venerdì 24 maggio 2019

12 falsi miti del cinema (Classifiche)

Il cinema condiziona il nostro modo di pensare a volte, e ci porta a credere che alcune delle cose che si vedano in sala possano effettivamente essere reali, soprattutto quando diventano delle vere e proprie regole non scritte del cinema, sto parlando di alcuni falsi miti che a causa del cinema (soprattutto quello action) abbiamo pensato potessero essere reali. Sinceramente a me diverte sempre scoprire che sia falsa qualcosa che crediamo fortemente sia vera, convinzioni che derivano proprio da una moltitudine di film. Vediamo alcuni divertenti esempi qui di seguito.


1.Finestre sfondate



Sono innumerevoli i film action in cui l'eroe sfonda una vetrata o una finestra, per salvarsi le chiappe, come in Die Hard, oppure per un'entrata teatrale, stile Batman per intenderci. Spesso ne escono illesi, nel peggiore dei casi se la cavano con qualche graffio, peccato che nel mondo reale si creerebbero una moltitudine di tagli piccoli e grandi, alcuni persino mortali, oltre al fatto che nella realtà non basta solo un calcio per sfondare una finestra, soprattutto poi se ci si trova su un grattacielo, come in molti film.

2.Scientifica miracolosa



In quanti pellicole e serie tv poliziesche un gran quantitativo di casi viene risolto grazie all'apporto miracoloso della scientifica? Nel giro di qualche ora (o anche meno) gli affascinanti poliziotti-scienziati riescono a fare esami del DNA, rintracciare ed esaminare impronte e scoprire il colpevole anche grazie ad un solo capello ritrovato sulla scena del crimine, magari fosse così anche nella realtà, dove invece servono giorni, se non proprio mesi, al reparto della scientifica solo per fare un esame del DNA.

3.Defibrillatore resuscitatore



Chissà quanti protagonisti di film devono la loro vita all'intervento fulminante di un defibrillatore, capace di ridare la vita ai nostri amati eroi con qualche scossa e così di salvarli in extremis, anche quando non hanno più battito e li diamo tutti per spacciati, menomale che i nostri eroi non esistano nel mondo reale, dato che qui non possono essere salvati da nessun defibrillatore, infatti quando non si ha più battito si è passati a miglior vita, scossa o non scossa. Ovviamente non ne parliamo neanche dei miracolosi massaggi cardiaci a mani nude.

4.Impossibili esplosioni



Andiamo su un classico, che più classico non c'è, ovvero le mirabolanti esplosioni di auto e vetture nei film action, quasi sempre causate da fiammiferi, sigarette, mozziconi se non proprio scintille, che a contatto con la benzina producono istantaneamente i grandi botti dei film, o meglio ancora, quando le esplosioni sono causate da cadute nei burroni o incidenti vari. Nella realtà la benzina necessita di una buona dose di gas, che si deve anche miscelare con l'aria, per produrre un'esplosione, ovviamente ci sono casi in cui alcune esplosioni "cinematografiche" sono realmente avvenute, ma sono casi eccezionali.

5.Silenziatori non silenziosi



Da James Bond a molte spy o gangster story, il silenziatore ammortizza il suono dello sparo, che così viene ridotto al minimo, oltre ovviamente a rendere eleganti le pistole usate, anzi, in molti film vengono persino usati panni o cuscini come silenziatori "fatti in casa". Nella realtà, anche usando i silenziatori, il rumore dello sparo supera i 100 decibel, praticamente la stessa intensità di una sirena dell'ambulanza, abbastanza rumorosi per chiamarsi silenziatori.

6.24 ore per le indagini



Ritorniamo ai polizieschi, dove si sente sempre affermare che non si possono avviare le indagini (riguardanti le persone scomparse) prima che siano passate 24 ore dalla scomparsa, ovviamente e logicamente nel mondo reale questa regola non esiste, e le denunce per le persone scomparse vengono e dovrebbero essere fatte immediatamente.

7.Due pistole alla volta



Dai western ai film action, impugnare due pistole alla volta fa sempre un effetto fico e a volte comodo per eliminare gli avversari, peccato che nel mondo reale sia impossibile mirare a due persone contemporaneamente, oltre ovviamente a subire il rinculo di ben due armi da fuoco, e questo senza contare le innumerevoli volte in cui Arnold Schwarzenegger o Sylvester Stallone hanno impugnato addirittura due fucili o due mitragliatori contemporaneamente.

8.5 minuti per la localizzazione


I polizieschi sono davvero una miniera di trovate impossibili, ma comunque talmente ripetute nei vari film da diventare credibili, come per esempio la questione delle localizzazione di un cellulare in base alla durata della telefonata, ovviamente in molti film si cerca di mantenere il contatto telefonico con l'antagonista per i fatidici 5 minuti, così da dare il tempo alle forze dell'ordine di localizzarlo. Nella realtà servirebbe almeno un'ora alla polizia per localizzare un telefono in base alla telefonata, quindi bisognerebbe davvero tirarla per le lunghe la conversazione con il nemico.

9.Lucchetti anti-proiettile


Altro grande classico del cinema, ogni volta che una porta o un cancello è bloccato da un lucchetto, basta il consueto sparo ben mirato con una pistola per levare di mezzo l'ostacolo, semplice e sbrigativo, peccato che nella realtà il proiettile scalfirebbe solamente il lucchetto, che grosso modo rimarrebbe intatto.

10.Granate a perdita di denti


Che sia un film di guerra o un action duro e crudo, un altro effetto fico, "compare" delle due pistole, è sicuramente l'attivare una mina togliendo la sicura con la bocca, come gesto di disperazione oppure perché sì, è fico, ma nel mondo reale fare una cosa del genere significa quasi sicuramente la perdita dei denti e di tutta la mandibola e poi di tutto il resto, quando la granata esploderà nella mano.

