Penultima tappa della lunga corsa che ci accompagna da settimane verso Avengers Endgame, anche in questo caso, come per Black Panther, avevo già parlato di Captain Marvel, che è l'ultimo film Marvel uscito al cinema, poco più di un mese fa, ma ho rimaneggiato la recensione fatta il mese scorso alla luce di quanto scritto in questa Road.
Ventunesimo film che si inserisce nel grande arazzo narrativo che in queste settimane abbiamo piacevolmente "studiato", il Marvel Cinematic Universe, nonché fenomeno multimediale che ha conquistato il pubblico di tutto il mondo e nel 2018 ha compiuto 10 anni. Già dal 2013 Feige e soci erano intenzionati a trasporre le avventure di Carol Danvers, ma poi si è deciso di rinviare il progetto, quando poi si è deciso di dedicare sempre più spazio ai nuovi film standalone Marvel, il progetto è stato completato e il fil prodotto, legandolo ad Avengers Infinity War e Endgame. Nel 2016 Brie Larson è fra i primi nomi per interpretare la protagonista e dopo qualche tentennamento da parte dell'attrice, decide di accettare il ruolo. Creato da Stan Lee e Gene Colan nel 1967, il primo Capitan Marvel era un uomo, chiamato Mar-Vell, mentre Carol Danvers nasce nel 1968 per mano di Roy Thomas. Carol è diventata famosa nel mondo cartaceo Marvel per il ruolo di Ms. Marvel, solo nel 2012 prende il nome di Capitan Marvel, titolo che comunque è stato usato prima da vari personaggi. Captain Marvel si presenta come una nuova origin story, è stata all'altezza del resto della produzione Marvel? Diciamo di sì. Diciamo.
Il film segue le vicende di Carol Danvers, pilota dell'areonautica la cui esistenza cambierà radicalmente, incrociando la via di una guerra interstellare fra due razze aliene, i nobili Kree e i mutaforma Skrull, e come se non bastasse, in questa intricata vicenda ci finisce anche un giovane agente governativo il cui destino sarà segnato dai supereroi, Nick Fury.
Il film dura 124 minuti ed è diretto da Anna Boden e Ryan Fleck, con la sceneggiatura scritta dagli stessi registi più Geneva Robertson-Dworet e Jac Schaeffer. Nel ruolo principale di Captain Marvel c'è l'attrice premio Oscar, Brie Larson, mentre il resto del cast comprende principalmente Samuel L. Jackson nel ruolo celebre di Nick Fury (che interpreta da ben 11 anni), Jude Law che entra a far parte del MCU e Ben Mendelsohn nel ruolo dello Skrull Talos.
Togliamoci subito i sassolini dalle scarpe, la produzione di Captain Marvel era già nell'aria da anni, ma è stata notevolmente avvantaggiata dal successo di Wonder Woman di Patty Jenkins con Gal Gadot nel ruolo dell'iconica amazzone della Dc Comics e quindi si è cercato di cavalcare l'ondata di femminismo che ha investito Hollywood negli ultimi anni. Proprio per questo ci sono state molte polemiche dietro il film, critiche senza fondo fatte da dementi che non capiscono che un film va giudicato solo dopo averlo visto. In ogni caso, il femminismo è un tema molto importante e fondamentale nel film, ma non prepotente e forzato. Insomma il film ha dei difetti, ma il politicamente corretto non è uno di questi, anzi, è uno dei grossi pregi.
Il film mi è piaciuto nel complesso, ma presenta alcuni difetti. La sceneggiatura è traballante, probabilmente per le diverse mani che ci hanno lavorato (il film ha ben 4 sceneggiatori) e un ritmo altalenante, comincia col buttarci in una trama per niente lineare per poi spiegarci tutto poco a poco in modo alquanto inusuale. Alcuni dialoghi sono davvero imbarazzanti e le battutine, che ormai imperversano come un dogma nelle ultime pellicole Marvel Studios, risultano fastidiose in alcuni punti, per non parlare di alcune gag prive di senso. Ma non è tutto da buttare, anzi, lo spirito del film è davvero forte, la storia nel suo insieme non è niente di che, ma è molto bella e oltre ad essere la classica origin story, presenta dei notevoli retroscena fondamentali che riguardando tutto l'universo narrativo, proprio per questo Captain Marvel è fondamentale per chi ha visto gli altri film Marvel e per chi intende vedere Avengers Endgame, in cui sicuramente Carol giocherà un ruolo di primo piano.
