«E venne un giorno, come nessun altro, in cui gli eroi più potenti della Terra si unirono contro una minaccia comune. Quello fu il giorno in cui nacquero i Vendicatori, per combattere quelle battaglie che nessun supereroe, da solo, avrebbe mai potuto affrontare.»
Non ci sono parole migliori di quelle che accompagnano le avventure fumettistiche dei Vendicatori dal 1962, per introdurre questa recensione, o meglio, io non ne ho. L'attesa è finita, il film evento dell'anno è arrivato e niente sarà più come prima, quante volte abbiamo sentito questa frase, ma questa volta è davvero così. Avengers Endgame pone fine al MCU per come lo abbiamo conosciuto e amato fino ad oggi, è la chiusura di una saga iniziata 11 anni fa, con il primo film di Iron Man, ma da quel primo film di strada se n'è fatta, eccome se n'è fatta.
In queste settimane abbiamo ripercorso tutte, ma proprio tutte le tappe del MCU, abbiamo visto la sua lenta ed inesorabile evoluzione che ha portato questi film a diventare la più grande saga cinematografica dei tempi nostri, qualcosa che non si era mai visto al cinema e che bene o male, la storia della settima arte l'ha fatta. Personalmente sono molto, molto attaccato a questo universo narrativo, l'ho visto nascere al cinema ed è diventata parte della mia vita da appassionato, come per moltissimi altri, il Marvel Cinematic Universe è diventato qualcosa di molto personale, ed è davvero straordinario come questa nuova mitologia moderna abbia conquistato davvero tutto il mondo e come in un periodo in cui le persone vanno sempre meno al cinema, questo franchise sorregga tutta l'industria cinematografica sulle proprie spalle, ed è un fatto oggettivo che anche i detrattori dei cinecomics e dei supereroi devono accettare. Insomma, davvero niente male per personaggi creati quasi sessant'anni fa.
Ci siamo emozionati, ci siamo divertiti e sì, ci siamo anche divisi in questi anni, guardando questi film e sapevamo che niente è per sempre, che prima o poi, la fine sarebbe giunta. Ed eccola. Endgame è la fine di quel viaggio, un viaggio decennale che ci ha portato in una caverna afghana a supportare un genio miliardario prigioniero, nel '45 insieme ad un gracile soldato pronto a tutto per difendere e combattere per la giustizia e la libertà è che ci ha portato persino sulle guglie dorate della dimora degli dei, per seguire le avventure di un dio arrogante che deve imparare l'umiltà, ma non solo, ambiamo trovato spie, arcieri, stregoni, armature a non finire, uomini insetto, una banda di idioti in giro per la galassia, ma anche qui non bastava, perché poi li abbiamo visti unirsi, tutti quanti, tutti uniti, per fare quello che sanno fare meglio. Combattere. Resistere. Vendicare.
La fine è parte del viaggio, e il viaggio ci ha condotto fin qui, a Endgame, di nuovo da lui, la morte, il male, Thanos. Avengers Endgame è la definitiva resa dei conti fra gli Avengers e il loro peggiore nemico, colui che li ha spezzati e distrutti, ma è anche altro, molto altro. Avengers Endgame è anche la celebrazione di quanto fatto finora e per questo che al cast imponente del suo precedessore fa spazio un cast più ridotto, che fa risaltare, per l'ultima volta, i volti dei supereroi più iconici, i volti di Chris Evans e il suo Cap, Chris Hemsworth e il suo Thor, Mark Ruffalo e il suo Hulk, Scarlett Johansson e la sua Nat, Jeremy Renner e il suo Clint, ma soprattutto Robert Downey Jr. e il suo invincibile Iron Man.
Il film è il più lungo del MCU, dura ben 3 ore, ed è ovviamente diretto dai fratelli Russo, registi degli ultimi due Cap e di Infinity War, che con questo film si ritirano dal MCU (come gran parte del cast). Il film è stato girato in contemporanea con Infinity War e infatti gran parte dei difetti del film, che ahimè sono belli grossi, derivano proprio dal ritrovarsi un film con una prima parte incrostate e traballante. Secondo me la cosa deriva proprio dal fatto che la pellicola va vista come una seconda parte di Infinity War, molto probabilmente una visione consecutiva gioverebbe all'equilibrio del film. Quindi, togliendoci subito i sassolini dalla scarpa, bisogna dire che ci sono grossi difetti nel film, innanzitutto un inizio lento e incostante, qualche deus ex machina davvero grosso e anche abbastanza ridicolo, ma soprattutto delle scelte riguardo alcuni personaggi che fanno storcere tantissimo il naso.
Tutta la prima parte ti spiazza in modo altalenante, ci sono tantissime cose che non funzionano e la si butta un po' troppo sulla commedia e anche un sul cazzeggio vario, il rischio di ritrovarsi di fronte una grossa delusione è davvero alta, anche e soprattutto perché le aspettative per questo film schizzavano alle stelle. Secondo la mia personale opinione, si è deciso di puntare un po' troppo sull'autocelebrazione del MCU, che in alcuni casi funzionava, in altri sembrava solo ingarbugliarsi senza un perché. Arrivati ad un certo punto, ci si chiede se si è aspettato un anno per questo, è davvero questa l'epica conclusione? Sarà davvero tutto così, questo Avengers Endgame? Per fortuna no, per niente.
Nel secondo tempo, ma più che altro dopo un certo evento del film, si cambia registro, eccome se si cambia. Tutta la seconda parte, per poi arrivare alla battaglia finale, sono davvero l'apice della Marvel al cinema, l'epicità pura che ci si aspettava e anche molto di più. La battaglia finale è quanto di più grandioso e meraviglioso la Marvel potesse mai fare, il momento migliore dei supereroi al cinema, un momento che non si potrà mai ricreare in nessun modo in futuro, il momento in cui 11 anni di storie danno i loro frutti. Il momento più epico della storia dei supereroi.
La battaglia finale è veramente epica oltre ogni aspettativa, adrenalinica, grandiosa, realizzata benissimo, ma sopratutto emozionante. Emozioni forti, come solo una grande saga può regalare. Ti fa venire la pelle d'oca questa battaglia e molti dei momenti più epici di essa, si prova qualcosa a cui non si può arrivare con le parole, qualcosa di Marvel, di meraviglioso. Sono davvero tanti i momenti indimenticabili, ogni personaggio ha il suo, per me c'è n'è uno in particolare, che attendevo dal 2012 e che mi ha davvero emozionato tantissimo. E arrivati a quel momento, passa tutto in secondo piano, perché dopo le forti emozioni, arriva inevitabilmente la commozione. Tutte le cavolate fatte nella prima parte perdono di significato di fronte alla vera, ultima, battaglia degli Avengers, la vera guerra infinta, quella fra bene e male.
Ovviamente un film basato così tanto sulle emozioni, deve essere sorretto da un grande cast, e così è infatti. Chris Evans è Captain America, ora e per sempre, il solo unico Steve Rogers, anima e guida del gruppo, quando si tratta di lui sono sempre coinvolto, Cap è il mio personaggio preferito e nel film è rappresentato all'ennesima potenza, inoltre Evans sorregge sul serio il film, insieme a RDJ. Davvero difficile parlare del Thor di Chris Hemsworth, anzi, forse è meglio non parlarne proprio. Scarlett Joahnsson torna ad interpretare la Vedova Nera, personaggio con molte comparsate nel MCU e che nel film svolge un ruolo principale a cui viene dato molto spazio. Mark Ruffalo torna ad essere Bruce Banner/Hulk, il personaggio è centrale, ma non gli viene dato molto spazio. Al contrario viene dato maggiore visibilità ai due grandi assenti dello scorso film, Ant-Man (Paul Rudd) e Clint (Jeremy Renner), molto centrali e davvero ben sviluppati. Brie Larson torna dopo il film a lei dedicato, come Captain Marvel, ma anche essendo utile ai fini della trama, è probabilmente il personaggio più sacrificato del film, comunque è normale, visti i tanti personaggi e il fatto che un mese fa ha avuto la sua pellicola. Josh Brolin è Thanos, vero protagonista della pellicola precedente e messo, giustamente, in secondo piano in questo film, rimanendo comunque un grandissimo villain. No, non mi sono dimenticato, ma ho voluto lasciare per ultimo proprio lui, il genio miliardario playboy filantropo, Tony Stark, Iron Man e il suo interprete (e probabilmente alter ego) Robert Downey Jr. e la sua magistrale nuova performance del personaggio che interpreta da 11 anni. Iron Man è il fulcro del MCU, l'unico personaggio che ci ha accompagnato fin dall'inizio, perché era lui l'inizio.
Endgame, la fine dei giochi, il finale di partita, qualunque sia la traduzione che si voglia dare, è veramente la fine. Una conclusione epica che si affianca a Il Ritorno dello Jedi e al Ritorno del Re, per popolarità e impatto culturale, oltre che per le emozioni. Quindi sì, ci sono grossi difetti, alcuni imperdonabili, ma chi se ne frega, è la chiusura del cerchio, la fine del MCU per come lo abbiamo considerato fino ad oggi. Bisogna vedere il film per quello che è, la fine di tutto, perché niente sarà più come prima e quello che abbiamo visto sullo schermo ieri, non lo vedremo mai più. È l'epica conclusione dell'epopea Marvel, e proprio per questo, un nuovo inizio.
giovedì 25 aprile 2019
martedì 23 aprile 2019
Avengers Infinity War: lunga vita a Thanos (Road to Avengers Endgame)
Ci siamo, la fine è giunta, o meglio, giungerà solo domani, ma la Road verso Avengers Endgame finisce qui, con la terza pellicola dedicata agli Avengers, Infinity War, l'inizio della fine. 10 anni, 10 anni di storie, di eroi e di supereroi, conducono tutto a questo punto, il piano di Feige, l'universo condiviso, il crossover definitivo. Thanos è arrivato, l'ultima battaglia degli Avengers è cominciata.
Con The Avengers, Joss Whedon propone di intessere una trama orizzontale che avrebbe portato tutto il MCU ad un crossover mastodontico, incentrato sulle gemme dell'infinito e Thanos, il titano pazzo deciso a riunirle. Anno dopo anno, abbiamo visto apparire le gemme nei vari film e il piano a lungo termine ha dato i suoi frutti, la terza pellicola degli Avengers rappresenta così un punto d'arrivo, uno snodo nelle trame di decine di film, il momento in cui tutti i nodi vengono al pettine, appunto, il crossover definitivo. Come detto in coda al post di Age of Ultron, Whedon ha lasciato il MCU e la sua idea della saga dell'infinito è stata rimaneggiata in seguito dal duo Markus & McFeely, sceneggiatori dei film di Cap e quindi di conseguenza dietro alla macchina da presa del film vengono messi i fratelli Russo, forti del successo di The Winter Soldier e Civil War, nonché i più adatti per il film evento. Infinity War diventa così grosso e colossale che si decide di dividerlo in due parti, Infinity War-Parte 1 e Parte 2, come l'ultimo Harry Potter per intenderci, e di farli uscire uno ad un anno di distanza dall'altro. Il progetto viene ufficialmente annunciato e comincia la produzione. In seguito si decide di tenere il titolo di Infinity War solo per il primo film e lasciare il mistero sul titolo della quarta pellicola degli Avengers (poi rivelatosi Endgame). Il cast è fra i più imponenti mai visti, con la partecipazione di quasi tutti i protagonisti delle pellicole Marvel, dagli Avengers ai Guardiani della Galassia (che finalmente si incontrano), passando per Doctor Strange, Black Panther e ovviamente Spider-Man. Per il ruolo del vero protagonista della pellicola, il mattatore assoluto e grande antagonista di tutto il MCU, Thanos, ritroviamo Josh Brolin, che lo ha interpretato brevemente nel primo film dei Guardiani, ma che solo in Infinity War ha modo di interpretare in tutto e per tutto il villain definitivo degli Avengers.
