mercoledì 27 febbraio 2019

Candidature David di Donatello 2019

Si passa direttamente dagli Oscar ai David di Donatello, una sorta di "Oscar italiani" per chi non lo sapesse, praticamente i premi del cinema nostrano. La premiazione avverrà il 27 marzo (un mese esatto da oggi) su Rai 1, con la conduzione di Carlo Conti e numerosi ospiti. Le nomination in realtà sono state rilasciate il 19 febbraio, ma decisi di non parlarne per una questione di continuità e costanza negli articoli della Road to Oscar 2019, comunque eccole di seguito.


MIGLIOR FILM

Chiamami col tuo nome

Euforia

Dogman

Lazzaro Felice

Sulla mia pelle

MIGLIOR FILM STRANIERO

Cold War

Boehmian Rhapsody

Il filo nascosto

Roma

Tre manifesti a Ebbing Missouri

MIGLIOR REGIA

Mario MARTONE per Capri-Revolution

Luca GUADAGNINO per Chiamami col tuo nome

Matteo GARRONE per Dogman

Valeria GOLINO per Euforia

Alice ROHRWACHER per Lazzaro felice

MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE

Luca FACCHINI per Fabrizio De André – Principe libero

Simone SPADA per Hotel Gagarin

Fabio e Damiano D’INNOCENZO per La terra dell’abbastanza

Valerio MASTANDREA per Ride

Alessio CREMONINI per Sulla mia pelle

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE

Dogman

Euforia

Lazzaro Felice

Sulla mia pelle

La terra dell’abbastanza

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE

Chiamami col tuo nome

Ella & John

La profezia dell’Armadillo

Sono tornato

Il testimone invisibile

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA

Marianna Fontana per Capri-Revolution

Pina Turco per Il vizio della speranza

Elena Sofia Ricci per Loro

Alba Rohrwacher per Troppa grazia

Anna Foglietta per Un giorno all’improvviso

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA

Marcello Fonte per Dogman

Riccardo Scamarcio per Euforia

Luca Marinelli per Fabrizio De André – Principe libero

Toni Servillo per Loro

Alessandro Borghi per Sulla mia pelle

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA

Donatella FINOCCHIARO per Capri-Revolution

Marina CONFALONE per Il vizio della speranza

Nicoletta BRASCHI per Lazzaro felice

Kasia SMUTNIAK per Loro

Jasmine TRINCA per Sulla mia pelle

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA

Ennio Fantastichini per Fabrizio De André – Principe libero

Massimo Ghini per A casa tutti bene

Edoardo Pesce per Dogman

Valerio Mastandrea per Euforia

Fabrizio Bentivoglio per Loro

Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino con Armie Hammer e Timothée Chalamet è stato fra i migliori film del 2017, contava ben 4 nomination agli Oscar dell'anno scorso, riuscendo a vincere per miglior sceneggiatura non originale. Ai David di quest'anno conta 3 nomination. Ambientato negli anni '80 in Italia, il film segue la relazione fra un ragazzo e uno studente americano.


Euforia conquista 5 candidature. Il film diretto dalla famosa attrice Valeria Golino (qui al suo secondo lungometraggio) vede nel cast nomi di prim'ordine quali Riccardo Scamarcio, Valerio Mastandrea e Jasmine Trinca. Il film segue le vicende di due fratelli separati da anni che si ritrovano e i confrontano a causa della malattia di uno di loro.


Anche Dogman di Matteo Garrone conta 5 nomination. Il film si ispira agli eventi realmente accaduti a Roma sul finire degli anni '80 riguardanti l'omicidio (e le macabre conseguenze) commesso da Pietro De Negri, detto er canaro, interpretato da Marcello Fonte. Dogman è stato anche selezionato per la candidatura per miglior film straniero agli Oscar di quest'anno, ma non è riuscito ad entrare nella short-list finale.


Lazzaro felice presenta le vicende di un giovane contadino toscano, molto buono e di animo gentile, alle prese con la difficile famiglia del suo miglior amico. Il film è diretto da Alice Rohrwacher e conta 4 candidature ai David di quest'anno.


Sulla mia pelle è stato uno dei film italiani di maggior successo della stagione e anche molto discusso. Infatti segue gli ultimi giorni di Stefano Cucchi, ragazzo arrestato per spaccio e morto in carcere, le circostanze misteriose della sua morte hanno scosso profondamente la sua famiglia e tutta Italia. Il film è diretto da Alessio Cremonini con Alessandro Borghi nel ruolo di Stefano Cucchi. Conta 5 nomination.