11.Tra gli asteroidi


Da Star Wars a Star Trek, une delle più grandi minacce dello spazio profondo dei film di fantascienza è un imprevedibile, inarrestabile massa di asteroidi, pronta a minacciare la navicella dei nostri eroi. Nel vero spazio, invece, gli asteroidi sono molto distanti l'uno dall'altro, e non di poco, si tratta di milioni di kilometri di distanza, insomma, ci passa una flotta intera prima di rischiare di incontrarne uno.

12.Hacker superveloci


Ogni volta che vengono messi in mezzo i computer, al cinema, vengono tirate in ballo delle figure sempre un po' astratte, gli hacker, capaci di entrare in sistemi di sicurezza inespugnabili in pochi minuti, smanettando sulle tastiere. Nella realtà coloro che agiscono illegalmente con i computer non si chiamano neanche hacker, ma cracker, gli hacker infatti sono coloro che si occupano della sicurezza di alcuni siti, praticamente l'opposto quindi. In ogni caso, per "bypassare" i sistemi di sicurezza ci vorrebbero ore intere e le varie tecniche prevedono molto più di qualche tasto a caso della tastiera.

sabato 18 maggio 2019

Film & Videogiochi: la coppia che scoppia (Cinema Story)

Torna Cinema Story, lo spazio del blog dedicato alla discussione di temi inerenti alla settima arte in lungo e in largo. L'ultimo appuntamento con questa rubrica è stato protagonista di una colossale cavalcata con cui si è sviscerato il fenomeno dei cinecomics e le sue origini, in questo nuovo appuntamento parliamo ancora una volta di trasposizioni cinematografiche, ma non dai fumetti, bensì dai videogiochi.


I film tratti di videogiochi, benché molto numerosi e in continua crescita, non sono mai stati un vero e proprio fenomeno cinematografico e spesso si sono anche rivelati dei colossali flop al botteghino, anche quando si trattava di trasposizioni di saghe videoludiche la cui fama nel mondo delle console è indiscussa. Perché ciò? Ovviamente la cosa dipende da vari fattori, spesso legati unicamente alle pellicole in questione, comunque bisogna dire che ci sono molti casi in cui i franchise creati dalla trasposizione dei videogiochi hanno riscosso parecchio successo, divenendo saghe cinematografiche a tutti gli effetti.


Veniamo a noi e cominciamo a fare qualche nome, le prime trasposizioni cinematografiche dei videogiochi cominciano ad apparire negli anni '90, ovviamente aggiungerei, dato che la fama di alcuni dei videogiochi più importanti comincia ad essere costruita proprio in quegli anni, quindi le major hollywoodiane erano intenzionate ad unire il pubblico dei videogiochi, nuovo fenomeno in forte crescita, con quello del cinema, sempre aperto a portare sul grande schermo nuove opere, peccato che gli anni '90 sono sì, gli anni dell'inizio del fenomeno dei videogiochi, ma per il cinema sono stati anni decisamente strani. Esagerato, diversificato, sempre più cangiante, ipertrofico, ecco cos'era il cinema negli anni '90, gli anni del boom del genere action, spesso però questa smania dell'eccessivo ha prodotto non pochi risultati indecenti, che sono andati a formare quello che viene definito "genere trash", purtroppo non poche trasposizioni di videogiochi sono andate a finire sotto questa categoria.


Sicuramente è campione del trash il film di Super Mario Bros. del 1993, famoso per essere stato, effettivamente, il primo film ad essere tratto da un videogioco, ma è noto soprattutto per il disastroso prodotto cinematografico quale questo film è. Prodotto dalla stessa Nintendo, diretto da ben 4 registi, il film vede Bob Hoskins e John Leguizamo nei panni rispettivamente di Super Mario e Luigi, protagonisti di una vicenda strampalata, con dinosauri e cyberpunk da poveri che non sto qui a raccontare per risparmiarvelo. La fama del gioco di Super Mario è indiscussa, colosso dei videogiochi da praticamente sempre, ma l'orribile film prodotto fu, inevitabilmente, un disastro al box office, recuperando qualcosina dall'home video. Si portò dietro critiche a non finire e alcune polemiche da parte del cast, in soldoni, aveva davvero poco a che spartire con il popolarissimo videogioco da cui è tratto.


Resta il fatto che l'idea di trasporre videogiochi famosi al cinema piace ai capoccia di Hollywood e già dal 1994 cominciano ad essere prodotti film tratti da videogiochi popolari, da citare il caso di Street Fighter, gioco molto popolare e di successo, che nel '94 venne trasposto al cinema. Una produzione niente male, con la regia di Steven E. de Souza e per protagonista la star Jean-Claude Van Damme. Il film venne criticato enormemente dalla critica, ma ottenne un ottimo successo di pubblico, conquistando 100 milioni di dollari a fronte di un budget di soli 35 milioni.


L'anno dopo, il 1995, esce nei cinema un altro film tratto da un gioco molto popolare, Mortal Kombat, diretto da Paul W. S. Anderson con Christopher Lambert nel cast. La pellicola ottenne un successo clamoroso, guadagnando oltre 122 milioni di dollari, rispetto ad un budget di appena 18 milioni. Il successo della pellicola spinse la produzione a mettere in cantiere un sequel nel 1997 e una serie tv, oltre ovviamente alla carrellata di videogiochi che beneficiavano del successo del film.


