2019
Doctor Strange: il dottore e la magia (Road to Avengers Endgame)
Dopo lo stravolgente Captain America-Civil War, la Marvel torna a proporre trasposizioni stand-alone di altri suoi personaggi non molto noti e questa volta tocca allo stregone supremo dell'universo Marvel. Il MCU si immerge nella magia e nelle visioni psichedeliche del Doctor Strange.
Fin dagli anni '80 si è parlato di una trasposizione di Doctor Strange, sempre ostacolata da questioni di produzione oppure di un difficile adattamento delle sue particolari avventure, anche essendo uno dei più vecchi eroi della Marvel creato da Stan Lee e Steve Ditko (lo stesso disegnatore co-creatore di Spider-Man). Nel 2013 Feige decide di inserire il personaggio nell'ormai vasto e imponente MCU e dopo aver vagliato molti nomi per la regia, ad accaparrarsi la direzione del film è Scott Derrickson, grande fan anche del fumetto. Ben più ardua la scelta dell'interprete principale, ormai sono sempre di più i grandi nomi di Hollywood che entrano a far parte del MCU e questa volta viene scelto un attore di alta classe, lo "Sherlock" televisivo nonché uno dei miei attori preferiti, Benedict Cumberbatch. Il resto del cast non è da meno e vede Tilda Swinton interpretare il misterioso Arcano, il candidato premio Oscar Chiwetel Ejiofor, Rachel McAdams e Mads Mikkelsen.
Doctor Strange propone quindi una nuova origin story, ma la particolare natura del protagonista porta sullo schermo un lato nuovo della Marvel reso magnificamente da degli effetti speciali fuori scala, fra i migliori dei film Marvel. Stephen Strange è un arrogante chirurgo che ha tutto dalla vita e se ne vanta, ma quando subirà un grave incidente perderà tutto e diventerà disperato e sempre più presuntuoso, fino a quando il suo cammino non incrocerà quello del misterioso Arcano e la sua vita prenderà delle pieghe decisamente più sovrannaturali e magiche.
Una trama semplice, ma efficace, traspone al meglio il personaggio sul grande schermo, le difficoltà nell'adattamento che negli anni precedenti hanno ostacolato il film vengono soverchiate dall'inserimento nel forte MCU (e quindi molte cose in meno da spiegare) e un'attenzione equilibrata fra il personaggio e il suo strano mondo. Il film funziona ed è ben fatto, i toni vengono qualche volta "inquinati" dalle battutine Marvel, ma in questo film non sono così preponderanti, insomma Doctor Strange è un bel film, ma non solo grazie alla storia.
Benedict Cumberbatch è fra i migliori attori in circolazione, uno dei migliori casting Marvel, è adatissimo per interpretare Stephen Strange, nei suoi lati buoni e cattivi. Il personaggio non è mai stato un supereroe con cui entrare in empatia e vista la sua natura funziona meglio in gruppo, ma la storia che gli viene cucita addosso nel film funziona alla grande. La performance di Cumberbatch è eccellente, già solo in questo film padroneggia il carattere difficile, la gestualità e le debolezze di Strange in maniera magistrale.
Il resto del cast è leggermente altalenante, Rachel McAdams interpreta Christine Palmer, l'interesse amoroso del protagonista, ma anche una sorta di bussola morale per Stephen. Chiwetel Ejiofor è molto bravo, ma il suo vero ruolo è appena sviluppato in questo film, penso volutamente, per dare maggior risalto al suo personaggio nel futuro sequel. Tilda Swinton ha un grande ruolo, fondamentale e ben interpretato, non facile da "adattare" all'attrice britannica, ma il riluttato finale è più che buono. Mads Mikkelsen interpreta Kaecilius, anche qui ci ritroviamo di fronte all'ennesimo villain Marvel piatto e del tutto dimenticabile, anche se qui ha avuto leggermente più spazio rispetto ad altri villain in altri film, ma la sostanza non cambia, sarò monotono nel dire che è un gran peccato, soprattutto perché Mikkelsen è molto bravo.
Un mix di psichedeliche visioni, un mondo magico folle e un uomo di scienza che diventa uno stregone, ecco Doctor Strange.
Le curiosità:
-gli altri grandi nomi dei candidati al ruolo di Stephen Strange erano: Ryan Gosling, Tom Hardy, Jared Leto, Keanue Reeves, Ewan McGregor, Jake Gyllenahaal, Colin Farrell, Matthew McConaughey, Ethan Hawke e Oscar Isaac;
-Benedict Cumberbatch, oltre ad interpretare il protagonista, ha prestato il suo corpo per la motion capture del mastodontico Dormammu. L'attore britannico non è nuovo a cose del genere, avendo fatto la stessa cosa quando interpretò il drago Smaug ne Lo Hobbit;
-l'attore britannico aveva inizialmente rifiutato il ruolo per i numerosi impegni in altri film e quindi la difficoltà che un contratto multi-film Marvel rappresentava, ma poi è stato convinto dagli Studios, che per agevolare i suoi impegni posticipò l'intera produzione del film.
Fin dagli anni '80 si è parlato di una trasposizione di Doctor Strange, sempre ostacolata da questioni di produzione oppure di un difficile adattamento delle sue particolari avventure, anche essendo uno dei più vecchi eroi della Marvel creato da Stan Lee e Steve Ditko (lo stesso disegnatore co-creatore di Spider-Man). Nel 2013 Feige decide di inserire il personaggio nell'ormai vasto e imponente MCU e dopo aver vagliato molti nomi per la regia, ad accaparrarsi la direzione del film è Scott Derrickson, grande fan anche del fumetto. Ben più ardua la scelta dell'interprete principale, ormai sono sempre di più i grandi nomi di Hollywood che entrano a far parte del MCU e questa volta viene scelto un attore di alta classe, lo "Sherlock" televisivo nonché uno dei miei attori preferiti, Benedict Cumberbatch. Il resto del cast non è da meno e vede Tilda Swinton interpretare il misterioso Arcano, il candidato premio Oscar Chiwetel Ejiofor, Rachel McAdams e Mads Mikkelsen.
Doctor Strange propone quindi una nuova origin story, ma la particolare natura del protagonista porta sullo schermo un lato nuovo della Marvel reso magnificamente da degli effetti speciali fuori scala, fra i migliori dei film Marvel. Stephen Strange è un arrogante chirurgo che ha tutto dalla vita e se ne vanta, ma quando subirà un grave incidente perderà tutto e diventerà disperato e sempre più presuntuoso, fino a quando il suo cammino non incrocerà quello del misterioso Arcano e la sua vita prenderà delle pieghe decisamente più sovrannaturali e magiche.
Una trama semplice, ma efficace, traspone al meglio il personaggio sul grande schermo, le difficoltà nell'adattamento che negli anni precedenti hanno ostacolato il film vengono soverchiate dall'inserimento nel forte MCU (e quindi molte cose in meno da spiegare) e un'attenzione equilibrata fra il personaggio e il suo strano mondo. Il film funziona ed è ben fatto, i toni vengono qualche volta "inquinati" dalle battutine Marvel, ma in questo film non sono così preponderanti, insomma Doctor Strange è un bel film, ma non solo grazie alla storia.
Benedict Cumberbatch è fra i migliori attori in circolazione, uno dei migliori casting Marvel, è adatissimo per interpretare Stephen Strange, nei suoi lati buoni e cattivi. Il personaggio non è mai stato un supereroe con cui entrare in empatia e vista la sua natura funziona meglio in gruppo, ma la storia che gli viene cucita addosso nel film funziona alla grande. La performance di Cumberbatch è eccellente, già solo in questo film padroneggia il carattere difficile, la gestualità e le debolezze di Strange in maniera magistrale.