Questi sono i film candidati per miglior film, ma nelle altre categorie si distinguono anche altre pellicole, come Loro di Sorrentino, insolitamente trascurato per le categorie di miglior film e miglior regia, ma che primeggia nelle altre contando comunque ben 4 nomination, tutti riguardanti il cast. Il film dedicato a Fabrizio De André, Principe libero, è presente nelle candidature di Luca Marinelli per miglior attore protagonista e Ennio Fantastichini per miglior attore non protagonista, la candidatura di quest'ultimo è postuma, in quanto l'attore è scomparso a dicembre. Nella categoria per miglior sceneggiatura non originale sono presenti film degni di nota, quali Sono tornato, con il "ritorno" di Mussolini ai giorni nostri e La profezia dell'armadillo, ispirato ai fumetti di Zerocalcare, quindi un raro caso di cinecomic italiano. Nella categoria di miglior film straniero sono presenti film recenti ormai famosi come Roma e Bohemian Rhapsody, insieme a pellicole che forse alcuni già ritengono non recenti, come Tre manifesti a Ebbing Missuori e Il filo nascosto, pellicole che hanno partecipato agli Oscar dell'anno scorso, ma che per quanto riguarda le regole dei David (che si tengono a marzo) rientrano nella fascia di film compresa in questa edizione.


lunedì 25 febbraio 2019

Vincitori Oscar 2019

Ecco finalmente di seguito la lista dei vincitori degli Academy Awards di quest'anno, mentre sotto trovate i miei commenti e pareri a caldo.


Miglior film
Green Book di Peter Farrelly

Regista
Alfonso Cuarón per Roma

Attrice protagonista
Olivia Colman per La favorita

Attore protagonista
Rami Malek per Bohemian Rhapsody

Attore non protagonista
Mahershala Ali per Green Book

Attrice non protagonista
Regina King per Se la strada potesse parlare

Miglior canzone
Shallow da A Star Is Born di Lady Gaga, Mark Ronson, Anthony Rossomando, Andrew Wyatt and Benjamin Rice

Colonna sonora
Black Panther di Ludwig Goransson

Sceneggiatura non originale
BlacKkKlansman di Charlie Wachtel, David Rabinowitz, Kevin Willmott, Spike Lee

Sceneggiatura originale
Green Book di Nick Vallelonga, Brian Currie, Peter Farrelly

Effetti visivi
First Man

Cortometraggio
Skin di Guy Nattiv

Documentario corto
Period. End of Sentence. di Rayka Zehtabchi e Melissa Berton

Corto animato
Bao di Domee Shi e Becky Neiman-Cobb

Film d'animazione
Spider-Man: un nuovo universo di Bob Persichetti, Peter Ramsey, Rodney Rothman

Montaggio
Bohemian Rhapsody di John Ottman

Film straniero
Roma di Alfonso Cuarón

Suono 
Bohemian Rhapsody di Paul Massey, Tim Cavagin and John Casali

Montaggio sonoro
Bohemian Rhapsody di John Warhurst

Fotografia
Roma di Alfonso Cuarón

Scenografia
Hannah Beachler per Black Panther

Costumi
Ruth E. Carter per Black Panther

Trucco e parrucco
Greg Cannom, Kate Biscoe e Patricia Dehaney per Vice

Documentario
Free Solo di Jimmy Chin, Elizabeth Chai Vasarhelyi


La cerimonia è stata come al solito, senza sorprese e forse con meno sketch divertenti, soprattutto perché per la prima volta si è scelto di non chiamare nessun presentatore. Il 2018 non ha visto incisioni particolari nel mondo del cinema, ma ci ha offerto una lista di film davvero niente male e oserei dire anche un paio di capolavori, tutti i film sono stati commentati e recensiti sul blog fino a ieri, con la Road che ci ha accompagnato in queste settimane. Veniamo a noi e ai pareri riguardanti le premiazioni avvenute:

-Green Book si porta a casa l'Oscar più importante, quello per miglior film e per quanto considero migliori film quali La Favorita e A Star is Born, non disapprovo la scelta dell'Academy, proprio ieri ho parlato del film, che mi è piaciuto molto. Il film ha vinto anche per miglior sceneggiatura originale.
-Mahershala Ali sale a quota 2 statuette per la sua interpretazione in Green Book, dopo aver già vinto per Moonlight, sempre come miglior attore non protagonista. Meritatissimo.


-Roma di Cuaròn conquista in totale 3 statuette, tutte e tre in mano a Cuaròn stesso, dato che il film ha vinto per miglior fotografia e miglior film straniero, oltre alla vittoria come miglior regista per Cuaròn. Non ho nulla da ridire sulle vittorie ottenute,perché concordo con tutte, forse meritava anche qualcosa di più.


-Black Panther è una delle sorprese delle premiazioni di quest'anno, ben 3 statuette vinte, probabilmente il cinecomic più premiato di sempre. Vince per migliori costumi, miglior scenografia e miglior colonna sonora, concordo su due su tre, in quanto avrei dato il premio per la miglior colonna sonora a Blackkklansman, ma anche quella del film Marvel è molto bella. Il film segna un grande traguardo per i Marvel Studios e per i cinecomics.


