domenica 10 febbraio 2019

Sequel,Remake & Reboot: l'effetto nostalgia di Hollywood (Cinema Story)

Oggi non parlo di un film in particolare,ma provo ad esporre e argomentare un fenomeno che da anni imperversa nel cinema americano,sto parlando delle decine e decine di remake e reboot che hanno invaso i cinema negli ultimi anni e di conseguenza la formazione di un certo clima di nostalgia. Proprio la nostalgia sembra essere diventata una raffinata macchina di soldi cinematografica,influenzando numerose produzioni tra le major del settore,soprattutto negli ultimi anni,vediamo di scoprire i motivi di tale nuova ondata di rifacimenti cinematografici e magari anche elencare quelli che hanno funzionato e quelli che si sono rivelati meri prodotti commerciali.


Innanzitutto meglio precisare cosa sono i remake e i reboot,i primi sono veri e propri rifacimenti di film del passato,spesso hanno la stessa trama del film a cui si riferiscono oppure sono completamente reinventati,per cui esistono i reboot,che significa proprio "rilanciare" o "riavviare", e con cui si indicano quei film che a distanza di anni vengono prodotti per rilanciare un certo film del passato. I reboot avvengono spesso per rilanciare franchise cinematografici e quindi si riparte completamente da zero,ma sempre riferendosi ad una saga di film. I remake,al contrario, fanno riferimento quasi sempre al rifacimento di una singola opera,quindi i reboot sono spesso associati al rilancio di una serie di film famosa a suo tempo come i blockbuster o film prodotti da major,mentre i remake possono anche essere riferiti a film poco noti o a film di successo delle decadi passate,che quindi vengono modernizzati e attualizzati a tempi più moderni.


Dopo questa doverosa precisazione ci colleghiamo proprio con l'attualità,infatti i remake e i reboot sono sempre stati presenti nel mondo del cinema,in tutte le decadi,soprattutto i remake,ma è solo negli anni recenti che sembra esserci stata un'ondata di nuovi remake e reboot,spesso prodotti dalle major. Questi film rincorrono il grande successo perseguendo una certa fetta del pubblico: i nostalgici.

Negli ultimi anni sempre più tornano in auge i film di maggiore successo degli anni '80 e '90 (e anche alcuni flop di quei tempi vengono rivalutati),quelle pellicole che più di tutte hanno influenzato l'immaginario collettivo e che con le decadi sono diventate popolarissime,ma anche quelle pellicole che hanno sostanzialmente creato la cultura nerd occidentale e proprio i nerd sono diventati,in questi anni '10 del ventunesimo secolo,la fetta di pubblico che più di tutte porta soldi al cinema e alle major.


Questo fenomeno ha portato all'esaltazione delle pellicole targate eighties e nineties,che hanno preso la forma di mostri sacri della cultura popolare. Quindi per una questione di causa-effetto,le major di Hollywood hanno cominciato ad interessarsi ai franchise che hanno segnato gli anni ottanta e novanta e ai film singoli che più hanno inciso l'immaginario collettivo,ma come? Dopotutto,arrivati agli anni 2000 e in seguito gli anni 2010,gli attori e i registi di quei film sono diventati abbastanza vecchiotti e questo punto ostacolava non poco le major,intenzionate a sfruttare l'andata di nostalgia che stava prendendo piede.

La soluzione divenne semplice,per sfruttare la nomea dei film "sacri" bastava appunto solo quello,il titolo,diventato in termini commerciali un trend e quindi bastava solo comprare i diritti e metter su una produzione colossale completamente nuova,magari con qualche vecchio volto proprio per i nostalgici e sbandierare il titolo storia ai quattro venti. Il successo è assicurato secondo le major,ma non sempre la reputazione di un film basta e in molti casi produzioni dovranno ricredersi,perché dopo i vari remake e reboot ci si accorge che la nostalgia è una macchina di soldi perfetta,ma è un'arma a doppio taglio.


Il pubblico va al cinema convinto di ritrovare le stesse emozioni provate alla prima visione,molto probabilmente da piccoli,di quei film ritenuti ormai sacri e intoccabili. A volte viene accontentato,a volte no e in questi casi si deve parlare anche di fan-service,cioè di dare al fan quello che vuole e di conseguenza di permettere ai desideri dei fan di avverarsi,mettendo in secondo piano la trama,la sceneggiatura e la caratterizzazione dei personaggi.

Le aspettative dei fan sono quasi sempre altissime e ancora di più quando anziché un reboot o un remake viene prodotto un sequel a distanza di molti anni di un film ritenuto cult. Questi tipi di sequel fiocchettano in questi anni e sono,secondo me,la massima espressione di questo effetto nostalgia che ha travolto Hollywood.
Come già detto la nostalgia è una brutta bestia,un'arma a doppio taglio che può facilmente rivoltarsi contro la produzione,i registi o gli attori. Riproporre personaggi famosi,idoli delle folle e icone del cinema porta con sé i rischi di deludere il pubblico e condannare questi rifacimenti,ma può anche conquistare (o riconquistare) il pubblico e consacrare i vari franchise.