Brie Larson non brilla, ma non delude sicuramente. L'attrice premio Oscar, per Room nel 2016, funziona come Carol Danvers, anche se risulta un po' fredda e distaccata in alcune parti, ma bisogna dire che la sua interpretazione è più forte in molti sguardi ed espressioni che nei dialoghi. Carol ne passa di tutti i colori, ma la sua forza interiore e una grandissima forza di volontà le permettono di non arrendersi mai, di rialzarsi sempre, anche quando questo mondo di uomini tenta di mandarla al tappeto e anche quando tutto il suo mondo crolla. Ne esce fuori un grande personaggio, che si affianca agli altri grandi eroi Marvel e che ha tutto il potenziale per crescere, in singolo e in gruppo.
Samuel L. Jackson torna ad interpretare Nick Fury, in un inedito sguardo ai suoi giorni come giovane agente dello SHIELD negli anni novanta (il film è ambientato nel 1995), l'attore iconico di pellicole come Pulp Fiction, Shaft e moltissime altre viene ringiovanito dalla CGI in una maniera sorprendente, praticamente Jackson (settantenne invecchiato benissimo) sembra veramente uscito da uno dei suoi film degli anni '90. L'unico problema è che nel film, in poche parole, Fury diventa la spalla comica della situazione, non per questo rappresenta un male per il film, anche se spesso risulta fastidioso, ma per intenderci, è lontanissimo dall'iconica performance in Captain America: Winter Soldier, in cui Fury tocca l'apice. Jude Law l'ho trovato un po' sacrificato, il suo ruolo resta comunque importante e fondamentale ai fini della trama e lui non delude, ma è comunque poca cosa per un attore del suo calibro. Law si aggiunge alla lista dei famosi attori di Hollywood che entrano a far parte del MCU con ruoli non principali.
Concludendo, il film nel complesso è buono, lontanissimo da essere il miglior film o comunque il miglior film singolo Marvel, ma non è neanche il peggiore. Non presenta nulla di originale, ma il personaggio funziona, l'azione non manca e ci sono alcune scene davvero adrenaliniche e ben fatte nella battaglia finale. La sceneggiatura non è granché, di conseguenza viene inquinato il ritmo del film e inoltre non ci sono grandi colpi di scena o twist di qualunque genere, e almeno per me è stato di una prevedibilità assurda sotto questo punto di vista, in ogni caso ribadisco che non ne sono rimasto deluso, o meglio, non quanto per Thor Ragnarok.
Le curiosità:
-inizialmente il personaggio doveva comparire brevemente in Avengers: Age of Ultron, ma poi si è deciso di rinviare il suo esordio e di non farle fare solo una comparsata;
-essendo ambientata nel passato del MCU, Captain Marvel ha dato l'opportunità di rivedere volti noti del ciclo cinematografico Marvel, come Lee Pace, che ha ripreso il suo ruolo del kree Ronan, ma soprattutto Clark Gregg, che riprende il ruolo di Phil Coulson, in questo film agli inizi della sua carriera e che al cinema mancava da The Avengers del 2012, dico al cinema, perché Coulson è il protagonista della serie tv Agents of SHIELD da ben 7 anni;
-Vorrei anche segnalare che nel film c'è un bellissimo omaggio a Stan Lee, creatore principale dell'universo Marvel morto il 12 novembre scorso, oltre al penultimo memorabile cameo (l'ultimo cameo sarà presente proprio in Endgame).









Nessun commento:
Posta un commento