Dopo essere stato introdotto in Captain America-Civil War, la collaborazione fra Marvel Studios e Sony continua e nel 2017 porta al cinema la versione del MCU del supereroe Marvel più famoso di tutti i tempi, con Spider-Man Homecoming.
La colossale collaborazione fra Marvel Studios e Sony è dettata da numerosi fattori, gli Studios hanno sempre voluto inserire Peter Parker nel loro ormai forte MCU, ma la questione dei diritti di trasposizione ha sempre posto una barriera fra la compagnia di Feige e la Sony. Quest'ultima infatti negli anni ha cercato di fare quasi da concorrenza agli Studios, producendo un reboot del personaggio con The Amazing Spider-Man nel 2012 e cavalcando così l'onda del successo del genere dei supereroi creatasi proprio grazie alla nascita del MCU. Il primo film ha un modesto successo, mentre il secondo capitolo, del 2014, viene ritenuto un colossale flop dall'azienda (anche se non avrà brutti incassi). Approfittando della cosa, i Marvel Studios convincono la Sony ad aprire ad una collaborazione e così il personaggio viene rebootato nuovamente ed inserito nel MCU nel terzo capitolo dedicato a Cap. Per il ruolo vennero presi in considerazione quasi 1500 candidati, ma a spuntarla è il giovane Tom Holland, dopo aver convinto Feige, i fratelli Russo e la Sony con i suoi provini, fatti insieme a Robert Downey Jr. e Chris Evans, per testare la chimica fra gli attori. Dopo la sua apparizione Civil War, si decide così di produrre il primo (di chissà quanti, almeno tre, come previsto dal contratto di Holland) film dedicato a Spider-Man inserito nel MCU, dal titolo Homecoming, che fa riferimento anche al "ritorno in Marvel" del personaggio.
Alla regia troviamo Jon Watts, che collabora anche alla sceneggiatura, mentre il cast si compone di: Tom Holland, ovviamente, interprete di Peter Parker, Marisa Tomei nel ruolo di zia May (la zia May più "atipica" di sempre) e Zendaya nel ruolo della strana del liceo, Michelle. Ritroviamo anche Jon Favreau, che ritorna nei panni dell'autista tuttofare di Tony Stark, Happy Hogan e lo stesso Tony, interpretato ovviamente da Robert Downey Jr. il cui ruolo da mentore di Peter continua ad essere presente dopo Civil War. Per il ruolo del villain, una figura sempre fondamentale nei film di Spidey, viene scelto l'Avvoltoio dalla folta schiera dei cattivi fumettistici di Spider-Man e per l'attore che lo deve interpretare viene scelto una star di tutto rispetto, nientedimeno di Michael Keaton.
Non era facile confezionare un nuovo film di Spider-Man (dopo la trilogia di Raimi e i due film Amazing) e allo stesso tempo inserirlo nel MCU, dopotutto non si tratta di trasporre un altro eroe Marvel, magari poco conosciuto, come Doctor Strange o Ant-Man, ma si tratta di presentare nuovamente le vicende di Peter Parker, il personaggio Marvel più famoso e conosciuto al mondo. Watts si ispira ai film adolescenziali classici di John Hughes e quindi ai toni spensierati e scanzonati, con i drammi da teenager a tenere banco e lo amalgama con il mondo di Peter, i suoi poteri e le sue responsabilità, infatti lo Spider-Man del MCU è proprio agli inizi e quindi va ancora al liceo, ma Spider-Man non è solo teen drama e battutine. Per gran parte del primo tempo ho avuto il timore che questo nuovo Spidey fosse solo quello, spensierato e scanzonato, tutto battutine e terribilmente teen, dimenticando i suoi drammi e le sue responsabilità, quell'aria di sfortuna e tragedia che lo permea alla fine delle sue avventure, le sue vittorie agrodolci. Per fortuna poi, il film si riprende e anche alla grande. Nella seconda parte del film, il personaggio cresce finalmente, risalta la sua forza, che oltre ai suoi poteri, proviene dal suo grande carattere. Alla fine, giudicando nel complesso il film, si può dire di avere finalmente uno Spider-Man solido e sopratutto ben inserito nell'universo Marvel, che funziona sia in singolo che in gruppo, deve ancora crescere, ma sarà un piacere seguire il suo percorso.
Tom Holland è un buon Peter Parker, ha il piglio giusto e riesce ad essere ottimo sia nelle parti più divertenti del personaggio che in quelle più serie e tragiche, ancora non padroneggia totalmente il ruolo, ma ha tutto il potenziale per sviluppare il personaggio in maniera maggiore rispetto a quanto Tobey Maguire (ancora il migliore nel ruolo) e Andrew Garfield abbiano fatto. Robert Downey Jr. porta il suo Tony in una direzione finora mai presa, quella del mentore di un eroe, prendendo atto di essere Iron Man da 9 anni (nel 2017) e comunque essere diventato un'icona che nel tempo ha reso il personaggio popolare quasi quanto lo stesso Spider-Man. La parte del leone spetta a Michael Keaton, un attore di prima classe che apprezzo molto, che si piazza a mani basse fra i migliori villain della Marvel con il suo Avvoltoio, un personaggio che sulla carta non rappresenta chissà quale minaccia, ma interpretato da Keaton diventa spietato e sfaccettato e che nel film è anche al centro di un colpo di scena niente male.
Questo Homecoming non sarà il film definitivo di Spider-Man (che resta Spider-Man 2 a mio parere), ma rappresenta un ottimo punto d'inizio e un buon film sul ragno.
Le curiosità:
-dopo l'inserimento di Spider-Man nel MCU, una teoria dei fan (poi accettata dalla Marvel) vedeva in Peter Parker il bambino vestito da Iron Man presente in una scena di Iron Man 2;
-la voce di Karen, l'intelligenza artificiale del costume di Spidey, è di Jennifer Connelly, moglie di Paul Bettany, che invece era la voce del Jarvis di Tony Stark, nonché interprete di Visione;
-in una scena tagliata del combattimento fra Spider-Man e l'Avvoltoio, quest'ultimo risponde al "io sono Spider-Man" del protagonista con un ironico "io sono Batman", citazione al fatto che Keaton è stato il Batman di Tim Barton nei suoi due magnifici film.





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