Con l'inizio del nuovo millennio, e una sempre maggiore innovazione e diffusione dei videogiochi, raggiungono le sale anche altre saghe videoludiche molto famose. Nel 2001 arriva nelle sale un progetto molto ambizioso, la trasposizione della saga di Final Fantasy, prodotta dalla Square Pictures. Viene messa su una produzione colossale, costata 137 milioni di dollari e un cast d'eccezione che comprende Alec Baldwin, Steve Buscemi, Ving Rhames, Donald Sutherland e James Woods. Il film si rivelò sorprendentemente un flop di proporzioni mastodontiche, riuscendo a guadagnare solo 85 milioni di dollari e rischiando di mandare in bancarotta la Square Pictures.


Al contrario, l'altro film tratto da un videogioco uscito nel 2001 ottenne un grande successo, sto parlando di Lara Croft: Tomb Raider, diretto da Simon West con Angelina Jolie nel ruolo dell'iconica protagonista. Il film venne completamente stroncato dalla critica, ma ottenne un notevole successo di pubblico, che rese la pellicola molto popolare e nota, tanto da spingere la produzione a sviluppare un sequel, Tomb Raider-La culla della vita, uscito nel 2003, che invece si rivelò un flop.


Nel 2002 spopola nelle sale il primo film dedicato alla saga di Resident Evil, con protagonista Milla Jovovich, il cui grande successo darà il via ad una delle saghe cinematografiche più fortunate, indubbiamente il franchise tratto da un videogioco di maggior successo al cinema. Nel 2004 uscirà il secondo capitolo, Apocalypse, e in seguito altri sequel nel 2007, 2010 e nel 2012, l'ultimo film, The Final Chapter, è uscito nel 2017, ma l'anno dopo è stato ingaggiato James Wan per sviluppare un reboot, che è già stato rimandato, ma le cui riprese dovrebbero cominciare quest'anno.


Nel 2006 un altro successo con origini videoludiche sbanca al box office, Silent Hill, diretto da Christophe Gans con Sean Bean nel cast, anche questa pellicola venne pesantemente stroncata dalla critica, ma riuscì ad ottenere un notevole successo di pubblico. L'anno seguente viene trasposta la saga dello spietato Agente 47, noto come Hitman, prodotto da Luc Besson e con Timothy Olyphant nei panni del protagonista, ma anche qui ci ritroviamo di fronte ad una pellicola molto criticata, ma dal discreto successo di pubblico, tant'è che nelle intenzioni della produzione doveva essere messo in cantiere un sequel, ma nel 2010 il progetto è naufragato, per poi essere ripreso nel 2015 con un reboot.


Nel 2008 vengono trasposte al cinema nuovi videogiochi, che col tempo vanno sempre più rinnovandosi. Il regista tedesco Uwe Boll, famoso per aver trasposto al cinema diversi videogiochi fra la fine degli anni '90 e negli anni 2000, porta al cinema la saga di Far Cry, tratto dall'omonimo videogioco, con una produzione totalmente te tedesca. Lo stesso anno esce nelle sale il promettente Max Payne, diretto da John Moore, con protagonista Mark Wahlberg e un cast che comprende Mila Kunis, Olga Kurylenko e Chris O' Donnell. La pellicola otterrà un notevole successo, coprendo ampiamente il budget di produzione.


Nel 2010 fa capolino nei cinema una produzione di alto livello targata Disney per trasporre la saga di Prince of Persia, con la regia di Mike Newell e un cast che comprende Jake Gyllenhaal, nel ruolo del protagonista, Gemma Arterton, Alfred Molina e Ben Kingsley. Il film otterrà un successo di pubblico, ricevendo critiche miste, ma quasi tutti elogiavano le ambientazioni e i costumi, in ogni caso la grande produzione dietro otterrà un riscontro notevole e il film è ancora oggi il terzo miglior incasso di un film ispirato ad un videogioco. Lo stesso anno uscirà anche un film ispirato a Tekken, popolare picchiaduro dal grande seguito nel mondo dei videogiochi, ma la cui trasposizione si unirà ai flop colossali del genere.


Con il nuovo decennio si vedrà un gran numero di pellicole ispirate a videogiochi, nel 2014 uscirà Need for Speed, tratto dalla famosa saga di giochi di gare automobilistiche, diretto da Scott Waugh e per protagonista la star di Breaking Bad, Aaron Paul, insieme ad un cast composto da Rami Malek, Michael Keaton, Dominic Cooper e Dakota Johnson. Nel 2016 ci sarà un vero boom delle pellicole basate sui videogiochi, come il film d'animazione di Angry Birds, ispirato al popolare gioco mobile, il cui grande successo (è il secondo migliore incasso di un film tratto da un videogioco) ha portato la produzione a mettere in cantiere un sequel in uscita quest'anno.


Nel 2016 uscirà anche la pellicola ispirata alla famosa serie di videogiochi Assassin's Creed, una produzione colossale fra la casa videoludica Ubisoft e la Fox, il film verrà diretto da Justin Kurzel, mentre il cast d'eccezione del film comprende Michael Fassbender, Marion Cotillard, Jeremy Irons e Brendan Gleeson. Il film ha riscosso un notevole successo al botteghino, ma è stato generalmente stroncato dalla critica, definendolo comunque il miglior film tratto da un videogioco mai fatto, ma un prodotto cinematografico con grossi difetti. La pellicola non può essere definita un flop, anche se contestata e criticata, inoltre girano voci di possibili sequel, alcuni parlano anche di una trilogia.


Rimanendo nel 2016, è doveroso citare l'uscita di un altro colossal tratto da un videogioco, Warcraft-L'inizio, ispirato alla saga fantasy omonima, diretto da Duncan Jones, con Toby Kebbel, Dominic Cooper, Paula Patton, Travis Fimmel e Glenn Close. La pellicola ha diviso la critica e anche il pubblico, ma guadagnerà quasi 500 milioni di dollari, diventando il film tratto da un videogioco con il maggior incasso di sempre.