Il resto del cast è leggermente altalenante, Rachel McAdams interpreta Christine Palmer, l'interesse amoroso del protagonista, ma anche una sorta di bussola morale per Stephen. Chiwetel Ejiofor è molto bravo, ma il suo vero ruolo è appena sviluppato in questo film, penso volutamente, per dare maggior risalto al suo personaggio nel futuro sequel. Tilda Swinton ha un grande ruolo, fondamentale e ben interpretato, non facile da "adattare" all'attrice britannica, ma il riluttato finale è più che buono. Mads Mikkelsen interpreta Kaecilius, anche qui ci ritroviamo di fronte all'ennesimo villain Marvel piatto e del tutto dimenticabile, anche se qui ha avuto leggermente più spazio rispetto ad altri villain in altri film, ma la sostanza non cambia, sarò monotono nel dire che è un gran peccato, soprattutto perché Mikkelsen è molto bravo.
Un mix di psichedeliche visioni, un mondo magico folle e un uomo di scienza che diventa uno stregone, ecco Doctor Strange.
Le curiosità:
-gli altri grandi nomi dei candidati al ruolo di Stephen Strange erano: Ryan Gosling, Tom Hardy, Jared Leto, Keanue Reeves, Ewan McGregor, Jake Gyllenahaal, Colin Farrell, Matthew McConaughey, Ethan Hawke e Oscar Isaac;
-Benedict Cumberbatch, oltre ad interpretare il protagonista, ha prestato il suo corpo per la motion capture del mastodontico Dormammu. L'attore britannico non è nuovo a cose del genere, avendo fatto la stessa cosa quando interpretò il drago Smaug ne Lo Hobbit;
-l'attore britannico aveva inizialmente rifiutato il ruolo per i numerosi impegni in altri film e quindi la difficoltà che un contratto multi-film Marvel rappresentava, ma poi è stato convinto dagli Studios, che per agevolare i suoi impegni posticipò l'intera produzione del film.
giovedì 18 aprile 2019
Captain America-Civil War: Avengers Divisi! (Road to Avengers Endgame)
Il 2016 fu un anno pieno zeppo di cinecomics e alcuni anche di una certa importanza, paradossalmente nello stesso anno escono due pellicole che vedono gli eroi combattersi fra loro, Batman v Superman per la Warner e per la Marvel il sequel di Captain America-The Winter Soldier, che già aveva sconquassato il MCU, questa volta demolisce completamente lo status quo e divide drammaticamente gli Avengers, oggi si parla di Captain America-Civil War.
Già nel 2013 il duo di sceneggiatori Markus & McFeely erano al lavoro per adattare il fumetto Civil War, saga in cui i supereroi vengono messi gli uni contro gli altri causa di una legge che prevede la registrazione e il controllo dei super umani. Poi nel 2014 salgono a bordo i fratelli Russo e insieme sfornano il secondo film di Cap, per il terzo capitolo dedicato al supersoldato diventa logico adattare Civil War e cambiare le carte in regola nel MCU. Ovviamente ritroviamo i due registi italoamericani dietro la macchina da presa e il cast si arricchisce di tutti gli Avengers tranne Thor e Hulk, dispersi dopo Age of Ultron, ovviamente l'altro ruolo centrale è del Tony Stark di Robert Downey Jr. che si contrappone a Cap e con lui altri Avengers. Nel cast ritroviamo anche importanti new entry, Daniel Bruhl interpreta Zemo, machiavellico villain, Paul Rudd torna a vestire i panni di Scott Lang/Ant-Man ed entra a far parte degli Avengers, Martin Freeman interpreta Everett Ross, un ruolo minore in questo film ma presente in futuro in Black Panther, proprio l'eroe africano fa qui la sua prima apparizione cinematografica ed esordio nel MCU interpretato da Chadwick Boseman. L'altro grande "nuovo" eroe che esordisce nel film è Spider-Man, interpretato da Tom Holland e che entra così a far parte del MCU in seguito ad un colossale accordo con la Sony (detentrice dei diritti) per "riportare" a casa il personaggio, che così viene rebootato nuovamente.
Civil War vede un cast enorme ed è a tutti gli effetti una pellicola degli Avengers, ma il vero protagonista rimane sempre lui, Steve Rogers, nuovamente posto contro tutto e tutti, ma questa volta non da solo, infatti centrale è il rapporto con Bucky/Winter Soldier e con il suo team, gli Avengers pronti a seguirlo anche quando dovranno combattere i loro stessi compagni d'arme. Ogni personaggio ha il suo spazio e la bravura dei Russo (e del duo di sceneggiatori) è stata magistrale nel non forzare i comportamenti che proprio in questa pellicola rischiavano di sembrare dettati dalla trama, inoltre tutti i personaggi sono scritti benissimo e sono riusciti anche a far esordire due nuovi eroi in modo totalmente naturale. Ormai il MCU può essere visto come un'unica grande saga che film dopo film continua, tutte le pellicole, anche se propongono sequel e film stand-alone diversi, sono collegate e formano una gigantesca serie tv, l'accostamento alla tv non è casuale, perché anche se i registi sono bravi e coordinati fra loro non hanno una vera e propria identità stilistica (nella maggior parte dei casi) e tutti i film di questo ciclo possono essere accomunati dagli stessi stilemi.
Civil War è fra i film Marvel più equilibrati e seri, propone una sceneggiatura solida e colpi di scena efficaci, una trama un po' più studiata e ricercata rispetto a tanti altri film del genere e sì, anche molto emozionante, dopotutto sono personaggi a cui ci si affeziona dopo tutti questi anni e lo scontro fra le due fazioni vira molto sul personale. Gli Avengers divisi e posti in conflitto fra loro, a causa delle loro azioni e delle loro grosse responsabilità, ma anche manipolati e ostacolati, dopotutto "una casa divisa non può restare in piedi". Cap si ritrova a rischiare tutto per ciò in cui crede e per salvare il suo amico, Iron Man invece cerca di responsabilizzare il gruppo, di tenerlo unito, ma ha come risultato l'effetto opposto, è guerra fra gli Avengers.
Chris Evans continua a brillare molto di più diretto dai Russo ed è ormai l'unico vero Captain America che ci possa mai essere, facendo suo completamente il personaggio. Il film è davvero pieno di ottime performance, ma quella che spicca su tutti è il Tony di Robert Downey Jr. interprete del personaggio da 8 anni ai tempi (oggi 11) ma che proprio in questa pellicola si supera producendo la sua migliore interpretazione come Tony Stark nel parere di chi scrive. Tra gli altri spicca sicuramente Daniel Bruhl, attore di prima scelta a cui bastano poche scene del film per posizionarsi fra i migliori villain Marvel. Comunque come già detto un po' tutti gli attori sono davvero in parte e qui come non mai sono perfettamente coordinati, ormai interpretano i loro personaggi da tempo e risultano naturali nei loro ruoli, anche per chi esordisce nel film.
Quindi Civil War è davvero molto bello ed emoziona, cambia radicalmente lo status quo del MCU ed è a tutti gli effetti un film evento,le cui conseguenze si protraggono fino al prossimo Endgame. È tra i migliori film del MCU, di poco inferiore a Captain America-The Winter Soldier, ma superiore a gran parte del resto della produzione Marvel.
Le curiosità:
-Bucky si nasconde a Bucarest all'inizio del film, la cosa è una citazione all'attore che lo interpreta, Sebastiano Stan, nato in Romania;
-uno dei mercenari del scena iniziale è interpretato da Damon Poitier, quest'ultimo ha prestato anche il volto a Thanos nella famosa scena dopo i titoli di coda di The Avengers e quindi il primo volto di Thanos al cinema, prima di essere stato poi interpretato da Josh Brolin;
-il film cita più volte L'impero colpisce ancora, immortale quinto capitolo (o secondo se si considera solo la prima trilogia) di Star Wars, oltre ad essere menzionata nelle parole e nei fatti da Spider-Man nel film un personaggio perde un braccio, proprio come in Star Wars.
