Inauguriamo una nuova rubrica del blog, CineRandom, dedicata alla discussione di film scelti senza un vero e proprio criterio, se non per il fatto che non rientrano nelle altre rubriche, quindi stiamo parlando a tutti gli effetti di una cifra di pellicole spropositate. La cosa più interessante di questa nuova rubrica è che mi dà l'opportunità di poter parlare di film che mi sono piaciuti, ma non troppo, di film sconosciuti e di cui magari si parla poco e sì, anche di film di merda. Veniamo a noi e parliamo del primo film di questa nuova rubrica, A prova di morte, un vero e proprio passo falso nella carriera del suo regista, Quentin Tarantino.
Sin dall'inizio del blog si è ribadito più volte che Tarantino è il mio regista preferito e sempre da allora ho dedicato la rubrica di Pietre Miliari ai suoi film, in ordine cronologico dal secondo appuntamento di quella rubrica e sempre rispettando quell'ordine, dopo Kill Bill, tocca appunto a Grindhouse-A prova di morte, ma dato che la suddetta rubrica si chiama Pietre Miliari e la quinta opera di Tarantino non rientra in quella categoria, ho deciso di dedicare comunque uno spazio al film (e dopo aver parlato di Kill Bill), ma sotto una nuova rubrica, CineRandom, che viene a tutti gli effetti lanciata con l'articolo di A prova di morte.
Dopo lo straordinario successo di pubblico e critica di Kill Bill, Tarantino venne convinto dal suo grande amico e collega Robert Rodriguez a collaborare insieme ad un nuovo progetto, un'iniziativa cinematografica che, nelle intenzioni degli autori, doveva riportare in auge gli stilemi dei grindhouse, i piccoli cinema a basso costo che spopolavano in America negli anni '70 e che hanno influenzato l'adolescenza di Tarantino e Rodriguez. Tarantino decise di scrivere un film horror, precisamente del sottogenere slasher, inizialmente voleva scrivere la storia di un gruppo di ragazze perseguitate dal fantasma di uno schiavo nero (con il ruolo che doveva essere poi dato a Samuel L. Jackson), ma poi cambiò idea e a minacciare le ragazze mette un misogino schizofrenico dall'auto potente e letale.
Per il ruolo dello stuntman Mike, viene inizialmente ingaggiato Mickey Rourke, ma in seguito venne mandato via per cause ignote e tuttora misteriose, in ogni caso Tarantino ribadì che la cosa non ha influenzato il rapporto con l'attore di The Wrestler. In cerca di un nuovo attore, Tarantino offrì il ruolo a Sylvester Stallone, ma quest'ultimo rifiutò il ruolo, a quel punto decise di contattare Kurt Russell, un attore che da tempo aveva abbandonato il genere action, ma che Tarantino aveva ammirato in La cosa e Fuga da New York. Nel cast femminile troviamo solo un'attrice nota, Rosario Dawson, che Tarantino aveva conosciuto sul set di Sin City, mentre tra le altre va citata Mary Elizabeth Winstead, ancora sconosciuta, ma oggi abbastanza nota per le sue partecipazioni in Fargo e 10 Cloverfield Lane.
Il film venne presentato al Festival di Cannes 2007, ma non ottenne il successo sperato, anche le recensioni furono abbastanza tiepide, con alcune critiche mosse al film. Personalmente lo considero un passo falso del regista, dopo Kill Bill, in cui si è divertito a citare e farsi influenzare dai suoi miti ispiratori, Tarantino ha voluto confezionare un film volutamente di serie B, per stile e tematiche, ma la cosa non si sposa bene con il suo stile. A prova di morte è intriso del grottesco tarantiniano, ma cercando di sembrare un horror slasher a tutti gli effetti, perde un po' del tocco post-moderno del regista, non c'è il senso della storia e della trama, fin troppo lineare e a tratti banale, lontana anni luce dagli intrecci di Pulp Fiction e Le iene o dalla grandiosità di Kill Bill.
Tarantino ha dedicato il film al mondo delle donne, infatti le sue protagoniste hanno dei dialoghi che sono stati ribattezzati "delle amazzoni" dal regista, in effetti sono presenti alcuni dei dialoghi più naturali e ben scritti dell'autore, ma spesso diventano troppo presenti e invadenti, finendo per diventare a tratti prolissi. Il cast, da sempre una componente fondamentale dei film di Tarantino, non è eccelso, da apprezzare l'interpretazione di Rosario Dawson, rispetto al resto del cast femminile che rimane buono, ma dimenticabile, mentre Kurt Russell è in ottima forma, ma al suo personaggio manca quel guizzo in più per diventare uno dei classici personaggi grotteschi alla Tarantino.
A prova di morte è un'opera un po' disordinata e confusionaria, Tarantino perde leggermente il controllo del suo stile, ne esce un film dimenticabile e con dei difetti, non un brutto film e sicuramente apprezzato dagli amanti del genere slasher, ma decisamente il peggiore dei film di Quentin Tarantino.
mercoledì 15 maggio 2019
lunedì 13 maggio 2019
Kill Bill: oriente, occidente, lame, vendetta e sangue, tanto sangue (Pietre Miliari)
«Ho ucciso tante persone per arrivare fin qui. Ma ne devo uccidere ancora una. L'ultima. Quella da cui sto andando ora: la sola rimasta in vita. E quando sarò arrivata a destinazione, io ucciderò BILL.»
La Sposa
“non voglio il sangue degli horror…voglio il sangue dei samurai”
Quentin Tarantino
Ritorna, dopo quasi due mesi, Pietre Miliari e di conseguenza la produzione del mio regista preferito, Quentin Tarantino, che sto ripercorrendo in ordine cronologico dopo un primo articolo dedicato a Pulp Fiction. Quindi è arrivato il momento di entrare nel nuovo secolo con i due indimenticabili film dedicati alla "sposa imbrattata di sangue" interpretata da Uma Thurman, Kill Bill volume 1 e 2.
La storia di Kill Bill parte da lontano (come molti film di Tarantino), precisamente dal 1994, sul set di Pulp Fiction, quando Uma Thurman e Quentin discutono di creare un film prendendo spunto dalla trama dell'episodio pilota che ha girato Mia e che viene raccontato a Vincent. Le linee generali della storia vengono fissate, ma dopo Pulp Fiction le strade dei due si dividono, Tarantino si dedica prima ad una sceneggiatura di un film di guerra, che abbandonerà per lavorare su Jackie Brown (anche se poi il copione sul war movie lo riprenderà per Bastardi senza gloria). A tre anni da Jackie Brown, Tarantino incontra nuovamente la Thurman, ed entrambi pensano di riprendere in mano Kill Bill, con Quentin intenzionato a fare il film come regalo di compleanno per i 30 anni di Uma, ma quest'ultima rimase in seguito incinta e quindi il progetto venne rimandato nuovamente, fino alla fine della gravidanza dell'attrice, a quel punto, con lo script e la pre-produzione già avviata, iniziarono le riprese.
I due film sono considerati un tutt'uno dal regista, anche se divisi in due parti per volontà della produzione vista la grande lunghezza complessiva. Il primo film è uscito nel 2003, mentre il secondo ad un anno di distanza, nel 2004, nel cast troviamo al fianco di Uma Thurman, David Carradine nel ruolo di Bill, Daryl Hannah, Lucy Liu e Michael Madsen. In ogni caso anche se la divisione in due parti è stata voluta dalla produzione, la cosa ha dato modo a Tarantino di suddividere tematicamente le due parti, infatti la prima parte è esplicitamente dedicata al mondo cinematografico orientale, dai chambara-movies (i film di samurai) ai film di Bruce Lee, oltre ovviamente a presentare una vera e propria sequenza del film completamente nello stile degli anime giapponesi. La seconda parte è, invece, influenzata dagli stilemi del cinema occidentale, sopratutto gli spaghetti-western tanto adorati da Tarantino, con tanto di dedica finale a Sergio Leone, il suo grande mito ispiratore, insieme alle dediche a Charles Bronson e Lee Van Cleef. La seconda parte diviene quindi una vera e propria lettera d'amore ai modelli di stile di Tarantino, soprattutto Leone come già detto, e anche dal punto di vista della colonna sonora, dato che nella seconda parte ci sono diverse indimenticabili tracce composte da Ennio Morricone.
Kill Bill sembra quasi essere il film che Tarantino si è divertito di più a realizzare, il più esagerato e pittoresco, con i suoi marchi di fabbrica sparati all'ennesima potenza, di sicuro la sua opera con più riferimenti e citazioni in assoluto, dalle numerose sfaccettature, infatti Kill Bill è un revenge-movie, ma permeato dal classico senso del grottesco tarantiniano, presente in questo film come non mai. È forse l'opera più ambiziosa della produzione del regista, il cui grande successo ha fatto sì che il nome di Quentin Tarantino non venisse dimenticato da una Hollywood che avanzava sempre di più nel nuovo millennio. Ovviamente il grande successo ottenuto non poteva essere tale senza la grande presenza scenica di Uma Thurman, all'apice della sua carriera e indiscussa musa tarantiniana, che con l'interpretazione di Beatrix Kiddo ci regala il miglior protagonista dei film di Tarantino, nel parere di chi scrive. Sarebbe un peccato non citare la magistrale interpretazione di Bill da parte di un immenso David Carradine, fortemente voluto da Tarantino per il ruolo. Da tutto ciò ne scaturisce sicuramente un'opera immensa, indimenticabile, irripetibile, da ricordare come una delle opere cinematografiche migliori del nuovo millennio.
E come al solito la carrellata delle curiosità sul film:
-inizialmente il ruolo di Bill doveva spettare a Warren Beatty, che seguì la produzione del film dal principio, ma in seguito venne licenziato per motivi ignoti, anche se Tarantino disse in seguito che Beatty avrebbe caratterizzato Bill come un villain di 007;
-dopo il licenziamento di Beatty, la Miramax pressava Tarantino per dare il ruolo di Bill a Kevin Costner, ma il regista si è rifiutato categoricamente, volendo a tutti i costi scritturare un idolo della sua adolescenza, David Carradine, protagonista di molte pellicole considerate di serie B, come Kung Fu;
-per il film sono stati usati più di 1700 litri di sangue;
-Samuel L. Jackson ha un piccolo cameo nel Vol.2;
E l'ultima:
-nel 2009 Tarantino aprì ad un possibile Kill Bill Vol.3, che eventualmente sarebbe diventato un anomalo sequel nella produzione di Tarantino, dato che non ha mai fatto seguiti delle sue opere. L'idea originale era di farlo uscire nel 2014, a 10 anni dal volume 2, ma non se ne fece più nulla e ad oggi il progetto sembra essere del tutto accantonato, ma non si sa mai con Tarantino.
La Sposa
“non voglio il sangue degli horror…voglio il sangue dei samurai”
Quentin Tarantino
Ritorna, dopo quasi due mesi, Pietre Miliari e di conseguenza la produzione del mio regista preferito, Quentin Tarantino, che sto ripercorrendo in ordine cronologico dopo un primo articolo dedicato a Pulp Fiction. Quindi è arrivato il momento di entrare nel nuovo secolo con i due indimenticabili film dedicati alla "sposa imbrattata di sangue" interpretata da Uma Thurman, Kill Bill volume 1 e 2.