L'anno scorso abbiamo visto l'uscita di altri due blockbuster ispirati ai videogiochi, da una parte il reboot del franchise di Tomb Raider, con l'attrice premio Oscar Alicia Vikander nel ruolo che fu di Angelina Jolie, il cui successo notevole, non privo di critiche, ha spinto la Warner Bros. a sviluppare un sequel di futura uscita, dall'altra il film action Rampage, ispirato all'omonimo gioco degli anni ottanta, diretto da Brad Peyton con protagonista Dwayne Johnson.


Mentre quest'anno è già uscito da qualche tempo Detective Pikachu, ispirato al mondo dei Pokémon, diretto da Rob Letterman con Ryan Reynolds a prestare la voce del Pokémon più conosciuto e popolare. Si tratta di un film realizzato a tecnica mista, primo film in live action dei Pokémon, che sta già riscuotendo un enorme successo di pubblico in tutto il mondo. Molto simile per la realizzazione a tecnica mista è anche il prossimo Sonic-Il film, in uscita a novembre, con Jim Carrey e James Marsden nel cast, quest'ultimo film è noto nelle settimane per le forti critiche che ha ricevuto il primo trailer diffuso, molte delle quali riguardano la realizzazione dell'aspetto del protagonista, le polemiche sono diventate così insistenti da far realizzare da capo l'aspetto di Sonic alla produzione.


Negli anni comunque, si è molto discusso della realizzazione di altri progetti cinematografici dedicati a delle famose saghe di videogiochi, da citare il film di BioShock, che doveva essere diretto da Gore Verbinski, regista della prima trilogia di Pirati dei Caraibi, ma che sembra essere finito nel dimenticatoio, come anche il film di God of War, ad opera del regista Brett Ratner, che solo l'anno scorso sembra essere stato ripreso dalla Sony, con voci insistenti che volevano Dave Bautista nel ruolo del protagonista. Da alcuni anni si parla anche di un film dedicato alla saga di Halo, mentre in sviluppo c'è ancora la pellicola ispirata al videogioco Castelvania e anche un film basato su Mass Effect. Negli ultimi anni si è discusso anche di una trasposizione della saga di Metal Gear Solid, mentre da alcuni tempi sembra essersi sviluppata la pre-produzione di un film ispirato ad Uncharted, con un giovane Nathan Drake interpretato da Tom Holland, il nuovo volto di Peter Parker.


Personalmente non mi hanno mai preso più di tanto le pellicole tratte dai videogiochi, non hanno mai avuto chissà quale successo, anche se si crea sempre un po' di "rumore" quando viene annunciato un nuovo progetto cinematografico legato a qualche videogioco. Spesso ci si ritrova di fronte a dei flop, credo che dipenda dalla portata della trasposizione che si voglia fare, i videogiochi sono un medium molto diverso dal cinema, spesso per una trasposizione è preferibile una serie tv, come l'annunciata serie di The Witcher per Netflix, ma ancora più spesso è difficile qualsiasi tipo di trasposizione, i videogiochi portano lo spettatore a vivere una lunga avventura e a viverla secondo le sue condizioni, producendo un intrattenimento personalizzato basato principalmente sull'azione, mentre i film devono sottostare a delle regole fondamentali, per quanto riguarda ritmo, trama e durata. Inoltre la caratterizzazione dei personaggi varia di non poco dai videogiochi al cinema, i protagonisti dei giochi possono essere molto sviluppati e sfaccettati (soprattutto quando diventano protagonisti di diversi giochi) ma possono anche contare relativamente poco rispetto alla trama generale o alle azioni del giocatore, mentre nei film il personaggio deve essere centrale, protagonista a tutti gli effetti di una storia.


Non sempre la combinazione di cinema e videogiochi funziona, risultano evidentemente incompatibili in alcuni casi, ma la cosa dipende da gioco a gioco, da storia a storia, la cosa che più ho notato in questa carrellata di film è che spesso dietro questi film non ci sono degli ottimi registi, mentre il segreto di ogni trasposizione, che sia tratta da un videogioco, da un fumetto o da un libro è scegliere la mente giusta da metterci dietro, sia per la regia che per la sceneggiatura. A volte si sbaglia l'approccio fin dal principio, cioè il come trasporre una determinata storia, nel caso dei videogiochi, spesso ci si focalizza su alcuni temi dell'opera originaria (spesso quelli che hanno dato fama al gioco) e ci si dimentica del resto, oppure la produzione non riesce ad integrare al meglio gli elementi chiave dei giochi sotto forma di film, risultando ridicolo e deludente. In ogni caso l'unione di diversi medium può sempre produrre qualcosa di nuovo e arricchire entrambe le arti.

mercoledì 15 maggio 2019

Grindhouse-A prova di morte: il passo falso di Tarantino (CineRandom)

Inauguriamo una nuova rubrica del blog, CineRandom, dedicata alla discussione di film scelti senza un vero e proprio criterio, se non per il fatto che non rientrano nelle altre rubriche, quindi stiamo parlando a tutti gli effetti di una cifra di pellicole spropositate. La cosa più interessante di questa nuova rubrica è che mi dà l'opportunità di poter parlare di film che mi sono piaciuti, ma non troppo, di film sconosciuti e di cui magari si parla poco e sì, anche di film di merda. Veniamo a noi e parliamo del primo film di questa nuova rubrica, A prova di morte, un vero e proprio passo falso nella carriera del suo regista, Quentin Tarantino.


Sin dall'inizio del blog si è ribadito più volte che Tarantino è il mio regista preferito e sempre da allora ho dedicato la rubrica di Pietre Miliari ai suoi film, in ordine cronologico dal secondo appuntamento di quella rubrica e sempre rispettando quell'ordine, dopo Kill Bill, tocca appunto a Grindhouse-A prova di morte, ma dato che la suddetta rubrica si chiama Pietre Miliari e la quinta opera di Tarantino non rientra in quella categoria, ho deciso di dedicare comunque uno spazio al film (e dopo aver parlato di Kill Bill), ma sotto una nuova rubrica, CineRandom, che viene a tutti gli effetti lanciata con l'articolo di A prova di morte.


