Penultima tappa della corsa del blog verso gli Oscar di quest'anno. La Road ci porta quest'oggi nel Settecento,alla corte della regina Anna,dove due dame si fanno la guerra per detenere il vero potere dietro il trono d'Inghilterra e niente verrà risparmiato. Diretto da Yorgos Lanthimos,La Favorita ha conquistato la critica internazionale e fatto strage di premi,conta ben 10 nomination agli Oscar di quest'anno per cui è uno dei film favoriti (il gioco di parole è voluto).
La Favorita ci piomba all'insidiosa corte dell'instabile regina Anna (Olivia Colman),durante le guerre del primo Settecento,dove il vero potere dietro il trono è detenuto da Lady Sarah Churchill (Rachel Weisz),ma l'equilibrio precario verrà stravolto dall'arrivo di Abigail (Emma Stone),cugina povera di Sarah che diventerà ben presto una rivale nelle grazie della regina.
Yorgos Lanthimos è un volto relativamente giovane nel panorama cinematografico internazionale,infatti dopo aver esordito con film greci e quindi debuttando nel suo Paese d'origine,dal 2015 ha esordito anche nel cinema americano,con The Lobster e in seguito con Il sacrificio del cervo sacro nel 2017,entrambi con Colin Farrell. Questi due film hanno dato modo al regista greco di collaborare anche con Nicole Kidman,John C. Reilley,Olivia Colman e Rachel Weisz,proprio queste ultime due ritornano a collaborare con Lanthimos nella sua ultima opera uscita,il film di cui oggi stiamo parlando,La Favorita.
Lo stile del regista greco è stato molto apprezzato dalla critica,arrivando per alcuni a paragonarlo addirittura a Kubrick,io non arrivo a tanto,anche perché non mi piacciono i paragoni. Lanthimos apprezza gli effetti curvi della prospettiva,che ne caratterizzano la regia,per tutto il film ci sono scene girate magnificamente,che non fanno altro che valorizzare l'intera opera. Infatti una delle parti fondamentali della regia è proprio l'atmosfera che Lanthimos cattura con la macchina da presa,dalla vita alla corte inglese alle abitazioni delle serve,con conseguente sfumatura di colori.
Il film offre un notevole spaccato nel Settecento inglese e praticamente europeo,dalla scenografia ai costumi,la cura al dettaglio che il film offre è notevole.
La Favorita ha il pregio di avere come tre pilastri portanti le tre interpretazioni magistrali delle attrici del film. Olivia Colman interpreta la regina Anna,perno del film,che sforna una performance sfaccettata,caratterizzando una regnante passiva,instabile e vittima degli eventi in qualche modo,un personaggio storico che ha subito numerose tragedie e che si porta dietro anche alcuni segreti inconfessa. La Colman ha già vinto il Golden Globe per la sua interpretazione.
Rachel Weisz interpreta Lady Susan,un personaggio molto forte,tra le donne più influenti del Settecento e che ha vissuto una vita intensa. Pianificatrice,astuta e sveglia,Susan ha un carattere calcolatore che le permette di poter comandare senza avere formalmente il potere,ma come scoprirà durante il film,dovrà ricredersi su molte cose su se stessa e i suoi sentimenti,oltre ad affrontare le insidie della corte. La Weisz torna ad interpretare grandi ruoli dopo un periodo in cui è comparsa comunque in numerose pellicole,senza eccellere. Nel film caratterizza il personaggio più forte e determinato della trama,risultando però non infallibile,anche se all'apparenza spietata.
Emma Stone continua una scia positivissima di performance sul grande schermo (ma anche nella serie tv Maniac) che l'ha portata ben presto a diventare uno dei nomi di grosso calibro ad Hollywood nonché una delle attrici più versatili in circolazione. Ne La Favorita interpreta Abigail,il personaggio più interessante della pellicola,con un percorso ben preciso che pone il personaggio come causa degli eventi del film. La Stone sfoggia anche qui una versatilità che si sposa con il carattere ambizioso e determinato di Abigail,l'attrice che ha vinto l'Oscar come miglior attrice protagonista per La La Land torna prepotentemente all'attenzione dell'Academy con una performance pregna delle qualità recitative fuori scala dell'attrice.
Il film mi è piaciuto,non mi ha emozionato,ma l'operato di Laminthos non vuole stupire o meravigliare come A Star is Born,non vuole commuovere come Roma,bensì offre una potenza nella sceneggiatura e nella regia che pongono il regista greco un validissimo concorrente di Spike Lee,Adam McKay e Alfonso Cuarón,senza essere un nome blasonato come quello dei suoi concorrenti. La Favorita è un film che racconta una storia,inserendosi in episodi storici realmente avvenuti e forse sconosciuti ai più,ponendosi come un film sul Settecento pari a Barry Lyndon per ricercatezza nei costumi e nelle scenografie,oltre all'atmosfera del film che Laminthos riesce a mettere su. Il regista greco ha talento e un "occhio del regista" che lo caratterizza,con La Favorita compie un nuovo grande passo verso una maturità artistica di alto livello.
Un gioco che è una piccola guerra,combattuta con attacchi sleali e permeata da una perversione che ben si accompagna con la brama di potere. Un gioco sulle emozioni e gli affetti di una donna dal potere immenso,ma dal carattere fragile,che facilmente lo concede per avere del calore umano,ma che subisce irrimediabilmente tradimenti e manipolazioni. Può essere visto come un gioco di potere o un gioco sull'amore,perché l'amore non dovrebbe avere limiti,ma l'amore non è tale se inquinato da bugie e congiure. Ecco parte di ciò che il film ci trasmette. Ecco La Favorita.
La Favorita è il film con più nomination all'edizione di quest'anno insieme a Roma,infatti come il film di Cuarón conta ben 10 candidature,fra cui le più importanti per film e regista,ma anche per le tre attrici della pellicola,infatti la Colman gareggia per miglior attrice protagonista,mentre sia Rachel Weisz che Emma Stone sono in gara per la statuetta della miglior attrice non protagonista,una situazione curiosa e rara e anche ironica,la Stone e la Weisz si ritrovano a gareggiare per il premio,come nel film.
Quindi c'è anche la nomination per la miglior sceneggiatura originale e alcune nomination tecniche,per fotografia e scenografia,oltre a costumi e montaggio (quest'ultimo sempre ad opera di Laminthos). Il film alza l'asticella di non poco,divenendo un osso veramente duro da battere per le pellicole in gara per miglior film.










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