-Spider-Man: Un nuovo universo strappa l'Oscar per miglior film d'animazione a mamma Disney, nominata quest'anno per due film (Ralph Spacca Internet e Gli Incredibili 2) e ne sono molto contento, perché il film di Lord e Miller si è rivelato emozionante, innovativo e originale, osando molto più di tanti film, animati e non.


-First Man vince solo per gli effetti speciali, quando ne ho parlato ho espresso il mio dispiacere nel vedere come il film di Chazelle sia stato snobbato dall'Academy, ma sono contento che non torni a casa a mani vuote almeno.


-A Star is Born, probabilmente il film che mi è piaciuto di più fra quelli in gara, vince indiscusso il premio per la miglior canzone (che è stata cantata da Cooper e Lady Gaga durante la celebrazione, creando un bel momento) e purtroppo si ferma lì, non portando a casa nessun altro premio. Meritava decisamente di più.


-Altra grande delusione è Vice, che porta a casa solo un premio, per miglior trucco. Snobbato il lavoro di Adam McKay sia come regista che come sceneggiatore, ma soprattutto Christian Bale per la sua interpretazione, ma di questo ne parliamo fra poco.


-La Favorita, forte delle sue 10 nomination e probabilmente la pellicola "fatta meglio" fra quelle in gara, vince solo nella premiazione, meritatissima, di Olivia Colman per miglior attrice protagonista. Molto dispiaciuto,sicuramente meritava di più, ma sono contento per la Colman, che vince per la sua performance magnifica.


-Infine arriviamo al film che ha decisamente conquistato gli Oscar di quest'anno (fin dall'inizio dello show con la performance dei Queen originali), Bohemian Rhapsody, che conquista ben 4 statuette, per miglior montaggio,sonoro e montaggio sonoro, premiando l'apparato tecnico nella sua interezza praticamente, è su queste vittorie non ho niente da ridire, approvo in toto, ma la quarta statuetta vinta la ritira Rami Malek per la sua interpretazione di Freddie Mercury, vincendo così come miglior attore, e su questo punto mi sento di intavolare un discorso. Fra i film in gara quello che mi è piaciuto meno è proprio Bohemian Rhapsody, non perché sia un brutto film nella sua interezza, ma perché semplicemente non merita di concorrere per miglior film, e infatti non ha vinto per quello e su questo concordo con la decisione dell'Academy, ma il film rimane comunque il più premiato e poi sta il discordo di Malek, appunto. Detto chiaro e tondo, Rami Malek non ha meritato quell'Oscar, fra gli attori in gara c'era un'interpretazione migliore della sua (Viggo Mortensen) e due infinitamente superiori (Christian Bale e Bradley Cooper) quindi, in poche parole, era il peggiore fra i migliori. Non sto dicendo che non abbia fatto un buon lavoro, anzi mi è piaciuto molto, ma non meritava di vincere e neanche di poco rispetto agli altri, per me non regge neanche il confronto.


Si chiude così anche quest'anno la celebrazione più prestigiosa di Hollywood, le vincite vanno celebrate e accettate, comunque qui di seguito posto i miei pronostici, stilati nell'articolo riguardante le nomination di quest'anno, scarto quelli che non si sono rivelati esatti. Qualcuno l'ho azzeccato.

I miei pronostici:
-Miglior Film-->Green Book
-Miglior Regia-->Alfonso Cuarón
-Miglior attore protagonista-->Christian Bale
-Miglior attrice protagonista-->Lady Gaga
-Miglior film d'animazione-->Spider-Man: Into the Spider-Verse
-Miglior film straniero-->Roma
-Miglior sceneggiatura originale-->Green Book
-Miglior canzone-->"Shallow" A Star is Born
-Miglior sceneggiatura non originale--> Joel e Ethan Coen,La ballata di Buster Scruggs
-Miglior trucco e acconciature-->Maria Regina di Scozia
-Miglior scenografia-->Black Panther
-Miglior effetti speciali-->Ready Player One
-Miglior fotografia-->Roma
-Miglior attore non protagonista-->Mahershala Ali
-Miglior attrice non protagonista-->Regina King
-Migliori costumi-->Black Panther
-Miglior montaggio-->Green Book
-Miglior colonna sonora originale-->Il ritorno di Mary Poppins
-Miglior sonoro-->Bohemian Rhapsody
-Miglior montaggio sonoro-->A Star is Born

Invece ora posso rivelare anche come avrei premiato io i film,secondo i miei criteri.