Dopo lo straordinario successo di pubblico e critica di Kill Bill, Tarantino venne convinto dal suo grande amico e collega Robert Rodriguez a collaborare insieme ad un nuovo progetto, un'iniziativa cinematografica che, nelle intenzioni degli autori, doveva riportare in auge gli stilemi dei grindhouse, i piccoli cinema a basso costo che spopolavano in America negli anni '70 e che hanno influenzato l'adolescenza di Tarantino e Rodriguez. Tarantino decise di scrivere un film horror, precisamente del sottogenere slasher, inizialmente voleva scrivere la storia di un gruppo di ragazze perseguitate dal fantasma di uno schiavo nero (con il ruolo che doveva essere poi dato a Samuel L. Jackson), ma poi cambiò idea e a minacciare le ragazze mette un misogino schizofrenico dall'auto potente e letale.


Per il ruolo dello stuntman Mike, viene inizialmente ingaggiato Mickey Rourke, ma in seguito venne mandato via per cause ignote e tuttora misteriose, in ogni caso Tarantino ribadì che la cosa non ha influenzato il rapporto con l'attore di The Wrestler. In cerca di un nuovo attore, Tarantino offrì il ruolo a Sylvester Stallone, ma quest'ultimo rifiutò il ruolo, a quel punto decise di contattare Kurt Russell, un attore che da tempo aveva abbandonato il genere action, ma che Tarantino aveva ammirato in La cosa e Fuga da New York. Nel cast femminile troviamo solo un'attrice nota, Rosario Dawson, che Tarantino aveva conosciuto sul set di Sin City, mentre tra le altre va citata Mary Elizabeth Winstead, ancora sconosciuta, ma oggi abbastanza nota per le sue partecipazioni in Fargo e 10 Cloverfield Lane.


Il film venne presentato al Festival di Cannes 2007, ma non ottenne il successo sperato, anche le recensioni furono abbastanza tiepide, con alcune critiche mosse al film. Personalmente lo considero un passo falso del regista, dopo Kill Bill, in cui si è divertito a citare e farsi influenzare dai suoi miti ispiratori, Tarantino ha voluto confezionare un film volutamente di serie B, per stile e tematiche, ma la cosa non si sposa bene con il suo stile. A prova di morte è intriso del grottesco tarantiniano, ma cercando di sembrare un horror slasher a tutti gli effetti, perde un po' del tocco post-moderno del regista, non c'è il senso della storia e della trama, fin troppo lineare e a tratti banale, lontana anni luce dagli intrecci di Pulp Fiction e Le iene o dalla grandiosità di Kill Bill.


Tarantino ha dedicato il film al mondo delle donne, infatti le sue protagoniste hanno dei dialoghi che sono stati ribattezzati "delle amazzoni" dal regista, in effetti sono presenti alcuni dei dialoghi più naturali e ben scritti dell'autore, ma spesso diventano troppo presenti e invadenti, finendo per diventare a tratti prolissi. Il cast, da sempre una componente fondamentale dei film di Tarantino, non è eccelso, da apprezzare l'interpretazione di Rosario Dawson, rispetto al resto del cast femminile che rimane buono, ma dimenticabile, mentre Kurt Russell è in ottima forma, ma al suo personaggio manca quel guizzo in più per diventare uno dei classici personaggi grotteschi alla Tarantino.


A prova di morte è un'opera un po' disordinata e confusionaria, Tarantino perde leggermente il controllo del suo stile, ne esce un film dimenticabile e con dei difetti, non un brutto film e sicuramente apprezzato dagli amanti del genere slasher, ma decisamente il peggiore dei film di Quentin Tarantino.

lunedì 13 maggio 2019

Kill Bill: oriente, occidente, lame, vendetta e sangue, tanto sangue (Pietre Miliari)

«Ho ucciso tante persone per arrivare fin qui. Ma ne devo uccidere ancora una. L'ultima. Quella da cui sto andando ora: la sola rimasta in vita. E quando sarò arrivata a destinazione, io ucciderò BILL.»
La Sposa

“non voglio il sangue degli horror…voglio il sangue dei samurai”
Quentin Tarantino


Ritorna, dopo quasi due mesi, Pietre Miliari e di conseguenza la produzione del mio regista preferito, Quentin Tarantino, che sto ripercorrendo in ordine cronologico dopo un primo articolo dedicato a Pulp Fiction. Quindi è arrivato il momento di entrare nel nuovo secolo con i due indimenticabili film dedicati alla "sposa imbrattata di sangue" interpretata da Uma Thurman, Kill Bill volume 1 e 2.


La storia di Kill Bill parte da lontano (come molti film di Tarantino), precisamente dal 1994, sul set di Pulp Fiction, quando Uma Thurman e Quentin discutono di creare un film prendendo spunto dalla trama dell'episodio pilota che ha girato Mia e che viene raccontato a Vincent. Le linee generali della storia vengono fissate, ma dopo Pulp Fiction le strade dei due si dividono, Tarantino si dedica prima ad una sceneggiatura di un film di guerra, che abbandonerà per lavorare su Jackie Brown (anche se poi il copione sul war movie lo riprenderà per Bastardi senza gloria). A tre anni da Jackie Brown, Tarantino incontra nuovamente la Thurman, ed entrambi pensano di riprendere in mano Kill Bill, con Quentin intenzionato a fare il film come regalo di compleanno per i 30 anni di Uma, ma quest'ultima rimase in seguito incinta e quindi il progetto venne rimandato nuovamente, fino alla fine della gravidanza dell'attrice, a quel punto, con lo script e la pre-produzione già avviata, iniziarono le riprese.