Infinity War presenta una storia dal respiro epico, con una vera guerra combattuta su più fronti, e decine di eroi a cui ci siamo affezionati negli anni nel mezzo. Dalla Terra allo spazio profondo, tutti gli eroi cercano di combattere Thanos e i suoi, di impedirgli di compiere il suo grande piano universale, ma la minaccia di Thanos è davvero la più grande di tutte, tanto da rendere disperati i nostri eroi. Ecco, infine, il piano degli Avengers, una resistenza disperata contro il loro più grande avversario, sempre più forte, sempre più invincibile. Una trama frammentata, fra i vari fronti di questa guerra per le gemme, produce ha sempre più crescente suspence, che tiene banco per tutta la durata del film, fino ad un finale indimenticabile.
Il cast è fra i migliori di sempre, imponente per le numerose celebrità presenti, alcune delle quale lo sono diventate proprio per il loro ruolo nel MCU, ma ovviamente ce ne sono alcune che spiccano sulle altre. Robert Downey Jr. porta il suo Tony Stark al limite, ormai RDJ è Tony, che può essere considerato il fulcro del MCU per certi versi. Chris Evans torna ad interpretare Steve Rogers, non più Captain America dopo Civil War, ma sempre il migliore, i Russo hanno sempre un occhio di riguardo per il personaggio che hanno trattato nelle loro pellicole precedenti (come del resto gli sceneggiatori Markus & McFeely) e il nuovo look di Cap lo rende anche il più badass del film, restando comunque la grande roccia degli Avengers. Chris Hemsworth porta sul grande schermo la sua migliore performance come Thor, uno dei migliori personaggi del film, mai così potente ed epico, quasi tutte le sue scene sono gestite davvero molto bene e spetta a lui la migliore scena del film, e basta solo quella a mangiarsi la totalità di Thor Ragnarok. Spiccano anche: Benedict Cumberbatch, con il suo misterioso ed enigmatico Doctor Strange, Elizabeth Olsen sempre più brava ad interpretare Wanda Maximoff e Zoe Saldana con la sua migliore performance di Gamora dei Guardiani, figlia di Thanos e per questo molto coinvolta. Se proprio bisogna trovare dei difetti, ma bisogna proprio sforzarsi, risultano un po' sacrificati i ruoli di Visione e Bruce Banner, a volte usati solo come deus ex machina, ma bisogna anche dire che con un film come questo, con decine di protagonisti, qualcuno andrà sicuramente sacrificato. In ogni caso, anche con un cast così folto, il vero protagonista del film è proprio il suo antagonista.
Si è fatto attendere, Thanos, fin da quella scena dopo i titoli di coda di The Avengers, abbiamo atteso il suo arrivo e senza mai veramente apparire, Thanos era già un personaggio fatto e finito, ma ancora non eravamo pronti, avevamo solo una minima di idea di ciò che ci aspettava. La Marvel non è famosa per aver caratterizzato molti villain, ma per Thanos non ha voluto rischiare, innanzitutto è il personaggio con maggior spazio nel film, che praticamente è dal suo punto di vista quasi, e poi ha voluto affidare il ruolo a Josh Brolin, un signor attore, che anche sotto tutta la CGI del mondo, recita con maestria e bravura, portando sul grande schermo un cattivo spietato, ma sfaccettato, tridimensionale nella sua brama di potere e nella sua fermezza, ma oltre al carattere, imponente nella sua figura massiccia e potente. Lui riesce dove molti hanno fallito, grazie alla sua determinazione inarrestabile, che lo rende il grande mattatore della pellicola. Thanos è sicuramente il miglior villain Marvel, divenuto già iconico.
I fratelli Russo si dimostrano ancora una volta i migliori registi del MCU, non tanto per la regia in sé per sé, ma per la maestria nell'amalgamare così tanti personaggi e così tante ambientazioni. Inoltre nessun personaggio è mal caratterizzato e l'umorismo, dogma dei film Marvel, è molto ben dosato e non influenza l'atmosfera epica del film, che si piazza a mani basse tra i migliori del MCU (praticamente nella top tre con gli altri due film dei Russo). Gli effetti speciali sono meravigliosi e i migliori in assoluto in un film Marvel. Infinity War ha avuto un successo spaventoso, superando i 2 miliardi di dollari in tutto il mondo, diventando il quarto maggiore incasso della storia del cinema e il film di maggior successo del genere dei supereroi, insomma, i Marvel Studios toccano il loro apice di successo e impatto culturale.
Infinity War alza l'asticella, è un blockbuster praticamente perfetto, tira brillantemente le fila del MCU e prepara il terreno per la fine di tutto, l'epica conclusione. Con Infinity War il MCU mostra l'apice del suo potenziale, la pellicola è davvero la massima dimostrazione della potenza dei film Marvel e di come la grande saga iniziata nel 2008 con Iron Man si sia ormai inserita nell'immaginario collettivo mondiale. Tutto ha portato a questo punto, niente sarà più come prima, ed è solo l'inizio. L'inizio della fine.
Le curiosità:
-dalle immagini dei trailer usciti prima del film, si possono riscontrare numerose scene poi tagliate nel film, la più eclatante è la presenza di Hulk nella battaglia finale. Queste scene fanno pensare ad una grossa variazione della trama del film, qualcosa che va oltre il semplice taglio di alcune scene, come consuetudine dei prodotti cinematografici in generale;
-nel film erano inizialmente presenti anche Occhio di falco e Ant-Man, ma sono stati poi tagliati dal film, i due eroi avranno comunque molto spazio in Endgame;
-James Gunn, sceneggiatore e regista dei Guardiani della Galassia, ha scritto tutte le battute dei suoi personaggi nel film, fungendo anche da consulente per l'utilizzo dei Guardiani nella pellicola. Anche Scott Derrickson ha prestato una consulenza per come utilizzare Doctor Strange e i suoi poteri.
Con The Avengers, Joss Whedon propone di intessere una trama orizzontale che avrebbe portato tutto il MCU ad un crossover mastodontico, incentrato sulle gemme dell'infinito e Thanos, il titano pazzo deciso a riunirle. Anno dopo anno, abbiamo visto apparire le gemme nei vari film e il piano a lungo termine ha dato i suoi frutti, la terza pellicola degli Avengers rappresenta così un punto d'arrivo, uno snodo nelle trame di decine di film, il momento in cui tutti i nodi vengono al pettine, appunto, il crossover definitivo. Come detto in coda al post di Age of Ultron, Whedon ha lasciato il MCU e la sua idea della saga dell'infinito è stata rimaneggiata in seguito dal duo Markus & McFeely, sceneggiatori dei film di Cap e quindi di conseguenza dietro alla macchina da presa del film vengono messi i fratelli Russo, forti del successo di The Winter Soldier e Civil War, nonché i più adatti per il film evento. Infinity War diventa così grosso e colossale che si decide di dividerlo in due parti, Infinity War-Parte 1 e Parte 2, come l'ultimo Harry Potter per intenderci, e di farli uscire uno ad un anno di distanza dall'altro. Il progetto viene ufficialmente annunciato e comincia la produzione. In seguito si decide di tenere il titolo di Infinity War solo per il primo film e lasciare il mistero sul titolo della quarta pellicola degli Avengers (poi rivelatosi Endgame). Il cast è fra i più imponenti mai visti, con la partecipazione di quasi tutti i protagonisti delle pellicole Marvel, dagli Avengers ai Guardiani della Galassia (che finalmente si incontrano), passando per Doctor Strange, Black Panther e ovviamente Spider-Man. Per il ruolo del vero protagonista della pellicola, il mattatore assoluto e grande antagonista di tutto il MCU, Thanos, ritroviamo Josh Brolin, che lo ha interpretato brevemente nel primo film dei Guardiani, ma che solo in Infinity War ha modo di interpretare in tutto e per tutto il villain definitivo degli Avengers.
Infinity War presenta una storia dal respiro epico, con una vera guerra combattuta su più fronti, e decine di eroi a cui ci siamo affezionati negli anni nel mezzo. Dalla Terra allo spazio profondo, tutti gli eroi cercano di combattere Thanos e i suoi, di impedirgli di compiere il suo grande piano universale, ma la minaccia di Thanos è davvero la più grande di tutte, tanto da rendere disperati i nostri eroi. Ecco, infine, il piano degli Avengers, una resistenza disperata contro il loro più grande avversario, sempre più forte, sempre più invincibile. Una trama frammentata, fra i vari fronti di questa guerra per le gemme, produce ha sempre più crescente suspence, che tiene banco per tutta la durata del film, fino ad un finale indimenticabile.
Il cast è fra i migliori di sempre, imponente per le numerose celebrità presenti, alcune delle quale lo sono diventate proprio per il loro ruolo nel MCU, ma ovviamente ce ne sono alcune che spiccano sulle altre. Robert Downey Jr. porta il suo Tony Stark al limite, ormai RDJ è Tony, che può essere considerato il fulcro del MCU per certi versi. Chris Evans torna ad interpretare Steve Rogers, non più Captain America dopo Civil War, ma sempre il migliore, i Russo hanno sempre un occhio di riguardo per il personaggio che hanno trattato nelle loro pellicole precedenti (come del resto gli sceneggiatori Markus & McFeely) e il nuovo look di Cap lo rende anche il più badass del film, restando comunque la grande roccia degli Avengers. Chris Hemsworth porta sul grande schermo la sua migliore performance come Thor, uno dei migliori personaggi del film, mai così potente ed epico, quasi tutte le sue scene sono gestite davvero molto bene e spetta a lui la migliore scena del film, e basta solo quella a mangiarsi la totalità di Thor Ragnarok. Spiccano anche: Benedict Cumberbatch, con il suo misterioso ed enigmatico Doctor Strange, Elizabeth Olsen sempre più brava ad interpretare Wanda Maximoff e Zoe Saldana con la sua migliore performance di Gamora dei Guardiani, figlia di Thanos e per questo molto coinvolta. Se proprio bisogna trovare dei difetti, ma bisogna proprio sforzarsi, risultano un po' sacrificati i ruoli di Visione e Bruce Banner, a volte usati solo come deus ex machina, ma bisogna anche dire che con un film come questo, con decine di protagonisti, qualcuno andrà sicuramente sacrificato. In ogni caso, anche con un cast così folto, il vero protagonista del film è proprio il suo antagonista.
Si è fatto attendere, Thanos, fin da quella scena dopo i titoli di coda di The Avengers, abbiamo atteso il suo arrivo e senza mai veramente apparire, Thanos era già un personaggio fatto e finito, ma ancora non eravamo pronti, avevamo solo una minima di idea di ciò che ci aspettava. La Marvel non è famosa per aver caratterizzato molti villain, ma per Thanos non ha voluto rischiare, innanzitutto è il personaggio con maggior spazio nel film, che praticamente è dal suo punto di vista quasi, e poi ha voluto affidare il ruolo a Josh Brolin, un signor attore, che anche sotto tutta la CGI del mondo, recita con maestria e bravura, portando sul grande schermo un cattivo spietato, ma sfaccettato, tridimensionale nella sua brama di potere e nella sua fermezza, ma oltre al carattere, imponente nella sua figura massiccia e potente. Lui riesce dove molti hanno fallito, grazie alla sua determinazione inarrestabile, che lo rende il grande mattatore della pellicola. Thanos è sicuramente il miglior villain Marvel, divenuto già iconico.