Già nel 2013 il duo di sceneggiatori Markus & McFeely erano al lavoro per adattare il fumetto Civil War, saga in cui i supereroi vengono messi gli uni contro gli altri causa di una legge che prevede la registrazione e il controllo dei super umani. Poi nel 2014 salgono a bordo i fratelli Russo e insieme sfornano il secondo film di Cap, per il terzo capitolo dedicato al supersoldato diventa logico adattare Civil War e cambiare le carte in regola nel MCU. Ovviamente ritroviamo i due registi italoamericani dietro la macchina da presa e il cast si arricchisce di tutti gli Avengers tranne Thor e Hulk, dispersi dopo Age of Ultron, ovviamente l'altro ruolo centrale è del Tony Stark di Robert Downey Jr. che si contrappone a Cap e con lui altri Avengers. Nel cast ritroviamo anche importanti new entry, Daniel Bruhl interpreta Zemo, machiavellico villain, Paul Rudd torna a vestire i panni di Scott Lang/Ant-Man ed entra a far parte degli Avengers, Martin Freeman interpreta Everett Ross, un ruolo minore in questo film ma presente in futuro in Black Panther, proprio l'eroe africano fa qui la sua prima apparizione cinematografica ed esordio nel MCU interpretato da Chadwick Boseman. L'altro grande "nuovo" eroe che esordisce nel film è Spider-Man, interpretato da Tom Holland e che entra così a far parte del MCU in seguito ad un colossale accordo con la Sony (detentrice dei diritti) per "riportare" a casa il personaggio, che così viene rebootato nuovamente.
Civil War vede un cast enorme ed è a tutti gli effetti una pellicola degli Avengers, ma il vero protagonista rimane sempre lui, Steve Rogers, nuovamente posto contro tutto e tutti, ma questa volta non da solo, infatti centrale è il rapporto con Bucky/Winter Soldier e con il suo team, gli Avengers pronti a seguirlo anche quando dovranno combattere i loro stessi compagni d'arme. Ogni personaggio ha il suo spazio e la bravura dei Russo (e del duo di sceneggiatori) è stata magistrale nel non forzare i comportamenti che proprio in questa pellicola rischiavano di sembrare dettati dalla trama, inoltre tutti i personaggi sono scritti benissimo e sono riusciti anche a far esordire due nuovi eroi in modo totalmente naturale. Ormai il MCU può essere visto come un'unica grande saga che film dopo film continua, tutte le pellicole, anche se propongono sequel e film stand-alone diversi, sono collegate e formano una gigantesca serie tv, l'accostamento alla tv non è casuale, perché anche se i registi sono bravi e coordinati fra loro non hanno una vera e propria identità stilistica (nella maggior parte dei casi) e tutti i film di questo ciclo possono essere accomunati dagli stessi stilemi.
Civil War è fra i film Marvel più equilibrati e seri, propone una sceneggiatura solida e colpi di scena efficaci, una trama un po' più studiata e ricercata rispetto a tanti altri film del genere e sì, anche molto emozionante, dopotutto sono personaggi a cui ci si affeziona dopo tutti questi anni e lo scontro fra le due fazioni vira molto sul personale. Gli Avengers divisi e posti in conflitto fra loro, a causa delle loro azioni e delle loro grosse responsabilità, ma anche manipolati e ostacolati, dopotutto "una casa divisa non può restare in piedi". Cap si ritrova a rischiare tutto per ciò in cui crede e per salvare il suo amico, Iron Man invece cerca di responsabilizzare il gruppo, di tenerlo unito, ma ha come risultato l'effetto opposto, è guerra fra gli Avengers.
Chris Evans continua a brillare molto di più diretto dai Russo ed è ormai l'unico vero Captain America che ci possa mai essere, facendo suo completamente il personaggio. Il film è davvero pieno di ottime performance, ma quella che spicca su tutti è il Tony di Robert Downey Jr. interprete del personaggio da 8 anni ai tempi (oggi 11) ma che proprio in questa pellicola si supera producendo la sua migliore interpretazione come Tony Stark nel parere di chi scrive. Tra gli altri spicca sicuramente Daniel Bruhl, attore di prima scelta a cui bastano poche scene del film per posizionarsi fra i migliori villain Marvel. Comunque come già detto un po' tutti gli attori sono davvero in parte e qui come non mai sono perfettamente coordinati, ormai interpretano i loro personaggi da tempo e risultano naturali nei loro ruoli, anche per chi esordisce nel film.
Quindi Civil War è davvero molto bello ed emoziona, cambia radicalmente lo status quo del MCU ed è a tutti gli effetti un film evento,le cui conseguenze si protraggono fino al prossimo Endgame. È tra i migliori film del MCU, di poco inferiore a Captain America-The Winter Soldier, ma superiore a gran parte del resto della produzione Marvel.
Le curiosità:
-Bucky si nasconde a Bucarest all'inizio del film, la cosa è una citazione all'attore che lo interpreta, Sebastiano Stan, nato in Romania;
-uno dei mercenari del scena iniziale è interpretato da Damon Poitier, quest'ultimo ha prestato anche il volto a Thanos nella famosa scena dopo i titoli di coda di The Avengers e quindi il primo volto di Thanos al cinema, prima di essere stato poi interpretato da Josh Brolin;
-il film cita più volte L'impero colpisce ancora, immortale quinto capitolo (o secondo se si considera solo la prima trilogia) di Star Wars, oltre ad essere menzionata nelle parole e nei fatti da Spider-Man nel film un personaggio perde un braccio, proprio come in Star Wars.
mercoledì 17 aprile 2019
Ant-Man: il piccolo grande eroe (Road to Avengers Endgame)
Concludiamo la fase due del MCU con una pellicola che si è fatta molto attendere e dai risvolti sorprendenti, dopo i Guardiani la Marvel tenta ancora una volta di sorprendere il pubblico proponendo personaggi che un tempo nessuno avrebbe mai pensato che sarebbero stati trasposti al cinema, questa volta però non parliamo di alieni, fuorilegge cosmici e procioni parlanti, ma di un uomo formica. Già, Ant-Man. Inoltre vorrei festeggiare il cinquantesimo post del blog.
La storia di un film di Ant-Man parte da lontano, dal 2006, quando la Marvel comincia a pensare di creare un universo cinematografico, infatti il primo film del MCU doveva essere proprio Ant-Man e la produzione aveva affidato la regia e la sceneggiatura a Edgar Wright, astro nascente del cinema britannico. Wright fa ritardare la produzione e quando gli si accavallano altri impegni gli Studios decidono di rinviare a data da destinarsi il film sul piccolo eroe e di puntare su un altro personaggio, Iron Man. Wright ritorna sul film nel 2011 e nel 2012 sembra essere confermata la sua presenza dietro la macchina da presa, Ant-Man si farà. Per il ruolo del protagonista Scott Lang (il secondo Ant-Man dei fumetti) viene scelto il re delle commedie Paul Rudd ed è notizia eclatante l'entrata nel cast del mostro sacro Michael Douglas che interpreta Hank Pym (primo storico Ant-Man). Poi il film rischia di non vedere mai la luce quando Wright abbandona il progetto (anche se verrà comunque accreditato come sceneggiatore) per divergenze creative con la produzione (curioso come arrivati a questo punto cominciano questi episodi di divorzi creativi, dopo Whedon), comunque Ant-Man si salva quando sopraggiunge alla regia Peyton Reed e alla sceneggiatura Adam McKay e lo stesso Paul Rudd. Nel cast sono presenti anche Evangeline Lilly, Michael Pena, Corey Stoll e Bobby Cannavale.
Ant-Man si inserisce nella nuova carrellata di trasposizioni Marvel che intervallati con i sequel degli altri film propongono nuovi eroi sullo schermo, ora sembra una cosa consolidata è molto redditizia (visto i miliardi di Black Panther e Captain Marvel) ma già con Guardiani della Galassia sembrava una scommessa (comunque vinta) e ora la Marvel portava sullo schermo un uomo formica. Ant-Man è fra i primi supereroi creati da Stan Lee e Jack Kirby nel 1962, che però crearono Hank Pym, mentre il suo successore Scott Lang stato creato nel 1979.