La storia di Kill Bill parte da lontano (come molti film di Tarantino), precisamente dal 1994, sul set di Pulp Fiction, quando Uma Thurman e Quentin discutono di creare un film prendendo spunto dalla trama dell'episodio pilota che ha girato Mia e che viene raccontato a Vincent. Le linee generali della storia vengono fissate, ma dopo Pulp Fiction le strade dei due si dividono, Tarantino si dedica prima ad una sceneggiatura di un film di guerra, che abbandonerà per lavorare su Jackie Brown (anche se poi il copione sul war movie lo riprenderà per Bastardi senza gloria). A tre anni da Jackie Brown, Tarantino incontra nuovamente la Thurman, ed entrambi pensano di riprendere in mano Kill Bill, con Quentin intenzionato a fare il film come regalo di compleanno per i 30 anni di Uma, ma quest'ultima rimase in seguito incinta e quindi il progetto venne rimandato nuovamente, fino alla fine della gravidanza dell'attrice, a quel punto, con lo script e la pre-produzione già avviata, iniziarono le riprese.
I due film sono considerati un tutt'uno dal regista, anche se divisi in due parti per volontà della produzione vista la grande lunghezza complessiva. Il primo film è uscito nel 2003, mentre il secondo ad un anno di distanza, nel 2004, nel cast troviamo al fianco di Uma Thurman, David Carradine nel ruolo di Bill, Daryl Hannah, Lucy Liu e Michael Madsen. In ogni caso anche se la divisione in due parti è stata voluta dalla produzione, la cosa ha dato modo a Tarantino di suddividere tematicamente le due parti, infatti la prima parte è esplicitamente dedicata al mondo cinematografico orientale, dai chambara-movies (i film di samurai) ai film di Bruce Lee, oltre ovviamente a presentare una vera e propria sequenza del film completamente nello stile degli anime giapponesi. La seconda parte è, invece, influenzata dagli stilemi del cinema occidentale, sopratutto gli spaghetti-western tanto adorati da Tarantino, con tanto di dedica finale a Sergio Leone, il suo grande mito ispiratore, insieme alle dediche a Charles Bronson e Lee Van Cleef. La seconda parte diviene quindi una vera e propria lettera d'amore ai modelli di stile di Tarantino, soprattutto Leone come già detto, e anche dal punto di vista della colonna sonora, dato che nella seconda parte ci sono diverse indimenticabili tracce composte da Ennio Morricone.
Kill Bill sembra quasi essere il film che Tarantino si è divertito di più a realizzare, il più esagerato e pittoresco, con i suoi marchi di fabbrica sparati all'ennesima potenza, di sicuro la sua opera con più riferimenti e citazioni in assoluto, dalle numerose sfaccettature, infatti Kill Bill è un revenge-movie, ma permeato dal classico senso del grottesco tarantiniano, presente in questo film come non mai. È forse l'opera più ambiziosa della produzione del regista, il cui grande successo ha fatto sì che il nome di Quentin Tarantino non venisse dimenticato da una Hollywood che avanzava sempre di più nel nuovo millennio. Ovviamente il grande successo ottenuto non poteva essere tale senza la grande presenza scenica di Uma Thurman, all'apice della sua carriera e indiscussa musa tarantiniana, che con l'interpretazione di Beatrix Kiddo ci regala il miglior protagonista dei film di Tarantino, nel parere di chi scrive. Sarebbe un peccato non citare la magistrale interpretazione di Bill da parte di un immenso David Carradine, fortemente voluto da Tarantino per il ruolo. Da tutto ciò ne scaturisce sicuramente un'opera immensa, indimenticabile, irripetibile, da ricordare come una delle opere cinematografiche migliori del nuovo millennio.
E come al solito la carrellata delle curiosità sul film:
-inizialmente il ruolo di Bill doveva spettare a Warren Beatty, che seguì la produzione del film dal principio, ma in seguito venne licenziato per motivi ignoti, anche se Tarantino disse in seguito che Beatty avrebbe caratterizzato Bill come un villain di 007;
-dopo il licenziamento di Beatty, la Miramax pressava Tarantino per dare il ruolo di Bill a Kevin Costner, ma il regista si è rifiutato categoricamente, volendo a tutti i costi scritturare un idolo della sua adolescenza, David Carradine, protagonista di molte pellicole considerate di serie B, come Kung Fu;
-per il film sono stati usati più di 1700 litri di sangue;
-Samuel L. Jackson ha un piccolo cameo nel Vol.2;
E l'ultima:
-nel 2009 Tarantino aprì ad un possibile Kill Bill Vol.3, che eventualmente sarebbe diventato un anomalo sequel nella produzione di Tarantino, dato che non ha mai fatto seguiti delle sue opere. L'idea originale era di farlo uscire nel 2014, a 10 anni dal volume 2, ma non se ne fece più nulla e ad oggi il progetto sembra essere del tutto accantonato, ma non si sa mai con Tarantino.
domenica 5 maggio 2019
I 10 migliori film americani di sempre (Classifiche)
Dopo la carrellata dei film in uscita questo mese, è giusto ritornare alla "solita" routine del blog, dopo un mese intero dedicato alla maratona per Avengers Endgame, è il momento di una nuova classifica. La scorsa classifica è stata dedicata ai 10 eroi più amati del cinema americano, basandosi sulla classifica (da 50 nomi) dell'American Film Institute, oggi vedremo quindi la classifica dei 10 migliori film americani di sempre, secondo l'AFI. La classifica originale prevede ovviamente 100 film e venne originariamente stilata nel 1998, per poi venire aggiornata nel 2007, io sto prendendo in esame i primi 10 film della lista aggiornata.
10.Il Mago di Oz
Il primo film della top ten è uno dei più classici film di sempre, il Mago di Oz del 1939, diretto da Victor Fleming, basato sul libro Il meraviglioso mago di Oz di L. Frank Baum. Uscito nello stesso anno di Via col vento, film sempre diretto da Fleming e anch'esso presente in questa classifica, il mago di Oz è uno dei film più conosciuti al mondo, che ovviamente è entrato a far parte della storia del cinema. Le vicende di Dorothy e dei suoi strabilianti compagni di ventura e il meraviglioso mondo fantastico che il film presenta sono divenuti parte integrante dell'immaginario collettivo. La frase "Totò, ho l'impressione che noi non siamo più nel Kansas." di Judy Garland è al quarto posto nella classifica delle migliori battute del cinema, mentre l'opera negli anni ha ispirato numerosi nuovi sequel o prequel, oltre a libri e serie tv dedicate al mondo di Oz.
9.La donna che visse due volte
Il capolavoro del maestro del cinema Alfred Hitchcock, datato 1958, ha il nono posto in questa classifica, ma in altre lo si può anche trovare come primo. Un film che ha affascinato e che apre sempre a numerose interpretazioni, per non parlare di veri e propri studi fatti su questa pellicola. Hitchcock dirige James Stewart e Kim Novak nel thriller che vede il poliziotto John Ferguson, che soffre di vertigini (infatti il titolo in originale del film è Vertigo), innamorarsi della donna che dovrebbe sorvegliare, ma le apparenze ingannano.
8.Schindler's List
Troviamo all'ottavo posto il capolavoro di Steven Spielberg, che proprio con questo film viene consacrato come uno dei più grandi registi di sempre. Uno dei registi più conosciuti, amati e premiati al mondo raggiunge l'apice della sua maturità artistica con il film definitivo dedicato al tema della Shoah, con Liam Neeson, Ralph Fiennes e Ben Kingsley. Il film è del 1993 ed è stato pluripremiato dalla critica, ottenendo 12 nomination agli Oscar e vincendone ben 7 fra le categorie più importanti, come miglior film e miglior regia per Steven Spielberg, oltre alle musiche di John Williams e alle nomination per gli attori Liam Neeson e Ralph Fiennes.
7.Lawrence d'Arabia
Al settimo posto troviamo uno dei kolossal più famosi e importanti della storia del cinema, Lawrence d'Arabia, vincitore di ben 7 Oscar, di cui avevamo già parlato in occasione dei 10 eroi più amati del cinema, infatti il protagonista T. E. Lawrence, interpretato da Peter O' Toole, si trova al decimo posto in quella classifica. T. E. Lawrence è un personaggio realmente esistito, un avventuriero britannico che divenne protagonista nel primo novecento delle rivolte arabe e che prese molto a cuore l'Arabia, è stato anche archeologo, scrittore e agente segreto, oltre ad essere tenente colonnello dell'esercito britannico.
6.Via col vento
Uno dei film più conosciuti della storia del cinema, uscito nel 1939 e diretto da Victor Fleming come già detto prima, Via col vento è stato per oltre un quarto di secolo il film con il maggiore incasso della storia del cinema, molto popolare e all'epoca fu il primo film a vincere ben 10 Oscar. Un film che ha fatto la storia ed è sicuramente fra i classici americani. Sullo sfondo della guerra di secessione americana, la pellicola segue le vicende di Rossella O'Hara, figlia di un proprietario terriero degli Stati Uniti meridionali, dall'innamoramento per Ashley Wilkes, sposato con sua cugina, al matrimonio con Rhett Butler, interpretato da Clark Gable.
5.Cantando sotto la pioggia
Il più famoso musical di tutti i tempi, datato 1952 con la regia di Stanley Donen e Gene Kelly, con quest'ultimo in veste anche di interprete principale, Cantando sotto la pioggia segue le vicende di un attore di film muti, che negli anni venti decise di passare ai nascenti film parlati venendo scritturato per un film, ma le cose precipiteranno per via delle rivalità fra gli attori della pellicola. La canzone più iconica della pellicola, Singin' in the rain, è in realtà stata scritta nel 1929 per il film Hollywood che canta, ma è l'interpretazione di Gene Kelly la più famosa e citata in seguito, che è anche la versione che è stata classificata al terzo posto nella lista delle migliori canzoni cinematografiche.
4.Toro Scatenato
Al quarto posto uno dei capolavori di Martin Scorsese, Toro Scatenato, la pellicola biografica/sportiva che segue le vicende del pugile italoamericano Jake LaMotta, cresciuto nel Bronx e che arriverà a coronare il sogno della sua vita raggiungendo i vertici della Boxe, per poi perdere tutto a causa dei suoi problemi e delle ripercussioni sulla famiglia e gli amici. Un magistrale Robert De Niro interpreta LaMotta, sfornando una delle migliori interpretazioni cinematografiche di tutti i tempi, premiata dall'Oscar al migliore attore protagonista. Girato quasi totalmente in bianco e nero (anche se datato 1980), il film è considerato il migliore della collaborazione fra De Niro e Scorsese e uno degli apici della produzione artistica del regista italoamericano.
3.Casablanca
Sul podio non poteva che essere presente una delle pellicole più classiche della storia del cinema, Casablanca. Uscito nel 1942 per la regia di Michael Curtiz e le interpretazioni divenute iconiche di Humprey Bogart e Ingrid Bergman, la pellicola è fra le più citate e omaggiate nella storia del cinema, ispirando decine e decine di film, libri e personaggi. Come già scrissi in occasione dell'altra classifica, Casablanca non ha cambiato il cinema, Casablanca ha creato il cinema, ovviamente la pellicola ha gli anni che ha, ma l'interpretazione di quel mito che era Humprey Bogart resta ancora oggi una delle interpretazioni meglio riuscite e fra le più influenti della storia. Rick Blaine ha ispirato decine e decine di personaggi, trascendendo la definizione stessa di icona e lo stesso vale per il suo magnifico interprete.
