Il film segue le vicende di Cleo,una domestica che lavora per una famiglia a Città del Messico,più precisamente nel quartiere Colonia Roma,che dà il titolo al film. La storia,ambientata a cavallo fra 1970 e 1971,descrive anche la situazione che c'era in Messico e lo stile di vita dell'epoca.
Alfonso Cuaròn è tra i più famosi registi messicani in circolazione e tra i più premiati registi del panorama cinematografico internazionale. Primo regista messicano a vincere l'Oscar alla miglior regia,nel 2014,per Gravity,con George Clooney e Sandra Bullock,. Cuaròn è anche noto per aver diretto Harry Potter e il prigioniero di Azkaban e I figli degli uomini,torna al cinema dopo Gravity (2013) con Roma.
Cuaròn dirige,scrive,produce il film e ne cura anche la fotografia e il sonoro,mentre per la distribuzione ci ha pensato Netflix,dopo la rappresentazione nelle sale. Lo stile di Cuaròn si tinge del bianco e nero,si immerge negli anni settanta messicani e ci trasporta in una storia intimista e molto umana. Parafrasando Goldoni,Cuaròn porta la società messicana del 1970 al cinema,mostrando le parti più belle e quelle più brutte,con un realismo che all'apparenza potrà sembrare freddo e a volte cinico,ma che in realtà si rivela personale e intimo.
Roma non è un film per tutti,non è fra i più popolari e se devo essere sincero non credo che lo stile di cui è intriso il film faccia propriamente per me,insomma,non è il mio tipo di film,ma e c'è un grosso ma,Roma è di una bellezza rara,sottile e raffinata,quasi impercettibile,ma che alla fine commuove inevitabilmente.
Roma mette in scena una potenza visiva racchiusa nell'intimità umana,un lavoro in cui ogni parte del film,dal cast alla fotografia,contribuisce. Infatti Cuaròn stesso cura quasi ogni parte del film e si può dire che con Roma il regista messicano raggiunge una maturità artistica di grandissimo livello,producendo il suo vero grande capolavoro.
È davvero difficile esprimere a parole ciò che il film trasmette,un messaggio di fondo sofisticato e complicato che ti raggiunge non sotto forma di parole e pensieri,ma attraverso sensazioni. Emozioni che ti coinvolgono e trasportano,che rendono il film unico e particolare,talmente particolare che per una volta non starò a fare la solita recensione,a parlare del cast eccetera,ma semplicemente cercherò di esprimere ciò che il film è nella sua essenza.
Roma è tante cose. È una finestra nella vita di personaggi immaginari,ma talmente tridimensionali da essere verosimili,tipi umani tristemente reali. È uno spaccato nel Messico degli anni settanta,un Messico non cinematografico,ma reale e vissuto dalla sua gente e a dai suoi paesaggi. È una storia intima,di famiglia e di amicizia,di errori e disgrazie,con qualche ingiustizia del destino. In definitiva,Roma è tutto questo e molto altro,ma soprattutto è un gran bel film curato in ogni aspetto,dalla regia alla fotografia,dagli attori al sonoro.
Roma è il film in gara con più nomination,10 in totale,fra cui sia quella per miglior film che per miglior film straniero,una situazione che raramente capita e che pone l'opera in una posizione particolare. Fra le altre c'è un plurinominato Cuaròn che si ritrova candidature anche per miglior fotografia e per la sceneggiatura originale,oltre che per miglior regista e quelle già citate per il film. Da notare anche la candidatura per miglior attrice protagonista per Yalitza Aparicio e la nomination per miglior attrice non protagonista per Marina de Tavira. Due attrici sconosciute e quasi esordienti che hanno saputo dare un'anima al film anche dal punto di vista recitativo.








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