Il film la butta fin da subito sulla commedia, in una via di mezzo fra la classica origin story e l'umorismo che comincia a dilagare fra i film Marvel da Guardiani in poi, ma il tono e lo spirito del film sono azzeccati, dopotutto non si può fare un film completamente serio su un supereroe che si rimpicciolisce e controlla le formiche. Non solo un origin story, ma anche un heist movie, cioè una trama che verte su un furto (alla Ocean's Eleven per intenderci) che ben si mescola con la trama generale e i personaggi. Il film è ambientato a San Francisco, lontano dalla New York degli Avengers, ma il film si collega comunque con il resto del MCU, sia per i cameo presenti nel film sia per la figura di Hank Pym, legata al passato dell'universo Marvel. Diverte molto ma emoziona anche, Ant-Man, fra drammi famigliari e il rapporto fra padri e figlie, perno centrale dei protagonisti del film.
Scott Lang è un ladruncolo un po' sfigato e galeotto, ha il cuore dalla parte giusta e farebbe di tutto per passare più tempo con sua figlia Cassie, mentre Hank è uno scienziato ritiratosi dal mondo dei costumi e delle avventure dopo aver perso molto ed essere stato tradito, che non riesce a riprendere il rapporto con sua figlia Hope, anche lei brillante e determinata. A tutto questo aggiungete le formiche, il rimpicciolirsi, uno scienziato pazzo e una banda di ladruncoli esilaranti e otterrete il primo film di Ant-Man.
Paul Rudd ha interpretato per gran parte della sua carriera l'eroe delle commedie ed è adattissimo per vestire i panni di Scott Lang, bravo e divertente. Michael Douglas ha la parte del leone, un altro grande attore che entra a far parte del MCU con un ruolo di primo piano e fondamentale. Evangeline Lilly interpreta Hope Pym, la figlia di Hank e paradossalmente è molto più forte e motivata del protagonista, avendo molto spazio nel film per caratterizzare il personaggio. Corey Stoll si aggiunge agli altri villain Marvel piatti e inutili, come ogni volta è davvero un peccato, ma nel film c'è davvero pochissimo spazio per il cattivo e in quel poco che c'è perde anche di credibilità, ormai in ogni film Marvel che ha un tono e una direzione ben precisa (in questo caso introdurre il personaggio con il tono da commedia) a farne le spese è il villain, quasi completamente sacrificato per il bene della trama.
Le curiosità:
-l'altro grande concorrente per il ruolo di Scott Lang insieme a Paul Rudd era Joseph Gordon-Levitt;
-dopo aver partecipato a questo film, Michael Douglas è diventato l'idolo dei suoi figli e dei loro amici, che prima invece quasi snobbavano la sua carriera (e i suoi due Oscar vinti);
-inizialmente per il ruolo di Jim Paxton (interpretato poi da Bobby Cannavale) aveva firmato Patrick Wilson.
La storia di un film di Ant-Man parte da lontano, dal 2006, quando la Marvel comincia a pensare di creare un universo cinematografico, infatti il primo film del MCU doveva essere proprio Ant-Man e la produzione aveva affidato la regia e la sceneggiatura a Edgar Wright, astro nascente del cinema britannico. Wright fa ritardare la produzione e quando gli si accavallano altri impegni gli Studios decidono di rinviare a data da destinarsi il film sul piccolo eroe e di puntare su un altro personaggio, Iron Man. Wright ritorna sul film nel 2011 e nel 2012 sembra essere confermata la sua presenza dietro la macchina da presa, Ant-Man si farà. Per il ruolo del protagonista Scott Lang (il secondo Ant-Man dei fumetti) viene scelto il re delle commedie Paul Rudd ed è notizia eclatante l'entrata nel cast del mostro sacro Michael Douglas che interpreta Hank Pym (primo storico Ant-Man). Poi il film rischia di non vedere mai la luce quando Wright abbandona il progetto (anche se verrà comunque accreditato come sceneggiatore) per divergenze creative con la produzione (curioso come arrivati a questo punto cominciano questi episodi di divorzi creativi, dopo Whedon), comunque Ant-Man si salva quando sopraggiunge alla regia Peyton Reed e alla sceneggiatura Adam McKay e lo stesso Paul Rudd. Nel cast sono presenti anche Evangeline Lilly, Michael Pena, Corey Stoll e Bobby Cannavale.
Ant-Man si inserisce nella nuova carrellata di trasposizioni Marvel che intervallati con i sequel degli altri film propongono nuovi eroi sullo schermo, ora sembra una cosa consolidata è molto redditizia (visto i miliardi di Black Panther e Captain Marvel) ma già con Guardiani della Galassia sembrava una scommessa (comunque vinta) e ora la Marvel portava sullo schermo un uomo formica. Ant-Man è fra i primi supereroi creati da Stan Lee e Jack Kirby nel 1962, che però crearono Hank Pym, mentre il suo successore Scott Lang stato creato nel 1979.
Il film la butta fin da subito sulla commedia, in una via di mezzo fra la classica origin story e l'umorismo che comincia a dilagare fra i film Marvel da Guardiani in poi, ma il tono e lo spirito del film sono azzeccati, dopotutto non si può fare un film completamente serio su un supereroe che si rimpicciolisce e controlla le formiche. Non solo un origin story, ma anche un heist movie, cioè una trama che verte su un furto (alla Ocean's Eleven per intenderci) che ben si mescola con la trama generale e i personaggi. Il film è ambientato a San Francisco, lontano dalla New York degli Avengers, ma il film si collega comunque con il resto del MCU, sia per i cameo presenti nel film sia per la figura di Hank Pym, legata al passato dell'universo Marvel. Diverte molto ma emoziona anche, Ant-Man, fra drammi famigliari e il rapporto fra padri e figlie, perno centrale dei protagonisti del film.
Scott Lang è un ladruncolo un po' sfigato e galeotto, ha il cuore dalla parte giusta e farebbe di tutto per passare più tempo con sua figlia Cassie, mentre Hank è uno scienziato ritiratosi dal mondo dei costumi e delle avventure dopo aver perso molto ed essere stato tradito, che non riesce a riprendere il rapporto con sua figlia Hope, anche lei brillante e determinata. A tutto questo aggiungete le formiche, il rimpicciolirsi, uno scienziato pazzo e una banda di ladruncoli esilaranti e otterrete il primo film di Ant-Man.
Paul Rudd ha interpretato per gran parte della sua carriera l'eroe delle commedie ed è adattissimo per vestire i panni di Scott Lang, bravo e divertente. Michael Douglas ha la parte del leone, un altro grande attore che entra a far parte del MCU con un ruolo di primo piano e fondamentale. Evangeline Lilly interpreta Hope Pym, la figlia di Hank e paradossalmente è molto più forte e motivata del protagonista, avendo molto spazio nel film per caratterizzare il personaggio. Corey Stoll si aggiunge agli altri villain Marvel piatti e inutili, come ogni volta è davvero un peccato, ma nel film c'è davvero pochissimo spazio per il cattivo e in quel poco che c'è perde anche di credibilità, ormai in ogni film Marvel che ha un tono e una direzione ben precisa (in questo caso introdurre il personaggio con il tono da commedia) a farne le spese è il villain, quasi completamente sacrificato per il bene della trama.
Le curiosità:
-l'altro grande concorrente per il ruolo di Scott Lang insieme a Paul Rudd era Joseph Gordon-Levitt;
-dopo aver partecipato a questo film, Michael Douglas è diventato l'idolo dei suoi figli e dei loro amici, che prima invece quasi snobbavano la sua carriera (e i suoi due Oscar vinti);
-inizialmente per il ruolo di Jim Paxton (interpretato poi da Bobby Cannavale) aveva firmato Patrick Wilson.