2.Il Padrino
Al secondo posto (ma in altre sedi lo si può trovare al primo) non poteva che essere presente il capolavoro immaginifico di Francis Ford Coppola, Il Padrino, anch'esso come altri film elencati in questa lista è fra i più conosciuti della storia, con un impatto culturale che ha cambiato irrimediabilmente il cinema e l'intrattenimento in generale. Il Padrino è diventato un caposaldo della cultura cinematografica ed è da molti considerato il miglior film mai prodotto, unanimemente apprezzato dalla critica e un punto di rifermento per gran parte della produzione cinematografica americana. Francis Ford Coppola raggiunge uno dei suoi apici come regista, con la magistrale interpretazione di Marlon Brando e il suo Vito Corleone, personaggio fra i più famosi e omaggiati della storia del cinema, e ad Al Pacino, che da questo film in poi sarebbe diventato il mostro sacro del cinema che è ancora oggi. Ci sarebbe molto, molto altro da dire sul film e sugli altri due capitoli ad esso collegati, ma la cosa più importante è che sicuramente dal 1972, anno di uscita del primo film, il cinema non è stato più lo stesso.
1.Quarto Potere
Il miglior film americano di tutti i tempi, per l'AFI, è Quarto Potere, il capolavoro assoluto di Orson Welles, scritto, diretto, interpretato e prodotto sempre da Welles, che nel 1941 esordiva con un lungometraggio proprio con questo film. Il film è fra i più ricercati e intricati della storia del cinema, segue le vicende del magnate Charles Foster Kane, ricchissimo, ma abbandonato da tutti, incapace di amare, che muore solo, nella sua immensa residenza, Xanadu. Welles lascia allo spettatore la ricerca della comprensione della storia, attraverso vari flashbacks, che insieme compongono un affresco della caratterizzazione di Kane, personaggio fra i più sfaccettati della storia del cinema, la cui complessa personalità viene ricomposta quasi come un puzzle.
10.Il Mago di Oz
Il primo film della top ten è uno dei più classici film di sempre, il Mago di Oz del 1939, diretto da Victor Fleming, basato sul libro Il meraviglioso mago di Oz di L. Frank Baum. Uscito nello stesso anno di Via col vento, film sempre diretto da Fleming e anch'esso presente in questa classifica, il mago di Oz è uno dei film più conosciuti al mondo, che ovviamente è entrato a far parte della storia del cinema. Le vicende di Dorothy e dei suoi strabilianti compagni di ventura e il meraviglioso mondo fantastico che il film presenta sono divenuti parte integrante dell'immaginario collettivo. La frase "Totò, ho l'impressione che noi non siamo più nel Kansas." di Judy Garland è al quarto posto nella classifica delle migliori battute del cinema, mentre l'opera negli anni ha ispirato numerosi nuovi sequel o prequel, oltre a libri e serie tv dedicate al mondo di Oz.
9.La donna che visse due volte
Il capolavoro del maestro del cinema Alfred Hitchcock, datato 1958, ha il nono posto in questa classifica, ma in altre lo si può anche trovare come primo. Un film che ha affascinato e che apre sempre a numerose interpretazioni, per non parlare di veri e propri studi fatti su questa pellicola. Hitchcock dirige James Stewart e Kim Novak nel thriller che vede il poliziotto John Ferguson, che soffre di vertigini (infatti il titolo in originale del film è Vertigo), innamorarsi della donna che dovrebbe sorvegliare, ma le apparenze ingannano.
8.Schindler's List
Troviamo all'ottavo posto il capolavoro di Steven Spielberg, che proprio con questo film viene consacrato come uno dei più grandi registi di sempre. Uno dei registi più conosciuti, amati e premiati al mondo raggiunge l'apice della sua maturità artistica con il film definitivo dedicato al tema della Shoah, con Liam Neeson, Ralph Fiennes e Ben Kingsley. Il film è del 1993 ed è stato pluripremiato dalla critica, ottenendo 12 nomination agli Oscar e vincendone ben 7 fra le categorie più importanti, come miglior film e miglior regia per Steven Spielberg, oltre alle musiche di John Williams e alle nomination per gli attori Liam Neeson e Ralph Fiennes.
7.Lawrence d'Arabia
Al settimo posto troviamo uno dei kolossal più famosi e importanti della storia del cinema, Lawrence d'Arabia, vincitore di ben 7 Oscar, di cui avevamo già parlato in occasione dei 10 eroi più amati del cinema, infatti il protagonista T. E. Lawrence, interpretato da Peter O' Toole, si trova al decimo posto in quella classifica. T. E. Lawrence è un personaggio realmente esistito, un avventuriero britannico che divenne protagonista nel primo novecento delle rivolte arabe e che prese molto a cuore l'Arabia, è stato anche archeologo, scrittore e agente segreto, oltre ad essere tenente colonnello dell'esercito britannico.
6.Via col vento
Uno dei film più conosciuti della storia del cinema, uscito nel 1939 e diretto da Victor Fleming come già detto prima, Via col vento è stato per oltre un quarto di secolo il film con il maggiore incasso della storia del cinema, molto popolare e all'epoca fu il primo film a vincere ben 10 Oscar. Un film che ha fatto la storia ed è sicuramente fra i classici americani. Sullo sfondo della guerra di secessione americana, la pellicola segue le vicende di Rossella O'Hara, figlia di un proprietario terriero degli Stati Uniti meridionali, dall'innamoramento per Ashley Wilkes, sposato con sua cugina, al matrimonio con Rhett Butler, interpretato da Clark Gable.
5.Cantando sotto la pioggia
Il più famoso musical di tutti i tempi, datato 1952 con la regia di Stanley Donen e Gene Kelly, con quest'ultimo in veste anche di interprete principale, Cantando sotto la pioggia segue le vicende di un attore di film muti, che negli anni venti decise di passare ai nascenti film parlati venendo scritturato per un film, ma le cose precipiteranno per via delle rivalità fra gli attori della pellicola. La canzone più iconica della pellicola, Singin' in the rain, è in realtà stata scritta nel 1929 per il film Hollywood che canta, ma è l'interpretazione di Gene Kelly la più famosa e citata in seguito, che è anche la versione che è stata classificata al terzo posto nella lista delle migliori canzoni cinematografiche.
4.Toro Scatenato
Al quarto posto uno dei capolavori di Martin Scorsese, Toro Scatenato, la pellicola biografica/sportiva che segue le vicende del pugile italoamericano Jake LaMotta, cresciuto nel Bronx e che arriverà a coronare il sogno della sua vita raggiungendo i vertici della Boxe, per poi perdere tutto a causa dei suoi problemi e delle ripercussioni sulla famiglia e gli amici. Un magistrale Robert De Niro interpreta LaMotta, sfornando una delle migliori interpretazioni cinematografiche di tutti i tempi, premiata dall'Oscar al migliore attore protagonista. Girato quasi totalmente in bianco e nero (anche se datato 1980), il film è considerato il migliore della collaborazione fra De Niro e Scorsese e uno degli apici della produzione artistica del regista italoamericano.
3.Casablanca
Sul podio non poteva che essere presente una delle pellicole più classiche della storia del cinema, Casablanca. Uscito nel 1942 per la regia di Michael Curtiz e le interpretazioni divenute iconiche di Humprey Bogart e Ingrid Bergman, la pellicola è fra le più citate e omaggiate nella storia del cinema, ispirando decine e decine di film, libri e personaggi. Come già scrissi in occasione dell'altra classifica, Casablanca non ha cambiato il cinema, Casablanca ha creato il cinema, ovviamente la pellicola ha gli anni che ha, ma l'interpretazione di quel mito che era Humprey Bogart resta ancora oggi una delle interpretazioni meglio riuscite e fra le più influenti della storia. Rick Blaine ha ispirato decine e decine di personaggi, trascendendo la definizione stessa di icona e lo stesso vale per il suo magnifico interprete.
2.Il Padrino
Al secondo posto (ma in altre sedi lo si può trovare al primo) non poteva che essere presente il capolavoro immaginifico di Francis Ford Coppola, Il Padrino, anch'esso come altri film elencati in questa lista è fra i più conosciuti della storia, con un impatto culturale che ha cambiato irrimediabilmente il cinema e l'intrattenimento in generale. Il Padrino è diventato un caposaldo della cultura cinematografica ed è da molti considerato il miglior film mai prodotto, unanimemente apprezzato dalla critica e un punto di rifermento per gran parte della produzione cinematografica americana. Francis Ford Coppola raggiunge uno dei suoi apici come regista, con la magistrale interpretazione di Marlon Brando e il suo Vito Corleone, personaggio fra i più famosi e omaggiati della storia del cinema, e ad Al Pacino, che da questo film in poi sarebbe diventato il mostro sacro del cinema che è ancora oggi. Ci sarebbe molto, molto altro da dire sul film e sugli altri due capitoli ad esso collegati, ma la cosa più importante è che sicuramente dal 1972, anno di uscita del primo film, il cinema non è stato più lo stesso.
1.Quarto Potere
Il miglior film americano di tutti i tempi, per l'AFI, è Quarto Potere, il capolavoro assoluto di Orson Welles, scritto, diretto, interpretato e prodotto sempre da Welles, che nel 1941 esordiva con un lungometraggio proprio con questo film. Il film è fra i più ricercati e intricati della storia del cinema, segue le vicende del magnate Charles Foster Kane, ricchissimo, ma abbandonato da tutti, incapace di amare, che muore solo, nella sua immensa residenza, Xanadu. Welles lascia allo spettatore la ricerca della comprensione della storia, attraverso vari flashbacks, che insieme compongono un affresco della caratterizzazione di Kane, personaggio fra i più sfaccettati della storia del cinema, la cui complessa personalità viene ricomposta quasi come un puzzle.
mercoledì 1 maggio 2019
Cinema 2019 (Maggio)
Dopo un mese pieno di pellicole interessanti, come quello di aprile, anche maggio non è da meno. Il quinto mese dell'anno offre qualche film davvero interessante, di seguito presento quelli che considero i migliori dei film in uscita, non contando ovviamente i film di aprile ancora nelle sale.
-Pet Semantary: dal 9 maggio al cinema, un nuovo potenziale seminale horror tratto da un libro di Stephen King, per la regia di Kevin Kolsch e Dennis Wildmyer. La famiglia Creed si trasferisce in una casa di campagna nelle vicinanze di un misterioso cimitero di animali e quando la tragedia colpisce la famiglia Creed, il padre di famiglia Louis si rivolge al bizzarro vicino, il che porterà ad una serie di inquietanti conseguenze. Nel cast ritroviamo Jason Clarke, Amy Seimetz e John Lightgow.
-John Wick 3-Parabellum: nelle sale dal 16 maggio arriva il terzo capitolo della saga action con protagonista Keanue Reeves. Dopo gli eventi del capitolo due, l'ex sicario John Wick dovrà fuggire ed uccidere per sopravvivere, vista la taglia di 14 milioni di dollari che pende sulla sua testa a causa delle sue azioni, ma dovrà affrontare l'intero mondo criminale e tentare di uscire vivo da una New York mai così letale. Dietro la macchina da presa ritroviamo Chad Stahelski, già regista del secondo film, mentre al fianco di Reeves troviamo un cast d'eccezione che comprende Halle Barry, Laurence Fishburne e Ian McShane.
