Comincia oggi la Road to Oscar 2019,con una carrellata di recensioni e approfondimenti sui film più importanti candidati agli Oscar di quest'anno. Seguendo l'ordine cronologico delle uscite nelle sale italiane,il primo film candidato di cui parlerò è uno dei più popolari tra quelli usciti nel 2018,con ben 7 nomination,sto parlando di Black Panther.
Black Panther è un film che si inserisce nel Marvel Cinematic Universe,prodotto appunto dai Marvel Studios e ispirato a Pantera Nera,supereroe Marvel la cui creazione risale al 1966,ad opera di Stan Lee e Jack Kirby,creatori di gran parte dell'universo Marvel. Pantera ha esordito al cinema in "Captain America:Civil War" del 2016 interpretato da Chadwick Boseman e nel 2018 ha avuto la sua prima pellicola stand-alone,diretta da Ryan Coogler,nuovo talento della regia,conosciuto anche per aver diretto il primo Creed.
T'Challa è il sovrano del Wakanda,nazione avanzatissima e segreta dell'Africa ed è anche Pantera Nera,figura mistica della con millenni di storia,supereroe internazionale e guardiano del Wakanda. Pantera Nera dovrà affrontare i segreti della sua famiglia,le minacce che si insidiano nel Wakanda e un temibile avversario,Erik Killmonger,pronto a tutto per ottenere ciò che vuole.
Chadwick Boseman torna ad interpretare Pantera Nera,affiancato da un cast comprendente Martin Freeman (Watson in Sherlock e Bilbo ne Lo Hobbit),Andy Serkis (mago della CGI nonché interprete di Gollum ne Il Signore degli Anelli),Forest Whitaker (L'ultimo re di Scozia),Lupita Nyong'o (12 anni schiavo),Daniel Kaluuya (Scappa-Get out),ma soprattutto Michael B. Jordan nel ruolo di Erik Killmonger,vero mattatore del film.
Anche se il personaggio ha esordito nel 2016 nel terzo film di Capitan America,questa pellicola è comprensibile anche a se stante,anche perché è in questo film che vengono spiegate le origini del personaggio e il suo mondo.
Il film è molto bello,Coogler continua la sua scia positiva dopo il primo Creed e confeziona un blockbuster grandioso,mantenendo il proprio stile anche quando si adatta agli stilemi Marvel. Black Panther al contrario di altri film Marvel,che spesso possono mettere la creatività dei registi in secondo piano in favore di una uniformità stilistica dei film,ha una propria forte identità amalgamandosi alla perfezione allo "stile Marvel".
La trama non è complicata,ma è ben articolata,al centro vengono messi i personaggi,ma soprattutto il Wakanda,fulcro della caratterizzazione di tutti i protagonisti. Black Panther è un buon mix fra Il Re Leone e i temi molto cari ai supereroi. Il ritmo del film è sempre incalzante,le scene d'azione sono buone ed equilibrate,gli effetti speciali la fanno da padrone,davvero spettacolari,con il Wakanda avanzatissimo,ma sempre fedele alla cultura africana e anche le musiche sono ben curate,con qualche marcia in più rispetto ad altri film Marvel.
Boseman è un buonissimo T'Challa,un re che deve ancora capire molto del suo ruolo e delle sue responsabilità,ma che ha una grande determinazione ed è disposto a tutto per il suo regno,anche quando dovrà affrontare le ombre dietro l'eredità della Pantera Nera e i segreti della sua famiglia. I personaggi femminili sono molto forti e caratterizzati,soprattutto la Nyong'o,ma secondo me questa "valorosa caratterizzazione forzata" è ovviamente dovuta alla volontà (anch'essa forzata) di inserire modelli femminili forti nel periodo femminista attuale di Hollywood,la cosa è molto positiva,ma ai fini della trama fa un po' trascurare il protagonista e io sono dell'idea che il politically correct è una cosa santa (in alcuni casi),ma non deve influenzare le dinamiche del film.
A far trascurare non poco il protagonista c'è anche Erik Killmonger,antagonista del film interpretato in modo magistrale da Michael B. Jordan,qui alla sua migliore performance sul grande schermo per quanto mi riguarda. Killmonger è molto più del classico villain da film di supereroi e nel film vengono spiegate molto bene le sue motivazioni,il che contribuisce alla caratterizzazione tridimensionale del personaggio,tra le migliori nel Marvel Cinematic Universe.
Black Panther è un gran bel film,ha un bellissimo messaggio di fondo ed è riuscito "a parlare" di temi molto caldi per gli USA e per la popolazione afroamericana e africana,ma anche di attualità internazionale,come l'immigrazione. La pellicola ha avuto un successo stratosferico,sbancando ai box office di tutto il mondo e incidendo molto nell'immaginario collettivo,ovviamente Coogler è al lavoro sul sequel che dovrebbe veder tornare gran parte del cast,mentre Chadwick Boseman è tornato ad interpretare T'Challa in Avengers: Infinity War.
Dopo un'analisi personale del film in sé è arrivato il momento di contestualizzare il discorso con gli Oscar,infatti per quanto il film sia bello ed entusiasmante,merita sicuramente le nomination agli effetti speciali,alla colonna sonora e alla miglior canzone,ma non quella a miglior film. Black Panther ha affrontato molti temi caldi come già detto ed è evidente che l'Academy lo ha sbandierato nelle nomination di quest'anno per il messaggio contro molte delle politiche del presidente statunitense in carica,Trump,"avversario" di Hollywood da quando è stato eletto.
Soggettivamente mi fa piacere che Hollywood sia schierata contro Trump,ma l'effetto domino di questa presa di posizione è stata una ventata forzata di politically correct che negli ultimi anni è stata talmente presente da aver anche stancato parecchio e per quanto mi sia piaciuto Black Panther,vederlo ultranominato cozza con il lato oggettivo della questione.
Perché oggettivamente Black Panther per essere così nominato agli Oscar deve essere il miglior film Marvel e mi dispiace,ma non lo è,dato che è largamente superato da The Avengers,Captain America:Civil War,Avengers:Infinity War e Captain America: Winter Soldier (che considero il migliore del MCU). Questi altri film sono stati relegati solo alle nomination per gli effetti speciali negli anni in cui uscirono,come del resto tutti i cinecomic,tranne il Cavaliere Oscuro di Nolan,che conquistò due Oscar e 8 nomination,ma quella era un'altra storia e soprattutto era un'altra Academy.







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