I due film sono considerati un tutt'uno dal regista, anche se divisi in due parti per volontà della produzione vista la grande lunghezza complessiva. Il primo film è uscito nel 2003, mentre il secondo ad un anno di distanza, nel 2004, nel cast troviamo al fianco di Uma Thurman, David Carradine nel ruolo di Bill, Daryl Hannah, Lucy Liu e Michael Madsen. In ogni caso anche se la divisione in due parti è stata voluta dalla produzione, la cosa ha dato modo a Tarantino di suddividere tematicamente le due parti, infatti la prima parte è esplicitamente dedicata al mondo cinematografico orientale, dai chambara-movies (i film di samurai) ai film di Bruce Lee, oltre ovviamente a presentare una vera e propria sequenza del film completamente nello stile degli anime giapponesi. La seconda parte è, invece, influenzata dagli stilemi del cinema occidentale, sopratutto gli spaghetti-western tanto adorati da Tarantino, con tanto di dedica finale a Sergio Leone, il suo grande mito ispiratore, insieme alle dediche a Charles Bronson e Lee Van Cleef. La seconda parte diviene quindi una vera e propria lettera d'amore ai modelli di stile di Tarantino, soprattutto Leone come già detto, e anche dal punto di vista della colonna sonora, dato che nella seconda parte ci sono diverse indimenticabili tracce composte da Ennio Morricone.


Kill Bill sembra quasi essere il film che Tarantino si è divertito di più a realizzare, il più esagerato e pittoresco, con i suoi marchi di fabbrica sparati all'ennesima potenza, di sicuro la sua opera con più riferimenti e citazioni in assoluto, dalle numerose sfaccettature, infatti Kill Bill è un revenge-movie, ma permeato dal classico senso del grottesco tarantiniano, presente in questo film come non mai. È forse l'opera più ambiziosa della produzione del regista, il cui grande successo ha fatto sì che il nome di Quentin Tarantino non venisse dimenticato da una Hollywood che avanzava sempre di più nel nuovo millennio. Ovviamente il grande successo ottenuto non poteva essere tale senza la grande presenza scenica di Uma Thurman, all'apice della sua carriera e indiscussa musa tarantiniana, che con l'interpretazione di Beatrix Kiddo ci regala il miglior protagonista dei film di Tarantino, nel parere di chi scrive. Sarebbe un peccato non citare la magistrale interpretazione di Bill da parte di un immenso David Carradine, fortemente voluto da Tarantino per il ruolo. Da tutto ciò ne scaturisce sicuramente un'opera immensa, indimenticabile, irripetibile, da ricordare come una delle opere cinematografiche migliori del nuovo millennio.


E come al solito la carrellata delle curiosità sul film:

-inizialmente il ruolo di Bill doveva spettare a Warren Beatty, che seguì la produzione del film dal principio, ma in seguito venne licenziato per motivi ignoti, anche se Tarantino disse in seguito che Beatty avrebbe caratterizzato Bill come un villain di 007;

-dopo il licenziamento di Beatty, la Miramax pressava Tarantino per dare il ruolo di Bill a Kevin Costner, ma il regista si è rifiutato categoricamente, volendo a tutti i costi scritturare un idolo della sua adolescenza, David Carradine, protagonista di molte pellicole considerate di serie B, come Kung Fu;

-per il film sono stati usati più di 1700 litri di sangue;

-Samuel L. Jackson ha un piccolo cameo nel Vol.2;

E l'ultima:

-nel 2009 Tarantino aprì ad un possibile Kill Bill Vol.3, che eventualmente sarebbe diventato un anomalo sequel nella produzione di Tarantino, dato che non ha mai fatto seguiti delle sue opere. L'idea originale era di farlo uscire nel 2014, a 10 anni dal volume 2, ma non se ne fece più nulla e ad oggi il progetto sembra essere del tutto accantonato, ma non si sa mai con Tarantino.

domenica 5 maggio 2019

I 10 migliori film americani di sempre (Classifiche)

Dopo la carrellata dei film in uscita questo mese, è giusto ritornare alla "solita" routine del blog, dopo un mese intero dedicato alla maratona per Avengers Endgame, è il momento di una nuova classifica. La scorsa classifica è stata dedicata ai 10 eroi più amati del cinema americano, basandosi sulla classifica (da 50 nomi) dell'American Film Institute, oggi vedremo quindi la classifica dei 10 migliori film americani di sempre, secondo l'AFI. La classifica originale prevede ovviamente 100 film e venne originariamente stilata nel 1998, per poi venire aggiornata nel 2007, io sto prendendo in esame i primi 10 film della lista aggiornata.


10.Il Mago di Oz


Il primo film della top ten è uno dei più classici film di sempre, il Mago di Oz del 1939, diretto da Victor Fleming, basato sul libro Il meraviglioso mago di Oz di L. Frank Baum.  Uscito nello stesso anno di Via col vento, film sempre diretto da Fleming e anch'esso presente in questa classifica, il mago di Oz è uno dei film più conosciuti al mondo, che ovviamente è entrato a far parte della storia del cinema. Le vicende di Dorothy e dei suoi strabilianti compagni di ventura e il meraviglioso mondo fantastico che il film presenta sono divenuti parte integrante dell'immaginario collettivo. La frase "Totò, ho l'impressione che noi non siamo più nel Kansas." di Judy Garland è al quarto posto nella classifica delle migliori battute del cinema, mentre l'opera negli anni ha ispirato numerosi nuovi sequel o prequel, oltre a libri e serie tv dedicate al mondo di Oz.