-Aladdin: il 22 maggio torna al cinema uno dei grandi classici Disney. Dopo Dumbo, tocca ad Aladdin tornare al cinema in versione live action, il ragazzo di strada dal cuore d'oro è interpretato da Mena Massoud, con al suo fianco la Jasmine interpretata da Naomi Scott, mentre il pittoresco ruolo del Genio è stato dato a Will Smith. Il tutto è visualizzato dall'estro di Guy Ritchie, nuovo grande nome della regia che si dedica alla trasposizione di un classico Disney, come Tim Burton per Dumbo.
-Il Traditore: nei cinema dal 23 maggio un nuovo film drammatico tutto italiano. Basato sulla vita di Tommaso Buscetta, il famoso pentito che permise il maxi processo che smantellò l'organizzazione di Riina, il film racconta la tormentata vita di Buscetta, perseguitato dai sicari di Riina in Brasile, viene raccontata anche la sua amicizia con Giovanni Falcone e i suoi ultimi giorni, nel 2000, a Miami. Regia di Marco Bellocchio, il ruolo del protagonista è dato a nientedimeno di Pierfrancesco Favino, mentre nel resto del cast troviamo Luigi Lo Cascio, Giovanni Calcagno e Fabrizio Ferracane.
-L'angelo della morte: dal 23 maggio al cinema un horror sovrannaturale prodotto da James Gunn. Il film verte sull'interessante idea di una versione delle origini di Superman distorta, con il bambino alieno precipitato sulla Terra, che anziché diventare un eroe per l'umanità, si rivelerà qualcosa di più sinistro e mostruoso. Alla regia c'è David Yarovesky, mentre il cast è composto da Elizabeth Banks, Meredith Hagner e David Denman.
-Godzilla-King of Monsters: dal 30 maggio nelle sale l'atteso sequel del film Godzilla del 2014. L'Universal continua con la sua nuova carrellata di film sui mostri e dopo il già citato Godzilla del 2014 e Kong Skull Island del 2017, il kaiju più famoso del cinema ritorna con King of Monsters, in cui Godzilla dovrà affrontare altri famosi mostri della sua specie, come Rodan e Mothra, fino alla sua nemesi a tre teste, Ghidorah. Diretto da Michael Dougherty, il cast "umano" vede principalmente Millie Bobby Brown, iconica interprete di 11 in Stranger Things e Vera Farmiga.
-Rocketman: il 30 maggio esce anche nei cinema italiani il nuovo biopic musicale, divenuto praticamente un trend dopo l'enorme successo di Bohemian Rhapsody. Si rimane in Inghilterra, però questa volta la storia raccontata è quella di Sir Elton John, dei suoi primi passi nel mondo della musica fino agli anni dei grandi successi. Il cantate inglese è interpretato da Taron Egerton, diretto da Dexter Fletcher, il regista che completò proprio Bohemian Rhapsody dopo l'abbandono di Bryan Singer. Insieme ad Egerton troviamo anche Bryce Dallas Howard, Jamie Bell e Richard Madden nel cast.
-Pet Semantary: dal 9 maggio al cinema, un nuovo potenziale seminale horror tratto da un libro di Stephen King, per la regia di Kevin Kolsch e Dennis Wildmyer. La famiglia Creed si trasferisce in una casa di campagna nelle vicinanze di un misterioso cimitero di animali e quando la tragedia colpisce la famiglia Creed, il padre di famiglia Louis si rivolge al bizzarro vicino, il che porterà ad una serie di inquietanti conseguenze. Nel cast ritroviamo Jason Clarke, Amy Seimetz e John Lightgow.
-John Wick 3-Parabellum: nelle sale dal 16 maggio arriva il terzo capitolo della saga action con protagonista Keanue Reeves. Dopo gli eventi del capitolo due, l'ex sicario John Wick dovrà fuggire ed uccidere per sopravvivere, vista la taglia di 14 milioni di dollari che pende sulla sua testa a causa delle sue azioni, ma dovrà affrontare l'intero mondo criminale e tentare di uscire vivo da una New York mai così letale. Dietro la macchina da presa ritroviamo Chad Stahelski, già regista del secondo film, mentre al fianco di Reeves troviamo un cast d'eccezione che comprende Halle Barry, Laurence Fishburne e Ian McShane.
-Aladdin: il 22 maggio torna al cinema uno dei grandi classici Disney. Dopo Dumbo, tocca ad Aladdin tornare al cinema in versione live action, il ragazzo di strada dal cuore d'oro è interpretato da Mena Massoud, con al suo fianco la Jasmine interpretata da Naomi Scott, mentre il pittoresco ruolo del Genio è stato dato a Will Smith. Il tutto è visualizzato dall'estro di Guy Ritchie, nuovo grande nome della regia che si dedica alla trasposizione di un classico Disney, come Tim Burton per Dumbo.
-Il Traditore: nei cinema dal 23 maggio un nuovo film drammatico tutto italiano. Basato sulla vita di Tommaso Buscetta, il famoso pentito che permise il maxi processo che smantellò l'organizzazione di Riina, il film racconta la tormentata vita di Buscetta, perseguitato dai sicari di Riina in Brasile, viene raccontata anche la sua amicizia con Giovanni Falcone e i suoi ultimi giorni, nel 2000, a Miami. Regia di Marco Bellocchio, il ruolo del protagonista è dato a nientedimeno di Pierfrancesco Favino, mentre nel resto del cast troviamo Luigi Lo Cascio, Giovanni Calcagno e Fabrizio Ferracane.
-L'angelo della morte: dal 23 maggio al cinema un horror sovrannaturale prodotto da James Gunn. Il film verte sull'interessante idea di una versione delle origini di Superman distorta, con il bambino alieno precipitato sulla Terra, che anziché diventare un eroe per l'umanità, si rivelerà qualcosa di più sinistro e mostruoso. Alla regia c'è David Yarovesky, mentre il cast è composto da Elizabeth Banks, Meredith Hagner e David Denman.
-Godzilla-King of Monsters: dal 30 maggio nelle sale l'atteso sequel del film Godzilla del 2014. L'Universal continua con la sua nuova carrellata di film sui mostri e dopo il già citato Godzilla del 2014 e Kong Skull Island del 2017, il kaiju più famoso del cinema ritorna con King of Monsters, in cui Godzilla dovrà affrontare altri famosi mostri della sua specie, come Rodan e Mothra, fino alla sua nemesi a tre teste, Ghidorah. Diretto da Michael Dougherty, il cast "umano" vede principalmente Millie Bobby Brown, iconica interprete di 11 in Stranger Things e Vera Farmiga.
-Rocketman: il 30 maggio esce anche nei cinema italiani il nuovo biopic musicale, divenuto praticamente un trend dopo l'enorme successo di Bohemian Rhapsody. Si rimane in Inghilterra, però questa volta la storia raccontata è quella di Sir Elton John, dei suoi primi passi nel mondo della musica fino agli anni dei grandi successi. Il cantate inglese è interpretato da Taron Egerton, diretto da Dexter Fletcher, il regista che completò proprio Bohemian Rhapsody dopo l'abbandono di Bryan Singer. Insieme ad Egerton troviamo anche Bryce Dallas Howard, Jamie Bell e Richard Madden nel cast.
giovedì 25 aprile 2019
Avengers Endgame: Vendicatori Uniti! (Recensione)
«E venne un giorno, come nessun altro, in cui gli eroi più potenti della Terra si unirono contro una minaccia comune. Quello fu il giorno in cui nacquero i Vendicatori, per combattere quelle battaglie che nessun supereroe, da solo, avrebbe mai potuto affrontare.»
Non ci sono parole migliori di quelle che accompagnano le avventure fumettistiche dei Vendicatori dal 1962, per introdurre questa recensione, o meglio, io non ne ho. L'attesa è finita, il film evento dell'anno è arrivato e niente sarà più come prima, quante volte abbiamo sentito questa frase, ma questa volta è davvero così. Avengers Endgame pone fine al MCU per come lo abbiamo conosciuto e amato fino ad oggi, è la chiusura di una saga iniziata 11 anni fa, con il primo film di Iron Man, ma da quel primo film di strada se n'è fatta, eccome se n'è fatta.
In queste settimane abbiamo ripercorso tutte, ma proprio tutte le tappe del MCU, abbiamo visto la sua lenta ed inesorabile evoluzione che ha portato questi film a diventare la più grande saga cinematografica dei tempi nostri, qualcosa che non si era mai visto al cinema e che bene o male, la storia della settima arte l'ha fatta. Personalmente sono molto, molto attaccato a questo universo narrativo, l'ho visto nascere al cinema ed è diventata parte della mia vita da appassionato, come per moltissimi altri, il Marvel Cinematic Universe è diventato qualcosa di molto personale, ed è davvero straordinario come questa nuova mitologia moderna abbia conquistato davvero tutto il mondo e come in un periodo in cui le persone vanno sempre meno al cinema, questo franchise sorregga tutta l'industria cinematografica sulle proprie spalle, ed è un fatto oggettivo che anche i detrattori dei cinecomics e dei supereroi devono accettare. Insomma, davvero niente male per personaggi creati quasi sessant'anni fa.
Ci siamo emozionati, ci siamo divertiti e sì, ci siamo anche divisi in questi anni, guardando questi film e sapevamo che niente è per sempre, che prima o poi, la fine sarebbe giunta. Ed eccola. Endgame è la fine di quel viaggio, un viaggio decennale che ci ha portato in una caverna afghana a supportare un genio miliardario prigioniero, nel '45 insieme ad un gracile soldato pronto a tutto per difendere e combattere per la giustizia e la libertà è che ci ha portato persino sulle guglie dorate della dimora degli dei, per seguire le avventure di un dio arrogante che deve imparare l'umiltà, ma non solo, ambiamo trovato spie, arcieri, stregoni, armature a non finire, uomini insetto, una banda di idioti in giro per la galassia, ma anche qui non bastava, perché poi li abbiamo visti unirsi, tutti quanti, tutti uniti, per fare quello che sanno fare meglio. Combattere. Resistere. Vendicare.
La fine è parte del viaggio, e il viaggio ci ha condotto fin qui, a Endgame, di nuovo da lui, la morte, il male, Thanos. Avengers Endgame è la definitiva resa dei conti fra gli Avengers e il loro peggiore nemico, colui che li ha spezzati e distrutti, ma è anche altro, molto altro. Avengers Endgame è anche la celebrazione di quanto fatto finora e per questo che al cast imponente del suo precedessore fa spazio un cast più ridotto, che fa risaltare, per l'ultima volta, i volti dei supereroi più iconici, i volti di Chris Evans e il suo Cap, Chris Hemsworth e il suo Thor, Mark Ruffalo e il suo Hulk, Scarlett Johansson e la sua Nat, Jeremy Renner e il suo Clint, ma soprattutto Robert Downey Jr. e il suo invincibile Iron Man.
Il film è il più lungo del MCU, dura ben 3 ore, ed è ovviamente diretto dai fratelli Russo, registi degli ultimi due Cap e di Infinity War, che con questo film si ritirano dal MCU (come gran parte del cast). Il film è stato girato in contemporanea con Infinity War e infatti gran parte dei difetti del film, che ahimè sono belli grossi, derivano proprio dal ritrovarsi un film con una prima parte incrostate e traballante. Secondo me la cosa deriva proprio dal fatto che la pellicola va vista come una seconda parte di Infinity War, molto probabilmente una visione consecutiva gioverebbe all'equilibrio del film. Quindi, togliendoci subito i sassolini dalla scarpa, bisogna dire che ci sono grossi difetti nel film, innanzitutto un inizio lento e incostante, qualche deus ex machina davvero grosso e anche abbastanza ridicolo, ma soprattutto delle scelte riguardo alcuni personaggi che fanno storcere tantissimo il naso.
