Inauguriamo una rubrica esclusivamente dedicata a film italiani vecchi e nuovi con una trilogia che in pochi anni è diventata fra i più riusciti e famosi esperimenti cinematografici italiani,sto parlando della saga di Smetto quando voglio.
Smetto quando voglio nasce completamente dalla mente del giovane regista salernitano Sydney Sibilia,che nel 2014 deciderà di scrivere insieme a Valerio Attanasio il primo film,inizialmente pensato per essere autoconclusivo diventa il primo lungometraggio diretto da Sibilia. Il primo film viene prodotto da Fandango e Rai Cinema e nella persona di Matteo Rovere,amico di Sibilia anche lui regista e distribuito da 01 Distribution.
Il primo film segue le vicende di Pietro,ricercatore universitario fallito,che decide di riunire una banda composta da ex ricercatori e laureati per vendere nuove droghe (legali in quanto non presenti nell'elenco delle sostanze illegali del Ministero),ma molte cose non andranno come previsto e la banda dovrà affrontare numerose peripezie.
Il cast comprende nomi di alto livello del cinema italiano,primo fra tutti il bravissimo Edoardo Leo,interprete di Pietro e conosciuto per aver preso parte a film come Perfetti Sconosciuti e Loro chi? fra gli altri,protagonista assoluto della saga e perno delle storie. Troviamo anche Stefano Fresi nel ruolo di Alberto,il degno compare di Pietro,Valeria Solarino interpreta Giulia,la compagna di Pietro,mentre gli altri attori che compongono la famigerata banda dei ricercatori sono Pietro Sermonti,Paolo Calabresi,Libero De Rienzio,Lorenzo Lavia e Valerio Aprea,mentre il ruolo del Murena è interpretato da Neri Marcorè.
La sceneggiatura del primo film è più che ottima,la trama tiene banco per tutta la durata del film e non annoia mai,Sibilia fonda la classica commedia italiana con una personale verve creativa plagiata dalla cultura pop e dai film americani,senza mai tradire lo spirito della pellicola. Il cast è spettacolare,la banda funziona alla grande e traspare una grandiosa sinergia fra gli attori,ovviamente merita elogi particolari il protagonista Edoardo Leo,che con la sua naturale maestria attoriale ci regala un grande personaggio.
Perché Pietro Zinni è un ragazzo comune,travolto come molti giovani ricercatori dal sistema che governa le università italiane,in cui concetti fondamentali come la meritocrazia sono diventati delle gran belle bugie. Su questo il film riflette molto,più dell'altro tema portante,quello delle smart drugs e di conseguenza del raggiro del sistema. Quindi,al contrario di numerosi altri prodotti tricolore,il film ci fa riflettere,oltre che divertire.
Dopo l'uscita del primo film e il notevole successo che quest'ultimo conseguì,Sibilia decise di farne un sequel,anzi ben due,scrivendo e dirigendo i due seguiti contemporaneamente,ma facendoli uscire a distanza di un anno uno dall'altro. Quindi fra il 2015 e il 2016,seguendo l'idea della trilogia,Sibilia scrive (insieme a Francesco Manieri e Luigi Di Capua) Smetto quando voglio-Reloaded e Smetto quando voglio-Masterclass,questa volta prodotti anche da Groenlandia (società del già citato Matteo Rovere e dello stesso Sibilia).
Nel 2016 esce il secondo capitolo della saga,che cambia nome rispetto ai piani originali,infatti diventa Smetto quando voglio-Masterclass. Il cast originale si riunisce,con l'aggiunta di Giampaolo Morelli nel ruolo di Lucio Napoli,Marco Bonini quello di Giulio Bolle,Greta Scarano nel ruolo della poliziotta Paola Coletti e Luigi Lo Cascio nel ruolo del misterioso nuovo cattivo. Sibilia costruisce il sequel (e anche il terzo capitolo) per incastonarsi nel primo film,in una macchinazione davvero affascinante che darà pienamente i suoi frutti nel terzo film.
In questo secondo capitolo si cerca di puntare più sull'azione,con alcune scene azzeccate e altre un po' forzate,cercando di osare nell'ambito cinematografico italiano e ammiccando sempre di più ai film americani. La trama perde un po' della forza che aveva nel primo film,ma con questo sequel,soprattutto nella prima parte di esso,si cerca di fare un "world building",cioè di costruire attorno ai personaggi una specie di contesto narrativo e di gettare le basi per l'inevitabile conclusione.
I personaggi continuano a funzionare fra loro a meraviglia,amalgamandosi molto bene anche con le new entry del film e la parte più divertente della saga è forse più presente in questo secondo capitolo che nel primo.
Come già detto,il secondo e il terzo sequel furono girati contemporaneamente e quindi nel 2017 esce il terzo film,Smetto quando voglio-Ad Honorem,che rappresenta il punto d'arrivo del secondo film riprendendolo esattamente da dove l'avevamo lasciato e completando l'ingranaggio dei flashback presenti fra il primo e il secondo film.
In questa terza pellicola si dà maggior risalto al villain,interpretato da Luigi Lo Cascio,anche se non ne esce comunque un grande profilo da cattivo,ma comunque caratterizzato. Pertanto questo terzo film è il più dark della serie,non sacrificando ovunque la parte comica,diciamo che dopo i due passati film,questo terzo capitolo completa la metamorfosi da "pura commedia italiana con accenti innovativi" che era il primo film a "esperimento cinematografico pop italiano" che sono il secondo e appunto il terzo film.
Alla fine il terzo capitolo svolge il ruolo di conclusione e chiusura del cerchio,restando comunque inferiore al secondo,che per me è il migliore fra i tre per l'equilibrio fra i generi cinematografici che questa saga presenta. In ogni caso è la degna conclusione delle numerose disavventure di questa scalcinata banda a cui,dopo tre film,ci si affeziona irrimediabilmente.
Concludendo,Smetto quando voglio,preso nel suo insieme,non è un capolavoro,non è neanche il meglio del cinema italiano,è una saga carina ed è innegabile che ha rappresentato qualcosa di nuovo nel panorama cinematografico del Bel Paese,che da anni stagnava (e stagna ancora per quanto mi riguarda) nella mediocrità più totale,subendo una notevole inferiorità nei confronti del cinema degli altri Stati europei e ovviamente nei confronti di quello americano,solo negli ultimi anni pare che ci sia una graduale e leggera rinascita del vero,grande,cinema italiano,ma questa è un'altra storia (di cui sicuramente parleremo).












Nessun commento:
Posta un commento