Avengers-Age of Ultron: Insieme! (Road to Avengers Endgame)
Ci avviciniamo alla conclusione della fase due del MCU con quello che fu il sequel più atteso fra quelli del "secondo giro", il ritorno degli eroi più potenti della Terra, questa volta contro un nemico che loro stessi hanno creato e contro i propri demoni, nel 2015 ritornavano gli Avengers al cinema con il loro secondo capitolo, Age of Ultron.
Dopo l'enorme successo del primo film i Marvel Studios avevano già annunciato un sequel nel 2012, nell'anno seguente si convince un inizialmente titubante Joss Whedon a tornare dietro la macchina da presa per il secondo capitolo sul super gruppo e il creatore di Buffy comincia già a scrivere la sceneggiatura. Un grosso budget e il ritorno del cast stellare (con aggiunte famose) preparano il terreno per un film molto atteso con il rischio di rimanere schiacciato dall'ormai classico primo film sia per la storia che per gli incassi. Robert Downey Jr. viene rimesso sotto contratto (il suo precedente contratto lo vedeva nei panni di Tony Stark fino a Iron Man 3) per una cifra faraonica e così viene riconfermato il cast del primo film, le aggiunte famose sono Aron Taylor Johnson nei panni di Quicksilver e Elizabeth Olsen in quelli di sua sorella Scarlet Witch, mentre James Spader dà la voce al villain del film, il robot malvagio Ultron.
È stato davvero difficile per Whedon riportare al cinema i Vendicatori tentando di ripetere il successo del primo film, ma facendo anche qualcosa di nuovo, il risultato finale è comunque molto buono, ma non eclatante. Il team ormai è formato e ben rodato, quindi Whedon in questo film ha cercato di farci vedere come gli Avengers interagiscono fra loro ora che sono diventati amici oltre che compagni di battaglia, ma senza togliere i contrasti che nascono fra di loro, essendo anche profondamente diversi, ma è proprio la diversità a rendere forti gli Avengers. Nel film sono messi a dura prova, ognuno di loro deve affrontare i propri demoni e cercare di restare uniti anche quando si commettono errori, grossi errori. Ultron rappresenta tutto ciò che può andare storto con gli Avengers, oltre ad essere una versione malvagia di Tony Stark per certi versi, inoltre proprio il robot che inizialmente doveva essere un'invenzione positiva si rivela negativa, mentre i gemelli e il "figlio" di Ultron stesso decidono di stare dalla parte giusta.
Ma non è tutto rose e fiori, sebbene ci siano dialoghi molto azzeccati e scene fantastiche, questo secondo film presenta grossi difetti. Ultron è minaccioso e le premesse del personaggio erano davvero ottime, ma poi si è avuto quasi paura di andare fino in fondo, il robot malvagio interpretato da Spader risulta fin troppo umano e perde di credibilità in parecchie occasioni, oltre a volergli per forza mettere in bocca citazioni bibliche e frasi fatte che risultano vuote e non aggiungono niente alla caratterizzazione. Tony Stark è esageratamente Tony Stark nel film, mi spiego meglio, è lui la causa di tutto e invece di puntare sul rimorso e sul senso di colpa che dovrebbe provare, lui rimane sempre il sagace e carismatico eroe che siamo abituati a conoscere, andando quindi a sminuire la sua caratterizzazione, soprattutto alla luce di quanto fatto in Iron Man 3. In sostanza, ero favorevole a fargli creare Ultron e tutto ciò che ne comporta, ma la cosa deve avere anche delle conseguenze sul personaggio, che invece rimane ostinatamente se stesso, la cosa è stata fatta credo per comodità quindi il non voler aggiungere il rimorso di Stark al resto dei "demoni" interiori dei personaggi, ma è davvero un gran peccato, dato che la cosa poi non è stata neanche più ripresa nei film successivi.
RDJ è sempre il solito Tony e risente di quanto detto prima sfornando una performance egregia, ma un po' svogliata. Chris Evans è Cap, non brilla ovviamente quanto in The Winter Soldier, ma rimane comunque la roccia del gruppo. Scarlett Johansson torna ad interpretare la Vedova Nera che continua una sorta di evoluzione caratteriale iniziata nel secondo film di Cap. Ha ancora più spazio che nel precedente capitolo il Bruce Banner di Mark Ruffalo, anche questa volta alle prese con il suo dramma, a cui si aggiunge un impossibile relazione amorosa. Chris Hemsworth continua imperterrito nella sua interpretazione di Thor, non avendo molto spazio, ma continuando ad essere fondamentale nel gruppo. L'avenger meglio sviluppato e caratterizzato di questo film è sicuramente Clint Barton, oltre ad essere il più divertente si rivela anche un mentore e una presenza indispensabile per la squadra, finalmente Jeremy Renner ha modo di brillare con la sua interpretazione, sacrificata nel primo film per questioni di trama. Azzeccati e i parte Johnson e la Olsen, soprattutto quest'ultima avrà un ruolo importante anche in futuro come Scarlet Witch. Paul Bettany entra a far parte del cast anche come attore (dato che era la voce di Jarvis già dal 2008) e lo fa con le migliori premesse per il suo personaggio, peccato che nei film futuri non ha avuto chissà quale spazio.
Il film è comunque bello nel complesso, non arriva al primo semplicemente perché non c'è più quella "magia" di vedere tutti gli eroi insieme per la prima volta né la colossale battaglia di New York, ma devo ammettere che questo film ha dei dialoghi migliori fra i personaggi e quasi tutte le interazioni fra gli stessi sono davvero gestite bene. Comunque ci sono molte cose che non si dicono su questo film, parlo di ciò che accadde dietro le quinte e l'addio di Whedon agli Avengers e alla Marvel in generale, un addio causato dalle "solite" divergenze creative mia chiarite del tutto. Whedon aveva tutt'un altro piano per il futuro degli Avengers e Thanos, che lui aveva introdotto, chissà cosa avrebbe voluto fare, comunque un gran peccato, anche perché poi Whedon è passato alla Warner dirigendo Justice League (dopo l'abbandono di Zack Snyder) e il conseguente flop non gli ha portato molto fortuna. Inutile dire che Avengers-Age of Ultron superò anch'esso il miliardo di dollari di incasso globale come il suo precedessore, cifre standard per la Marvel ormai.
Le curiosità:
-Scarlett Johansson era incinta per la gran parte delle riprese del film, la cosa non si nota perché le sue scene sono state fra le prime girate (prima che il pancione si vedesse del tutto), oltre alle lavorazioni digitali apportate al ventre e alle tre controfigure usate per le scene atletiche;
-ci volle quasi un anno per convincere Aron Taylor Johnson ad interpretare Quicksilver, l'attore era restio al ruolo a causa della parte più "tecnica" di un film Marvel e di entrare a far parte di un cast così numeroso, ma poi venne convinto da Joss Whedon, che lo voleva fortemente nel film e dalla collega Elizabeth Olsen, con cui aveva già lavorato in precedenza;
-fino a questo film, in ogni apparizione di Tony Stark, quest'ultimo viene preso per il collo almeno una volta. Quindi è avvenuto nei tre Iron Man e nei primi due Avengers;
Dopo l'enorme successo del primo film i Marvel Studios avevano già annunciato un sequel nel 2012, nell'anno seguente si convince un inizialmente titubante Joss Whedon a tornare dietro la macchina da presa per il secondo capitolo sul super gruppo e il creatore di Buffy comincia già a scrivere la sceneggiatura. Un grosso budget e il ritorno del cast stellare (con aggiunte famose) preparano il terreno per un film molto atteso con il rischio di rimanere schiacciato dall'ormai classico primo film sia per la storia che per gli incassi. Robert Downey Jr. viene rimesso sotto contratto (il suo precedente contratto lo vedeva nei panni di Tony Stark fino a Iron Man 3) per una cifra faraonica e così viene riconfermato il cast del primo film, le aggiunte famose sono Aron Taylor Johnson nei panni di Quicksilver e Elizabeth Olsen in quelli di sua sorella Scarlet Witch, mentre James Spader dà la voce al villain del film, il robot malvagio Ultron.