I fratelli Russo si dimostrano ancora una volta i migliori registi del MCU, non tanto per la regia in sé per sé, ma per la maestria nell'amalgamare così tanti personaggi e così tante ambientazioni. Inoltre nessun personaggio è mal caratterizzato e l'umorismo, dogma dei film Marvel, è molto ben dosato e non influenza l'atmosfera epica del film, che si piazza a mani basse tra i migliori del MCU (praticamente nella top tre con gli altri due film dei Russo). Gli effetti speciali sono meravigliosi e i migliori in assoluto in un film Marvel. Infinity War ha avuto un successo spaventoso, superando i 2 miliardi di dollari in tutto il mondo, diventando il quarto maggiore incasso della storia del cinema e il film di maggior successo del genere dei supereroi, insomma, i Marvel Studios toccano il loro apice di successo e impatto culturale.
Infinity War alza l'asticella, è un blockbuster praticamente perfetto, tira brillantemente le fila del MCU e prepara il terreno per la fine di tutto, l'epica conclusione. Con Infinity War il MCU mostra l'apice del suo potenziale, la pellicola è davvero la massima dimostrazione della potenza dei film Marvel e di come la grande saga iniziata nel 2008 con Iron Man si sia ormai inserita nell'immaginario collettivo mondiale. Tutto ha portato a questo punto, niente sarà più come prima, ed è solo l'inizio. L'inizio della fine.
Le curiosità:
-dalle immagini dei trailer usciti prima del film, si possono riscontrare numerose scene poi tagliate nel film, la più eclatante è la presenza di Hulk nella battaglia finale. Queste scene fanno pensare ad una grossa variazione della trama del film, qualcosa che va oltre il semplice taglio di alcune scene, come consuetudine dei prodotti cinematografici in generale;
-nel film erano inizialmente presenti anche Occhio di falco e Ant-Man, ma sono stati poi tagliati dal film, i due eroi avranno comunque molto spazio in Endgame;
-James Gunn, sceneggiatore e regista dei Guardiani della Galassia, ha scritto tutte le battute dei suoi personaggi nel film, fungendo anche da consulente per l'utilizzo dei Guardiani nella pellicola. Anche Scott Derrickson ha prestato una consulenza per come utilizzare Doctor Strange e i suoi poteri.
Captain Marvel: più in alto, più forte, più veloce (Road to Avengers Endgame)
Penultima tappa della lunga corsa che ci accompagna da settimane verso Avengers Endgame, anche in questo caso, come per Black Panther, avevo già parlato di Captain Marvel, che è l'ultimo film Marvel uscito al cinema, poco più di un mese fa, ma ho rimaneggiato la recensione fatta il mese scorso alla luce di quanto scritto in questa Road.
Ventunesimo film che si inserisce nel grande arazzo narrativo che in queste settimane abbiamo piacevolmente "studiato", il Marvel Cinematic Universe, nonché fenomeno multimediale che ha conquistato il pubblico di tutto il mondo e nel 2018 ha compiuto 10 anni. Già dal 2013 Feige e soci erano intenzionati a trasporre le avventure di Carol Danvers, ma poi si è deciso di rinviare il progetto, quando poi si è deciso di dedicare sempre più spazio ai nuovi film standalone Marvel, il progetto è stato completato e il fil prodotto, legandolo ad Avengers Infinity War e Endgame. Nel 2016 Brie Larson è fra i primi nomi per interpretare la protagonista e dopo qualche tentennamento da parte dell'attrice, decide di accettare il ruolo. Creato da Stan Lee e Gene Colan nel 1967, il primo Capitan Marvel era un uomo, chiamato Mar-Vell, mentre Carol Danvers nasce nel 1968 per mano di Roy Thomas. Carol è diventata famosa nel mondo cartaceo Marvel per il ruolo di Ms. Marvel, solo nel 2012 prende il nome di Capitan Marvel, titolo che comunque è stato usato prima da vari personaggi. Captain Marvel si presenta come una nuova origin story, è stata all'altezza del resto della produzione Marvel? Diciamo di sì. Diciamo.
Il film segue le vicende di Carol Danvers, pilota dell'areonautica la cui esistenza cambierà radicalmente, incrociando la via di una guerra interstellare fra due razze aliene, i nobili Kree e i mutaforma Skrull, e come se non bastasse, in questa intricata vicenda ci finisce anche un giovane agente governativo il cui destino sarà segnato dai supereroi, Nick Fury.
Il film dura 124 minuti ed è diretto da Anna Boden e Ryan Fleck, con la sceneggiatura scritta dagli stessi registi più Geneva Robertson-Dworet e Jac Schaeffer. Nel ruolo principale di Captain Marvel c'è l'attrice premio Oscar, Brie Larson, mentre il resto del cast comprende principalmente Samuel L. Jackson nel ruolo celebre di Nick Fury (che interpreta da ben 11 anni), Jude Law che entra a far parte del MCU e Ben Mendelsohn nel ruolo dello Skrull Talos.
Togliamoci subito i sassolini dalle scarpe, la produzione di Captain Marvel era già nell'aria da anni, ma è stata notevolmente avvantaggiata dal successo di Wonder Woman di Patty Jenkins con Gal Gadot nel ruolo dell'iconica amazzone della Dc Comics e quindi si è cercato di cavalcare l'ondata di femminismo che ha investito Hollywood negli ultimi anni. Proprio per questo ci sono state molte polemiche dietro il film, critiche senza fondo fatte da dementi che non capiscono che un film va giudicato solo dopo averlo visto. In ogni caso, il femminismo è un tema molto importante e fondamentale nel film, ma non prepotente e forzato. Insomma il film ha dei difetti, ma il politicamente corretto non è uno di questi, anzi, è uno dei grossi pregi.
Il film mi è piaciuto nel complesso, ma presenta alcuni difetti. La sceneggiatura è traballante, probabilmente per le diverse mani che ci hanno lavorato (il film ha ben 4 sceneggiatori) e un ritmo altalenante, comincia col buttarci in una trama per niente lineare per poi spiegarci tutto poco a poco in modo alquanto inusuale. Alcuni dialoghi sono davvero imbarazzanti e le battutine, che ormai imperversano come un dogma nelle ultime pellicole Marvel Studios, risultano fastidiose in alcuni punti, per non parlare di alcune gag prive di senso. Ma non è tutto da buttare, anzi, lo spirito del film è davvero forte, la storia nel suo insieme non è niente di che, ma è molto bella e oltre ad essere la classica origin story, presenta dei notevoli retroscena fondamentali che riguardando tutto l'universo narrativo, proprio per questo Captain Marvel è fondamentale per chi ha visto gli altri film Marvel e per chi intende vedere Avengers Endgame, in cui sicuramente Carol giocherà un ruolo di primo piano.
Brie Larson non brilla, ma non delude sicuramente. L'attrice premio Oscar, per Room nel 2016, funziona come Carol Danvers, anche se risulta un po' fredda e distaccata in alcune parti, ma bisogna dire che la sua interpretazione è più forte in molti sguardi ed espressioni che nei dialoghi. Carol ne passa di tutti i colori, ma la sua forza interiore e una grandissima forza di volontà le permettono di non arrendersi mai, di rialzarsi sempre, anche quando questo mondo di uomini tenta di mandarla al tappeto e anche quando tutto il suo mondo crolla. Ne esce fuori un grande personaggio, che si affianca agli altri grandi eroi Marvel e che ha tutto il potenziale per crescere, in singolo e in gruppo.
Samuel L. Jackson torna ad interpretare Nick Fury, in un inedito sguardo ai suoi giorni come giovane agente dello SHIELD negli anni novanta (il film è ambientato nel 1995), l'attore iconico di pellicole come Pulp Fiction, Shaft e moltissime altre viene ringiovanito dalla CGI in una maniera sorprendente, praticamente Jackson (settantenne invecchiato benissimo) sembra veramente uscito da uno dei suoi film degli anni '90. L'unico problema è che nel film, in poche parole, Fury diventa la spalla comica della situazione, non per questo rappresenta un male per il film, anche se spesso risulta fastidioso, ma per intenderci, è lontanissimo dall'iconica performance in Captain America: Winter Soldier, in cui Fury tocca l'apice. Jude Law l'ho trovato un po' sacrificato, il suo ruolo resta comunque importante e fondamentale ai fini della trama e lui non delude, ma è comunque poca cosa per un attore del suo calibro. Law si aggiunge alla lista dei famosi attori di Hollywood che entrano a far parte del MCU con ruoli non principali.
Concludendo, il film nel complesso è buono, lontanissimo da essere il miglior film o comunque il miglior film singolo Marvel, ma non è neanche il peggiore. Non presenta nulla di originale, ma il personaggio funziona, l'azione non manca e ci sono alcune scene davvero adrenaliniche e ben fatte nella battaglia finale. La sceneggiatura non è granché, di conseguenza viene inquinato il ritmo del film e inoltre non ci sono grandi colpi di scena o twist di qualunque genere, e almeno per me è stato di una prevedibilità assurda sotto questo punto di vista, in ogni caso ribadisco che non ne sono rimasto deluso, o meglio, non quanto per Thor Ragnarok.
Le curiosità:
-inizialmente il personaggio doveva comparire brevemente in Avengers: Age of Ultron, ma poi si è deciso di rinviare il suo esordio e di non farle fare solo una comparsata;
-essendo ambientata nel passato del MCU, Captain Marvel ha dato l'opportunità di rivedere volti noti del ciclo cinematografico Marvel, come Lee Pace, che ha ripreso il suo ruolo del kree Ronan, ma soprattutto Clark Gregg, che riprende il ruolo di Phil Coulson, in questo film agli inizi della sua carriera e che al cinema mancava da The Avengers del 2012, dico al cinema, perché Coulson è il protagonista della serie tv Agents of SHIELD da ben 7 anni;
-Vorrei anche segnalare che nel film c'è un bellissimo omaggio a Stan Lee, creatore principale dell'universo Marvel morto il 12 novembre scorso, oltre al penultimo memorabile cameo (l'ultimo cameo sarà presente proprio in Endgame).
Ventunesimo film che si inserisce nel grande arazzo narrativo che in queste settimane abbiamo piacevolmente "studiato", il Marvel Cinematic Universe, nonché fenomeno multimediale che ha conquistato il pubblico di tutto il mondo e nel 2018 ha compiuto 10 anni. Già dal 2013 Feige e soci erano intenzionati a trasporre le avventure di Carol Danvers, ma poi si è deciso di rinviare il progetto, quando poi si è deciso di dedicare sempre più spazio ai nuovi film standalone Marvel, il progetto è stato completato e il fil prodotto, legandolo ad Avengers Infinity War e Endgame. Nel 2016 Brie Larson è fra i primi nomi per interpretare la protagonista e dopo qualche tentennamento da parte dell'attrice, decide di accettare il ruolo. Creato da Stan Lee e Gene Colan nel 1967, il primo Capitan Marvel era un uomo, chiamato Mar-Vell, mentre Carol Danvers nasce nel 1968 per mano di Roy Thomas. Carol è diventata famosa nel mondo cartaceo Marvel per il ruolo di Ms. Marvel, solo nel 2012 prende il nome di Capitan Marvel, titolo che comunque è stato usato prima da vari personaggi. Captain Marvel si presenta come una nuova origin story, è stata all'altezza del resto della produzione Marvel? Diciamo di sì. Diciamo.