Veniamo a noi e abbandoniamo per un attimo l'analisi del fenomeno per fare un elenco di esempi concreti che in questi anni hanno tenuto banco al box office. Nel 2011 abbiamo avuto lo scarso remake di Conan con Jason Momoa (di cui abbiamo brevemente parlato nella recensione di Aquaman),ma come detto,i remake bene o male sono sempre stati presenti,basti ricordare come la trilogia di Ocean's diretta da Soderbergh nasce come remake del film del 1960,Colpo grosso. Solo che negli ultimi anni ci sono stati diversi film che rincorrevano la nostalgia degli spettatori e quindi abbiamo avuto nuovi film della saga di Halloween,originariamente creata da John Carpenter,ma che non hanno conosciuto il successo dell'opera originale.


Bisogna precisare che le trasposizioni di libri,fumetti e videogiochi hanno avuto nel corso degli ultimi anni diverse varianti e rilanci,come i reboot di Superman e Batman nel nuovo DCEU o i nuovi film di Spider-Man inseriti nel MCU rilanciando per la terza volta il personaggio. Nel 2018 c'è stato anche il reboot di Tomb Raider,tratto dal famoso videogioco e con Alicia Vikander nel ruolo di Lara Croft,dopo i due film con protagonista Angelina Jolie.


Il fenomeno ha toccato anche i franchise più famosi,primo fra tutti Star Wars,che con la nuova gestione Disney ha visto la produzione colossale di una trilogia sequel e di due spin-off a partire dal 2015,ma già da ben prima ci sono stati i nuovi film di Star Trek a partire dal 2009. Ancora prima,nel 2006,abbiamo avuto Casino Royale con cui hanno rilanciato James Bond e nel 2008 Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo,sequel a distanza di 19 anni dall'ultimo film. E a seguire molti,molti altri.


L'escalation più totale si è avuta negli ultimi anni,con il susseguirsi di numerose pellicole come: il remake al femminile di Ghostbusters del 2016,il sequel/reboot di Terminator con Terminator Genysis del 2015,il sequel dopo quasi trent'anni di Blade Runner,Blade Runner 2049 del 2017 e il sequel/reboot di Jumanji del 2017 con The Rock e Kevin Hart solo per citare qualche esempio. Anche Creed è uno spin-off/sequel della saga di Rocky e proprio quest'anno abbiamo avuto il remake di Suspiria.


La lista è davvero lunghissima e non starò ad elencare tutti i vari reboot,remake,spin-off,sequel,revival e compagnia bella proprio perché negli ultimi anni c'è stata una pletora di film di questo genere,invadendo completamente i cinema. Ovviamente non tutto vien per nuocere e posso dire con tutta tranquillità che alcuni di questi film mi sono piaciuti,già scrissi nella recensione di Creed II di approvare in toto i due film che proseguono in qualche modo la saga di Rocky e devo dire che Blade Runner 2049 non mi è per niente dispiaciuto,ma sono per quanto mi riguarda,mosche bianche in una montagna di merda cinematografica,se mi perdonate il linguaggio.


Le major rincorrono l'hype delle folle,sfruttano la nostalgia per ricavarci montagne di soldi,ma queste decine e decine di pellicole,nel loro insieme fanno perdere qualcosa al cinema,qualcosa di molto importante: la novità. La continua ricerca di nuove idee che ha prodotto,proprio fra gli ottanta e i novanta,quei film che oggi vengono osannati e idolatrati e che paradossalmente hanno prodotto questo fenomeno nostalgico collettivo. Non si dà più spazio alle nuove idee,si ricerca sempre di rilanciare vecchie idee che possono portare al cinema quelle persone che idolatrano i vecchi film perché visti durante l'infanzia e che quindi riservano nei cuori di queste persone un posto speciale.

Voglio parlare il più chiaramente possibile,io ho 17 anni,ma mi considero parte di una generazione che subisce molto l'influenza delle pellicole degli ottanta,novanta e duemila o almeno questo vale per me,ma proprio l'anagrafe mi pone in una posizione particolare. Io sono cresciuto con i film più famosi delle decadi passate (mischiate a quelle dei duemila),ma non c'ero quando queste pellicole sono uscite,anche per me quei film sono conservati nei ricordi dell'infanzia e ci sono legato personalmente,ma non come per gli attuali trentenni e quarantenni (e anche qualche cinquantenne) che negli ottanta e novanta si sono formati.

Quindi in funzione di ciò non approvo questa ondata nostalgica,perché se quelle pellicole per me valgono comunque qualcosa,questa pletora di remake e reboot per quelli della mia generazione,ma soprattutto per quelle ancora più giovani,valgono meno di niente,perché fanno riferimento ad una cultura (quella ottanta/novanta) di cui oggi sentiamo solo un eco,uno strascico culturale che male si amalgama con quella che dovrebbe essere la cultura contemporanea e che spesso rappresenta il desiderio degli attuali trentenni e quarantenni di sentirsi di nuovo bambini e di riprovare di nuovo quelle emozioni.

Questo porta ad un altro problema,che forse sarebbe meglio discutere in un post a parte,e cioè che le nuove generazioni (compresa la mia ovviamente) non avranno molte nuove icone cinematografiche o film completamente nuovi che possano in qualche modo incidere nell'immaginario collettivo e quindi quando "toccherà a noi" essere nostalgici,saremo nostalgici di qualcosa che è già nostalgico. La cosa,sinceramente,è molto triste.


L'argomento comunque è davvero vasto,sarebbe meglio trattarlo ancora successivamente,ma per ora credo di aver detto la mia sul fenomeno e niente,just my two cents.

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