È stato davvero difficile per Whedon riportare al cinema i Vendicatori tentando di ripetere il successo del primo film, ma facendo anche qualcosa di nuovo, il risultato finale è comunque molto buono, ma non eclatante. Il team ormai è formato e ben rodato, quindi Whedon in questo film ha cercato di farci vedere come gli Avengers interagiscono fra loro ora che sono diventati amici oltre che compagni di battaglia, ma senza togliere i contrasti che nascono fra di loro, essendo anche profondamente diversi, ma è proprio la diversità a rendere forti gli Avengers. Nel film sono messi a dura prova, ognuno di loro deve affrontare i propri demoni e cercare di restare uniti anche quando si commettono errori, grossi errori. Ultron rappresenta tutto ciò che può andare storto con gli Avengers, oltre ad essere una versione malvagia di Tony Stark per certi versi, inoltre proprio il robot che inizialmente doveva essere un'invenzione positiva si rivela negativa, mentre i gemelli e il "figlio" di Ultron stesso decidono di stare dalla parte giusta.
Ma non è tutto rose e fiori, sebbene ci siano dialoghi molto azzeccati e scene fantastiche, questo secondo film presenta grossi difetti. Ultron è minaccioso e le premesse del personaggio erano davvero ottime, ma poi si è avuto quasi paura di andare fino in fondo, il robot malvagio interpretato da Spader risulta fin troppo umano e perde di credibilità in parecchie occasioni, oltre a volergli per forza mettere in bocca citazioni bibliche e frasi fatte che risultano vuote e non aggiungono niente alla caratterizzazione. Tony Stark è esageratamente Tony Stark nel film, mi spiego meglio, è lui la causa di tutto e invece di puntare sul rimorso e sul senso di colpa che dovrebbe provare, lui rimane sempre il sagace e carismatico eroe che siamo abituati a conoscere, andando quindi a sminuire la sua caratterizzazione, soprattutto alla luce di quanto fatto in Iron Man 3. In sostanza, ero favorevole a fargli creare Ultron e tutto ciò che ne comporta, ma la cosa deve avere anche delle conseguenze sul personaggio, che invece rimane ostinatamente se stesso, la cosa è stata fatta credo per comodità quindi il non voler aggiungere il rimorso di Stark al resto dei "demoni" interiori dei personaggi, ma è davvero un gran peccato, dato che la cosa poi non è stata neanche più ripresa nei film successivi.
RDJ è sempre il solito Tony e risente di quanto detto prima sfornando una performance egregia, ma un po' svogliata. Chris Evans è Cap, non brilla ovviamente quanto in The Winter Soldier, ma rimane comunque la roccia del gruppo. Scarlett Johansson torna ad interpretare la Vedova Nera che continua una sorta di evoluzione caratteriale iniziata nel secondo film di Cap. Ha ancora più spazio che nel precedente capitolo il Bruce Banner di Mark Ruffalo, anche questa volta alle prese con il suo dramma, a cui si aggiunge un impossibile relazione amorosa. Chris Hemsworth continua imperterrito nella sua interpretazione di Thor, non avendo molto spazio, ma continuando ad essere fondamentale nel gruppo. L'avenger meglio sviluppato e caratterizzato di questo film è sicuramente Clint Barton, oltre ad essere il più divertente si rivela anche un mentore e una presenza indispensabile per la squadra, finalmente Jeremy Renner ha modo di brillare con la sua interpretazione, sacrificata nel primo film per questioni di trama. Azzeccati e i parte Johnson e la Olsen, soprattutto quest'ultima avrà un ruolo importante anche in futuro come Scarlet Witch. Paul Bettany entra a far parte del cast anche come attore (dato che era la voce di Jarvis già dal 2008) e lo fa con le migliori premesse per il suo personaggio, peccato che nei film futuri non ha avuto chissà quale spazio.
Il film è comunque bello nel complesso, non arriva al primo semplicemente perché non c'è più quella "magia" di vedere tutti gli eroi insieme per la prima volta né la colossale battaglia di New York, ma devo ammettere che questo film ha dei dialoghi migliori fra i personaggi e quasi tutte le interazioni fra gli stessi sono davvero gestite bene. Comunque ci sono molte cose che non si dicono su questo film, parlo di ciò che accadde dietro le quinte e l'addio di Whedon agli Avengers e alla Marvel in generale, un addio causato dalle "solite" divergenze creative mia chiarite del tutto. Whedon aveva tutt'un altro piano per il futuro degli Avengers e Thanos, che lui aveva introdotto, chissà cosa avrebbe voluto fare, comunque un gran peccato, anche perché poi Whedon è passato alla Warner dirigendo Justice League (dopo l'abbandono di Zack Snyder) e il conseguente flop non gli ha portato molto fortuna. Inutile dire che Avengers-Age of Ultron superò anch'esso il miliardo di dollari di incasso globale come il suo precedessore, cifre standard per la Marvel ormai.
Le curiosità:
-Scarlett Johansson era incinta per la gran parte delle riprese del film, la cosa non si nota perché le sue scene sono state fra le prime girate (prima che il pancione si vedesse del tutto), oltre alle lavorazioni digitali apportate al ventre e alle tre controfigure usate per le scene atletiche;
-ci volle quasi un anno per convincere Aron Taylor Johnson ad interpretare Quicksilver, l'attore era restio al ruolo a causa della parte più "tecnica" di un film Marvel e di entrare a far parte di un cast così numeroso, ma poi venne convinto da Joss Whedon, che lo voleva fortemente nel film e dalla collega Elizabeth Olsen, con cui aveva già lavorato in precedenza;
-fino a questo film, in ogni apparizione di Tony Stark, quest'ultimo viene preso per il collo almeno una volta. Quindi è avvenuto nei tre Iron Man e nei primi due Avengers;
martedì 16 aprile 2019
Guardiani della Galassia: un' amabile banda di idioti (Road to Avengers Endgame)
Rimaniamo nel 2014 con il secondo film del MCU di quell'anno, un film "anomalo" apparentemente scollegato dalle vicende degli Avengers, ma comunque fondamentale per l'universo Marvel, oltre ad aver rivoluzionato un po' di cose. È il momento di allontanarci dalla madre Terra per seguire le vicende di un gruppo di disadattati uniti dal fato per proteggere l'universo, i Guardiani della Galassia.
Fin dal 2010 Kevin Feige si era dimostrato divertito all'idea di trasporre le avventure cosmiche di un super gruppo Marvel non molto conosciuto, ma la grande svolta è stata l'affidamento dell'opera a James Gunn, già regista di Super e grande fan dei fumetti. L'idea degli Studios è quella di portare al cinema il lato cosmico della Marvel, soprattutto in vista della trama orizzontale che riguarda le gemme dell'infinito e Thanos, così si decide di lanciare questo team al cinema attraverso lo stile irriverente e pop di James Gunn.
Gunn abbraccia gran parte della produzione del film, oltre alla regia scrive anche la sceneggiatura insieme a Nicole Perlman e ha l'ultima parola sul cast, un cast eccezionale che si compone di: Chris Pratt, attore perlopiù comico scelto proprio da Gunn per il ruolo di Peter Quill il fuorilegge cosmico, Zoe Saldana interpreta la figlia di Thanos, Gamora, la donna più letale della galassia, Dave Bautista nel ruolo di Drax il distruttore, mentre Bradley Cooper dà la voce al procione armaiolo Rocket e Vin Diesel al suo compare floreale Groot. Lee Pace è Ronan il villain signore della guerra kree e Glenn Close è Nova Prime, capo delle forze di polizia Nova. Ritroviamo anche Benicio del Toro nel ruolo del Collezionista e per la prima volta Josh Brolin interpreta per breve tempo (ma ad effetto) il titano pazzo Thanos.