Il film segue le vicende di Carol Danvers, pilota dell'areonautica la cui esistenza cambierà radicalmente, incrociando la via di una guerra interstellare fra due razze aliene, i nobili Kree e i mutaforma Skrull, e come se non bastasse, in questa intricata vicenda ci finisce anche un giovane agente governativo il cui destino sarà segnato dai supereroi, Nick Fury.
Il film dura 124 minuti ed è diretto da Anna Boden e Ryan Fleck, con la sceneggiatura scritta dagli stessi registi più Geneva Robertson-Dworet e Jac Schaeffer. Nel ruolo principale di Captain Marvel c'è l'attrice premio Oscar, Brie Larson, mentre il resto del cast comprende principalmente Samuel L. Jackson nel ruolo celebre di Nick Fury (che interpreta da ben 11 anni), Jude Law che entra a far parte del MCU e Ben Mendelsohn nel ruolo dello Skrull Talos.
Togliamoci subito i sassolini dalle scarpe, la produzione di Captain Marvel era già nell'aria da anni, ma è stata notevolmente avvantaggiata dal successo di Wonder Woman di Patty Jenkins con Gal Gadot nel ruolo dell'iconica amazzone della Dc Comics e quindi si è cercato di cavalcare l'ondata di femminismo che ha investito Hollywood negli ultimi anni. Proprio per questo ci sono state molte polemiche dietro il film, critiche senza fondo fatte da dementi che non capiscono che un film va giudicato solo dopo averlo visto. In ogni caso, il femminismo è un tema molto importante e fondamentale nel film, ma non prepotente e forzato. Insomma il film ha dei difetti, ma il politicamente corretto non è uno di questi, anzi, è uno dei grossi pregi.
Il film mi è piaciuto nel complesso, ma presenta alcuni difetti. La sceneggiatura è traballante, probabilmente per le diverse mani che ci hanno lavorato (il film ha ben 4 sceneggiatori) e un ritmo altalenante, comincia col buttarci in una trama per niente lineare per poi spiegarci tutto poco a poco in modo alquanto inusuale. Alcuni dialoghi sono davvero imbarazzanti e le battutine, che ormai imperversano come un dogma nelle ultime pellicole Marvel Studios, risultano fastidiose in alcuni punti, per non parlare di alcune gag prive di senso. Ma non è tutto da buttare, anzi, lo spirito del film è davvero forte, la storia nel suo insieme non è niente di che, ma è molto bella e oltre ad essere la classica origin story, presenta dei notevoli retroscena fondamentali che riguardando tutto l'universo narrativo, proprio per questo Captain Marvel è fondamentale per chi ha visto gli altri film Marvel e per chi intende vedere Avengers Endgame, in cui sicuramente Carol giocherà un ruolo di primo piano.
Brie Larson non brilla, ma non delude sicuramente. L'attrice premio Oscar, per Room nel 2016, funziona come Carol Danvers, anche se risulta un po' fredda e distaccata in alcune parti, ma bisogna dire che la sua interpretazione è più forte in molti sguardi ed espressioni che nei dialoghi. Carol ne passa di tutti i colori, ma la sua forza interiore e una grandissima forza di volontà le permettono di non arrendersi mai, di rialzarsi sempre, anche quando questo mondo di uomini tenta di mandarla al tappeto e anche quando tutto il suo mondo crolla. Ne esce fuori un grande personaggio, che si affianca agli altri grandi eroi Marvel e che ha tutto il potenziale per crescere, in singolo e in gruppo.
Samuel L. Jackson torna ad interpretare Nick Fury, in un inedito sguardo ai suoi giorni come giovane agente dello SHIELD negli anni novanta (il film è ambientato nel 1995), l'attore iconico di pellicole come Pulp Fiction, Shaft e moltissime altre viene ringiovanito dalla CGI in una maniera sorprendente, praticamente Jackson (settantenne invecchiato benissimo) sembra veramente uscito da uno dei suoi film degli anni '90. L'unico problema è che nel film, in poche parole, Fury diventa la spalla comica della situazione, non per questo rappresenta un male per il film, anche se spesso risulta fastidioso, ma per intenderci, è lontanissimo dall'iconica performance in Captain America: Winter Soldier, in cui Fury tocca l'apice. Jude Law l'ho trovato un po' sacrificato, il suo ruolo resta comunque importante e fondamentale ai fini della trama e lui non delude, ma è comunque poca cosa per un attore del suo calibro. Law si aggiunge alla lista dei famosi attori di Hollywood che entrano a far parte del MCU con ruoli non principali.
Concludendo, il film nel complesso è buono, lontanissimo da essere il miglior film o comunque il miglior film singolo Marvel, ma non è neanche il peggiore. Non presenta nulla di originale, ma il personaggio funziona, l'azione non manca e ci sono alcune scene davvero adrenaliniche e ben fatte nella battaglia finale. La sceneggiatura non è granché, di conseguenza viene inquinato il ritmo del film e inoltre non ci sono grandi colpi di scena o twist di qualunque genere, e almeno per me è stato di una prevedibilità assurda sotto questo punto di vista, in ogni caso ribadisco che non ne sono rimasto deluso, o meglio, non quanto per Thor Ragnarok.
Le curiosità:
-inizialmente il personaggio doveva comparire brevemente in Avengers: Age of Ultron, ma poi si è deciso di rinviare il suo esordio e di non farle fare solo una comparsata;
-essendo ambientata nel passato del MCU, Captain Marvel ha dato l'opportunità di rivedere volti noti del ciclo cinematografico Marvel, come Lee Pace, che ha ripreso il suo ruolo del kree Ronan, ma soprattutto Clark Gregg, che riprende il ruolo di Phil Coulson, in questo film agli inizi della sua carriera e che al cinema mancava da The Avengers del 2012, dico al cinema, perché Coulson è il protagonista della serie tv Agents of SHIELD da ben 7 anni;
-Vorrei anche segnalare che nel film c'è un bellissimo omaggio a Stan Lee, creatore principale dell'universo Marvel morto il 12 novembre scorso, oltre al penultimo memorabile cameo (l'ultimo cameo sarà presente proprio in Endgame).
Ant-Man & The Wasp: una piccola grande famiglia (Road to Avengers Endgame)
Siamo quasi arrivati alla fine di questa lunga cavalcata, dopo Black Panther c'è Infinity War, lo so e so anche di aver detto di voler seguire un ordine cronologico per questa Road, ma ho poi deciso di parlare prima di Ant-Man & The Wasp e di Captain Marvel e infine, come ultima tappa della corsa, di Infinity War, dopotutto la terza pellicola degli Avengers e la quarta in uscita fra pochi giorni sono stati girati insieme e compongono un'unica opera completa, inoltre mi piacerebbe di più concludere la Road con Infinity War per preparare al meglio il terreno per Endgame.
Ritornando alla seconda pellicola dedicata all'uomo formica di casa Marvel, già dal 2015 con l'uscita del primo film, il regista Peyton Reed si disse interessato a tornare a raccontare le (dis)avventure di Scott Lang e soci e magari questa volta metterci anche un po' più di suo (infatti nel primo film sostituì all'ultimo Edgar Wright). Dopo aver rimesso sotto contratto Reed, la Marvel si preoccupa di fare lo stesso con il cast del primo film al gran completo, prima di scritturare le new entry. Paul Rudd torna a collaborare alla sceneggiatura e ritorna anche Adam McKay, la storia seguirà gli spunti lasciati in sospeso alla fine del primo film e dovrà tenere conto degli eventi che hanno visto coinvolto Scott in Civil War, nonché la nuova abilità di ingigantirsi. Il MCU è ormai il mega franchise più popolare del momento e il più redditizio, infatti nel film ci sono new entry di alto livello, per il ruolo dell'ex socio di Hank Pym, Bill Foster, viene scritturato Laurence Fishburne e per interpretare la moglie di Hank, Janet van Dyne (storica Wasp dei fumetti), viene scelta nientedimeno di Michelle Pfeiffer. Si aggiungono al cast anche Hannah John-Kamen, nel ruolo della villain Ghost, e David Dastmalchian.
Il film è divertente e a tratti anche emozionante, un buon sequel, che però non arriva al primo film, anche se la chimica far gli attori è già ben rodata. La trama non è granché, la storia che riguarda Janet è sicuramente la colonna portante del film ed è infatti gestita davvero molto bene, così bene che effettivamente tutti gli altri eventi del film, da Ghost ai guai con la polizia e i malviventi, passano in secondo piano e perdono d'importanza. Quindi la trama generale non prende più di tanto, ma la storyline del regno quantico e di Janet riesce a coinvolgere ed emozionare, inoltre al contrario di altri sequel, questo Ant-Man & The Wasp porta qualcosa di nuovo sul personaggio e i suoi comprimari, che assumono sempre più spessore e carattere.
La più grossa novità la si può già notare nel titolo, è proprio lei, Wasp, ben più di una classica spalla, una vera e propria co-protagonista, la cui evoluzione è già forte di una buona caratterizzazione derivata dal primo film e lo stesso vale per suo padre. In questo secondo film si dà maggiore spazio ad Hank Pym, un personaggio fondamentale e tra i miei preferiti, sfaccettato e ben caratterizzato, che in questo film entra in azione molto di più rispetto al primo. Dopotutto non c'è più bisogno di introdurre i personaggi e a beneficiarne è anche il protagonista, Scott, che rimane comunque il "titolare" e diventa sempre più umano e più vicino a noi di tanti altri eroi, grazie alle sue sfortune e ai suoi problemi, ma anche grazie alla sua sbadataggine, tanto alla fine lo sappiamo, farà di tutto per risolvere le cose.
Purtroppo non è tutto rose e fiori, come detto la trama generale che riguarda Ghost l'ho trovata poco importante e influente, una trama aggiuntiva messa quasi a forza, anche se poi nel finale si collega bene con il tutto. Quello che ho trovato totalmente superfluo è stato il coinvolgimento di malviventi e piedipiatti, messi più che altro per coinvolgere i resto dei comprimari amici di Scott, che nel primo film potevano risultare divertenti e perfino utili, ma che in questo secondo film sembrano più un peso per la trama.
Paul Rudd ha fatto suo il personaggio ormai, al contrario di altri, brilla molto di più in singolo che in gruppo e nel film porta sempre più umanità in Scott Lang. Evangeline Lilly aveva già reso bene la sua Hope nel primo film, in questo secondo capitolo è più coinvolta e più protagonista, facendo brillare ancora di più il personaggio. Michael Douglas è un signor attore e un Hank Pym perfetto, ha maggiore spazio in questo film e lo sviluppo del personaggio è molto apprezzato e ben fatto. Ruba davvero la scena Michelle Pfeiffer nel ruolo fondamentale di Janet van Dyne, fulcro della trama del film e per questo non molto presente, ma quando appare riesce con poco a rendere al meglio la sua figura. Un po' sacrificato Laurence Fishburne nel ruolo di Bill Foster, è stata un aggiunta che non ha avuto molto sviluppo nel film, ma come personaggio funziona.