Leo's Oscars 2019:
-Miglior Film: Green Book
-Miglior Regia: Alfonso Cuaròn
-Miglior attore protagonista: Bradley Cooper
-Miglior attrice protagonista: Olivia Colman
-Miglior film d'animazione: Spider-Man Un nuovo universo
-Miglior film straniero: Roma
-Miglior canzone: Shallow (A Star is Born)
-Miglior sceneggiatura originale: La Favorita
-Miglior sceneggiatura non originale: La ballata di Buster Scruggs
-Miglior trucco: Vice
-Miglior scenografia: La Favorita
-Miglior effetti speciali: Black Panther
-Miglior fotografia: Roma
-Miglior attore non protagonista: Mahershala Ali
-Miglior attrice non protagonista: Emma Stone
-Migliori costumi: Black Panther
-Miglior montaggio: Vice
-Miglior colonna sonora: Blackkklansman
-Miglior sonoro: A Star is Born
-Miglior montaggio sonoro: Bohemian Rhapsody


domenica 24 febbraio 2019

Green Book: quando l'amicizia batte il pregiudizio (Road to Oscar 2019)

Ultima tappa della carrellata di recensioni e pareri riguardo i film in gara quest'anno agli Oscar. Presente ancora nelle sale italiane e l'ultimo in ordine cronologico,oggi parliamo di un film fra i più favoriti per alcune nomination importanti,benché ne conti in totale solo 5,ma niente si deve dare per scontato quando si tratta delle premiazioni e alcuni Golden Globe vinti lo dimostrano. Un film che ha saputo far ridere e riflettere,oggi si parla di Green Book.


Green Book si ispira ad una storia vera,che ha visto negli anni '60 il buttafuori italoamericano Tony Villalonga (Tony Lip per gli amici) accompagnare il pianista afroamericano Donald Shirley per un tour in giro per l'America,passando anche in quegli Stati del profondo sud dove la situazione delle persone di colore era quella che era. I due,anche se profondamente diversi,instaureranno una forte amicizia,un legame che dovrà confrontarsi con i pregiudizi e il razzismo delle persone.


La pellicola è diretta da Peter Farrelly,un asso delle commedie che generalmente lavora insieme al fratello Bobby. I due hanno firmato assieme film famosi come Tutti pazzi per Mary,Lo spaccacuori e Scemo & +scemo 2,ma con Green Book,Peter si lancia verso un tipo di film più maturo e drammatico,non perdendo mai una vena ironica che non guasta,che non fa altro che rendere il film divertente e maturo allo stesso tempo.


Il film è davvero bello,con una trama semplicissima e lineare e dei personaggi scritti meravigliosamente,infatti il genio del film è stato anche quello di mettere insieme due personaggi così diversi uno dall'altro e calarli negli Stati Uniti del 1962,con annessi e connessi,e il bello di tutto ciò è che è una storia vera.


Il tema del razzismo è molto caro ad Hollywood,soprattutto negli ultimi anni (vedasi Moonlight) ed è già presente fra i film in gara quest'anno,infatti ne avevamo discusso quando abbiamo parlato di Black Panther e Blackkklansman,però uno spunto di riflessione sta nel fatto che gli altri due film sono diretti da registi neri (rispettivamente Ryan Coogler e Spike Lee),mentre Green Book da un regista bianco. Mi spiego meglio,Black Panther trattava l'argomento attraverso la lente del supereroismo ovviamente,mentre Blackkklansman si concentrava su un episodio degli anni settanta americani (un decennio dopo Green Book) e per quanto anche lì c'era un rapporto fra un bianco e un nero,il film trattava il tutto da un punto di vista "nero". In entrambi i casi l'identità delle pellicole è molto forte,soprattutto perché sempre in entrambi i casi è presente una notevole dose di violenza (ma questa non è una critica,è una constatazione di fatto). Green Book offre un punto di vista diverso.


Ora non sto dicendo che l'approccio all'argomento del film di Farrelly sia migliore o più giusto rispetto a quello di Black Panther e Blackkklansman,anche perché entrambi gli altri film mi sono piaciuti molto e hanno trattato l'argomento in modo studiato e per niente banale,ma dico semplicemente che Green Book offre un punto di vista diverso attraverso i due protagonisti. Nel film quello che reagisce ai soprusi e ai pregiudizi non è il nero,ma il bianco e quello che ragiona e riflette con raziocinio e lungimiranza non è il bianco,ma il nero. Inoltre il film prende in esame il punto di vista personale dei personaggi (realmente esistiti) e non generalizza il discorso sul razzismo,non diventa mai banale e scontato e non si trascura mai l'argomento principale del film: l'amicizia.


Viggo Mortensen interpreta magistralmente Tony Lip. L'iconico attore di Aragorn ne Il Signore degli Anelli (e decine di altre pellicole famose),negli ultimi anni si è distinto in una performance di alto livello in Captain Fantastic nel 2016,per cui gli è valsa la seconda nomination agli Oscar nell'edizione 2017 (la prima la ottenne nel 2008),dopo una serie di partecipazioni a film stranieri. Devo essere sincero nel dire che inizialmente mi faceva storcere il naso l'idea di Mortensen (di origini danesi) che interpretava un italoamericano,ma mi sono ricreduto subito,perché l'interpretazione di Lip è a dir poco magnifica,curata in ogni dettaglio da parte dell'attore. Tony è il classico italoamericano e il film non si fa remore a parlare degli stereotipi con cui ci bollano negli States,quindi va elogiato il lavoro degli sceneggiatori e dell'attore nel tratteggiare Tony in modo non banale,senza fargli perdere la propria identità da "mangiaspaghetti" che lo caratterizza,rendendolo un personaggio tridimensionale.