In molti potevano pensare a Guardiani della Galassia come una scommessa folle dei Marvel Studios, che questa volta portavano sullo schermo personaggi totalmente sconosciuti al pubblico e già poco famosi nei fumetti, ma l'audacia è stata ripagata da un successo clamoroso superando i 700 milioni di dollari al box office mondiale è un impatto culturale che ha portato i personaggi protagonisti a diventare ben presto iconici e amati dal pubblico. Tutto ciò si deve anche e soprattutto a James Gunn, che riesce a mettere su un film divertente e scanzonato pieno di effetti speciali e azione, ma che riesce anche ad emozionare e a farci affezionare ai protagonisti, veri e propri antieroi, nonché degli sfigati disadattati che hanno l'opportunità di salvare la galassia e forse anche trovare una famiglia gli uni negli altri.
Chris Pratt è un magnifico Star-Lord, l'avventuriero farfallone e scansafatiche fan degli anni '80 che diventa il leader del gruppo suo e deve gestire i traumi del passato. Zoe Saldana è il personaggio più forte dal punto di vista del carattere e Gamora avrà un ruolo centrale nel futuro del MCU. Bautista diverte con il suo Drax, fonte inesauribile di gag (e nel Vol.2 ancora di più) ma se la gioca con Rocket e Groot per le battute più divertenti e dissacranti. Un gran peccato per Lee Pace e il suo Ronan, cattivo piattissimo ma comunque minaccioso.
Guardiani della Galassia ha portato grandi novità al MCU, uno stile nuovo e più frizzante e un tono molto scanzonato, in alcuni casi pure troppo, infatti una delle conseguenze che si andranno a sviluppare dopo questo film è l'inclusione massiccia di battutine e gag nei film Marvel (e di conseguenza in tutti i cinecomics) come se fossero delle parti e battute obbligatorie da inserire. Personalmente in molte occasioni ho odiato questo cambiamento che ammazza i toni seri dei film e risulta non poco fastidioso, ma non è una colpa dei Guardiani di Gunn, perché nel loro film la cosa funzionava e aveva un perché, inoltre questo primo film ha un equilibrio fra serio e umoristico che invece manca al secondo capitolo, ma su quello ci arriveremo.
Le curiosità:
-Vin Diesel ha registrato più di mille "io sono Groot" per il film e la partecipazione al film lo ha aiutato ad uscire dalla depressione in cui era caduto dopo la morte dell'amico Paul Walker;
-durante le riprese dello scontro tra Star-Lord e Gamora, Zoe Saldana ha quasi fracassato le costole di Chris Pratt, perché quest'ultimo senza avvertire la collega aveva deciso di non indossare le protezioni che si usano sul set per le scene di lotta;
-Gunn non voleva neanche vedere il provino di Chris Pratt per Peter Quill, ma poi un assistente lo convinse e bastarono 30 secondi a Pratt per convincere il regista a dargli il ruolo.
Fin dal 2010 Kevin Feige si era dimostrato divertito all'idea di trasporre le avventure cosmiche di un super gruppo Marvel non molto conosciuto, ma la grande svolta è stata l'affidamento dell'opera a James Gunn, già regista di Super e grande fan dei fumetti. L'idea degli Studios è quella di portare al cinema il lato cosmico della Marvel, soprattutto in vista della trama orizzontale che riguarda le gemme dell'infinito e Thanos, così si decide di lanciare questo team al cinema attraverso lo stile irriverente e pop di James Gunn.
Gunn abbraccia gran parte della produzione del film, oltre alla regia scrive anche la sceneggiatura insieme a Nicole Perlman e ha l'ultima parola sul cast, un cast eccezionale che si compone di: Chris Pratt, attore perlopiù comico scelto proprio da Gunn per il ruolo di Peter Quill il fuorilegge cosmico, Zoe Saldana interpreta la figlia di Thanos, Gamora, la donna più letale della galassia, Dave Bautista nel ruolo di Drax il distruttore, mentre Bradley Cooper dà la voce al procione armaiolo Rocket e Vin Diesel al suo compare floreale Groot. Lee Pace è Ronan il villain signore della guerra kree e Glenn Close è Nova Prime, capo delle forze di polizia Nova. Ritroviamo anche Benicio del Toro nel ruolo del Collezionista e per la prima volta Josh Brolin interpreta per breve tempo (ma ad effetto) il titano pazzo Thanos.
In molti potevano pensare a Guardiani della Galassia come una scommessa folle dei Marvel Studios, che questa volta portavano sullo schermo personaggi totalmente sconosciuti al pubblico e già poco famosi nei fumetti, ma l'audacia è stata ripagata da un successo clamoroso superando i 700 milioni di dollari al box office mondiale è un impatto culturale che ha portato i personaggi protagonisti a diventare ben presto iconici e amati dal pubblico. Tutto ciò si deve anche e soprattutto a James Gunn, che riesce a mettere su un film divertente e scanzonato pieno di effetti speciali e azione, ma che riesce anche ad emozionare e a farci affezionare ai protagonisti, veri e propri antieroi, nonché degli sfigati disadattati che hanno l'opportunità di salvare la galassia e forse anche trovare una famiglia gli uni negli altri.
Chris Pratt è un magnifico Star-Lord, l'avventuriero farfallone e scansafatiche fan degli anni '80 che diventa il leader del gruppo suo e deve gestire i traumi del passato. Zoe Saldana è il personaggio più forte dal punto di vista del carattere e Gamora avrà un ruolo centrale nel futuro del MCU. Bautista diverte con il suo Drax, fonte inesauribile di gag (e nel Vol.2 ancora di più) ma se la gioca con Rocket e Groot per le battute più divertenti e dissacranti. Un gran peccato per Lee Pace e il suo Ronan, cattivo piattissimo ma comunque minaccioso.
Guardiani della Galassia ha portato grandi novità al MCU, uno stile nuovo e più frizzante e un tono molto scanzonato, in alcuni casi pure troppo, infatti una delle conseguenze che si andranno a sviluppare dopo questo film è l'inclusione massiccia di battutine e gag nei film Marvel (e di conseguenza in tutti i cinecomics) come se fossero delle parti e battute obbligatorie da inserire. Personalmente in molte occasioni ho odiato questo cambiamento che ammazza i toni seri dei film e risulta non poco fastidioso, ma non è una colpa dei Guardiani di Gunn, perché nel loro film la cosa funzionava e aveva un perché, inoltre questo primo film ha un equilibrio fra serio e umoristico che invece manca al secondo capitolo, ma su quello ci arriveremo.
Le curiosità:
-Vin Diesel ha registrato più di mille "io sono Groot" per il film e la partecipazione al film lo ha aiutato ad uscire dalla depressione in cui era caduto dopo la morte dell'amico Paul Walker;
-durante le riprese dello scontro tra Star-Lord e Gamora, Zoe Saldana ha quasi fracassato le costole di Chris Pratt, perché quest'ultimo senza avvertire la collega aveva deciso di non indossare le protezioni che si usano sul set per le scene di lotta;
-Gunn non voleva neanche vedere il provino di Chris Pratt per Peter Quill, ma poi un assistente lo convinse e bastarono 30 secondi a Pratt per convincere il regista a dargli il ruolo.
Captain America-The Winter Soldier: Hail Hydra! (Road to Avengers Endgame)
È arrivato il momento di parlare del secondo film dedicato al capitano, addentrandoci sempre di più nella fase due del MCU con un film che cambierà non poco le carte in tavola per quanto riguarda la continuity dell'universo Marvel e di sicuro alzerà l'asticella per tutto il MCU. Il miglior film del Marvel Cinematic Universe, Captain America-The Winter Soldier.