Tutta la prima parte ti spiazza in modo altalenante, ci sono tantissime cose che non funzionano e la si butta un po' troppo sulla commedia e anche un sul cazzeggio vario, il rischio di ritrovarsi di fronte una grossa delusione è davvero alta, anche e soprattutto perché le aspettative per questo film schizzavano alle stelle. Secondo la mia personale opinione, si è deciso di puntare un po' troppo sull'autocelebrazione del MCU, che in alcuni casi funzionava, in altri sembrava solo ingarbugliarsi senza un perché. Arrivati ad un certo punto, ci si chiede se si è aspettato un anno per questo, è davvero questa l'epica conclusione? Sarà davvero tutto così, questo Avengers Endgame? Per fortuna no, per niente.
Nel secondo tempo, ma più che altro dopo un certo evento del film, si cambia registro, eccome se si cambia. Tutta la seconda parte, per poi arrivare alla battaglia finale, sono davvero l'apice della Marvel al cinema, l'epicità pura che ci si aspettava e anche molto di più. La battaglia finale è quanto di più grandioso e meraviglioso la Marvel potesse mai fare, il momento migliore dei supereroi al cinema, un momento che non si potrà mai ricreare in nessun modo in futuro, il momento in cui 11 anni di storie danno i loro frutti. Il momento più epico della storia dei supereroi.
La battaglia finale è veramente epica oltre ogni aspettativa, adrenalinica, grandiosa, realizzata benissimo, ma sopratutto emozionante. Emozioni forti, come solo una grande saga può regalare. Ti fa venire la pelle d'oca questa battaglia e molti dei momenti più epici di essa, si prova qualcosa a cui non si può arrivare con le parole, qualcosa di Marvel, di meraviglioso. Sono davvero tanti i momenti indimenticabili, ogni personaggio ha il suo, per me c'è n'è uno in particolare, che attendevo dal 2012 e che mi ha davvero emozionato tantissimo. E arrivati a quel momento, passa tutto in secondo piano, perché dopo le forti emozioni, arriva inevitabilmente la commozione. Tutte le cavolate fatte nella prima parte perdono di significato di fronte alla vera, ultima, battaglia degli Avengers, la vera guerra infinta, quella fra bene e male.
Ovviamente un film basato così tanto sulle emozioni, deve essere sorretto da un grande cast, e così è infatti. Chris Evans è Captain America, ora e per sempre, il solo unico Steve Rogers, anima e guida del gruppo, quando si tratta di lui sono sempre coinvolto, Cap è il mio personaggio preferito e nel film è rappresentato all'ennesima potenza, inoltre Evans sorregge sul serio il film, insieme a RDJ. Davvero difficile parlare del Thor di Chris Hemsworth, anzi, forse è meglio non parlarne proprio. Scarlett Joahnsson torna ad interpretare la Vedova Nera, personaggio con molte comparsate nel MCU e che nel film svolge un ruolo principale a cui viene dato molto spazio. Mark Ruffalo torna ad essere Bruce Banner/Hulk, il personaggio è centrale, ma non gli viene dato molto spazio. Al contrario viene dato maggiore visibilità ai due grandi assenti dello scorso film, Ant-Man (Paul Rudd) e Clint (Jeremy Renner), molto centrali e davvero ben sviluppati. Brie Larson torna dopo il film a lei dedicato, come Captain Marvel, ma anche essendo utile ai fini della trama, è probabilmente il personaggio più sacrificato del film, comunque è normale, visti i tanti personaggi e il fatto che un mese fa ha avuto la sua pellicola. Josh Brolin è Thanos, vero protagonista della pellicola precedente e messo, giustamente, in secondo piano in questo film, rimanendo comunque un grandissimo villain. No, non mi sono dimenticato, ma ho voluto lasciare per ultimo proprio lui, il genio miliardario playboy filantropo, Tony Stark, Iron Man e il suo interprete (e probabilmente alter ego) Robert Downey Jr. e la sua magistrale nuova performance del personaggio che interpreta da 11 anni. Iron Man è il fulcro del MCU, l'unico personaggio che ci ha accompagnato fin dall'inizio, perché era lui l'inizio.
Endgame, la fine dei giochi, il finale di partita, qualunque sia la traduzione che si voglia dare, è veramente la fine. Una conclusione epica che si affianca a Il Ritorno dello Jedi e al Ritorno del Re, per popolarità e impatto culturale, oltre che per le emozioni. Quindi sì, ci sono grossi difetti, alcuni imperdonabili, ma chi se ne frega, è la chiusura del cerchio, la fine del MCU per come lo abbiamo considerato fino ad oggi. Bisogna vedere il film per quello che è, la fine di tutto, perché niente sarà più come prima e quello che abbiamo visto sullo schermo ieri, non lo vedremo mai più. È l'epica conclusione dell'epopea Marvel, e proprio per questo, un nuovo inizio.
Non ci sono parole migliori di quelle che accompagnano le avventure fumettistiche dei Vendicatori dal 1962, per introdurre questa recensione, o meglio, io non ne ho. L'attesa è finita, il film evento dell'anno è arrivato e niente sarà più come prima, quante volte abbiamo sentito questa frase, ma questa volta è davvero così. Avengers Endgame pone fine al MCU per come lo abbiamo conosciuto e amato fino ad oggi, è la chiusura di una saga iniziata 11 anni fa, con il primo film di Iron Man, ma da quel primo film di strada se n'è fatta, eccome se n'è fatta.
In queste settimane abbiamo ripercorso tutte, ma proprio tutte le tappe del MCU, abbiamo visto la sua lenta ed inesorabile evoluzione che ha portato questi film a diventare la più grande saga cinematografica dei tempi nostri, qualcosa che non si era mai visto al cinema e che bene o male, la storia della settima arte l'ha fatta. Personalmente sono molto, molto attaccato a questo universo narrativo, l'ho visto nascere al cinema ed è diventata parte della mia vita da appassionato, come per moltissimi altri, il Marvel Cinematic Universe è diventato qualcosa di molto personale, ed è davvero straordinario come questa nuova mitologia moderna abbia conquistato davvero tutto il mondo e come in un periodo in cui le persone vanno sempre meno al cinema, questo franchise sorregga tutta l'industria cinematografica sulle proprie spalle, ed è un fatto oggettivo che anche i detrattori dei cinecomics e dei supereroi devono accettare. Insomma, davvero niente male per personaggi creati quasi sessant'anni fa.
Ci siamo emozionati, ci siamo divertiti e sì, ci siamo anche divisi in questi anni, guardando questi film e sapevamo che niente è per sempre, che prima o poi, la fine sarebbe giunta. Ed eccola. Endgame è la fine di quel viaggio, un viaggio decennale che ci ha portato in una caverna afghana a supportare un genio miliardario prigioniero, nel '45 insieme ad un gracile soldato pronto a tutto per difendere e combattere per la giustizia e la libertà è che ci ha portato persino sulle guglie dorate della dimora degli dei, per seguire le avventure di un dio arrogante che deve imparare l'umiltà, ma non solo, ambiamo trovato spie, arcieri, stregoni, armature a non finire, uomini insetto, una banda di idioti in giro per la galassia, ma anche qui non bastava, perché poi li abbiamo visti unirsi, tutti quanti, tutti uniti, per fare quello che sanno fare meglio. Combattere. Resistere. Vendicare.
La fine è parte del viaggio, e il viaggio ci ha condotto fin qui, a Endgame, di nuovo da lui, la morte, il male, Thanos. Avengers Endgame è la definitiva resa dei conti fra gli Avengers e il loro peggiore nemico, colui che li ha spezzati e distrutti, ma è anche altro, molto altro. Avengers Endgame è anche la celebrazione di quanto fatto finora e per questo che al cast imponente del suo precedessore fa spazio un cast più ridotto, che fa risaltare, per l'ultima volta, i volti dei supereroi più iconici, i volti di Chris Evans e il suo Cap, Chris Hemsworth e il suo Thor, Mark Ruffalo e il suo Hulk, Scarlett Johansson e la sua Nat, Jeremy Renner e il suo Clint, ma soprattutto Robert Downey Jr. e il suo invincibile Iron Man.
Il film è il più lungo del MCU, dura ben 3 ore, ed è ovviamente diretto dai fratelli Russo, registi degli ultimi due Cap e di Infinity War, che con questo film si ritirano dal MCU (come gran parte del cast). Il film è stato girato in contemporanea con Infinity War e infatti gran parte dei difetti del film, che ahimè sono belli grossi, derivano proprio dal ritrovarsi un film con una prima parte incrostate e traballante. Secondo me la cosa deriva proprio dal fatto che la pellicola va vista come una seconda parte di Infinity War, molto probabilmente una visione consecutiva gioverebbe all'equilibrio del film. Quindi, togliendoci subito i sassolini dalla scarpa, bisogna dire che ci sono grossi difetti nel film, innanzitutto un inizio lento e incostante, qualche deus ex machina davvero grosso e anche abbastanza ridicolo, ma soprattutto delle scelte riguardo alcuni personaggi che fanno storcere tantissimo il naso.
Tutta la prima parte ti spiazza in modo altalenante, ci sono tantissime cose che non funzionano e la si butta un po' troppo sulla commedia e anche un sul cazzeggio vario, il rischio di ritrovarsi di fronte una grossa delusione è davvero alta, anche e soprattutto perché le aspettative per questo film schizzavano alle stelle. Secondo la mia personale opinione, si è deciso di puntare un po' troppo sull'autocelebrazione del MCU, che in alcuni casi funzionava, in altri sembrava solo ingarbugliarsi senza un perché. Arrivati ad un certo punto, ci si chiede se si è aspettato un anno per questo, è davvero questa l'epica conclusione? Sarà davvero tutto così, questo Avengers Endgame? Per fortuna no, per niente.
Nel secondo tempo, ma più che altro dopo un certo evento del film, si cambia registro, eccome se si cambia. Tutta la seconda parte, per poi arrivare alla battaglia finale, sono davvero l'apice della Marvel al cinema, l'epicità pura che ci si aspettava e anche molto di più. La battaglia finale è quanto di più grandioso e meraviglioso la Marvel potesse mai fare, il momento migliore dei supereroi al cinema, un momento che non si potrà mai ricreare in nessun modo in futuro, il momento in cui 11 anni di storie danno i loro frutti. Il momento più epico della storia dei supereroi.
La battaglia finale è veramente epica oltre ogni aspettativa, adrenalinica, grandiosa, realizzata benissimo, ma sopratutto emozionante. Emozioni forti, come solo una grande saga può regalare. Ti fa venire la pelle d'oca questa battaglia e molti dei momenti più epici di essa, si prova qualcosa a cui non si può arrivare con le parole, qualcosa di Marvel, di meraviglioso. Sono davvero tanti i momenti indimenticabili, ogni personaggio ha il suo, per me c'è n'è uno in particolare, che attendevo dal 2012 e che mi ha davvero emozionato tantissimo. E arrivati a quel momento, passa tutto in secondo piano, perché dopo le forti emozioni, arriva inevitabilmente la commozione. Tutte le cavolate fatte nella prima parte perdono di significato di fronte alla vera, ultima, battaglia degli Avengers, la vera guerra infinta, quella fra bene e male.