9.La donna che visse due volte


Il capolavoro del maestro del cinema Alfred Hitchcock, datato 1958, ha il nono posto in questa classifica, ma in altre lo si può anche trovare come primo. Un film che ha affascinato e che apre sempre a numerose interpretazioni, per non parlare di veri e propri studi fatti su questa pellicola. Hitchcock dirige James Stewart e Kim Novak nel thriller che vede il poliziotto John Ferguson, che soffre di vertigini (infatti il titolo in originale del film è Vertigo), innamorarsi della donna che dovrebbe sorvegliare, ma le apparenze ingannano.

8.Schindler's List


Troviamo all'ottavo posto il capolavoro di Steven Spielberg, che proprio con questo film viene consacrato come uno dei più grandi registi di sempre. Uno dei registi più conosciuti, amati e premiati al mondo raggiunge l'apice della sua maturità artistica con il film definitivo dedicato al tema della Shoah, con Liam Neeson, Ralph Fiennes e Ben Kingsley. Il film è del 1993 ed è stato pluripremiato dalla critica, ottenendo 12 nomination agli Oscar e vincendone ben 7 fra le categorie più importanti, come miglior film e miglior regia per Steven Spielberg, oltre alle musiche di John Williams e alle nomination per gli attori Liam Neeson e Ralph Fiennes.

7.Lawrence d'Arabia


Al settimo posto troviamo uno dei kolossal più famosi e importanti della storia del cinema, Lawrence d'Arabia, vincitore di ben 7 Oscar, di cui avevamo già parlato in occasione dei 10 eroi più amati del cinema, infatti il protagonista T. E. Lawrence, interpretato da Peter O' Toole, si trova al decimo posto in quella classifica. T. E. Lawrence è un personaggio realmente esistito, un avventuriero britannico che divenne protagonista nel primo novecento delle rivolte arabe e che prese molto a cuore l'Arabia, è stato anche archeologo, scrittore e agente segreto, oltre ad essere tenente colonnello dell'esercito britannico.

6.Via col vento


Uno dei film più conosciuti della storia del cinema, uscito nel 1939 e diretto da Victor Fleming come già detto prima, Via col vento è stato per oltre un quarto di secolo il film con il maggiore incasso della storia del cinema, molto popolare e all'epoca fu il primo film a vincere ben 10 Oscar. Un film che ha fatto la storia ed è sicuramente fra i classici americani. Sullo sfondo della guerra di secessione americana, la pellicola segue le vicende di Rossella O'Hara, figlia di un proprietario terriero degli Stati Uniti meridionali, dall'innamoramento per Ashley Wilkes, sposato con sua cugina, al matrimonio con Rhett Butler, interpretato da Clark Gable.

5.Cantando sotto la pioggia


Il più famoso musical di tutti i tempi, datato 1952 con la regia di Stanley Donen e Gene Kelly, con quest'ultimo in veste anche di interprete principale, Cantando sotto la pioggia segue le vicende di un attore di film muti, che negli anni venti decise di passare ai nascenti film parlati venendo scritturato per un film, ma le cose precipiteranno per via delle rivalità fra gli attori della pellicola. La canzone più iconica della pellicola, Singin' in the rain, è in realtà stata scritta nel 1929 per il film Hollywood che canta, ma è l'interpretazione di Gene Kelly la più famosa e citata in seguito, che è anche la versione che è stata classificata al terzo posto nella lista delle migliori canzoni cinematografiche.

4.Toro Scatenato


Al quarto posto uno dei capolavori di Martin Scorsese, Toro Scatenato, la pellicola biografica/sportiva che segue le vicende del pugile italoamericano Jake LaMotta, cresciuto nel Bronx e che arriverà a coronare il sogno della sua vita raggiungendo i vertici della Boxe, per poi perdere tutto a causa dei suoi problemi e delle ripercussioni sulla famiglia e gli amici. Un magistrale Robert De Niro interpreta LaMotta, sfornando una delle migliori interpretazioni cinematografiche di tutti i tempi, premiata dall'Oscar al migliore attore protagonista. Girato quasi totalmente in bianco e nero (anche se datato 1980), il film è considerato il migliore della collaborazione fra De Niro e Scorsese e uno degli apici della produzione artistica del regista italoamericano.

3.Casablanca


Sul podio non poteva che essere presente una delle pellicole più classiche della storia del cinema, Casablanca. Uscito nel 1942 per la regia di Michael Curtiz e le interpretazioni divenute iconiche di Humprey Bogart e Ingrid Bergman, la pellicola è fra le più citate e omaggiate nella storia del cinema, ispirando decine e decine di film, libri e personaggi. Come già scrissi in occasione dell'altra classifica, Casablanca non ha cambiato il cinema, Casablanca ha creato il cinema, ovviamente la pellicola ha gli anni che ha, ma l'interpretazione di quel mito che era Humprey Bogart resta ancora oggi una delle interpretazioni meglio riuscite e fra le più influenti della storia. Rick Blaine ha ispirato decine e decine di personaggi, trascendendo la definizione stessa di icona e lo stesso vale per il suo magnifico interprete.

2.Il Padrino


Al secondo posto (ma in altre sedi lo si può trovare al primo) non poteva che essere presente il capolavoro immaginifico di Francis Ford Coppola, Il Padrino, anch'esso come altri film elencati in questa lista è fra i più conosciuti della storia, con un impatto culturale che ha cambiato irrimediabilmente il cinema e l'intrattenimento in generale. Il Padrino è diventato un caposaldo della cultura cinematografica ed è da molti considerato il miglior film mai prodotto, unanimemente apprezzato dalla critica e un punto di rifermento per gran parte della produzione cinematografica americana. Francis Ford Coppola raggiunge uno dei suoi apici come regista, con la magistrale interpretazione di Marlon Brando e il suo Vito Corleone, personaggio fra i più famosi e omaggiati della storia del cinema, e ad Al Pacino, che da questo film in poi sarebbe diventato il mostro sacro del cinema che è ancora oggi. Ci sarebbe molto, molto altro da dire sul film e sugli altri due capitoli ad esso collegati, ma la cosa più importante è che sicuramente dal 1972, anno di uscita del primo film, il cinema non è stato più lo stesso.