Con il secondo capitolo del franchise di Capitan America si decide di cambiare registro e dare un nuova direzione e un diverso tono alle vicende di Steve Rogers. Alle sceneggiature troviamo i sempre più consolidati Markus & McFeely, ma è la regia a subire il grosso del cambiamento, infatti gli Studios ingaggiano per la direzione del film i fratelli Anthony e Joe Russo. Il cast si arricchisce di Scarlett Johansson, che torna ad interpretare la Vedova Nera e introduce Anthony Mackie nel ruolo di Sam Wilson, Falcon, grande amico e partner di Cap nei fumetti, oltre ovviamente a riconfermare Chris Evans nel ruolo di Steve Rogers, Samuel L. Jackson in quello di Nick Fury. Ritroviamo nel cast anche Sebastian Stan nel ruolo del Soldato d'inverno e il mostro sacro del cinema Robert Redford che interpreta Alexander Pierce.
Si abbandona il tono classico de Il primo vendicatore in favore di una spy story perfetta, un thriller politico e pieno d'azione, Winter Soldier è un'ingranaggio perfetto di adrenalina, con personaggi azzeccatissimi e ben caratterizzati, e colpi di scena che scuotono profondamente le fondamenta del MCU, cambiando lo status quo dell'universo Marvel in modo irreversibile. La nuova scelta di stile è la migliore possibile per il personaggio e per il suo mondo, Winter Soldier si pone come un cinecomic serio che affonda nelle radici fumettistiche per trarre fuori un film perfetto, forte del suo inserimento nel MCU e della costruzione di un universo narrativo fatta in precedenza.
Cap si ritrova invischiato in un mondo in cui non può fidarsi più di nessuno, dove il male si nasconde alla luce del giorno, i cattivi hanno già vinto e lui non se n'è neppure accorto e il passato continua a tormentarlo, ma lui non perderà mai i suoi valori e anche quando dovrà andare contro tutto e tutti, anche quando i suoi ideali vacilleranno, non smetterà mai di combattere.
Il cast è fra i migliori del MCU, tutti gli attori sono in parte. Chris Evans è Cap ormai, ha fatto suo il personaggio e lo impersona alla perfezione, si dà maggiore spazio alla Johansson che finalmente porta sullo schermo la versione definitiva della Vedova Nera, lo stesso si può dire per Samuel L. Jackson che anche se interpreta Nick Fury dal 2008 solo con questo film porta a compimento un'interpretazione magistrale della spia Marvel per eccellenza, figura ormai legata allo stesso attore. Anthony Mackie introduce al cinema un Falcon credibile e azzeccato, ma la parte del leone spetta a Robert Redford, la cui partecipazione al film testimonia come il MCU sia diventato influente e di successo nel mondo di Hollywood.
I Russo confezionano un capolavoro del genere, alzano terribilmente l'asticella della qualità per ciò che verrà dopo e soprattutto dimostrano quanto potenziale c'è nelle storie Marvel. Lo fanno con una storia che sorprende ed emoziona, che ci tiene incollati sullo schermo e soprattutto con un film che anche se dà spazio a tanti personaggi c'entra lo spirito del personaggio alla perfezione, molto più del primo film o meglio, porta lo spirito del personaggio ai giorni nostri in modo impeccabile, senza tradire alcuna caratterizzazione e rendendo al meglio il dramma di un uomo fuori dal tempo sempre pronto a scarificarsi per la libertà.
Le curiosità:
-la scena in cui Nick racconta un aneddoto sul nonno operaio negli ascensori è un rimando al vero nonno di Samuel L. Jackson, che ha realmente lavorato negli ascensori;
-nel film inizialmente era prevista anche la comparsa di Occhio di falco, poi eliminato dalla sceneggiatura;
-Anthony Mackie voleva fortemente interpretare un personaggio Marvel, arrivò addirittura a inondare di mail gli Studios, la determinazione è stata appagata, dato che poi è stato scelto per il ruolo di Falcon.
Con il secondo capitolo del franchise di Capitan America si decide di cambiare registro e dare un nuova direzione e un diverso tono alle vicende di Steve Rogers. Alle sceneggiature troviamo i sempre più consolidati Markus & McFeely, ma è la regia a subire il grosso del cambiamento, infatti gli Studios ingaggiano per la direzione del film i fratelli Anthony e Joe Russo. Il cast si arricchisce di Scarlett Johansson, che torna ad interpretare la Vedova Nera e introduce Anthony Mackie nel ruolo di Sam Wilson, Falcon, grande amico e partner di Cap nei fumetti, oltre ovviamente a riconfermare Chris Evans nel ruolo di Steve Rogers, Samuel L. Jackson in quello di Nick Fury. Ritroviamo nel cast anche Sebastian Stan nel ruolo del Soldato d'inverno e il mostro sacro del cinema Robert Redford che interpreta Alexander Pierce.
Si abbandona il tono classico de Il primo vendicatore in favore di una spy story perfetta, un thriller politico e pieno d'azione, Winter Soldier è un'ingranaggio perfetto di adrenalina, con personaggi azzeccatissimi e ben caratterizzati, e colpi di scena che scuotono profondamente le fondamenta del MCU, cambiando lo status quo dell'universo Marvel in modo irreversibile. La nuova scelta di stile è la migliore possibile per il personaggio e per il suo mondo, Winter Soldier si pone come un cinecomic serio che affonda nelle radici fumettistiche per trarre fuori un film perfetto, forte del suo inserimento nel MCU e della costruzione di un universo narrativo fatta in precedenza.
Cap si ritrova invischiato in un mondo in cui non può fidarsi più di nessuno, dove il male si nasconde alla luce del giorno, i cattivi hanno già vinto e lui non se n'è neppure accorto e il passato continua a tormentarlo, ma lui non perderà mai i suoi valori e anche quando dovrà andare contro tutto e tutti, anche quando i suoi ideali vacilleranno, non smetterà mai di combattere.
Il cast è fra i migliori del MCU, tutti gli attori sono in parte. Chris Evans è Cap ormai, ha fatto suo il personaggio e lo impersona alla perfezione, si dà maggiore spazio alla Johansson che finalmente porta sullo schermo la versione definitiva della Vedova Nera, lo stesso si può dire per Samuel L. Jackson che anche se interpreta Nick Fury dal 2008 solo con questo film porta a compimento un'interpretazione magistrale della spia Marvel per eccellenza, figura ormai legata allo stesso attore. Anthony Mackie introduce al cinema un Falcon credibile e azzeccato, ma la parte del leone spetta a Robert Redford, la cui partecipazione al film testimonia come il MCU sia diventato influente e di successo nel mondo di Hollywood.
I Russo confezionano un capolavoro del genere, alzano terribilmente l'asticella della qualità per ciò che verrà dopo e soprattutto dimostrano quanto potenziale c'è nelle storie Marvel. Lo fanno con una storia che sorprende ed emoziona, che ci tiene incollati sullo schermo e soprattutto con un film che anche se dà spazio a tanti personaggi c'entra lo spirito del personaggio alla perfezione, molto più del primo film o meglio, porta lo spirito del personaggio ai giorni nostri in modo impeccabile, senza tradire alcuna caratterizzazione e rendendo al meglio il dramma di un uomo fuori dal tempo sempre pronto a scarificarsi per la libertà.
Le curiosità:
-la scena in cui Nick racconta un aneddoto sul nonno operaio negli ascensori è un rimando al vero nonno di Samuel L. Jackson, che ha realmente lavorato negli ascensori;
-nel film inizialmente era prevista anche la comparsa di Occhio di falco, poi eliminato dalla sceneggiatura;
-Anthony Mackie voleva fortemente interpretare un personaggio Marvel, arrivò addirittura a inondare di mail gli Studios, la determinazione è stata appagata, dato che poi è stato scelto per il ruolo di Falcon.
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