Mahershala Ali torna ancora sul grande schermo con una performance grandiosa,che gli è già valsa la vittoria del Golden Globe per miglior attore non protagonista. Ali ha già conquistato l'Academy nel 2017 per Moonlight ed è uno degli attori più prolifici in circolazione. In Green Book interpreta Donald Shirley,un personaggio interessante,che si scopre poco a poco e che è detentore di grandi valori. Un personaggio complicato e sofisticato,che evolve e cresce insieme a Tony durante il film,di cui è sicuramente il perno,con la sua dignità e la sua determinazione e soprattutto con la sua musica,piena del talento mostruoso da pianista che però sembra essere a volte una condanna per il personaggio.


Green Book ha un bellissimo messaggio da trasmettere agli spettatori ed è un film che fa riflettere,ridere e che tenta di parlare al cuore della gente,con una storia vera e attraverso le parole di personaggi reali. Qualche curiosità sul film: uno degli sceneggiatori altri non è che il figlio di Tony Villalonga,Nick Villalonga e forse molti non sanno che Tony Lip è stato un attore durante la sua vita,partecipando con piccoli ruoli in film del calibro de Il Padrino,Toro Scatenato,Quei Bravi Ragazzi e Donnie Brasco,ma sopratutto ha interpretato il ruolo di Carmine Lupertazzi nella famosissima serie tv I Soprano. Si è spento nel 2013 e proprio Don Shirley è venuto a mancare qualche mese dopo. Sono rimasti amici per tutta la vita.


Green Book conta 5 nomination,le più importanti per miglior film,miglior attore non protagonista per Mahershala Ali e miglior attore protagonista per Viggo Mortensen. È nominato anche per miglior montaggio e miglior sceneggiatura originale. Il film ha fatto incetta di premi,vincendo il Golden Globe per miglior film commedia e Ali ha vinto anche il BAFTA per miglior attore non protagonista (oltre al già citato Golden Globe per lo stesso ruolo).


La Road to Oscar finisce qui,per me è stata una grandiosa full immersion nei migliori film del 2018 ed è stata una delle poche volte in cui ho potuto vederli tutti (almeno quelli che gareggiano per miglior film),dato che gli altri anni capitava che alcuni venivano premiati,ma dovevano ancora uscire nelle sale italiane. Credo di aver detto tutto quello che avevo da dire,non mi resta altro da fare che darvi appuntamento a domani,con la lista dei vincitori degli Oscar di quest'anno.

That's all folks,ci risentiamo dopo la notte delle stelle.

sabato 23 febbraio 2019

La Favorita: potere e perversione (Road to Oscar 2019)

Penultima tappa della corsa del blog verso gli Oscar di quest'anno. La Road ci porta quest'oggi nel Settecento,alla corte della regina Anna,dove due dame si fanno la guerra per detenere il vero potere dietro il trono d'Inghilterra e niente verrà risparmiato. Diretto da Yorgos Lanthimos,La Favorita ha conquistato la critica internazionale e fatto strage di premi,conta ben 10 nomination agli Oscar di quest'anno per cui è uno dei film favoriti (il gioco di parole è voluto).


La Favorita ci piomba all'insidiosa corte dell'instabile regina Anna (Olivia Colman),durante le guerre del primo Settecento,dove il vero potere dietro il trono è detenuto da Lady Sarah Churchill (Rachel Weisz),ma l'equilibrio precario verrà stravolto dall'arrivo di Abigail (Emma Stone),cugina povera di Sarah che diventerà ben presto una rivale nelle grazie della regina.


Yorgos Lanthimos è un volto relativamente giovane nel panorama cinematografico internazionale,infatti dopo aver esordito con film greci e quindi debuttando nel suo Paese d'origine,dal 2015 ha esordito anche nel cinema americano,con The Lobster e in seguito con Il sacrificio del cervo sacro nel 2017,entrambi con Colin Farrell. Questi due film hanno dato modo al regista greco di collaborare anche con Nicole Kidman,John C. Reilley,Olivia Colman e Rachel Weisz,proprio queste ultime due ritornano a collaborare con Lanthimos nella sua ultima opera uscita,il film di cui oggi stiamo parlando,La Favorita.