1.Quarto Potere


Il miglior film americano di tutti i tempi, per l'AFI, è Quarto Potere, il capolavoro assoluto di Orson Welles, scritto, diretto, interpretato e prodotto sempre da Welles, che nel 1941 esordiva con un lungometraggio proprio con questo film. Il film è fra i più ricercati e intricati della storia del cinema, segue le vicende del magnate Charles Foster Kane, ricchissimo, ma abbandonato da tutti, incapace di amare, che muore solo, nella sua immensa residenza, Xanadu. Welles lascia allo spettatore la ricerca della comprensione della storia, attraverso vari flashbacks, che insieme compongono un affresco della caratterizzazione di Kane, personaggio fra i più sfaccettati della storia del cinema, la cui complessa personalità viene ricomposta quasi come un puzzle.

mercoledì 1 maggio 2019

Cinema 2019 (Maggio)

Dopo un mese pieno di pellicole interessanti, come quello di aprile, anche maggio non è da meno. Il quinto mese dell'anno offre qualche film davvero interessante, di seguito presento quelli che considero i migliori dei film in uscita, non contando ovviamente i film di aprile ancora nelle sale.


-Pet Semantary: dal 9 maggio al cinema, un nuovo potenziale seminale horror tratto da un libro di Stephen King, per la regia di Kevin Kolsch e Dennis Wildmyer. La famiglia Creed si trasferisce in una casa di campagna nelle vicinanze di un misterioso cimitero di animali e quando la tragedia colpisce la famiglia Creed, il padre di famiglia Louis si rivolge al bizzarro vicino, il che porterà ad una serie di inquietanti conseguenze. Nel cast ritroviamo Jason Clarke, Amy Seimetz e John Lightgow.


-John Wick 3-Parabellum: nelle sale dal 16 maggio arriva il terzo capitolo della saga action con protagonista Keanue Reeves. Dopo gli eventi del capitolo due, l'ex sicario John Wick dovrà fuggire ed uccidere per sopravvivere, vista la taglia di 14 milioni di dollari che pende sulla sua testa a causa delle sue azioni, ma dovrà affrontare l'intero mondo criminale e tentare di uscire vivo da una New York mai così letale. Dietro la macchina da presa ritroviamo Chad Stahelski, già regista del secondo film, mentre al fianco di Reeves troviamo un cast d'eccezione che comprende Halle Barry, Laurence Fishburne e Ian McShane.


-Aladdin: il 22 maggio torna al cinema uno dei grandi classici Disney. Dopo Dumbo, tocca ad Aladdin tornare al cinema in versione live action, il ragazzo di strada dal cuore d'oro è interpretato da Mena Massoud, con al suo fianco la Jasmine interpretata da Naomi Scott, mentre il pittoresco ruolo del Genio è stato dato a Will Smith. Il tutto è visualizzato dall'estro di Guy Ritchie, nuovo grande nome della regia che si dedica alla trasposizione di un classico Disney, come Tim Burton per Dumbo.


-Il Traditore: nei cinema dal 23 maggio un nuovo film drammatico tutto italiano. Basato sulla vita di Tommaso Buscetta, il famoso pentito che permise il maxi processo che smantellò l'organizzazione di Riina, il film racconta la tormentata vita di Buscetta, perseguitato dai sicari di Riina in Brasile, viene raccontata anche la sua amicizia con Giovanni Falcone e i suoi ultimi giorni, nel 2000, a Miami. Regia di Marco Bellocchio, il ruolo del protagonista è dato a nientedimeno di Pierfrancesco Favino, mentre nel resto del cast troviamo Luigi Lo Cascio, Giovanni Calcagno e Fabrizio Ferracane.


-L'angelo della morte: dal 23 maggio al cinema un horror sovrannaturale prodotto da James Gunn. Il film verte sull'interessante idea di una versione delle origini di Superman distorta, con il bambino alieno precipitato sulla Terra, che anziché diventare un eroe per l'umanità, si rivelerà qualcosa di più sinistro e mostruoso. Alla regia c'è David Yarovesky, mentre il cast è composto da Elizabeth Banks, Meredith Hagner e David Denman.


-Godzilla-King of Monsters: dal 30 maggio nelle sale l'atteso sequel del film Godzilla del 2014. L'Universal continua con la sua nuova carrellata di film sui mostri e dopo il già citato Godzilla del 2014 e Kong Skull Island del 2017, il kaiju più famoso del cinema ritorna con King of Monsters, in cui Godzilla dovrà affrontare altri famosi mostri della sua specie, come Rodan e Mothra, fino alla sua nemesi a tre teste, Ghidorah. Diretto da Michael Dougherty, il cast "umano" vede principalmente Millie Bobby Brown, iconica interprete di 11 in Stranger Things e Vera Farmiga.


-Rocketman: il 30 maggio esce anche nei cinema italiani il nuovo biopic musicale, divenuto praticamente un trend dopo l'enorme successo di Bohemian Rhapsody. Si rimane in Inghilterra, però questa volta la storia raccontata è quella di Sir Elton John, dei suoi primi passi nel mondo della musica fino agli anni dei grandi successi. Il cantate inglese è interpretato da Taron Egerton, diretto da Dexter Fletcher, il regista che completò proprio Bohemian Rhapsody dopo l'abbandono di Bryan Singer. Insieme ad Egerton troviamo anche Bryce Dallas Howard, Jamie Bell e Richard Madden nel cast.