Ant-Man & The Wasp è un buon film Marvel, un buon sequel che emoziona e anche se non arriva al primo, comunque porta qualcosa di nuovo sul personaggio e il suo mondo, soprattutto i comprimari sono maggiormente sviluppati e tutti insieme formano una piccola grande famiglia di eroi, nell'ambito del MCU solo con Ant-Man si poteva fare qualcosa del genere.
Le curiosità:
-inizialmente per il ruolo di Janet van Dyne Michael Douglas avrebbe voluto la moglie Catherine Zeta-Jones, mentre il nome di Michelle Pfeiffer venne fatto per la prima volta da Evangeline Lilly, un consiglio poi seguito dalla produzione;
-una curiosa coincidenza coinvolge Laurence Fishburne e Michelle Pfeiffer, cioè l'aver partecipato a film della concorrenza, cioè della Dc, infatti Fishburne ha interpretato Perry White (editore del Daily Planet) in Man of Steel e Batman v Superman, mentre la Pfeiffer ha interpretato un indimenticabile Catwoman in Batman-il ritorno di Tim Burton;
-l'intero film è ambientato nella durata di tre giorni e tutti gli eventi sono antecedenti a Infinity War, solo la prima scena dopo i titoli di coda è ambientata "in contemporanea" con la terza pellicola degli Avengers (e dovrebbe collegarsi direttamente con Endgame) e la seconda scena dopo i titoli di coda dovrebbe essere ambientata qualche tempo dopo Infinity War.
Ritornando alla seconda pellicola dedicata all'uomo formica di casa Marvel, già dal 2015 con l'uscita del primo film, il regista Peyton Reed si disse interessato a tornare a raccontare le (dis)avventure di Scott Lang e soci e magari questa volta metterci anche un po' più di suo (infatti nel primo film sostituì all'ultimo Edgar Wright). Dopo aver rimesso sotto contratto Reed, la Marvel si preoccupa di fare lo stesso con il cast del primo film al gran completo, prima di scritturare le new entry. Paul Rudd torna a collaborare alla sceneggiatura e ritorna anche Adam McKay, la storia seguirà gli spunti lasciati in sospeso alla fine del primo film e dovrà tenere conto degli eventi che hanno visto coinvolto Scott in Civil War, nonché la nuova abilità di ingigantirsi. Il MCU è ormai il mega franchise più popolare del momento e il più redditizio, infatti nel film ci sono new entry di alto livello, per il ruolo dell'ex socio di Hank Pym, Bill Foster, viene scritturato Laurence Fishburne e per interpretare la moglie di Hank, Janet van Dyne (storica Wasp dei fumetti), viene scelta nientedimeno di Michelle Pfeiffer. Si aggiungono al cast anche Hannah John-Kamen, nel ruolo della villain Ghost, e David Dastmalchian.
Il film è divertente e a tratti anche emozionante, un buon sequel, che però non arriva al primo film, anche se la chimica far gli attori è già ben rodata. La trama non è granché, la storia che riguarda Janet è sicuramente la colonna portante del film ed è infatti gestita davvero molto bene, così bene che effettivamente tutti gli altri eventi del film, da Ghost ai guai con la polizia e i malviventi, passano in secondo piano e perdono d'importanza. Quindi la trama generale non prende più di tanto, ma la storyline del regno quantico e di Janet riesce a coinvolgere ed emozionare, inoltre al contrario di altri sequel, questo Ant-Man & The Wasp porta qualcosa di nuovo sul personaggio e i suoi comprimari, che assumono sempre più spessore e carattere.
La più grossa novità la si può già notare nel titolo, è proprio lei, Wasp, ben più di una classica spalla, una vera e propria co-protagonista, la cui evoluzione è già forte di una buona caratterizzazione derivata dal primo film e lo stesso vale per suo padre. In questo secondo film si dà maggiore spazio ad Hank Pym, un personaggio fondamentale e tra i miei preferiti, sfaccettato e ben caratterizzato, che in questo film entra in azione molto di più rispetto al primo. Dopotutto non c'è più bisogno di introdurre i personaggi e a beneficiarne è anche il protagonista, Scott, che rimane comunque il "titolare" e diventa sempre più umano e più vicino a noi di tanti altri eroi, grazie alle sue sfortune e ai suoi problemi, ma anche grazie alla sua sbadataggine, tanto alla fine lo sappiamo, farà di tutto per risolvere le cose.
Purtroppo non è tutto rose e fiori, come detto la trama generale che riguarda Ghost l'ho trovata poco importante e influente, una trama aggiuntiva messa quasi a forza, anche se poi nel finale si collega bene con il tutto. Quello che ho trovato totalmente superfluo è stato il coinvolgimento di malviventi e piedipiatti, messi più che altro per coinvolgere i resto dei comprimari amici di Scott, che nel primo film potevano risultare divertenti e perfino utili, ma che in questo secondo film sembrano più un peso per la trama.
Paul Rudd ha fatto suo il personaggio ormai, al contrario di altri, brilla molto di più in singolo che in gruppo e nel film porta sempre più umanità in Scott Lang. Evangeline Lilly aveva già reso bene la sua Hope nel primo film, in questo secondo capitolo è più coinvolta e più protagonista, facendo brillare ancora di più il personaggio. Michael Douglas è un signor attore e un Hank Pym perfetto, ha maggiore spazio in questo film e lo sviluppo del personaggio è molto apprezzato e ben fatto. Ruba davvero la scena Michelle Pfeiffer nel ruolo fondamentale di Janet van Dyne, fulcro della trama del film e per questo non molto presente, ma quando appare riesce con poco a rendere al meglio la sua figura. Un po' sacrificato Laurence Fishburne nel ruolo di Bill Foster, è stata un aggiunta che non ha avuto molto sviluppo nel film, ma come personaggio funziona.
Ant-Man & The Wasp è un buon film Marvel, un buon sequel che emoziona e anche se non arriva al primo, comunque porta qualcosa di nuovo sul personaggio e il suo mondo, soprattutto i comprimari sono maggiormente sviluppati e tutti insieme formano una piccola grande famiglia di eroi, nell'ambito del MCU solo con Ant-Man si poteva fare qualcosa del genere.
Le curiosità:
-inizialmente per il ruolo di Janet van Dyne Michael Douglas avrebbe voluto la moglie Catherine Zeta-Jones, mentre il nome di Michelle Pfeiffer venne fatto per la prima volta da Evangeline Lilly, un consiglio poi seguito dalla produzione;
-una curiosa coincidenza coinvolge Laurence Fishburne e Michelle Pfeiffer, cioè l'aver partecipato a film della concorrenza, cioè della Dc, infatti Fishburne ha interpretato Perry White (editore del Daily Planet) in Man of Steel e Batman v Superman, mentre la Pfeiffer ha interpretato un indimenticabile Catwoman in Batman-il ritorno di Tim Burton;
-l'intero film è ambientato nella durata di tre giorni e tutti gli eventi sono antecedenti a Infinity War, solo la prima scena dopo i titoli di coda è ambientata "in contemporanea" con la terza pellicola degli Avengers (e dovrebbe collegarsi direttamente con Endgame) e la seconda scena dopo i titoli di coda dovrebbe essere ambientata qualche tempo dopo Infinity War.
lunedì 22 aprile 2019
Black Panther: Wakanda Forever! (Road to Avengers Endgame)
Ci avviciniamo alla conclusione della corsa verso Endgame, dopo Thor Ragnarok, la Marvel torna a portare nuovi eroi al cinema con nuovi film stand alone. In questo caso, come per Spider-Man Homecoming, il personaggio aveva già esordito nel MCU in Captain America-Civil War, ma l'anno scorso ha avuto il suo colossale primo film, sto parlando di Black Panther. In realtà avevo già trattato il film quando feci la Road to Oscar 2019, quindi ho rimaneggiato quel post per includerlo nella Road per Avengers Endgame.
Pantera Nera è stato creato nel 1966 da Stan Lee e Jack Kirby ed è fra i primi supereroi di colore della storia. Nel 1992 Wesley Snipes era intenzionato a interpretare il ruolo, ma non si fece più nulla (anche se poi Snipes andrà ad interpretare un altro eroe Marvel di colore, Blade) come non si fece più nulla nel 2007, quando i Marvel Studios erano intenzionati a produrre il film, poi subentrò la nascita del MCU e Black Panther venne rinviato a data da destinarsi. Nel 2014 si decise di far esordire il personaggio in Civil War e venne scelto come interprete di T'Challa Chadwick Boseman, mettendolo sotto contratto per più film. Alla regia venne scelto l'astro nascente Ryan Coogler, dopo l'enorme successo di Creed. Chadwick Boseman torna ad interpretare Pantera Nera, affiancato da un gran bel cast comprendente Martin Freeman (Watson in Sherlock e Bilbo ne Lo Hobbit), Andy Serkis (mago della CGI nonché interprete di Gollum ne Il Signore degli Anelli), Forest Whitaker (L'ultimo re di Scozia), Lupita Nyong'o (12 anni schiavo), Daniel Kaluuya (Scappa-Get out), ma soprattutto Michael B. Jordan nel ruolo di Erik Killmonger, vero mattatore del film.
T'Challa è il sovrano del Wakanda,nazione avanzatissima e segreta dell'Africa ed è anche Pantera Nera,figura mistica della con millenni di storia,supereroe internazionale e guardiano del Wakanda. Pantera Nera dovrà affrontare i segreti della sua famiglia,le minacce che si insidiano nel Wakanda e un temibile avversario,Erik Killmonger,pronto a tutto per ottenere ciò che vuole.
Il film è molto bello, fra i migliori dei nuovi singoli Marvel, Coogler continua la sua scia positiva dietro la macchina da presa dopo il primo Creed e confeziona un blockbuster grandioso, mantenendosi autentico e rendendo il film molto personale anche quando si adatta agli stilemi Marvel e inserendo brillantemente una nuova mitologia e un vero e proprio universo nel MCU. Black Panther al contrario di altri film Marvel, che spesso possono mettere la creatività e lo stile dei registi in secondo piano in favore di una uniformità stilistica dei film, ha una propria identità, anche essendo forte delle sue radici Marvel.
La trama non è complicata, ma è ben articolata, al centro vengono messi i personaggi, ma soprattutto il Wakanda, magnifico fulcro (positivo e negativo) della caratterizzazione di tutti i protagonisti. Volendo si può considerare Black Panther un buon mix fra Il Re Leone (e quindi una storia molto shakespeariana) e i temi molto cari ai supereroi Marvel. Il ritmo del film è sempre incalzante, le scene d'azione sono buone ed equilibrate, gli effetti speciali la fanno da padrone, davvero spettacolari, con il Wakanda avanzatissimo, ma sempre fedele alla cultura africana (e quindi una grande cura anche nelle vesti) e anche le musiche sono ben curate, con qualche marcia in più rispetto ad altri film Marvel.
Boseman è un buonissimo T'Challa,un re che deve ancora capire molto del suo ruolo e delle sue responsabilità, ma che ha una grande determinazione ed è disposto a tutto per il suo regno, anche quando dovrà affrontare le ombre dietro l'eredità della Pantera Nera e i segreti della sua famiglia, ha il carisma e la grinta giusta, non padroneggia ancora bene il ruolo, ma anche qui come per Tom Holland ha tutto il tempo per far "crescere" il personaggio. I personaggi femminili sono molto forti e caratterizzati, soprattutto la Nyong'o, la cosa è molto positiva, ma ai fini della trama fa un po' trascurare il protagonista in alcune parti, facendo risultare questa valorizzazione un po' forzata. A far trascurare non poco il protagonista c'è anche Erik Killmonger, antagonista del film interpretato in modo magistrale da Michael B. Jordan. Killmonger è molto più del classico villain da film di supereroi e nel film vengono spiegate molto bene le sue motivazioni, il che contribuisce alla caratterizzazione tridimensionale del personaggio, tra le migliori del Marvel Cinematic Universe. Martin Freeman torna ad interpretare Everett Ross dopo Civil War e finalmente può sviluppare meglio il suo ruolo, che resta comunque marginale all'interno del film.