Ovviamente un film basato così tanto sulle emozioni, deve essere sorretto da un grande cast, e così è infatti. Chris Evans è Captain America, ora e per sempre, il solo unico Steve Rogers, anima e guida del gruppo, quando si tratta di lui sono sempre coinvolto, Cap è il mio personaggio preferito e nel film è rappresentato all'ennesima potenza, inoltre Evans sorregge sul serio il film, insieme a RDJ. Davvero difficile parlare del Thor di Chris Hemsworth, anzi, forse è meglio non parlarne proprio. Scarlett Joahnsson torna ad interpretare la Vedova Nera, personaggio con molte comparsate nel MCU e che nel film svolge un ruolo principale a cui viene dato molto spazio. Mark Ruffalo torna ad essere Bruce Banner/Hulk, il personaggio è centrale, ma non gli viene dato molto spazio. Al contrario viene dato maggiore visibilità ai due grandi assenti dello scorso film, Ant-Man (Paul Rudd) e Clint (Jeremy Renner), molto centrali e davvero ben sviluppati. Brie Larson torna dopo il film a lei dedicato, come Captain Marvel, ma anche essendo utile ai fini della trama, è probabilmente il personaggio più sacrificato del film, comunque è normale, visti i tanti personaggi e il fatto che un mese fa ha avuto la sua pellicola. Josh Brolin è Thanos, vero protagonista della pellicola precedente e messo, giustamente, in secondo piano in questo film, rimanendo comunque un grandissimo villain. No, non mi sono dimenticato, ma ho voluto lasciare per ultimo proprio lui, il genio miliardario playboy filantropo, Tony Stark, Iron Man e il suo interprete (e probabilmente alter ego) Robert Downey Jr. e la sua magistrale nuova performance del personaggio che interpreta da 11 anni. Iron Man è il fulcro del MCU, l'unico personaggio che ci ha accompagnato fin dall'inizio, perché era lui l'inizio.
Endgame, la fine dei giochi, il finale di partita, qualunque sia la traduzione che si voglia dare, è veramente la fine. Una conclusione epica che si affianca a Il Ritorno dello Jedi e al Ritorno del Re, per popolarità e impatto culturale, oltre che per le emozioni. Quindi sì, ci sono grossi difetti, alcuni imperdonabili, ma chi se ne frega, è la chiusura del cerchio, la fine del MCU per come lo abbiamo considerato fino ad oggi. Bisogna vedere il film per quello che è, la fine di tutto, perché niente sarà più come prima e quello che abbiamo visto sullo schermo ieri, non lo vedremo mai più. È l'epica conclusione dell'epopea Marvel, e proprio per questo, un nuovo inizio.
martedì 23 aprile 2019
Avengers Infinity War: lunga vita a Thanos (Road to Avengers Endgame)
Ci siamo, la fine è giunta, o meglio, giungerà solo domani, ma la Road verso Avengers Endgame finisce qui, con la terza pellicola dedicata agli Avengers, Infinity War, l'inizio della fine. 10 anni, 10 anni di storie, di eroi e di supereroi, conducono tutto a questo punto, il piano di Feige, l'universo condiviso, il crossover definitivo. Thanos è arrivato, l'ultima battaglia degli Avengers è cominciata.
Con The Avengers, Joss Whedon propone di intessere una trama orizzontale che avrebbe portato tutto il MCU ad un crossover mastodontico, incentrato sulle gemme dell'infinito e Thanos, il titano pazzo deciso a riunirle. Anno dopo anno, abbiamo visto apparire le gemme nei vari film e il piano a lungo termine ha dato i suoi frutti, la terza pellicola degli Avengers rappresenta così un punto d'arrivo, uno snodo nelle trame di decine di film, il momento in cui tutti i nodi vengono al pettine, appunto, il crossover definitivo. Come detto in coda al post di Age of Ultron, Whedon ha lasciato il MCU e la sua idea della saga dell'infinito è stata rimaneggiata in seguito dal duo Markus & McFeely, sceneggiatori dei film di Cap e quindi di conseguenza dietro alla macchina da presa del film vengono messi i fratelli Russo, forti del successo di The Winter Soldier e Civil War, nonché i più adatti per il film evento. Infinity War diventa così grosso e colossale che si decide di dividerlo in due parti, Infinity War-Parte 1 e Parte 2, come l'ultimo Harry Potter per intenderci, e di farli uscire uno ad un anno di distanza dall'altro. Il progetto viene ufficialmente annunciato e comincia la produzione. In seguito si decide di tenere il titolo di Infinity War solo per il primo film e lasciare il mistero sul titolo della quarta pellicola degli Avengers (poi rivelatosi Endgame). Il cast è fra i più imponenti mai visti, con la partecipazione di quasi tutti i protagonisti delle pellicole Marvel, dagli Avengers ai Guardiani della Galassia (che finalmente si incontrano), passando per Doctor Strange, Black Panther e ovviamente Spider-Man. Per il ruolo del vero protagonista della pellicola, il mattatore assoluto e grande antagonista di tutto il MCU, Thanos, ritroviamo Josh Brolin, che lo ha interpretato brevemente nel primo film dei Guardiani, ma che solo in Infinity War ha modo di interpretare in tutto e per tutto il villain definitivo degli Avengers.
Infinity War presenta una storia dal respiro epico, con una vera guerra combattuta su più fronti, e decine di eroi a cui ci siamo affezionati negli anni nel mezzo. Dalla Terra allo spazio profondo, tutti gli eroi cercano di combattere Thanos e i suoi, di impedirgli di compiere il suo grande piano universale, ma la minaccia di Thanos è davvero la più grande di tutte, tanto da rendere disperati i nostri eroi. Ecco, infine, il piano degli Avengers, una resistenza disperata contro il loro più grande avversario, sempre più forte, sempre più invincibile. Una trama frammentata, fra i vari fronti di questa guerra per le gemme, produce ha sempre più crescente suspence, che tiene banco per tutta la durata del film, fino ad un finale indimenticabile.
Il cast è fra i migliori di sempre, imponente per le numerose celebrità presenti, alcune delle quale lo sono diventate proprio per il loro ruolo nel MCU, ma ovviamente ce ne sono alcune che spiccano sulle altre. Robert Downey Jr. porta il suo Tony Stark al limite, ormai RDJ è Tony, che può essere considerato il fulcro del MCU per certi versi. Chris Evans torna ad interpretare Steve Rogers, non più Captain America dopo Civil War, ma sempre il migliore, i Russo hanno sempre un occhio di riguardo per il personaggio che hanno trattato nelle loro pellicole precedenti (come del resto gli sceneggiatori Markus & McFeely) e il nuovo look di Cap lo rende anche il più badass del film, restando comunque la grande roccia degli Avengers. Chris Hemsworth porta sul grande schermo la sua migliore performance come Thor, uno dei migliori personaggi del film, mai così potente ed epico, quasi tutte le sue scene sono gestite davvero molto bene e spetta a lui la migliore scena del film, e basta solo quella a mangiarsi la totalità di Thor Ragnarok. Spiccano anche: Benedict Cumberbatch, con il suo misterioso ed enigmatico Doctor Strange, Elizabeth Olsen sempre più brava ad interpretare Wanda Maximoff e Zoe Saldana con la sua migliore performance di Gamora dei Guardiani, figlia di Thanos e per questo molto coinvolta. Se proprio bisogna trovare dei difetti, ma bisogna proprio sforzarsi, risultano un po' sacrificati i ruoli di Visione e Bruce Banner, a volte usati solo come deus ex machina, ma bisogna anche dire che con un film come questo, con decine di protagonisti, qualcuno andrà sicuramente sacrificato. In ogni caso, anche con un cast così folto, il vero protagonista del film è proprio il suo antagonista.
Si è fatto attendere, Thanos, fin da quella scena dopo i titoli di coda di The Avengers, abbiamo atteso il suo arrivo e senza mai veramente apparire, Thanos era già un personaggio fatto e finito, ma ancora non eravamo pronti, avevamo solo una minima di idea di ciò che ci aspettava. La Marvel non è famosa per aver caratterizzato molti villain, ma per Thanos non ha voluto rischiare, innanzitutto è il personaggio con maggior spazio nel film, che praticamente è dal suo punto di vista quasi, e poi ha voluto affidare il ruolo a Josh Brolin, un signor attore, che anche sotto tutta la CGI del mondo, recita con maestria e bravura, portando sul grande schermo un cattivo spietato, ma sfaccettato, tridimensionale nella sua brama di potere e nella sua fermezza, ma oltre al carattere, imponente nella sua figura massiccia e potente. Lui riesce dove molti hanno fallito, grazie alla sua determinazione inarrestabile, che lo rende il grande mattatore della pellicola. Thanos è sicuramente il miglior villain Marvel, divenuto già iconico.
I fratelli Russo si dimostrano ancora una volta i migliori registi del MCU, non tanto per la regia in sé per sé, ma per la maestria nell'amalgamare così tanti personaggi e così tante ambientazioni. Inoltre nessun personaggio è mal caratterizzato e l'umorismo, dogma dei film Marvel, è molto ben dosato e non influenza l'atmosfera epica del film, che si piazza a mani basse tra i migliori del MCU (praticamente nella top tre con gli altri due film dei Russo). Gli effetti speciali sono meravigliosi e i migliori in assoluto in un film Marvel. Infinity War ha avuto un successo spaventoso, superando i 2 miliardi di dollari in tutto il mondo, diventando il quarto maggiore incasso della storia del cinema e il film di maggior successo del genere dei supereroi, insomma, i Marvel Studios toccano il loro apice di successo e impatto culturale.
Infinity War alza l'asticella, è un blockbuster praticamente perfetto, tira brillantemente le fila del MCU e prepara il terreno per la fine di tutto, l'epica conclusione. Con Infinity War il MCU mostra l'apice del suo potenziale, la pellicola è davvero la massima dimostrazione della potenza dei film Marvel e di come la grande saga iniziata nel 2008 con Iron Man si sia ormai inserita nell'immaginario collettivo mondiale. Tutto ha portato a questo punto, niente sarà più come prima, ed è solo l'inizio. L'inizio della fine.
Le curiosità:
-dalle immagini dei trailer usciti prima del film, si possono riscontrare numerose scene poi tagliate nel film, la più eclatante è la presenza di Hulk nella battaglia finale. Queste scene fanno pensare ad una grossa variazione della trama del film, qualcosa che va oltre il semplice taglio di alcune scene, come consuetudine dei prodotti cinematografici in generale;
-nel film erano inizialmente presenti anche Occhio di falco e Ant-Man, ma sono stati poi tagliati dal film, i due eroi avranno comunque molto spazio in Endgame;
-James Gunn, sceneggiatore e regista dei Guardiani della Galassia, ha scritto tutte le battute dei suoi personaggi nel film, fungendo anche da consulente per l'utilizzo dei Guardiani nella pellicola. Anche Scott Derrickson ha prestato una consulenza per come utilizzare Doctor Strange e i suoi poteri.