Lo stile del regista greco è stato molto apprezzato dalla critica,arrivando per alcuni a paragonarlo addirittura a Kubrick,io non arrivo a tanto,anche perché non mi piacciono i paragoni. Lanthimos apprezza gli effetti curvi della prospettiva,che ne caratterizzano  la regia,per tutto il film ci sono scene girate magnificamente,che non fanno altro che valorizzare l'intera opera. Infatti una delle parti fondamentali della regia è proprio l'atmosfera che Lanthimos cattura con la macchina da presa,dalla vita alla corte inglese alle abitazioni delle serve,con conseguente sfumatura di colori.
Il film offre un notevole spaccato nel Settecento inglese e praticamente europeo,dalla scenografia ai costumi,la cura al dettaglio che il film offre è notevole.


La Favorita ha il pregio di avere come tre pilastri portanti le tre interpretazioni magistrali delle attrici del film. Olivia Colman interpreta la regina Anna,perno del film,che sforna una performance sfaccettata,caratterizzando una regnante passiva,instabile e vittima degli eventi in qualche modo,un personaggio storico che ha subito numerose tragedie e che si porta dietro anche alcuni segreti inconfessa. La Colman ha già vinto il Golden Globe per la sua interpretazione.


Rachel Weisz interpreta Lady Susan,un personaggio molto forte,tra le donne più influenti del Settecento e che ha vissuto una vita intensa. Pianificatrice,astuta e sveglia,Susan ha un carattere calcolatore che le permette di poter comandare senza avere formalmente il potere,ma come scoprirà durante il film,dovrà ricredersi su molte cose su se stessa e i suoi sentimenti,oltre ad affrontare le insidie della corte. La Weisz torna ad interpretare grandi ruoli dopo un periodo in cui è comparsa comunque in numerose pellicole,senza eccellere. Nel film caratterizza il personaggio più forte e determinato della trama,risultando però non infallibile,anche se all'apparenza spietata.


Emma Stone continua una scia positivissima di performance sul grande schermo (ma anche nella serie tv Maniac) che l'ha portata ben presto a diventare uno dei nomi di grosso calibro ad Hollywood nonché una delle attrici più versatili in circolazione. Ne La Favorita interpreta Abigail,il personaggio più interessante della pellicola,con un percorso ben preciso che pone il personaggio come causa degli eventi del film. La Stone sfoggia anche qui una versatilità che si sposa con il carattere ambizioso e determinato di Abigail,l'attrice che ha vinto l'Oscar come miglior attrice protagonista per La La Land torna prepotentemente all'attenzione dell'Academy con una performance pregna delle qualità recitative fuori scala dell'attrice.


Il film mi è piaciuto,non mi ha emozionato,ma l'operato di Laminthos non vuole stupire o meravigliare come A Star is Born,non vuole commuovere come Roma,bensì offre una potenza nella sceneggiatura e nella regia che pongono il regista greco un validissimo concorrente di Spike Lee,Adam McKay e Alfonso Cuarón,senza essere un nome blasonato come quello dei suoi concorrenti. La Favorita è un film che racconta una storia,inserendosi in episodi storici realmente avvenuti e forse sconosciuti ai più,ponendosi come un film sul Settecento pari a Barry Lyndon per ricercatezza nei costumi e nelle scenografie,oltre all'atmosfera del film che Laminthos riesce a mettere su. Il regista greco ha talento e un "occhio del regista" che lo caratterizza,con La Favorita compie un nuovo grande passo verso una maturità artistica di alto livello.


Un gioco che è una piccola guerra,combattuta con attacchi sleali e permeata da una perversione che ben si accompagna con la brama di potere. Un gioco sulle emozioni e gli affetti di una donna dal potere immenso,ma dal carattere fragile,che facilmente lo concede per avere del calore umano,ma che subisce irrimediabilmente tradimenti e manipolazioni. Può essere visto come un gioco di potere o un gioco sull'amore,perché l'amore non dovrebbe avere limiti,ma l'amore non è tale se inquinato da bugie e congiure. Ecco parte di ciò che il film ci trasmette. Ecco La Favorita.


La Favorita è il film con più nomination all'edizione di quest'anno insieme a Roma,infatti come il film di Cuarón conta ben 10 candidature,fra cui le più importanti per film e regista,ma anche per le tre attrici della pellicola,infatti la Colman gareggia per miglior attrice protagonista,mentre sia Rachel Weisz che Emma Stone sono in gara per la statuetta della miglior attrice non protagonista,una situazione curiosa e rara e anche ironica,la Stone e la Weisz si ritrovano a gareggiare per il premio,come nel film.


Quindi c'è anche la nomination per la miglior sceneggiatura originale e alcune nomination tecniche,per fotografia e scenografia,oltre a costumi e montaggio (quest'ultimo sempre ad opera di Laminthos). Il film alza l'asticella di non poco,divenendo un osso veramente duro da battere per le pellicole in gara per miglior film.

mercoledì 20 febbraio 2019

Vice: il lato bastardo dell'America (Road to Oscar 2019)

Ci avviciniamo sempre di più alla notte degli Oscar di quest'anno e oggi parliamo di uno dei film con più nomination e che ha fatto parlare molto di sé. Un film irriverente e geniale,che non si fa remore di dissacrare la storia politica americana dagli anni '80 ad oggi e che anzi,ci illustra la parte più bastarda di Washington e soprattutto porta al cinema Christian Bale nel ruolo di uno dei più grandi pezzi di merda della storia. Parliamo di Vice.