Black Panther è un gran bel film, ha un bellissimo messaggio di fondo ed è riuscito "a parlare" di temi molto caldi per gli USA e per la popolazione afroamericana e africana, ma anche di attualità internazionale, rimanendo comunque un gran bel film Marvel. Emoziona e fa anche riflettere, ti tiene incollato sullo schermo grazie ad una storia dal respiro tragico (ma con le solite battutine Marvel, anche se molto ben dosate in questo film) e dei personaggi scritti molto bene. La pellicola ha avuto un successo stratosferico, sbancando ai box office di tutto il mondo e incidendo molto nell'immaginario collettivo, ovviamente Coogler è al lavoro sul sequel che dovrebbe veder tornare gran parte del cast, mentre Chadwick Boseman è tornato ad interpretare T'Challa in Avengers: Infinity War. Il film ha battuto anche qualche record di prestigio, ricevendo 7 nomination agli Oscar e vincendone ben tre. Oltre ad essere il film Marvel con più Oscar, è anche il primo film di supereroi ad essere nominato per miglior film. A proposito degli Oscar, per quanto mi sia piaciuto, il riscontro mediatico e il successo di critica (oltre che di pubblico) che ha avuto il film è dovuto più che altro per la parte politica del film e mi dispiace, perché almeno quattro pellicole del MCU sono nettamente migliori di Black Panther e non hanno avuto nessun premio. Insomma, mi fa piacere che abbia avuto i suoi premi, ma non è il miglior film del MCU.
Le curiosità:
-nel 2015 la Marvel già cominciava a cercare un regista per il film, i nomi rimasti in lizza erano F. Gary Gray e Ryan Coogler, ma entrambi rinunciarono per dirigere rispettivamente Fast & Furious 8 e Creed. Paradossalmente, proprio dopo il grande successo del film spin-off di Rocky, Coogler venne nuovamente contattato dalla Marvel per il film, questa volta accettando la regia;
-il prologo del film è ambientato ad Oakland, città natale di Killmonger, ebbene la città della California ha dato i natali al regista del film, Ryan Coogler, che ha voluto così inserire una nota autobiografica;
-Black Panther è il nono maggior incasso della storia del cinema, il terzo maggior incasso di sempre nel Nord America.
Pantera Nera è stato creato nel 1966 da Stan Lee e Jack Kirby ed è fra i primi supereroi di colore della storia. Nel 1992 Wesley Snipes era intenzionato a interpretare il ruolo, ma non si fece più nulla (anche se poi Snipes andrà ad interpretare un altro eroe Marvel di colore, Blade) come non si fece più nulla nel 2007, quando i Marvel Studios erano intenzionati a produrre il film, poi subentrò la nascita del MCU e Black Panther venne rinviato a data da destinarsi. Nel 2014 si decise di far esordire il personaggio in Civil War e venne scelto come interprete di T'Challa Chadwick Boseman, mettendolo sotto contratto per più film. Alla regia venne scelto l'astro nascente Ryan Coogler, dopo l'enorme successo di Creed. Chadwick Boseman torna ad interpretare Pantera Nera, affiancato da un gran bel cast comprendente Martin Freeman (Watson in Sherlock e Bilbo ne Lo Hobbit), Andy Serkis (mago della CGI nonché interprete di Gollum ne Il Signore degli Anelli), Forest Whitaker (L'ultimo re di Scozia), Lupita Nyong'o (12 anni schiavo), Daniel Kaluuya (Scappa-Get out), ma soprattutto Michael B. Jordan nel ruolo di Erik Killmonger, vero mattatore del film.
T'Challa è il sovrano del Wakanda,nazione avanzatissima e segreta dell'Africa ed è anche Pantera Nera,figura mistica della con millenni di storia,supereroe internazionale e guardiano del Wakanda. Pantera Nera dovrà affrontare i segreti della sua famiglia,le minacce che si insidiano nel Wakanda e un temibile avversario,Erik Killmonger,pronto a tutto per ottenere ciò che vuole.
Il film è molto bello, fra i migliori dei nuovi singoli Marvel, Coogler continua la sua scia positiva dietro la macchina da presa dopo il primo Creed e confeziona un blockbuster grandioso, mantenendosi autentico e rendendo il film molto personale anche quando si adatta agli stilemi Marvel e inserendo brillantemente una nuova mitologia e un vero e proprio universo nel MCU. Black Panther al contrario di altri film Marvel, che spesso possono mettere la creatività e lo stile dei registi in secondo piano in favore di una uniformità stilistica dei film, ha una propria identità, anche essendo forte delle sue radici Marvel.
La trama non è complicata, ma è ben articolata, al centro vengono messi i personaggi, ma soprattutto il Wakanda, magnifico fulcro (positivo e negativo) della caratterizzazione di tutti i protagonisti. Volendo si può considerare Black Panther un buon mix fra Il Re Leone (e quindi una storia molto shakespeariana) e i temi molto cari ai supereroi Marvel. Il ritmo del film è sempre incalzante, le scene d'azione sono buone ed equilibrate, gli effetti speciali la fanno da padrone, davvero spettacolari, con il Wakanda avanzatissimo, ma sempre fedele alla cultura africana (e quindi una grande cura anche nelle vesti) e anche le musiche sono ben curate, con qualche marcia in più rispetto ad altri film Marvel.
Boseman è un buonissimo T'Challa,un re che deve ancora capire molto del suo ruolo e delle sue responsabilità, ma che ha una grande determinazione ed è disposto a tutto per il suo regno, anche quando dovrà affrontare le ombre dietro l'eredità della Pantera Nera e i segreti della sua famiglia, ha il carisma e la grinta giusta, non padroneggia ancora bene il ruolo, ma anche qui come per Tom Holland ha tutto il tempo per far "crescere" il personaggio. I personaggi femminili sono molto forti e caratterizzati, soprattutto la Nyong'o, la cosa è molto positiva, ma ai fini della trama fa un po' trascurare il protagonista in alcune parti, facendo risultare questa valorizzazione un po' forzata. A far trascurare non poco il protagonista c'è anche Erik Killmonger, antagonista del film interpretato in modo magistrale da Michael B. Jordan. Killmonger è molto più del classico villain da film di supereroi e nel film vengono spiegate molto bene le sue motivazioni, il che contribuisce alla caratterizzazione tridimensionale del personaggio, tra le migliori del Marvel Cinematic Universe. Martin Freeman torna ad interpretare Everett Ross dopo Civil War e finalmente può sviluppare meglio il suo ruolo, che resta comunque marginale all'interno del film.
Black Panther è un gran bel film, ha un bellissimo messaggio di fondo ed è riuscito "a parlare" di temi molto caldi per gli USA e per la popolazione afroamericana e africana, ma anche di attualità internazionale, rimanendo comunque un gran bel film Marvel. Emoziona e fa anche riflettere, ti tiene incollato sullo schermo grazie ad una storia dal respiro tragico (ma con le solite battutine Marvel, anche se molto ben dosate in questo film) e dei personaggi scritti molto bene. La pellicola ha avuto un successo stratosferico, sbancando ai box office di tutto il mondo e incidendo molto nell'immaginario collettivo, ovviamente Coogler è al lavoro sul sequel che dovrebbe veder tornare gran parte del cast, mentre Chadwick Boseman è tornato ad interpretare T'Challa in Avengers: Infinity War. Il film ha battuto anche qualche record di prestigio, ricevendo 7 nomination agli Oscar e vincendone ben tre. Oltre ad essere il film Marvel con più Oscar, è anche il primo film di supereroi ad essere nominato per miglior film. A proposito degli Oscar, per quanto mi sia piaciuto, il riscontro mediatico e il successo di critica (oltre che di pubblico) che ha avuto il film è dovuto più che altro per la parte politica del film e mi dispiace, perché almeno quattro pellicole del MCU sono nettamente migliori di Black Panther e non hanno avuto nessun premio. Insomma, mi fa piacere che abbia avuto i suoi premi, ma non è il miglior film del MCU.
Le curiosità:
-nel 2015 la Marvel già cominciava a cercare un regista per il film, i nomi rimasti in lizza erano F. Gary Gray e Ryan Coogler, ma entrambi rinunciarono per dirigere rispettivamente Fast & Furious 8 e Creed. Paradossalmente, proprio dopo il grande successo del film spin-off di Rocky, Coogler venne nuovamente contattato dalla Marvel per il film, questa volta accettando la regia;
-il prologo del film è ambientato ad Oakland, città natale di Killmonger, ebbene la città della California ha dato i natali al regista del film, Ryan Coogler, che ha voluto così inserire una nota autobiografica;
-Black Panther è il nono maggior incasso della storia del cinema, il terzo maggior incasso di sempre nel Nord America.
domenica 21 aprile 2019
Thor Ragnarok: lo zio del tuono (Road to Avengers Endgame)
La corsa verso Endgame non si ferma neanche a Pasqua. Dopo aver introdotto nuovi eroi nel MCU, tocca parlare del sequel di uno dei pilastri del MCU, l'unico Avenger della fase uno ancora senza un terzo capitolo cinematografico, il dio del tuono di Asgard, Thor, di cui si sono perse le tracce dopo Age of Ultron e grande assente di Civil War insieme a Hulk, non per niente le trame del gigante verde e del figlio di Odino si incroceranno proprio in questo film, dal titolo apocalittico Thor Ragnarok.
Di un terzo capitolo dedicato a Thor se ne parlava già nel 2014, dopo gli eventi di Age of Ultro si decise di rimandare il film per dare spazio alle altre pellicole previste, ma il terzo film di Thor sarebbe stato comunque importante per la fase tre del MCU e per rispondere alle domande lasciate in sospeso dopo Age of Ultron. Alan Taylor, regista di The Dark World rifiuta di tornare alla regia e nel 2015 dopo aver vagliato divers candidati, Feige sceglie Taika Waititi per stare dietro alla macchina da presa, la produzione viene convinta da Waititi quando quest'ultimo propone fin da subito di impostare il film con forti toni da commedia. Hemsworth e Hiddleston riprendono i ruoli di Thor e Loki, Mark Ruffalo ritorna ad interpretare Hulk/Bruce Banner e al cast si aggiungono nomi di un certo livello, come Jeff Goldblum, che interpreta il megalomane Gran Maestro e Cate Blanchett, che interpreta la villain Hela, la dea della morte. Troviamo anche Tessa Thompson nel ruolo di Valchiria, Karl Urban nel ruolo di Skurge l'esecutore e in una piccola parte Benedict Cumberbatch, che riprende il ruolo di Doctor Strange. Idris Elba e Anthony Hopkins riprendono i ruoli, rispettivamente, di Heimdall e Odino.