Con The Avengers, Joss Whedon propone di intessere una trama orizzontale che avrebbe portato tutto il MCU ad un crossover mastodontico, incentrato sulle gemme dell'infinito e Thanos, il titano pazzo deciso a riunirle. Anno dopo anno, abbiamo visto apparire le gemme nei vari film e il piano a lungo termine ha dato i suoi frutti, la terza pellicola degli Avengers rappresenta così un punto d'arrivo, uno snodo nelle trame di decine di film, il momento in cui tutti i nodi vengono al pettine, appunto, il crossover definitivo. Come detto in coda al post di Age of Ultron, Whedon ha lasciato il MCU e la sua idea della saga dell'infinito è stata rimaneggiata in seguito dal duo Markus & McFeely, sceneggiatori dei film di Cap e quindi di conseguenza dietro alla macchina da presa del film vengono messi i fratelli Russo, forti del successo di The Winter Soldier e Civil War, nonché i più adatti per il film evento. Infinity War diventa così grosso e colossale che si decide di dividerlo in due parti, Infinity War-Parte 1 e Parte 2, come l'ultimo Harry Potter per intenderci, e di farli uscire uno ad un anno di distanza dall'altro. Il progetto viene ufficialmente annunciato e comincia la produzione. In seguito si decide di tenere il titolo di Infinity War solo per il primo film e lasciare il mistero sul titolo della quarta pellicola degli Avengers (poi rivelatosi Endgame). Il cast è fra i più imponenti mai visti, con la partecipazione di quasi tutti i protagonisti delle pellicole Marvel, dagli Avengers ai Guardiani della Galassia (che finalmente si incontrano), passando per Doctor Strange, Black Panther e ovviamente Spider-Man. Per il ruolo del vero protagonista della pellicola, il mattatore assoluto e grande antagonista di tutto il MCU, Thanos, ritroviamo Josh Brolin, che lo ha interpretato brevemente nel primo film dei Guardiani, ma che solo in Infinity War ha modo di interpretare in tutto e per tutto il villain definitivo degli Avengers.
Infinity War presenta una storia dal respiro epico, con una vera guerra combattuta su più fronti, e decine di eroi a cui ci siamo affezionati negli anni nel mezzo. Dalla Terra allo spazio profondo, tutti gli eroi cercano di combattere Thanos e i suoi, di impedirgli di compiere il suo grande piano universale, ma la minaccia di Thanos è davvero la più grande di tutte, tanto da rendere disperati i nostri eroi. Ecco, infine, il piano degli Avengers, una resistenza disperata contro il loro più grande avversario, sempre più forte, sempre più invincibile. Una trama frammentata, fra i vari fronti di questa guerra per le gemme, produce ha sempre più crescente suspence, che tiene banco per tutta la durata del film, fino ad un finale indimenticabile.
Il cast è fra i migliori di sempre, imponente per le numerose celebrità presenti, alcune delle quale lo sono diventate proprio per il loro ruolo nel MCU, ma ovviamente ce ne sono alcune che spiccano sulle altre. Robert Downey Jr. porta il suo Tony Stark al limite, ormai RDJ è Tony, che può essere considerato il fulcro del MCU per certi versi. Chris Evans torna ad interpretare Steve Rogers, non più Captain America dopo Civil War, ma sempre il migliore, i Russo hanno sempre un occhio di riguardo per il personaggio che hanno trattato nelle loro pellicole precedenti (come del resto gli sceneggiatori Markus & McFeely) e il nuovo look di Cap lo rende anche il più badass del film, restando comunque la grande roccia degli Avengers. Chris Hemsworth porta sul grande schermo la sua migliore performance come Thor, uno dei migliori personaggi del film, mai così potente ed epico, quasi tutte le sue scene sono gestite davvero molto bene e spetta a lui la migliore scena del film, e basta solo quella a mangiarsi la totalità di Thor Ragnarok. Spiccano anche: Benedict Cumberbatch, con il suo misterioso ed enigmatico Doctor Strange, Elizabeth Olsen sempre più brava ad interpretare Wanda Maximoff e Zoe Saldana con la sua migliore performance di Gamora dei Guardiani, figlia di Thanos e per questo molto coinvolta. Se proprio bisogna trovare dei difetti, ma bisogna proprio sforzarsi, risultano un po' sacrificati i ruoli di Visione e Bruce Banner, a volte usati solo come deus ex machina, ma bisogna anche dire che con un film come questo, con decine di protagonisti, qualcuno andrà sicuramente sacrificato. In ogni caso, anche con un cast così folto, il vero protagonista del film è proprio il suo antagonista.
Si è fatto attendere, Thanos, fin da quella scena dopo i titoli di coda di The Avengers, abbiamo atteso il suo arrivo e senza mai veramente apparire, Thanos era già un personaggio fatto e finito, ma ancora non eravamo pronti, avevamo solo una minima di idea di ciò che ci aspettava. La Marvel non è famosa per aver caratterizzato molti villain, ma per Thanos non ha voluto rischiare, innanzitutto è il personaggio con maggior spazio nel film, che praticamente è dal suo punto di vista quasi, e poi ha voluto affidare il ruolo a Josh Brolin, un signor attore, che anche sotto tutta la CGI del mondo, recita con maestria e bravura, portando sul grande schermo un cattivo spietato, ma sfaccettato, tridimensionale nella sua brama di potere e nella sua fermezza, ma oltre al carattere, imponente nella sua figura massiccia e potente. Lui riesce dove molti hanno fallito, grazie alla sua determinazione inarrestabile, che lo rende il grande mattatore della pellicola. Thanos è sicuramente il miglior villain Marvel, divenuto già iconico.
I fratelli Russo si dimostrano ancora una volta i migliori registi del MCU, non tanto per la regia in sé per sé, ma per la maestria nell'amalgamare così tanti personaggi e così tante ambientazioni. Inoltre nessun personaggio è mal caratterizzato e l'umorismo, dogma dei film Marvel, è molto ben dosato e non influenza l'atmosfera epica del film, che si piazza a mani basse tra i migliori del MCU (praticamente nella top tre con gli altri due film dei Russo). Gli effetti speciali sono meravigliosi e i migliori in assoluto in un film Marvel. Infinity War ha avuto un successo spaventoso, superando i 2 miliardi di dollari in tutto il mondo, diventando il quarto maggiore incasso della storia del cinema e il film di maggior successo del genere dei supereroi, insomma, i Marvel Studios toccano il loro apice di successo e impatto culturale.
Infinity War alza l'asticella, è un blockbuster praticamente perfetto, tira brillantemente le fila del MCU e prepara il terreno per la fine di tutto, l'epica conclusione. Con Infinity War il MCU mostra l'apice del suo potenziale, la pellicola è davvero la massima dimostrazione della potenza dei film Marvel e di come la grande saga iniziata nel 2008 con Iron Man si sia ormai inserita nell'immaginario collettivo mondiale. Tutto ha portato a questo punto, niente sarà più come prima, ed è solo l'inizio. L'inizio della fine.
Le curiosità:
-dalle immagini dei trailer usciti prima del film, si possono riscontrare numerose scene poi tagliate nel film, la più eclatante è la presenza di Hulk nella battaglia finale. Queste scene fanno pensare ad una grossa variazione della trama del film, qualcosa che va oltre il semplice taglio di alcune scene, come consuetudine dei prodotti cinematografici in generale;
-nel film erano inizialmente presenti anche Occhio di falco e Ant-Man, ma sono stati poi tagliati dal film, i due eroi avranno comunque molto spazio in Endgame;
-James Gunn, sceneggiatore e regista dei Guardiani della Galassia, ha scritto tutte le battute dei suoi personaggi nel film, fungendo anche da consulente per l'utilizzo dei Guardiani nella pellicola. Anche Scott Derrickson ha prestato una consulenza per come utilizzare Doctor Strange e i suoi poteri.
Captain Marvel: più in alto, più forte, più veloce (Road to Avengers Endgame)
Penultima tappa della lunga corsa che ci accompagna da settimane verso Avengers Endgame, anche in questo caso, come per Black Panther, avevo già parlato di Captain Marvel, che è l'ultimo film Marvel uscito al cinema, poco più di un mese fa, ma ho rimaneggiato la recensione fatta il mese scorso alla luce di quanto scritto in questa Road.
Ventunesimo film che si inserisce nel grande arazzo narrativo che in queste settimane abbiamo piacevolmente "studiato", il Marvel Cinematic Universe, nonché fenomeno multimediale che ha conquistato il pubblico di tutto il mondo e nel 2018 ha compiuto 10 anni. Già dal 2013 Feige e soci erano intenzionati a trasporre le avventure di Carol Danvers, ma poi si è deciso di rinviare il progetto, quando poi si è deciso di dedicare sempre più spazio ai nuovi film standalone Marvel, il progetto è stato completato e il fil prodotto, legandolo ad Avengers Infinity War e Endgame. Nel 2016 Brie Larson è fra i primi nomi per interpretare la protagonista e dopo qualche tentennamento da parte dell'attrice, decide di accettare il ruolo. Creato da Stan Lee e Gene Colan nel 1967, il primo Capitan Marvel era un uomo, chiamato Mar-Vell, mentre Carol Danvers nasce nel 1968 per mano di Roy Thomas. Carol è diventata famosa nel mondo cartaceo Marvel per il ruolo di Ms. Marvel, solo nel 2012 prende il nome di Capitan Marvel, titolo che comunque è stato usato prima da vari personaggi. Captain Marvel si presenta come una nuova origin story, è stata all'altezza del resto della produzione Marvel? Diciamo di sì. Diciamo.
Il film segue le vicende di Carol Danvers, pilota dell'areonautica la cui esistenza cambierà radicalmente, incrociando la via di una guerra interstellare fra due razze aliene, i nobili Kree e i mutaforma Skrull, e come se non bastasse, in questa intricata vicenda ci finisce anche un giovane agente governativo il cui destino sarà segnato dai supereroi, Nick Fury.
Il film dura 124 minuti ed è diretto da Anna Boden e Ryan Fleck, con la sceneggiatura scritta dagli stessi registi più Geneva Robertson-Dworet e Jac Schaeffer. Nel ruolo principale di Captain Marvel c'è l'attrice premio Oscar, Brie Larson, mentre il resto del cast comprende principalmente Samuel L. Jackson nel ruolo celebre di Nick Fury (che interpreta da ben 11 anni), Jude Law che entra a far parte del MCU e Ben Mendelsohn nel ruolo dello Skrull Talos.
Togliamoci subito i sassolini dalle scarpe, la produzione di Captain Marvel era già nell'aria da anni, ma è stata notevolmente avvantaggiata dal successo di Wonder Woman di Patty Jenkins con Gal Gadot nel ruolo dell'iconica amazzone della Dc Comics e quindi si è cercato di cavalcare l'ondata di femminismo che ha investito Hollywood negli ultimi anni. Proprio per questo ci sono state molte polemiche dietro il film, critiche senza fondo fatte da dementi che non capiscono che un film va giudicato solo dopo averlo visto. In ogni caso, il femminismo è un tema molto importante e fondamentale nel film, ma non prepotente e forzato. Insomma il film ha dei difetti, ma il politicamente corretto non è uno di questi, anzi, è uno dei grossi pregi.