Vice (o Vice-l'uomo nell'ombra in Italia,da lodare il fatto che per una volta il sottotitolo nostrano non sia penoso) racconta la storia di Dick Cheney,il vice presidente durante l'epoca di Bush figlio tra le altre cose,un uomo praticamente sconosciuto,silenzioso in pubblico,ma che in segreto ha avuto un potere immenso e che ha influenzato occultamente la storia contemporanea. In peggio.


Scritto e diretto dal genio della commedia Adam McKay,conosciuto per aver diretto commedie demenziali come la saga di Anchorman e Ricky Bobby,fino al 2015,anno della svolta per il regista,con La grande scommessa,una commedia molto superiore alla demenzialità,basata su una storia vera riguardante la grande crisi economica del 2008. Il film gli valse il premio Oscar alla miglior sceneggiatura non originale,oltre a nomination per miglior film e miglior regia,ma dopo La grande scommessa McKay decide di dedicarsi più alla produzione dei film e serie tv che alla regia,fino al 2018,con Vice.


Anche Vice,come già detto,si basa su eventi realmente accaduti,incanalati attraverso lo stile comico satirico del regista,che non si risparmia di condannare apertamente le azioni realmente perpetrate da Cheney. La pellicola tenta di spiattellare tutta la merda di Washington da Nixon fino a Reagan,periodi che hanno comunque visto Cheney agire nell'ombra,per poi concentrarsi maggiormente sul periodo di vice presidenza del protagonista "sotto" George Bush figlio. Ho messo il sotto fra virgolette perché Cheney aveva in quel periodo (terribilmente ancora nei nostri ricordi) un potere che nessuno potesse mai immaginarsi e l'ha usato per mandare in vacca il mondo. Triste,ma purtroppo vero.


Dai bombardamenti nei Paesi asiatici negli anni '80 fino a quelli nei Paesi mediorientali degli anni 2000,dalla guerra al terrore alle invasioni dell'Iraq e dell'Afghanistan,da Saddam Hussein a Osama Bin Laden,dalla nascita dell'ISIS ai giochi politici di Bush c'è veramente poco che non abbia visto nel mezzo,anche indirettamente,l'operato di Dick Cheney. Far risaltare il lato oscuro della politica americana (per rimanere in termini civili) è il mantra del film e per quanto mi riguarda,McKay ha fatto un lavorone sotto questo punto di vista.


Ci sono film che non sono per tutti (come Roma) e ci sono film che devono essere visti da tutti,per la loro importanza a livello sociale. Vice va visto da tutti,perché tutti devono sapere fino a che punto ci hanno preso in giro negli anni passati e va visto soprattutto da coloro che idealizzano gli USA e gli americani,perché sappiano il lato sporco e oscuro del loro governo e di alcuni loro governanti e fino a che punto può arrivare il potere nell'epoca contemporanea.


McKay è geniale in alcune trovate e riesce a divertire attraverso una sceneggiatura forte e particolare,continuando una scia molto positiva cominciata da La grande scommessa. Il film ha avuto molto successo e ne sono davvero contento,ovviamente si è portato dietro le critiche,inevitabili data la portata della condanna del film,ma che secondo me non fanno altro che avvalorare il messaggio del film.


Christian Bale torna ad avere un ruolo di un certo spessore sul grande schermo,l'attore principalmente conosciuto per aver interpretato Batman nella trilogia di Christopher Nolan e per aver preso parte a film come The Fighter (per cui ha vinto l'Oscar) e American Hustle,si era un po' defilato dalle scene negli ultimi anni,ma con Vice torna prepotentemente ad Hollywood con una performance fuori scala,una interpretazione eccellente e magistrale,sicuramente uno dei picchi di Bale,che torna anche con le sue trasformazioni fisiche (da magrissimo a sovrappeso passando per muscoloso e peso forma),uno dei suoi marchi di fabbrica. Senza entrare nel dettaglio voglio esprimere tutto il mio apprezzamento per il monologo finale del film,picco della performance di Bale nella pellicola,che vale solo per quello qualsiasi prezzo. una piccola curiosità: ha già vinto il Golden Globe per miglior attore in una commedia e nel discorso ha ringraziato Satana,praticamente un mito assoluto.


Il resto del cast si distingue alla grande,principalmente Steve Carrell,che da un po' di anni è molto attivo in film di un certo spessore rispetto al suo passato nelle commedie leggere, e Amy Adams,davvero bravissima nel ruolo della moglie di Cheney. Da segnalare anche Sam Rockwell nel ruolo di Bush figlio,Rockwell si è distinto negli ultimi anni e ha vinto l'anno scorso la statuetta per miglior attore non protagonista per il suo ruolo nel film Tre manifesti a Ebbing,Missouri.