Il film stravolge completamente lo status quo di Thor, dalla critica è stato considerato il miglior film della trilogia del dio del tuono ed è stata apprezzata la regia di Waititi, peccato che il film sia, nel mio parere, la peggiore pellicola del Marvel Cinematic Universe per diversi motivi. Il film è il culmine dell'umorismo Marvel, pieno zeppo delle battutine e delle gag, divenute una specie di tassa obbligatoria per i film Marvel, dopo il primo Guardiani della Galassia, ma in Thor Ragnarok si arriva al punto di saturazione dell'umorismo Marvel, che diventa vera e propria demenzialità. Il film è divertente e spesso strappa ben più di una risata, ma il troppo storpia e l'umorismo sfrenato ammazza completamente i toni seri del film, che sono al minimo storico per un film Marvel. La cosa è totalmente personale, più che altro perché ho un'idea molto diversa di Thor e del suo mondo.
Per me Thor rappresenta la potenza personificata, il dio del tuono e della tempesta, insomma l'eroe Marvel più epico di tutti, con la sua verve shakespeariana e le sue avventure mitologiche, suppergiù la cosa veniva rispettata nelle sua altre apparizioni cinematografiche, mentre in Thor Ragnarok il dio del tuono è una macchietta, una spalla comica e una fonte inesauribile di gag, come il suo degno compare di questo film, Hulk. Insomma, i Christian De Sica e Massimo Boldi della Marvel. Ora, non bisogna fare di tutta l'erba un fascio, la battaglia finale, le parti con Odino e il combattimento con Hulk funzionano alla grande e prese singolarmente sono ottime rappresentazioni della figura di Thor, un personaggio che ha esordito nel 2011 al cinema, ma che non ha avuto lo sviluppo di Iron Man o di Cap. Inoltre nel film ci sono molti cambiamenti per il figlio di Odino, cambiamenti importanti e molto interessante, gestiti male, purtroppo.
Chris Hemsworth scatena tutta la sua comicità in questa sua nuova interpretazione di Thor, sempre più guascone e divertente, ma nei momenti "buoni" mostra ancora il suo piglio epico. Tom Hiddleston torna ad interpretare Loki, uno dei migliori personaggi del MCU e fra i più sfaccettati, purtroppo in questo film risulta quasi ridondante e ripetitivo il suo continuo ingannare, ma il tutto portò ad un epilogo soddisfacente per il personaggio alla fine del film. Cate Blanchett è l'attrice di primo livello scritturata per il ruolo da villain, tocca a lei interpretare Hela, la dea della morte asgardiana, ma la bravura e il carisma dell'attrice australiana non può fare niente contro l'ennesimo villain piatto della Marvel, anche se è sicuramente fra le più eleganti nemiche del MCU. Tessa Thompson entra a far parte del MCU nel ruolo di Valchiria, dimostrando una buona chimica con l'attore protagonista, ma il suo personaggio non viene sviluppato più di tanto. Mark Ruffalo riprende il ruolo di Bruce Banner, fuori dal suo ambiente in questo film e la sua presenza serve solo per spiegare cosa effettivamente è successo dopo Age of Ultron e poco altro. Poco spazio a Idris Elba, Karl Urban e Anthony Hopkins, anche se quest'ultimo riesce a valorizzare davvero con poco il suo ruolo e anche Elba non fa una brutta figura. Jeff Goldblum irriverente e un po' troppo chic nel suo particolare ruolo, un po' sprecato, ma funzionale.
Una grande occasione sprecata, ecco cos'è Thor Ragnarok, un film che cerca di fare l'occhiolino all'umorismo sfrenato di Guardiani della Galassia (con tanto di colonna sonora) e cerca di legare il tutto con una trama epica, con risultati altalenanti e mal riusciti. I momenti "cool" non salvano la pellicola da diventare la peggiore di tutto il MCU, sempre meglio di altri film di supereroi, ma che non regge il confronto con tantissime pellicole di Feige e soci.
Le curiosità:
-nella scena dello spettacolo teatrale celebrato ad Asgard ad inizio film, ci sono diversi camei d'eccezione: Odino viene "interpretato" da Sam Neil, Loki da nientedimeno che Matt Damon e Thor da Luke Hemsworth, fratello maggiore di Chris;
-il regista Taika Waititi si ritaglia un piccolo ruolo all'interno del film (proprio come il regista Jon Favreau interpreta Happy Hogan) interpretando il roccioso e simpatico Korg;
-voci di corridoio di questi giorni, sempre più consistenti, vedono Waititi tornare alla regia per un prossimo quarto capitolo dedicato a Thor, anche se è tutto ancora da vedere. Infatti sappiamo che Robert Downey Jr. e Chris Evans interpreteranno per l'ultima volta Iron Man e Cap in Endgame, mentre per Thor ancora si sa poco riguardo il suo futuro (e la sua sorte).
Di un terzo capitolo dedicato a Thor se ne parlava già nel 2014, dopo gli eventi di Age of Ultro si decise di rimandare il film per dare spazio alle altre pellicole previste, ma il terzo film di Thor sarebbe stato comunque importante per la fase tre del MCU e per rispondere alle domande lasciate in sospeso dopo Age of Ultron. Alan Taylor, regista di The Dark World rifiuta di tornare alla regia e nel 2015 dopo aver vagliato divers candidati, Feige sceglie Taika Waititi per stare dietro alla macchina da presa, la produzione viene convinta da Waititi quando quest'ultimo propone fin da subito di impostare il film con forti toni da commedia. Hemsworth e Hiddleston riprendono i ruoli di Thor e Loki, Mark Ruffalo ritorna ad interpretare Hulk/Bruce Banner e al cast si aggiungono nomi di un certo livello, come Jeff Goldblum, che interpreta il megalomane Gran Maestro e Cate Blanchett, che interpreta la villain Hela, la dea della morte. Troviamo anche Tessa Thompson nel ruolo di Valchiria, Karl Urban nel ruolo di Skurge l'esecutore e in una piccola parte Benedict Cumberbatch, che riprende il ruolo di Doctor Strange. Idris Elba e Anthony Hopkins riprendono i ruoli, rispettivamente, di Heimdall e Odino.
Il film stravolge completamente lo status quo di Thor, dalla critica è stato considerato il miglior film della trilogia del dio del tuono ed è stata apprezzata la regia di Waititi, peccato che il film sia, nel mio parere, la peggiore pellicola del Marvel Cinematic Universe per diversi motivi. Il film è il culmine dell'umorismo Marvel, pieno zeppo delle battutine e delle gag, divenute una specie di tassa obbligatoria per i film Marvel, dopo il primo Guardiani della Galassia, ma in Thor Ragnarok si arriva al punto di saturazione dell'umorismo Marvel, che diventa vera e propria demenzialità. Il film è divertente e spesso strappa ben più di una risata, ma il troppo storpia e l'umorismo sfrenato ammazza completamente i toni seri del film, che sono al minimo storico per un film Marvel. La cosa è totalmente personale, più che altro perché ho un'idea molto diversa di Thor e del suo mondo.
Per me Thor rappresenta la potenza personificata, il dio del tuono e della tempesta, insomma l'eroe Marvel più epico di tutti, con la sua verve shakespeariana e le sue avventure mitologiche, suppergiù la cosa veniva rispettata nelle sua altre apparizioni cinematografiche, mentre in Thor Ragnarok il dio del tuono è una macchietta, una spalla comica e una fonte inesauribile di gag, come il suo degno compare di questo film, Hulk. Insomma, i Christian De Sica e Massimo Boldi della Marvel. Ora, non bisogna fare di tutta l'erba un fascio, la battaglia finale, le parti con Odino e il combattimento con Hulk funzionano alla grande e prese singolarmente sono ottime rappresentazioni della figura di Thor, un personaggio che ha esordito nel 2011 al cinema, ma che non ha avuto lo sviluppo di Iron Man o di Cap. Inoltre nel film ci sono molti cambiamenti per il figlio di Odino, cambiamenti importanti e molto interessante, gestiti male, purtroppo.
Chris Hemsworth scatena tutta la sua comicità in questa sua nuova interpretazione di Thor, sempre più guascone e divertente, ma nei momenti "buoni" mostra ancora il suo piglio epico. Tom Hiddleston torna ad interpretare Loki, uno dei migliori personaggi del MCU e fra i più sfaccettati, purtroppo in questo film risulta quasi ridondante e ripetitivo il suo continuo ingannare, ma il tutto portò ad un epilogo soddisfacente per il personaggio alla fine del film. Cate Blanchett è l'attrice di primo livello scritturata per il ruolo da villain, tocca a lei interpretare Hela, la dea della morte asgardiana, ma la bravura e il carisma dell'attrice australiana non può fare niente contro l'ennesimo villain piatto della Marvel, anche se è sicuramente fra le più eleganti nemiche del MCU. Tessa Thompson entra a far parte del MCU nel ruolo di Valchiria, dimostrando una buona chimica con l'attore protagonista, ma il suo personaggio non viene sviluppato più di tanto. Mark Ruffalo riprende il ruolo di Bruce Banner, fuori dal suo ambiente in questo film e la sua presenza serve solo per spiegare cosa effettivamente è successo dopo Age of Ultron e poco altro. Poco spazio a Idris Elba, Karl Urban e Anthony Hopkins, anche se quest'ultimo riesce a valorizzare davvero con poco il suo ruolo e anche Elba non fa una brutta figura. Jeff Goldblum irriverente e un po' troppo chic nel suo particolare ruolo, un po' sprecato, ma funzionale.
Una grande occasione sprecata, ecco cos'è Thor Ragnarok, un film che cerca di fare l'occhiolino all'umorismo sfrenato di Guardiani della Galassia (con tanto di colonna sonora) e cerca di legare il tutto con una trama epica, con risultati altalenanti e mal riusciti. I momenti "cool" non salvano la pellicola da diventare la peggiore di tutto il MCU, sempre meglio di altri film di supereroi, ma che non regge il confronto con tantissime pellicole di Feige e soci.
Le curiosità:
-nella scena dello spettacolo teatrale celebrato ad Asgard ad inizio film, ci sono diversi camei d'eccezione: Odino viene "interpretato" da Sam Neil, Loki da nientedimeno che Matt Damon e Thor da Luke Hemsworth, fratello maggiore di Chris;
-il regista Taika Waititi si ritaglia un piccolo ruolo all'interno del film (proprio come il regista Jon Favreau interpreta Happy Hogan) interpretando il roccioso e simpatico Korg;
-voci di corridoio di questi giorni, sempre più consistenti, vedono Waititi tornare alla regia per un prossimo quarto capitolo dedicato a Thor, anche se è tutto ancora da vedere. Infatti sappiamo che Robert Downey Jr. e Chris Evans interpreteranno per l'ultima volta Iron Man e Cap in Endgame, mentre per Thor ancora si sa poco riguardo il suo futuro (e la sua sorte).
sabato 20 aprile 2019
Spider-Man Homecoming: bentornato a casa, Peter Parker! (Road to Avengers Endgame)
Dopo essere stato introdotto in Captain America-Civil War, la collaborazione fra Marvel Studios e Sony continua e nel 2017 porta al cinema la versione del MCU del supereroe Marvel più famoso di tutti i tempi, con Spider-Man Homecoming.