Il film mi è piaciuto nel complesso, ma presenta alcuni difetti. La sceneggiatura è traballante, probabilmente per le diverse mani che ci hanno lavorato (il film ha ben 4 sceneggiatori) e un ritmo altalenante, comincia col buttarci in una trama per niente lineare per poi spiegarci tutto poco a poco in modo alquanto inusuale. Alcuni dialoghi sono davvero imbarazzanti e le battutine, che ormai imperversano come un dogma nelle ultime pellicole Marvel Studios, risultano fastidiose in alcuni punti, per non parlare di alcune gag prive di senso. Ma non è tutto da buttare, anzi, lo spirito del film è davvero forte, la storia nel suo insieme non è niente di che, ma è molto bella e oltre ad essere la classica origin story, presenta dei notevoli retroscena fondamentali che riguardando tutto l'universo narrativo, proprio per questo Captain Marvel è fondamentale per chi ha visto gli altri film Marvel e per chi intende vedere Avengers Endgame, in cui sicuramente Carol giocherà un ruolo di primo piano.
Brie Larson non brilla, ma non delude sicuramente. L'attrice premio Oscar, per Room nel 2016, funziona come Carol Danvers, anche se risulta un po' fredda e distaccata in alcune parti, ma bisogna dire che la sua interpretazione è più forte in molti sguardi ed espressioni che nei dialoghi. Carol ne passa di tutti i colori, ma la sua forza interiore e una grandissima forza di volontà le permettono di non arrendersi mai, di rialzarsi sempre, anche quando questo mondo di uomini tenta di mandarla al tappeto e anche quando tutto il suo mondo crolla. Ne esce fuori un grande personaggio, che si affianca agli altri grandi eroi Marvel e che ha tutto il potenziale per crescere, in singolo e in gruppo.
Samuel L. Jackson torna ad interpretare Nick Fury, in un inedito sguardo ai suoi giorni come giovane agente dello SHIELD negli anni novanta (il film è ambientato nel 1995), l'attore iconico di pellicole come Pulp Fiction, Shaft e moltissime altre viene ringiovanito dalla CGI in una maniera sorprendente, praticamente Jackson (settantenne invecchiato benissimo) sembra veramente uscito da uno dei suoi film degli anni '90. L'unico problema è che nel film, in poche parole, Fury diventa la spalla comica della situazione, non per questo rappresenta un male per il film, anche se spesso risulta fastidioso, ma per intenderci, è lontanissimo dall'iconica performance in Captain America: Winter Soldier, in cui Fury tocca l'apice. Jude Law l'ho trovato un po' sacrificato, il suo ruolo resta comunque importante e fondamentale ai fini della trama e lui non delude, ma è comunque poca cosa per un attore del suo calibro. Law si aggiunge alla lista dei famosi attori di Hollywood che entrano a far parte del MCU con ruoli non principali.
Concludendo, il film nel complesso è buono, lontanissimo da essere il miglior film o comunque il miglior film singolo Marvel, ma non è neanche il peggiore. Non presenta nulla di originale, ma il personaggio funziona, l'azione non manca e ci sono alcune scene davvero adrenaliniche e ben fatte nella battaglia finale. La sceneggiatura non è granché, di conseguenza viene inquinato il ritmo del film e inoltre non ci sono grandi colpi di scena o twist di qualunque genere, e almeno per me è stato di una prevedibilità assurda sotto questo punto di vista, in ogni caso ribadisco che non ne sono rimasto deluso, o meglio, non quanto per Thor Ragnarok.
Le curiosità:
-inizialmente il personaggio doveva comparire brevemente in Avengers: Age of Ultron, ma poi si è deciso di rinviare il suo esordio e di non farle fare solo una comparsata;
-essendo ambientata nel passato del MCU, Captain Marvel ha dato l'opportunità di rivedere volti noti del ciclo cinematografico Marvel, come Lee Pace, che ha ripreso il suo ruolo del kree Ronan, ma soprattutto Clark Gregg, che riprende il ruolo di Phil Coulson, in questo film agli inizi della sua carriera e che al cinema mancava da The Avengers del 2012, dico al cinema, perché Coulson è il protagonista della serie tv Agents of SHIELD da ben 7 anni;
-Vorrei anche segnalare che nel film c'è un bellissimo omaggio a Stan Lee, creatore principale dell'universo Marvel morto il 12 novembre scorso, oltre al penultimo memorabile cameo (l'ultimo cameo sarà presente proprio in Endgame).
Ventunesimo film che si inserisce nel grande arazzo narrativo che in queste settimane abbiamo piacevolmente "studiato", il Marvel Cinematic Universe, nonché fenomeno multimediale che ha conquistato il pubblico di tutto il mondo e nel 2018 ha compiuto 10 anni. Già dal 2013 Feige e soci erano intenzionati a trasporre le avventure di Carol Danvers, ma poi si è deciso di rinviare il progetto, quando poi si è deciso di dedicare sempre più spazio ai nuovi film standalone Marvel, il progetto è stato completato e il fil prodotto, legandolo ad Avengers Infinity War e Endgame. Nel 2016 Brie Larson è fra i primi nomi per interpretare la protagonista e dopo qualche tentennamento da parte dell'attrice, decide di accettare il ruolo. Creato da Stan Lee e Gene Colan nel 1967, il primo Capitan Marvel era un uomo, chiamato Mar-Vell, mentre Carol Danvers nasce nel 1968 per mano di Roy Thomas. Carol è diventata famosa nel mondo cartaceo Marvel per il ruolo di Ms. Marvel, solo nel 2012 prende il nome di Capitan Marvel, titolo che comunque è stato usato prima da vari personaggi. Captain Marvel si presenta come una nuova origin story, è stata all'altezza del resto della produzione Marvel? Diciamo di sì. Diciamo.
Il film segue le vicende di Carol Danvers, pilota dell'areonautica la cui esistenza cambierà radicalmente, incrociando la via di una guerra interstellare fra due razze aliene, i nobili Kree e i mutaforma Skrull, e come se non bastasse, in questa intricata vicenda ci finisce anche un giovane agente governativo il cui destino sarà segnato dai supereroi, Nick Fury.
Il film dura 124 minuti ed è diretto da Anna Boden e Ryan Fleck, con la sceneggiatura scritta dagli stessi registi più Geneva Robertson-Dworet e Jac Schaeffer. Nel ruolo principale di Captain Marvel c'è l'attrice premio Oscar, Brie Larson, mentre il resto del cast comprende principalmente Samuel L. Jackson nel ruolo celebre di Nick Fury (che interpreta da ben 11 anni), Jude Law che entra a far parte del MCU e Ben Mendelsohn nel ruolo dello Skrull Talos.
Togliamoci subito i sassolini dalle scarpe, la produzione di Captain Marvel era già nell'aria da anni, ma è stata notevolmente avvantaggiata dal successo di Wonder Woman di Patty Jenkins con Gal Gadot nel ruolo dell'iconica amazzone della Dc Comics e quindi si è cercato di cavalcare l'ondata di femminismo che ha investito Hollywood negli ultimi anni. Proprio per questo ci sono state molte polemiche dietro il film, critiche senza fondo fatte da dementi che non capiscono che un film va giudicato solo dopo averlo visto. In ogni caso, il femminismo è un tema molto importante e fondamentale nel film, ma non prepotente e forzato. Insomma il film ha dei difetti, ma il politicamente corretto non è uno di questi, anzi, è uno dei grossi pregi.
Il film mi è piaciuto nel complesso, ma presenta alcuni difetti. La sceneggiatura è traballante, probabilmente per le diverse mani che ci hanno lavorato (il film ha ben 4 sceneggiatori) e un ritmo altalenante, comincia col buttarci in una trama per niente lineare per poi spiegarci tutto poco a poco in modo alquanto inusuale. Alcuni dialoghi sono davvero imbarazzanti e le battutine, che ormai imperversano come un dogma nelle ultime pellicole Marvel Studios, risultano fastidiose in alcuni punti, per non parlare di alcune gag prive di senso. Ma non è tutto da buttare, anzi, lo spirito del film è davvero forte, la storia nel suo insieme non è niente di che, ma è molto bella e oltre ad essere la classica origin story, presenta dei notevoli retroscena fondamentali che riguardando tutto l'universo narrativo, proprio per questo Captain Marvel è fondamentale per chi ha visto gli altri film Marvel e per chi intende vedere Avengers Endgame, in cui sicuramente Carol giocherà un ruolo di primo piano.
Brie Larson non brilla, ma non delude sicuramente. L'attrice premio Oscar, per Room nel 2016, funziona come Carol Danvers, anche se risulta un po' fredda e distaccata in alcune parti, ma bisogna dire che la sua interpretazione è più forte in molti sguardi ed espressioni che nei dialoghi. Carol ne passa di tutti i colori, ma la sua forza interiore e una grandissima forza di volontà le permettono di non arrendersi mai, di rialzarsi sempre, anche quando questo mondo di uomini tenta di mandarla al tappeto e anche quando tutto il suo mondo crolla. Ne esce fuori un grande personaggio, che si affianca agli altri grandi eroi Marvel e che ha tutto il potenziale per crescere, in singolo e in gruppo.
Samuel L. Jackson torna ad interpretare Nick Fury, in un inedito sguardo ai suoi giorni come giovane agente dello SHIELD negli anni novanta (il film è ambientato nel 1995), l'attore iconico di pellicole come Pulp Fiction, Shaft e moltissime altre viene ringiovanito dalla CGI in una maniera sorprendente, praticamente Jackson (settantenne invecchiato benissimo) sembra veramente uscito da uno dei suoi film degli anni '90. L'unico problema è che nel film, in poche parole, Fury diventa la spalla comica della situazione, non per questo rappresenta un male per il film, anche se spesso risulta fastidioso, ma per intenderci, è lontanissimo dall'iconica performance in Captain America: Winter Soldier, in cui Fury tocca l'apice. Jude Law l'ho trovato un po' sacrificato, il suo ruolo resta comunque importante e fondamentale ai fini della trama e lui non delude, ma è comunque poca cosa per un attore del suo calibro. Law si aggiunge alla lista dei famosi attori di Hollywood che entrano a far parte del MCU con ruoli non principali.
Concludendo, il film nel complesso è buono, lontanissimo da essere il miglior film o comunque il miglior film singolo Marvel, ma non è neanche il peggiore. Non presenta nulla di originale, ma il personaggio funziona, l'azione non manca e ci sono alcune scene davvero adrenaliniche e ben fatte nella battaglia finale. La sceneggiatura non è granché, di conseguenza viene inquinato il ritmo del film e inoltre non ci sono grandi colpi di scena o twist di qualunque genere, e almeno per me è stato di una prevedibilità assurda sotto questo punto di vista, in ogni caso ribadisco che non ne sono rimasto deluso, o meglio, non quanto per Thor Ragnarok.
Le curiosità:
-inizialmente il personaggio doveva comparire brevemente in Avengers: Age of Ultron, ma poi si è deciso di rinviare il suo esordio e di non farle fare solo una comparsata;
-essendo ambientata nel passato del MCU, Captain Marvel ha dato l'opportunità di rivedere volti noti del ciclo cinematografico Marvel, come Lee Pace, che ha ripreso il suo ruolo del kree Ronan, ma soprattutto Clark Gregg, che riprende il ruolo di Phil Coulson, in questo film agli inizi della sua carriera e che al cinema mancava da The Avengers del 2012, dico al cinema, perché Coulson è il protagonista della serie tv Agents of SHIELD da ben 7 anni;
-Vorrei anche segnalare che nel film c'è un bellissimo omaggio a Stan Lee, creatore principale dell'universo Marvel morto il 12 novembre scorso, oltre al penultimo memorabile cameo (l'ultimo cameo sarà presente proprio in Endgame).
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