Vice si presenta all'edizione di quest'anno con 8 nomination,fra cui la maggior parte fra le più importanti. Miglior film,miglior regia e miglior sceneggiatura originale per Adam McKay,la nomination per miglior attore per Christian Bale,che si ritrova quest'anno una non facile concorrenza (come avevamo già detto quando abbiamo parlato di Rami Malek),la nomination per miglior attrice non protagonista per Amy Adams e la candidatura per miglior attore non protagonista per Sam Rockwell,oltre ad alcune candidature tecniche.

martedì 19 febbraio 2019

Roma: la potenza dell'intimità umana (Road to Oscar 2019)

Il film di cui parlerò oggi è tra i maggiormente favoriti per l'edizione degli Oscar di quest'anno,con ben 10 nomination e una già una notevole serie di premi già vinti,ra cui alcuni Golden Globe,ma soprattutto il Leone d'oro della 75ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Diretto e scritto da Alfonso Cuaròn,oggi parliamo di Roma.


Il film segue le vicende di Cleo,una domestica che lavora per una famiglia a Città del Messico,più precisamente nel quartiere Colonia Roma,che dà il titolo al film. La storia,ambientata a cavallo fra 1970 e 1971,descrive anche la situazione che c'era in Messico e lo stile di vita dell'epoca.


Alfonso Cuaròn è tra i più famosi registi messicani in circolazione e tra i più premiati registi del panorama cinematografico internazionale. Primo regista messicano a vincere l'Oscar alla miglior regia,nel 2014,per Gravity,con George Clooney e Sandra Bullock,. Cuaròn è anche noto per aver diretto Harry Potter e il prigioniero di Azkaban e I figli degli uomini,torna al cinema dopo Gravity (2013) con Roma.


Cuaròn dirige,scrive,produce il film e ne cura anche la fotografia e il sonoro,mentre per la distribuzione ci ha pensato Netflix,dopo la rappresentazione nelle sale. Lo stile di Cuaròn si tinge del bianco e nero,si immerge negli anni settanta messicani e ci trasporta in una storia intimista e molto umana. Parafrasando Goldoni,Cuaròn porta la società messicana del 1970 al cinema,mostrando le parti più belle e quelle più brutte,con un realismo che all'apparenza potrà sembrare freddo e a volte cinico,ma che in realtà si rivela personale e intimo.


Roma non è un film per tutti,non è fra i più popolari e se devo essere sincero non credo che lo stile di cui è intriso il film faccia propriamente per me,insomma,non è il mio tipo di film,ma e c'è un grosso ma,Roma è di una bellezza rara,sottile e raffinata,quasi impercettibile,ma che alla fine commuove inevitabilmente.


Roma mette in scena una potenza visiva racchiusa nell'intimità umana,un lavoro in cui ogni parte del film,dal cast alla fotografia,contribuisce. Infatti Cuaròn stesso cura quasi ogni parte del film e si può dire che con Roma il regista messicano raggiunge una maturità artistica di grandissimo livello,producendo il suo vero grande capolavoro.


È davvero difficile esprimere a parole ciò che il film trasmette,un messaggio di fondo sofisticato e complicato che ti raggiunge non sotto forma di parole e pensieri,ma attraverso sensazioni. Emozioni che ti coinvolgono e trasportano,che rendono il film unico e particolare,talmente particolare che per una volta non starò a fare la solita recensione,a parlare del cast eccetera,ma semplicemente cercherò di esprimere ciò che il film è nella sua essenza.


Roma è tante cose. È una finestra nella vita di personaggi immaginari,ma talmente tridimensionali da essere verosimili,tipi umani tristemente reali. È uno spaccato nel Messico degli anni settanta,un Messico non cinematografico,ma reale e vissuto dalla sua gente e a dai suoi paesaggi. È una storia intima,di famiglia e di amicizia,di errori e disgrazie,con qualche ingiustizia del destino. In definitiva,Roma è tutto questo e molto altro,ma soprattutto è un gran bel film curato in ogni aspetto,dalla regia alla fotografia,dagli attori al sonoro.


Roma è il film in gara con più nomination,10 in totale,fra cui sia quella per miglior film che per miglior film straniero,una situazione che raramente capita e che pone l'opera in una posizione particolare. Fra le altre c'è un plurinominato Cuaròn che si ritrova candidature anche per miglior fotografia e per la sceneggiatura originale,oltre che per miglior regista e quelle già citate per il film. Da notare anche la candidatura per miglior attrice protagonista per Yalitza Aparicio e la nomination per miglior attrice non protagonista per Marina de Tavira. Due attrici sconosciute e quasi esordienti che hanno saputo dare un'anima al film anche dal punto di vista recitativo.