La colossale collaborazione fra Marvel Studios e Sony è dettata da numerosi fattori, gli Studios hanno sempre voluto inserire Peter Parker nel loro ormai forte MCU, ma la questione dei diritti di trasposizione ha sempre posto una barriera fra la compagnia di Feige e la Sony. Quest'ultima infatti negli anni ha cercato di fare quasi da concorrenza agli Studios, producendo un reboot del personaggio con The Amazing Spider-Man nel 2012 e cavalcando così l'onda del successo del genere dei supereroi creatasi proprio grazie alla nascita del MCU. Il primo film ha un modesto successo, mentre il secondo capitolo, del 2014, viene ritenuto un colossale flop dall'azienda (anche se non avrà brutti incassi). Approfittando della cosa, i Marvel Studios convincono la Sony ad aprire ad una collaborazione e così il personaggio viene rebootato nuovamente ed inserito nel MCU nel terzo capitolo dedicato a Cap. Per il ruolo vennero presi in considerazione quasi 1500 candidati, ma a spuntarla è il giovane Tom Holland, dopo aver convinto Feige, i fratelli Russo e la Sony con i suoi provini, fatti insieme a Robert Downey Jr. e Chris Evans, per testare la chimica fra gli attori. Dopo la sua apparizione Civil War, si decide così di produrre il primo (di chissà quanti, almeno tre, come previsto dal contratto di Holland) film dedicato a Spider-Man inserito nel MCU, dal titolo Homecoming, che fa riferimento anche al "ritorno in Marvel" del personaggio.
Alla regia troviamo Jon Watts, che collabora anche alla sceneggiatura, mentre il cast si compone di: Tom Holland, ovviamente, interprete di Peter Parker, Marisa Tomei nel ruolo di zia May (la zia May più "atipica" di sempre) e Zendaya nel ruolo della strana del liceo, Michelle. Ritroviamo anche Jon Favreau, che ritorna nei panni dell'autista tuttofare di Tony Stark, Happy Hogan e lo stesso Tony, interpretato ovviamente da Robert Downey Jr. il cui ruolo da mentore di Peter continua ad essere presente dopo Civil War. Per il ruolo del villain, una figura sempre fondamentale nei film di Spidey, viene scelto l'Avvoltoio dalla folta schiera dei cattivi fumettistici di Spider-Man e per l'attore che lo deve interpretare viene scelto una star di tutto rispetto, nientedimeno di Michael Keaton.
Non era facile confezionare un nuovo film di Spider-Man (dopo la trilogia di Raimi e i due film Amazing) e allo stesso tempo inserirlo nel MCU, dopotutto non si tratta di trasporre un altro eroe Marvel, magari poco conosciuto, come Doctor Strange o Ant-Man, ma si tratta di presentare nuovamente le vicende di Peter Parker, il personaggio Marvel più famoso e conosciuto al mondo. Watts si ispira ai film adolescenziali classici di John Hughes e quindi ai toni spensierati e scanzonati, con i drammi da teenager a tenere banco e lo amalgama con il mondo di Peter, i suoi poteri e le sue responsabilità, infatti lo Spider-Man del MCU è proprio agli inizi e quindi va ancora al liceo, ma Spider-Man non è solo teen drama e battutine. Per gran parte del primo tempo ho avuto il timore che questo nuovo Spidey fosse solo quello, spensierato e scanzonato, tutto battutine e terribilmente teen, dimenticando i suoi drammi e le sue responsabilità, quell'aria di sfortuna e tragedia che lo permea alla fine delle sue avventure, le sue vittorie agrodolci. Per fortuna poi, il film si riprende e anche alla grande. Nella seconda parte del film, il personaggio cresce finalmente, risalta la sua forza, che oltre ai suoi poteri, proviene dal suo grande carattere. Alla fine, giudicando nel complesso il film, si può dire di avere finalmente uno Spider-Man solido e sopratutto ben inserito nell'universo Marvel, che funziona sia in singolo che in gruppo, deve ancora crescere, ma sarà un piacere seguire il suo percorso.
Tom Holland è un buon Peter Parker, ha il piglio giusto e riesce ad essere ottimo sia nelle parti più divertenti del personaggio che in quelle più serie e tragiche, ancora non padroneggia totalmente il ruolo, ma ha tutto il potenziale per sviluppare il personaggio in maniera maggiore rispetto a quanto Tobey Maguire (ancora il migliore nel ruolo) e Andrew Garfield abbiano fatto. Robert Downey Jr. porta il suo Tony in una direzione finora mai presa, quella del mentore di un eroe, prendendo atto di essere Iron Man da 9 anni (nel 2017) e comunque essere diventato un'icona che nel tempo ha reso il personaggio popolare quasi quanto lo stesso Spider-Man. La parte del leone spetta a Michael Keaton, un attore di prima classe che apprezzo molto, che si piazza a mani basse fra i migliori villain della Marvel con il suo Avvoltoio, un personaggio che sulla carta non rappresenta chissà quale minaccia, ma interpretato da Keaton diventa spietato e sfaccettato e che nel film è anche al centro di un colpo di scena niente male.
Questo Homecoming non sarà il film definitivo di Spider-Man (che resta Spider-Man 2 a mio parere), ma rappresenta un ottimo punto d'inizio e un buon film sul ragno.
Le curiosità:
-dopo l'inserimento di Spider-Man nel MCU, una teoria dei fan (poi accettata dalla Marvel) vedeva in Peter Parker il bambino vestito da Iron Man presente in una scena di Iron Man 2;
-la voce di Karen, l'intelligenza artificiale del costume di Spidey, è di Jennifer Connelly, moglie di Paul Bettany, che invece era la voce del Jarvis di Tony Stark, nonché interprete di Visione;
-in una scena tagliata del combattimento fra Spider-Man e l'Avvoltoio, quest'ultimo risponde al "io sono Spider-Man" del protagonista con un ironico "io sono Batman", citazione al fatto che Keaton è stato il Batman di Tim Barton nei suoi due magnifici film.
La colossale collaborazione fra Marvel Studios e Sony è dettata da numerosi fattori, gli Studios hanno sempre voluto inserire Peter Parker nel loro ormai forte MCU, ma la questione dei diritti di trasposizione ha sempre posto una barriera fra la compagnia di Feige e la Sony. Quest'ultima infatti negli anni ha cercato di fare quasi da concorrenza agli Studios, producendo un reboot del personaggio con The Amazing Spider-Man nel 2012 e cavalcando così l'onda del successo del genere dei supereroi creatasi proprio grazie alla nascita del MCU. Il primo film ha un modesto successo, mentre il secondo capitolo, del 2014, viene ritenuto un colossale flop dall'azienda (anche se non avrà brutti incassi). Approfittando della cosa, i Marvel Studios convincono la Sony ad aprire ad una collaborazione e così il personaggio viene rebootato nuovamente ed inserito nel MCU nel terzo capitolo dedicato a Cap. Per il ruolo vennero presi in considerazione quasi 1500 candidati, ma a spuntarla è il giovane Tom Holland, dopo aver convinto Feige, i fratelli Russo e la Sony con i suoi provini, fatti insieme a Robert Downey Jr. e Chris Evans, per testare la chimica fra gli attori. Dopo la sua apparizione Civil War, si decide così di produrre il primo (di chissà quanti, almeno tre, come previsto dal contratto di Holland) film dedicato a Spider-Man inserito nel MCU, dal titolo Homecoming, che fa riferimento anche al "ritorno in Marvel" del personaggio.
Alla regia troviamo Jon Watts, che collabora anche alla sceneggiatura, mentre il cast si compone di: Tom Holland, ovviamente, interprete di Peter Parker, Marisa Tomei nel ruolo di zia May (la zia May più "atipica" di sempre) e Zendaya nel ruolo della strana del liceo, Michelle. Ritroviamo anche Jon Favreau, che ritorna nei panni dell'autista tuttofare di Tony Stark, Happy Hogan e lo stesso Tony, interpretato ovviamente da Robert Downey Jr. il cui ruolo da mentore di Peter continua ad essere presente dopo Civil War. Per il ruolo del villain, una figura sempre fondamentale nei film di Spidey, viene scelto l'Avvoltoio dalla folta schiera dei cattivi fumettistici di Spider-Man e per l'attore che lo deve interpretare viene scelto una star di tutto rispetto, nientedimeno di Michael Keaton.
Non era facile confezionare un nuovo film di Spider-Man (dopo la trilogia di Raimi e i due film Amazing) e allo stesso tempo inserirlo nel MCU, dopotutto non si tratta di trasporre un altro eroe Marvel, magari poco conosciuto, come Doctor Strange o Ant-Man, ma si tratta di presentare nuovamente le vicende di Peter Parker, il personaggio Marvel più famoso e conosciuto al mondo. Watts si ispira ai film adolescenziali classici di John Hughes e quindi ai toni spensierati e scanzonati, con i drammi da teenager a tenere banco e lo amalgama con il mondo di Peter, i suoi poteri e le sue responsabilità, infatti lo Spider-Man del MCU è proprio agli inizi e quindi va ancora al liceo, ma Spider-Man non è solo teen drama e battutine. Per gran parte del primo tempo ho avuto il timore che questo nuovo Spidey fosse solo quello, spensierato e scanzonato, tutto battutine e terribilmente teen, dimenticando i suoi drammi e le sue responsabilità, quell'aria di sfortuna e tragedia che lo permea alla fine delle sue avventure, le sue vittorie agrodolci. Per fortuna poi, il film si riprende e anche alla grande. Nella seconda parte del film, il personaggio cresce finalmente, risalta la sua forza, che oltre ai suoi poteri, proviene dal suo grande carattere. Alla fine, giudicando nel complesso il film, si può dire di avere finalmente uno Spider-Man solido e sopratutto ben inserito nell'universo Marvel, che funziona sia in singolo che in gruppo, deve ancora crescere, ma sarà un piacere seguire il suo percorso.
Tom Holland è un buon Peter Parker, ha il piglio giusto e riesce ad essere ottimo sia nelle parti più divertenti del personaggio che in quelle più serie e tragiche, ancora non padroneggia totalmente il ruolo, ma ha tutto il potenziale per sviluppare il personaggio in maniera maggiore rispetto a quanto Tobey Maguire (ancora il migliore nel ruolo) e Andrew Garfield abbiano fatto. Robert Downey Jr. porta il suo Tony in una direzione finora mai presa, quella del mentore di un eroe, prendendo atto di essere Iron Man da 9 anni (nel 2017) e comunque essere diventato un'icona che nel tempo ha reso il personaggio popolare quasi quanto lo stesso Spider-Man. La parte del leone spetta a Michael Keaton, un attore di prima classe che apprezzo molto, che si piazza a mani basse fra i migliori villain della Marvel con il suo Avvoltoio, un personaggio che sulla carta non rappresenta chissà quale minaccia, ma interpretato da Keaton diventa spietato e sfaccettato e che nel film è anche al centro di un colpo di scena niente male.
Questo Homecoming non sarà il film definitivo di Spider-Man (che resta Spider-Man 2 a mio parere), ma rappresenta un ottimo punto d'inizio e un buon film sul ragno.
Le curiosità:
-dopo l'inserimento di Spider-Man nel MCU, una teoria dei fan (poi accettata dalla Marvel) vedeva in Peter Parker il bambino vestito da Iron Man presente in una scena di Iron Man 2;
-la voce di Karen, l'intelligenza artificiale del costume di Spidey, è di Jennifer Connelly, moglie di Paul Bettany, che invece era la voce del Jarvis di Tony Stark, nonché interprete di Visione;
-in una scena tagliata del combattimento fra Spider-Man e l'Avvoltoio, quest'ultimo risponde al "io sono Spider-Man" del protagonista con un ironico "io sono Batman", citazione al fatto che Keaton è stato il Batman di Tim Barton nei suoi due magnifici film.
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